Di anni ne erano passati all’incirca una decina da quando ci eravamo fidanzati: io ne avevo compiuti 44 e lei 39, eppure ci desideravamo ancora come matti e sembravamo eterni adolescenti visto che la nostra passione non calava a dispetto di amici e conoscenti che invece nel corso del tempo avevano smesso di desiderare il proprio partner. Non ci eravamo sposati e non avevamo avuto figli perché nei nostri obiettivi c’era quello di vivere una vita giovanile tra discoteche, viaggi, weekend, ecc. Facevamo l’amore con la stessa quantità e qualità dei primi mesi. Tutto funzionava a meraviglia ed infatti ancora oggi non so come possa essere possibile che mi sia scoppiata questa fantasia, non conosco il (vero) motivo scatenante semmai possa esserci un motivo specifico per cominciare a provare dei desideri diversi dal solito.
Lei era monogama convinta, quindi da parte sua non era partito nessun segnale in tal senso; anzi quando si parlava (per esempio) di threesome lei asseriva che la trovasse una cosa non stimolante, che la vera sessualità è quella tra due sole persone che si amano profondamente e tramutano il loro sentimento in scopate travolgenti. Ricordo che il mio feticcio partii (ma mi è sempre sembrato un motivo sciocco) quando vidi un video cuckold su internet, su cui capitai senza rendermene effettivamente conto. Nonostante un’intensa vita sessuale non avevo smesso di segarmi e sapevo che nemmeno Alexandra avesse smesso di farlo, nei weekend in cui uno dei due era fuori città ci raccontavamo spesso per messaggio di quanto l’autoerotismo ci aiutasse a non sentire la mancanza reciproca. La sua famiglia, con la pensione, ritornò in Russia e quindi quando andava a trovarli restava per un po’ e dunque quelle conversazioni in stile sexting ci aiutavano molto. Questo video porno che vidi era fatto da una ragazza russa come Alexandra su cui mi segavo spesso quando la mia fidanzata ed io non eravamo insieme; mi piaceva molto seguirla perché nei suoi video c’erano sempre delle piccole trame (spesso molto stupide o banali, tipo l’idraulico viene a ripararmi il lavandino e mi tromba, cose così) e mi divertiva il fatto che, siccome avevo imparato il russo per parlare con la famiglia di Alexandra, sapevo tradurre perfettamente i dialoghi. Inoltre girava ogni suo video sempre con lo stesso ragazzo, era facile dedurre fosse il suo partner visto che avevo visto una ventina di video postati sempre con questa persona. Un giorno, appunto, questa ragazza pubblicò un video molto diverso dal solito: c’erano lei, il solito ragazzo che c’era sempre ed un amico di lui incredibilmente avvenente. Guardavano soltanto un film finché lei e l’amico iniziarono a baciarsi con il fidanzato per nulla infastidito ma eccitato: era un video con tematica cuckold, il primo in assoluto che vedevo. Ci furono due fattori che mi eccitarono all’inverosimile durante la visione: il fidanzato (mai parte attiva della situazione) che inizia a registrare l’amplesso con la videocamera (e quindi faceva dei primi piani bellissimi che ritraevano le espressioni di lei immersa nel piacere) ed il secondo motivo era l’alchimia sessuale devastante della ragazza e dell’amico. Era una scopata che divenne in breve potente, selvaggia, animalesca: lei sembrava travolta, mai con il suo partner aveva toccato picchi di quella passione. Il fidanzato, eccitatissimo dalla scena (aveva un’erezione spaventosa mantenuta per tutto il video), ogni tanto tentava di interagire con delle frasi tipo “mi fate impazzire” e cose del genere ma i due sembrava nemmeno lo sentissero. Lui la dominava senza sosta, lei mai nei video precedenti era stata così in balia del partner, la penetrazione era intensa, veloce, profonda. Una scopata davvero pazzesca. Il fidanzato sembrava altrettanto eccitato e disse qualcosa tipo “io non ce la faccio più” posando la videocamera su un punto della camera che riprendesse la scena in campo largo, si avvicinò a loro sedendosi ai bordi del letto e iniziò a segarsi furiosamente nel mentre che gli altri due continuano la loro scopata focosa. Mi dissi che era girato davvero bene visto quanto erano belle le espressioni riprese dalla ragazza e mi disse che il sesso dei due era pazzesco, trovai davvero mille motivi nella mia mente per giustificare perché un video cuckold mi aveva eccitato così tanto e soprattutto perché lo andassi a vedere tutte le volte che potevo. Con Alexandra il sesso continuava ad essere esaltante, ogni volta che vedevo quel video sfogavo dentro di lei la voglia accumulata e mi dimenticavo del video finché non tornavo a rivedermelo (anche perché il feticcio cuckold non l’avevo mai avuto prima e mai ci ero soffermato ad analizzarlo). La prima volta che però associai ad Alexandra quel desiderio fu una mattina (era passata forse qualche settimana dopo la scoperta del video stesso) mentre io mi facevo la barba in bagno e lei entrò completamente nuda per fare la doccia siccome doveva andare a lavoro. La osservai entrare sotto il getto dell’acqua in tutta la sua esplosività fisica e mi dissi da me e me “quanto sarebbe bella vederla scopare” e mi destai per l’assurdità della frase che avevo detto dicendomi che forse stavo dormendo in piedi. Ma che cazzo dico mi ripeto tra me e me. Ci feci una risata sopra e non ci diedi peso, in fondo era solo una frase, mi dissi che la sua bellezza mi stordiva per quanto fosse incredibile.
