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Cuckold, Voyeur o chissà che.
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Cuckold, Voyeur o chissà che.

Non so da dove iniziare perché mai avrei pensato di vivere una situazione del genere. A volte basta veramente un attimo per cambiare completamente tutto, per essere investiti da cambiamenti inaspettati e che, inizialmente, nemmeno sospettavi esistessero. Credo di essere un cuckold. In realtà no, for...

Claudia
2 anni fa · 8.649 parole · 38 min
595 letture

Scrissi a diversi terapeuti online su alcuni forum, per avere un’opinione senza dover necessariamente prenotare una seduta (così potevo usare un nickname e risultare anonimo) e, appunto, tante risposte vertevano sul dire ad Alexandra cosa stavo provando e che, insieme a lei, avrei potuto decidere se appagarla davvero (se lei fosse stata d’accordo) o accantonarla del tutto.

Passò qualche mese in cui vivevo di alti e bassi che fui bravo a celare: c’erano periodi dove questo desiderio era molto basso, sempre esistente ma facilmente gestibile (avevo smesso di guardare quel video che mi caricava a mille ogni volta), ed altre volte invece era esplosivo e non riuscivo a non pensarci. Più che altro mi “scatenavo” quando succedevano (come dicevo prima) quelle piccolissime situazioni che facevano partire la miccia: un altro esempio calzante che mi viene in mente era quando una sera andammo a ballare e c’era un ragazzino di 18/20 anni che l’approcciò (non sapendo stesse con me). Le chiese di ballare e lei, gentilmente, rifiutò dicendo di essere lì con me che ero il suo fidanzato e lui sorridendo le disse “peccato, sei la più bella del locale” ed andò via riunendosi al suo gruppo. Mi ritrovai a pensare (visto che fosse particolarmente attraente) che l’avrebbe spaccata in due, il suo ardore e i suoi ormoni a mille l’avrebbero sovrastata senza sosta, era (con l’americano) l’unico che mi diede l’idea di poterla dominare senza problemi. Avevo smesso completamente di essere geloso, anche nelle piccole cose, perché non aveva più senso: l’erezione nei miei pantaloni avrebbe tradito ogni mia parola e forse mi avrebbe reso addirittura ridicolo. Infatti volta ci provai a farle una scenata per “ritrovare me stesso” facendole intendere che fossi irritatissimo per l’ennesima foto in costume postata sui social (proprio quella commentata dal ragazzo americano) ma lei, nel notare appunto la mia erezione poco celata dal pigiama, scherzò sul fatto che fossi più eccitato che arrabbiato e quindi mi sentii fuori luogo nella mia finta scenata.

“Non mi va che posti queste foto in inverno” cominciai. “Cioè in estate ci sta, però se le metti sto periodo sembra tu voglia attenzioni e mi dà noia”

“Non sapevo bisognasse pubblicare cose solo in base alle stagioni” rispose adirata.

“No vabbè te puoi far quel che ti pare, solo che mi dà fastidio”

“Sicuro ti dia fastidio?” disse lei ridendo ed indicando l’evidente erezione mal contenuta dal pigiama. “Piuttosto che litigare perché non ascolti le tue parti basse e facciamo l’amore?” continuò.

Dovevo trovare un modo per uscirne, il sesso tra noi funzionava alla grande (ero costantemente e perennemente eccitato, scopavamo letteralmente ogni giorno) ma allo stesso tempo non ero mai appagato al 200%. Decisi così di provare a vivere piccole esperienze che mi avrebbero dato un minimo di sfogo, pensai che poteva aggirare il feticcio creando delle piccole situazione intermedie che potevano appagarmi senza però andare oltre la soglia del tradimento; così, una sera, mentre ci baciavamo nel letto le feci una proposta che mi sembrava anche fattibile e non particolare.

“Ti va di masturbarti mentre ti guardo farlo?”

“Scusa? Non ho capito” mi rispose lei confusa e presa in contropiede.

