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Erotika
La prima volta con un Black. Seconda parte.  
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Racconto18 min di lettura

La prima volta con un Black. Seconda parte.  

«Grazie, miei magnifici stalloni. Ma adesso ne voglio ancora». Appoggia il calice vuoto sul letto e capisco che non ha più sete di spumante, ma di cazzo. Riprende a leccare quel palo nero e lucido, che ben presto è di nuovo teso e duro. Mi fa avvicinare e succhia anche il mio, che sta tornano duro c...

pennabianca
3 anni fa · 579 letture · 1

 «Grazie, miei magnifici stalloni. Ma adesso ne voglio ancora».

Appoggia il calice vuoto sul letto e capisco che non ha più sete di spumante, ma di cazzo. Riprende a leccare quel palo nero e lucido, che ben presto è di nuovo teso e duro. Mi fa avvicinare e succhia anche il mio, che sta tornano duro come prima per lo spettacolo molto eccitante che lei mi ha offerto. Poi si inginocchia davanti a lui e mi guarda facendomi capire che adesso lo vuole nel culo. Si mette con le spalle sul materasso e resta in attesa dell’evento. Io prendo il tubetto del lubrificante e mi avvicino a lui, che afferra le natiche di Irene e le apre. Vedo quel grosso palo lungo e duro che si avvicina alla rosetta del culo di mia moglie e lascio profondere una bella dose di lubrificante. Lo spalmo attorno al buco e poi lo metto anche sul suo cazzo. Lo spalmo e ho una strana sensazione. Sto lubrificando il cazzo del maschio che poi sfonderà il culo a mia moglie! Lo guardo e ci scambiamo un cenno d’assenso. Amir avvicina la sua bestia al buco e vi appoggia la cappella, poi spinge piano. Lo vedo entrare molto lentamente. Il culo si apre e pian pianino lui affonda deciso, dentro di lei, che porta le mani dietro e le appoggia al suo corpo per fermarlo, qualora fosse necessario. Lui si ferma per un attimo, ma lei lo incita a spingerlo ancor più dentro.

«NO! Non ti fermare! Spingi. Ti sento, sei enorme, ma lo voglio, quindi spingi. Cazzo, mi sfondi?!»

Lo seguo mentre affonda in lei e, poco dopo, il suo corpo entra in contatto con quello di Irene, che ha un sussulto e poi lo incita a scoparla forte. La guardo estasiato. Mi rendo conto che Irene si sta facendo sventrare da quella trave che, adesso, scorre molto agevolmente dentro e fuori da quel buco oscenamente slargato, sicuramente ben lubrificato, sia dalla mia sborrata che dal gel che ci ho spalmato sopra. Irene ha subito un primo orgasmo ed urla il suo piacere. La vedo scossa da brividi di piacere e lui la tiene per i fianchi, mentre le pompa il culo con un buon ritmo. Lei si gira, mi osserva, e poi lo fa fermare

«Amir, mettiti disteso con me sopra, ti prego non farlo uscire dal culo».

Lui mi guarda alla ricerca di una mia conferma per quello che Irene ha meditato: una doppia con me davanti. Annuisco e lui la prende per i fianchi, si solleva e poi lentamente si distende, facendola sdraiare su di sé, mentre continua a tenere il cazzo ben piantato nel suo culo. Mi posiziono fra le gambe di Amir e poi, lentamente, cerco di entrare nella fica di mia moglie, che appare ben stretta. Lui, come ha fatto già prima, la solleva e questo mi agevola; riesco perciò ad entrare. Lei annoda le gambe attorno al mio corpo e poi bastano i colpi che lui le imprime dal basso, per farla impazzire in una doppia da infarto. Gode e urla parole che non ho mai sentito, in tante volte che abbiamo giocato con altri singoli, uscire dalla sua bocca.

«Fatemi impazzire! Vengo! Forza, più forte! Sfondatemi tutta… Voglio morire adesso, mentre VENGO, ora!»

Mai vista godere così tanto e poi, improvvisamente, prende a schizzare tanto liquido dalla sua fica slabbrata. STA SQUIRTANDO! Incredibile! Gode in continuazione al punto che diventa un orgasmo continuo, ininterrotto. Io ed Amir la pompiamo con molto impeto, fino a che, sfinita, si accascia su di lui. Dopo un tempo indefinito, anche noi due siamo di nuovo all’apice del piacere. Il primo a sborrare sono io. Le sbatto ancora il cazzo dentro e poi esplodo, scaricandomi dentro di lei. Mi sembra che anche questa volta le riverso dentro il ventre una quantità enorme di sborra. Mai schizzato così tanto. Amir mi lascia uscire, poi la mette di lato e le sfonda letteralmente il culo pompandola come un toro scatenato. Vedo il suo enorme cazzo entrare tutto in profondità, dentro di lei, e poi, d’improvviso, resta immobile, mentre si svuota dentro il suo intestino. Si scarica dentro di lei, restando immobile e ben piantato nel suo culo. Sfiniti ci guardiamo in faccia. Lei lentamente lo fa uscire e subito un'abbondante dose di sborra le esce dal culo, oscenamente aperto. Lei non se ne preoccupa, ci abbraccia e bacia con le lacrime agli occhi, per il piacere provato.