Due-tre giorni dopo, di nuovo un altro episodio: a calcetto, dopo una partita, un amico (uno di quelli conosciuti durante l’adolescenza) fece un complimento sulla mia compagna, qualcosa di non esagerato ma che era tipo “beato te che ti trombi una così” e non replicai nemmeno perché in fondo il complimento era fatto a me che godevo di quello splendore. Mentre me lo diceva lui era nudo perché avevamo appena finito di giocare ed eravamo dunque nello spogliatoio; non era in erezione ma aveva dimensioni davvero notevoli e pensai che con quell’arnese avrebbe potuto spaccarla in due se ci avesse fatto l’amore. L’immagine che si scatenò nella mia mente mi provocò un’erezione potentissima che fortunatamente potevo celare avendo io già indossato i pantaloni. Ero mezzo infastidito per la frase ed eccitatissimo per la scena: ero in una fase dove l’eccitazione combatteva con la gelosia, fu tremendo ma riuscii di nuovo a non pensarci su e a ridurre tutto a un momento di stranezza facilmente superabile. Il fine settimana successivo fu un momento cruciale: curiosavo sul profilo Instagram di Alexandra perché aveva appena postato una foto: il suo corpo erotico e formosissimo esaltato da un costume giallo, era uno scatto fatto l’estate precedente in vacanza. C’era un commento di una persona che non conoscevo e che nemmeno lei conosceva (era un ragazzo che, stando alla sua biografia sul social, vivesse negli Stati Uniti), e che probabilmente avesse cominciato a seguirla grazie agli hashtag che lei era solita usare nelle didascalie di ogni sua fotografia postata. Il suo commento era (testuale) “raramente un corpo del genere è accompagnato da un viso tanto bello, ti trovo davvero sensuale, peccato la distanza perché mi sarebbe piaciuto farti uno shooting” e solitamente cose del genere (dal momento che lei non aveva cancellato il commento) mi avrebbero fatto davvero infuriare (tante volte le avevo chiesto di rendere privato il profilo proprio per evitare questo ma non voleva sentire ragioni). Stavolta però fu diverso. Entrai sul profilo di questo ragazzo per scoprire chi fosse e, appunto, scoprii che facesse il fotografo (mi tranquillizzai vista la lontananza essendo statunitense) e paradossalmente però mi fece effetto la sua bellezza esplosiva. Il classico tizio dal viso avvenente, sembrava alto, muscoloso, atletico, barba folta, aspetto misterioso: un bellissimo uomo. C’erano suoi video mentre si allenava in palestra e sul ring, emergevano un’esplosività fisica pazzesca; chissà se Alexandra li aveva visti questi video. Lei non lo seguiva, non aveva ricambiato il follow, ma chiaramente pensai che dopo quel suo commento lei doveva aver curiosato per scoprire chi fosse. Chissà cosa doveva aver pensato di fronte a quello che poteva aver potenzialmente visto. Mi venne duro, ma stavolta non ero solo eccitato, volevo proprio segarmi perché sentivo una voglia assurda montare dentro di me; Alexandra era bella ed impetuosa ma di fronte a quello strapotere fisico non avrebbe capito nulla e l’idea di una loro scopata mi faceva impazzire. Mi rifugiai in bagno, chiusi a chiave la porta e cominciai ad accarezzarmi lentamente il cazzo, avevo una voglia folle di sborrare. Tentai in ogni modo di scacciare le immagini di una loro scopata per provare a pensare a qualche altra cosa erotica, ma non riuscii perché trovavo eccitante solo quello: mi masturbai furiosamente a fantasticare di guardarli fare sesso. Ad Alexandra piaceva farsi sbattere mentre la tenevi in braccio (le dava la sensazione di essere completamente dominata e in balia del suo uomo) ed era una posizione che facevamo spesso seppur con tempistiche non molto lunghe visto quanto fosse faticosa. Probabilmente il tipo americano avrebbe potuto farsela anche tutto il tempo così. Raggiunto l’orgasmo, che fu davvero intenso, mi sentii uno