«Ci è davvero dispiaciuto non poterlo ospitare noi, ma nostro figlio era malato e siamo stati molto felici che lo abbiate fatto voi».
Parla a bassa voce, ma il tono è quello di rammarico, di chi è convinto di aver perso una bella opportunità. Lui annuisce e poi si complimenta con Amir.
«Ho saputo che hai ottenuto il massimo dei voti: non ne avevo dubbi. Vorremmo averti a cena questa sera, ma, da quello che ci hai detto, il tuo volo parte alle ventuno e quindi non c’è possibilità di festeggiare con te. Se ti fa piacere potremmo accompagnarti noi all’aeroporto».
Mentre parla mi guarda e poi mi invita a seguirlo nello studio. In realtà ci fermiamo a metà del corridoio.
«Vorremmo avere la possibilità di fare anche noi una piccola festa con lui. Inoltre voi avete già fatto tanto che ci sembra giusto almeno offrirci per accompagnarlo a prendere il volo».
Mi guarda in maniera intensa, cercando di farmi capire che lo vorrebbe avere un po' con lui. Mi volto e vedo che sua moglie lo guarda con occhi carichi di desiderio. Mi rendo conto che sto per fare una pazzia, ma azzardo.
«Caro amico mio, penso proprio che tu debba darti da fare per permettere anche alla tua signora di esternare la sua disponibilità per quel ragazzo così garbato e gentile. La mia ha avuto tutta la notte e lui è stato molto prodigo nell’accettare e ricambiare le sue attenzioni. Quindi, se non gli volgiamo far perdere il volo, sarà opportuno che tu dica a tua moglie che è meglio non indugiare oltre».
Mi guarda basito. Poi si gira e vede la sua donna che sta in piedi davanti ad Amir e gli parla, mentre Irene sta seduta ed osserva la scena in silenzio. Torniamo in sala e lui, dopo aver dato una occhiata a me, Irene ed Amir si avvicina a sua moglie e la spinge fra le braccia di Amir che, per un attimo, resta sorpreso ed immobile. Si gira, mi guarda e vede il cenno di assenso che gli rivolgo. Allora stringe la donna fra le braccia e la bacia con passione, sotto lo sguardo estasiato di Marco, che vede Clara, sua moglie, prima rispondere a quel bacio focoso e poi inginocchiarsi ed afferrare, da sopra i pantaloni, il cazzo quasi duro di Amir. Mi siedo vicino a mia moglie e restiamo a guardare Clara lo spoglia velocemente e resta ammirata quando vede quel cazzo enorme, non ancora del tutto eretto, che penzola fra le gambe di Amir.
«ODDDIO! È enorme! Com'è possibile prenderlo? È troppo grosso! Mi fa paura!»
Irene scatta in piedi e si posiziona vicino a lei. Afferra il palo che sta lievitando e lo imbocca, per leccarlo un poco e poi passarlo a Clara.
«Dai, non fare la verginella! Io ieri sera me lo sono preso assieme a quello di mio marito e ti assicuro che anche lui non è messo male. Rilassati e goditi questa scopata che, vedrai, resterà indimenticabile».
Marco sta seduto su di una poltrona. Ha estratto il cazzo dai pantaloni e si sega. Certo in paragone a quello di Amir è microscopico e anche nei confronti del mio, ma lui non se ne cura. Tutto quello a cui è interessato è vedere sua moglie alle prese con il cazzo enorme che ha davanti. Amir la fa inginocchiare sul divano, si mette dietro di lei e la lecca, portandola ad un'eccitazione pazzesca. Clara trema, scossa dal piacere, mentre Irene si occupa del cazzo di Amir: glielo succhia e lo sta facendo diventare lungo e completamente eretto. Un vero gigante che Marco non può far a meno di ammirare ed attendere con ansia che penetri la sua donna.
«Accidenti! Un vero MOSTRO! Clara, questo ti sventra e slabbra tutta la fica con quel palo! Finalmente sarai appagata! Era da tanto ne volevi uno grosso e, adesso, te lo puoi prendere tutto e farti sfondare tutta, culo compreso, perché anche quello ti deve sfondare. Te lo deve far arrivare in gola. Questa troia si è scopata tutti i maschi che abbiamo ospitato, ma mai un ragazzo di colore, e le era dispiaciuto molto ad apprendere dalla nostra amica che lui era iperdotato. Dai ragazzo, sfondala tutta!»