«Vi adoro! Mi avete sventrato, sfondato e probabilmente slargato il culo, ma vi amo e non me ne frega nulla. È stata la più bella scopata che abbia mai fatto. Amir spero che il mio regalo per la tua laurea sia stato di tuo gradimento».

Ci stringe e ci bacia in bocca, prima a lui e poi a me. Amir le parla con occhi lucidi ed emozionati.

«Grazie, è stata la scopata più bella della mia vita. Da quando sono nel vostro paese sono stato tre volte a scopare con delle ragazze di colore, le uniche che non mi hanno rifiutato. Per me, questa sera, si è realizzato un sogno che ho da quando sono entrato nella vostra casa e ho visto che splendida donna sei. Ti assicuro che mi sono segato molte volte, la sera, quando vi sentivo scopare; anche se lo facevate con discrezione, io vi sentivo e morivo dalla voglia di essere con voi, ma non volevo rovinare la splendida amicizia che mi avevate offerto. Questa sera ho ricevuto il più bel regalo che potessi desiderare e non lo dimenticherò mai».

Restiamo distesi e la stanchezza ci avvolge in un sonno ristoratore. Quando mi sveglio vedo Irene distesa e Amir che le fa da cuscino con il corpo. Silenziosamente me ne vado in bagno. Una rapida doccia e poi nudo vado in cucina e preparo una colazione con caffè, the e fette di pane con burro e marmellata. Metto tutto su di un carrellino e lo spingo in camera. Quando entro, la scena che ho davanti è stupenda. Irene sta succhiando il cazzo di Amir che, sorridendo, mi fa le spallucce come a dire che ha fatto tutto lei. Irene mi guarda con occhi allegri, si sfila il cazzo dalla bocca e poi mi fa cenno di mettermi inginocchio, sul letto accanto a lei.

«Mi manca una cosa che ieri sera non ho avuto: le vostre sborrate in gola! Quindi adesso ti sistemi buono buono e, dopo che avrò ingoiato la crema dal suo cannolo al cioccolato, vorrò anche la tua. Vi avrei voluto ancora dentro, ma mi sento tutta sconquassata. Avverto dolori dappertutto ed ho quasi paura che mi avete davvero rotto il culo, ma non me ne importa, va bene così!»

Lui mi guarda ed io gli sorrido.

«Amico mio, ti conviene lasciarti andare. Quando decide che vuole farti un pompino non hai scampo! Più cerchi di resistere e più ti farà impazzire».

Lei lo succhia con vigore. Vedo le guance infossarsi mentre cerca di aspirare il glande. Lui sorride e poi lo prende in mano. Si sega velocemente, mentre lei gli succhia solo la punta e, poco dopo, lo vedo tendere il corpo, per poi eruttare in bocca a mia moglie una buona quantità di crema bianca e densa. Di colpo le sue guance si gonfiano, indice che le sta riversando in bocca una bella sborrata. Lei non ne perde nemmeno una goccia. Lecca e ripulisce tutto, poi si gira verso di me, che mi distendo supino. Mi afferra il cazzo bello duro e si mette a succhiarlo. Amir le ispeziona il culo e poi la fica.

«Hai solo la fica molto arrossata, gonfia e tumefatta. Un po’ di crema di quella per le mani, quella che usi d’inverno, e sarai subito a posto. Anche il tuo culo è a posto, non ci sono lacerazioni. Per due o tre giorni, ti consiglio di seguitare a fare solo bocchini, altrimenti non riuscirai a lenire l'infiammazione».

Le stampa una bella pacca sul culo e va a farsi la doccia. Irene mi guarda compiaciuta e poi ricomincia a succhiarmi anche l’anima. Le sborro in gola nel preciso momento in cui Amir torna dal bagno. Lei mi lecca e pulisce tutto e poi si mette seduta sul letto.

«Bene, adesso che ho avuto la crema da due splendidi cannoli, vorrei del caffè!»

Ci mettiamo a fare colazione sul letto insieme, cazzeggiando allegramente. Poi mentre accompagno Amir a fare le ultime spese, lei ci prepara un bel pranzetto e nel primo pomeriggio, passiamo a salutare Marco direttamente a casa sua. Ci accoglie nel salone e la sua signora ci offre del caffè e conversa con noi amabilmente. È una bella donna che si nasconde sotto abiti molto semplici, ma che non riescono a celare lo splendido corpo che si intravvede.

Prima di andare avanti…

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