“Toccati” le ripetei. “Io ti guardo, tu masturbati. Voglio vederti godere”

“Toccami tu” sospirò mentre si avvinghiava a me continuando a baciarmi. Prese la mia mano e se la portò sulla sua figa, cominciando così a masturbarla.

Era questo il vero punto focale per cui mai avrei potuto dirle dei miei pensieri: per lei, come dicevo all’inizio, la sessualità era prettamente ed esclusivamente contatto fisico tra i protagonisti, l’idea di guardare/essere guardata (o qualunque cosa in cui non ci fosse contatto diretto) non l’interessava. Era molto aperta di mentalità, potevi parlare di tutto con lei, ma ovviamente se certi concetti non sono dentro di te risulta chiaro che si fa fatica a comprenderli quando uno te li palesava.

“Dai toccati” continuai. “Sei così bella, fatti guardare..”

“Continua a farlo tu, mi piace come tocchi..” e così non insistetti più.

Per qualche settimana non glielo proposi più ma capii che poteva essere la strada giusta. L’idea di vederla spaccata in due da qualcuno venne, appunto, in quei giorni sostituita completamente dalla mia voglia di vederla soltanto masturbarsi. Mi sembrava un qualcosa di fattibile, che poteva considerare normale e che magari avrebbe accettato, in fondo erano tanti a giocare in questo modo e non c’era una terza persona da coinvolgere. Avrei avuto un surrogato dell’esperienza voyeur che forse avrebbe potuto bastarmi e saziarmi: l’avrei guardata godere e potevo fantasticare, mentre la contemplavo, che la sua mano che le dava piacere fosse un cazzo che la montava.

Successivamente, con la voglia sempre a mille di volerla guardare masturbarsi, decisi di riproporre la cosa a tavola perché avevo capito che dovevo impostare ed ampliare un discorso (che mi ero preparato) che pensavo potesse funzionare per non insospettirla sul motivo per cui avevo in mente di estendere la nostra sessualità a quella pratica (che noi non avevamo fatto visto che, come dicevo, tutta la nostra sessualità era concentrata sull’essere entrambi attivi nel piacere dell’altro).

“Sai” esordii. “Dei miei colleghi lamentano che dopo tanti anni la loro attrazione sessuale per la compagna è calata. Io impazzirei se succedesse anche a noi due, dal loro sguardo si vede che gli pesa un sacco la poca sintonia sessuale”

“Anche io sinceramente, non si può stare senza sesso..”

“Però il fatto è che penso possa succedere pure a noi, è un fatto fisiologico visto che sono tantissimi ad avere questa difficoltà nel lungo periodo. Perciò pensavo potremmo fare qualcosa in più per tenerci sempre vivi, accesi, infuocati. Non voglio aspettare di essere in crisi per pensare a come migliorare in quell’ambito e quindi sai che…”

“Io sto godendo un casino questo periodo” mi interruppe lei. “Cioè a me va bene così, se lo fai per me sappi che io sono già felice ed appagata. Anzi è un periodo fantastico”

“Ma non è mica per questo” continuai. “Però pensavo a piccolissime cose da aggiungere”

“Tipo?”

“Non so di preciso” esclamai fingendo di pensarci su. “Per esempio farti tenere più spesso i tacchi ai piedi, farci più coccole pre/post sesso, fare giochi di ruolo dove interpretiamo storielle tipo tu la dottoressa ed io il paziente oppure boh anche guardarti mentre ti masturbi prima di iniziare a fare sesso è un’idea che non mi spiace”

“Vabbè si può provare..” disse non ricordando fortunatamente che già le avessi proposto la cosa (visto che non mi fece presente della mia precedente richiesta). Non sembrava particolarmente presa dal discorso ma ci poteva stare in fondo, infatti erano cose che non avevamo mai fatto e quindi c’era quella sorta di scetticismo che ti fa dubitare se una cosa possa funzionare o meno.

Qualche ora dopo feci un primo e piccolo errore: quando iniziammo a farci delle coccole le feci subito intendere quello che avrei voluto succedesse.