Lei non ascolta nemmeno le parole del marito, presa com'è dal piacere che sta provando. Poi lui si solleva e imbocca il suo totem fra le fradice labbra di quella fighetta stretta, mentre Irene si abbassa e va a leccarla da sotto. Mi sollevo a mia volta e non perdo l’occasione di mettermi davanti alla sua bocca, per farle succhiare il mio cazzo: era da tanto che lo desidero. Mi ha sempre eccitato il suo volto da santerellina, che adesso si sta rivelando essere una vera troia, cosa che io e mia moglie avevamo sospettato da sempre: si danno arie da bigotte, ma, in realtà, celano la loro indole da scatenate puttane. Amir le affonda dentro il suo mostro e, ad ogni spinta, la solleva dal pavimento. Lei si appoggia al divano e gode per tutto quello che le stiamo facendo, lui in fica, Irene che la lecca e le impasta i seni e io che le spingo il cazzo in gola sempre più in profondità. Gode vibrando come le corde di un violino: è scossa da un piacere immenso. Si sfila il mio cazzo dalla bocca ed urla il suo orgasmo. Marco la guarda estasiato. Incrocio lo sguardo di Amir e, con un cenno del capo, decidiamo che adesso deve sentire il massimo del piacere. Lui la prende per i fianchi e si siede sul divano, con lei che gli dona le spalle; poi la solleva. Irene le tiene le gambe aperte, avendo intuito il nostro piano e Amir si sfila dalla fica slabbrata e, con un movimento deciso, glielo pianta dentro il culo. Lei sbarra gli occhi, spalanca la bocca, ma non le esce alcun suono. Il suo volto è stravolto! Marco che ha assistito con interesse alla scena, ci incita ad essere ancor più duri con lei.
«Sì, bravi! Spaccatela in due! Dai, Amir scopala nel culo che a lei piace molto. A questa vacca piace da impazzire prenderlo nel culo».
Lei, quasi implorante e con un filo di voce, ci chiede di esser un po' meno duri.
«Vi prego ...Mi state aprendo in due; in culo mi piace...ma il tuo è troppo grosso!»
Amir aspetta che io le sia entrato davanti, poi cominciamo a scoparla come se non ci fosse un domani. Gode e si sbatte fin quando, quasi sviene dal piacere. Amir mi fa cenno di essere al limite e devo riconoscere che anch'io ci sono molto vicino. Marco che ha assistito alla monta in piedi, davanti a noi e si è segato, sborrando due volte. È lui a suggerire:
«In faccia e in bocca! Dovete sborrare in bocca a questa vacca!»
La sbatto ancora un po', poi decido che voglio sborrare. Mi sfilo e mi sego, imitato da Amir, che la fa inginocchiare davanti a noi e in breve le scarichiamo dei getti di sborra in faccia, coprendogliela completamente. Al mio schizzo fa seguito quello di Amir; Marco, che si sta smanettando come un pazzo, le schizza anche lui, in lieve getto di sborra in faccia. Lei ci prende i cazzi e li lecca e spreme, fino all’ultima goccia. Poi è Irene che la lecca e la bacia, scambiando la sborra che riesce a raccogliere sul suo volto. Per finire, Clara si alza e bacia Marco in bocca, mentre noi li osserviamo soddisfatti. Amir stringe mia moglie al suo fianco e la bacia anche lui, poi Irene mi guarda contenta e mi sorride con malizia. Due ore dopo siamo davanti al banco del check-in e Irene bacia in bocca Amir con molto trasporto, e lui ricambia, stringendola a sé. Lei incolla il suo corpo a quello di lui e la cosa è ben notata da tutti quelli che li guardano. È palese che fra i due ci sia una forte intesa ed io, che li guardo, ho una violenta erezione. Mi fa impazzire vedere lo sguardo dei ben pensanti, mentre osservano mia moglie offrirsi così apertamente alle braccia di Amir. Durante il viaggio di ritorno lei mi chiede se, per caso, non abbia esagerato. La mia risposta la fa sorridere.
«Esagerato, in cosa? È stata la cosa più emozionate che abbiamo fatto in pubblico da tantissimo tempo! Non so bene se te ne sei accorta, ma ho avuto una violenta erezione, che ti avrei scopato lì, davanti a tutti. Devo ancora una volta ringraziarti per l'immenso piacere che mi hai donato, mentre vi guardavo».