schifo, una persona orribile: ma come avevo potuto segarmi su tutto ciò? Più la immaginavo mentre lui la fotteva tenendola in braccio e più l’eccitazione e la rabbia salivano a livelli incalcolabili; vivevo il conflitto di essere eccitatissimo all’idea ma disgustato da me stesso perché trovavo eccitante l’idea stessa. Cosa mi stava succedendo? Stavo impazzendo? Possibile che un video mi avesse fatto innescare questa molla di una potenza tale da farmi venire delle erezioni anche con un semplice pensiero associato alla mia donna? Cercai su google qualche informazione su questo feticcio e scoprii molto del mondo cuckold (che fino a quel momento non avevo mai approfondito e che nemmeno mi interessava) e non mi ci rivedevo molto in questa dinamica stando a come era descritta: dalle descrizioni dei sessuologi o più banalmente dai racconti erotici trovati sul tema era facile accorgersi quanto al cuck piacesse farsi umiliare dalla propria donna (o dal tizio con cui la ragazza fa sesso) ed a me questa componente non intrigava veramente per niente. Ero sempre stato un uomo orgoglioso, mai avrei tollerato l’umiliazione. Quando immagino di vivere la scena fantasticavo di essere “invisibile” (come il fidanzato nel video della pornostar) e godermi il loro amplesso senza nessun contatto fisico, parlato o psicologico; mi eccitava soltanto l’idea di vederla godere, punto. Forse quindi ero più affine al concetto di voyeurismo, ma anche qui c’era un grande quesito: perché proprio la mia donna? Avevo delle amiche davvero attraenti ma l’idea di guardarle scopare non mi suscitava nessuna emozione, mentre l’idea di Alexandra mi mandava al manicomio per quanto mi smuovesse dentro. Poi mi straniva il fatto che personalmente non conoscessi nessuno di così bello e allo stesso tempo prestante che vedessi adatto ad Alexandra al punto da volerla realizzare concretamente nella realtà questa cosa. L’unico, appunto, che pensavo potesse farla godere, era quel tizio americano ma viveva in un altro continente e dunque non c’era margine manco di chiacchierarci. Mi sentivo dunque davvero stupido, perché avere una fantasia irrealizzabile per mille motivi? Alexandra non avrebbe mai accettato, non c’era nessuno a cui poterlo proporre ed anche se lo avessi trovato avrei avuto il coraggio di chiederglielo? Avrei temuto che si vantasse della cosa in giro, quindi era evidente che era qualcosa di impossibile. Ormai quando guardavo quel video non era più l’attrice a farsi sbattere da quel ragazzo, nella mia mente quella era Alexandra e la cosa mi faceva provare scariche di eccitazione impensabile. Stavo diventando matto, dovevo trovare una soluzione. Certamente non potevo parlarne con lei e nemmeno parlarne con gli amici, come dicevo poco fa: che idea si sarebbero fatti di me? Tenevo molto alla grandissima considerazione che Alexandra aveva di me, sin dalla fase di conoscenza mi diceva che era ammaliata dalla mia sicurezza e dalla mia determinazione. Cosa avrebbe pensato se le avessi detto che non riuscivo a levarmi dalla mente la scena di lei sbattuta senza sosta da un altro? Con gli amici invece il discorso era diverso, forse a qualcuno di fidato avrei anche potuto dirlo, ma ammettere certi feticci avrebbe fatto sicuramente scaturire mille battute goliardiche pesanti e, soprattutto, magari qualcuno avrebbe potuto sentirsi “autorizzato” a provarci credendo che avrebbe trovato terreno fertile nella mia eccitazione. Pensai di fare un percorso con un terapeuta ma sapevo già a cosa sarei andato incontro, non ero stupido da non sapere che cosa mi aspettasse: mi avrebbe invitato certamente a confidarlo alla mia compagna perché la comunicazione in una relazione era tutto, mi avrebbe detto che solo parlandone insieme ne sarei venuto a capo, ecc. Sulla carta era chiaramente giusto, ma avevo troppa paura della reazione.