“Masturbati dai che ti guardo”

Lei non colse l’invito perché continuò a baciarmi senza dire o fare nulla. Non aveva sentito o forse non le andava. Mi staccai e mi alzai dal letto con un’erezione spaventosa, ero eccitatissimo. Lei la notò e si raccolse i capelli come faceva sempre prima di prendermelo in bocca, comunque di certo non aveva iniziato a svestirsi per iniziare toccarsi.

“Masturbati che voglio vederti godere” le avevo ripetuto nel mentre che mi abbassavo i pantaloni, volevo segarmi a mia volta nel guardarla.

“Ma perché ci tieni così tanto che io mi tocchi senza che tu partecipi? Vieni qui dai...”

Mi sentii attaccato nonostante il suo tono non fosse accusatorio ma di pura curiosità. Era solo stupita dal mio non voler essere partecipe ma solo spettatore. Mi sentii poco virile più che altro e quindi dovevo correre ai ripari perché sentivo di dover limitare i danni.

“Ma pensavo ti andasse, oggi ne abbiamo parlato..”

“Si, però boh..”

“Ma se non ti va figurati, mica è così importante per me”

“Io voglio scopare” disse lei

Il giorno dopo e per quelli successivi ero ansioso, temevo di “aver rovinato” l’opinione che avesse di me: stavo vivendo davvero male quelle sensazioni, passavo dal dirmi che in fondo non c’era da pensare male visto che la mia proposta non era così estrema ma allo stesso tempo mi dicevo di aver fatto una figuraccia nell’averle fatto intendere che preferivo guardarla mentre si toccava piuttosto che scoparla direttamente. Tentavo dunque di cogliere ogni piccola frase per capire se pensasse che non fossi più un uomo vigoroso ma lei sembrava naturale come sempre, forse ne stavo facendo una questione di stato per niente. A letto cercavo di essere quanto il più passionale possibile, volevo travolgerla più del solito per farle “dimenticare” la mia proposta che non l’aveva interessata per niente e quindi “recuperare” (più ai miei occhi che ai suoi) il terreno perduto. Iniziai quindi a fotterla tenendola sempre e volentieri in braccio, la sua posizione preferita come dicevo, per darle l’idea che la volessi e lei apprezzò la cosa, sembrò esaltata dalla mia passione e me lo faceva capire. Certe volte dovevo quasi forzarmi per impormi di fare quella posizione, certe sere avevo soltanto voglia di essere cavalcato, ma avevo bisogno di ribadire a me stesso e a lei che ero io quello dominante e quindi divenne la posizione che facemmo di più in quel periodo. Speravo dentro di me che introducesse lei il discorso delle piccole cose da aggiungere alla sessualità e che mi dicesse che ci avesse pensato, però non lo fece mai e si vedeva che le fosse del tutto indifferente la cosa; la proposta sembrò passare in completo secondo piano e ritornammo al solito concetto di sessualità che evidentemente per lei era più che sufficiente. Non mi sentii più di insistere, sarebbe (a quel punto) diventata una cosa troppo pressante ed il mio desiderio voyeuristico/cuckold sarebbe diventato sgamabile e così decisi, di conseguenza, di metterlo per sempre da parte visto che non ero riuscito ad implementare piccole sfumature nemmeno dopo diversi tentativi (che tra l’altro avevo vissuto psicologicamente male). L’unica esperienza voyeuristica che ero riuscito ad aggiungere nel corso del tempo (lo facevo molto raramente, avevo un timore incredibile di farla insospettire) era quella di guardarla fare la doccia: entravo in bagno, mi sorrideva e mi invitava ad entrare e fare l’amore lì. Prima di farlo la contemplavo qualche minuto, le dicevo fatti guardare che sei così bella e mi masturbavo per un po’ mentre era sotto il getto dell’acqua immaginandola a 90 adagiata contro la parete della doccia mentre qualcuno la pompava da dietro. Entravo anche io successivamente nella doccia quando mi riproponeva di farlo, non la osservavo più di tanto proprio per evitare qualunque dubbio. Pensai che quella sarebbe stata la mia unica e piccola valvola di sfogo e me la sarei dovuta far bastare.

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