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Un massaggio di troppo
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Racconto21 min di lettura

Un massaggio di troppo

Il sesso matrimoniale diventa fraterna effusione alla ricerca di 10 minuti di appagamento... a volte le corna sono una necessità, a volte non c'è bisogno di andare troppo oltre una magnifica sega per godere... almeno per adesso!

leona
2 anni fa · 1.2k letture · 0

DanielLa situazione è surreale. Non posso credere stia accadendo davvero. Mi fischiano le orecchie dall’imbarazzo, ma il mio corpo non desidera altro che soddisfazione sessuale. Sento il cazzo scoppiare, tendersi fino allo spasmo. Mi annebbia la mente e irrigidisce il corpo.Ha davvero appena suggerito che dovrei venire per potermi rilassare del tutto? Me lo sono immaginato?La dottoressa è rossa in viso, visibilmente a disagio. Pensavo si fosse incazzata, mi avesse sbattuto fuori dalla stanza eppure sembra non riuscire a distogliere lo sguardo dal mio cazzo. Ha uno sguardo avido, impaziente, gli occhi sgranati, le labbra dischiuse. Il suo tono di voce è totalmente differente da prima. “Con il tuo permesso…”Mi afferra il cazzo con entrambe le mani prima che possa realizzare quali siano le sue intenzioni. La stretta è paradisiaca. Un contatto agognato da tempo. Sento il cazzo irrigidirsi ancor di più in un moto di trionfo. Le sue dita sono soffici, affusolate, le sento avvolgermi in una stretta via via più intensa. La sento stringere con forza entrambe le mani e rilasciare poco dopo, solo per poter tornare a stringere. Come se lo strizzasse. La vedo intrecciarsi le dita ed impugnarlo saldamente alla base per poi risalire piano piano verso la cappella. Una volta arrivata in cima comincia a far roteare i polsi cosi da coccolarmi la cappella coi i palmi delle mani. La stretta si allarga e, tenendo le dita intrecciate, tira fuori i pollici dal pugno e, durante la discesa, li lascia scorrere lungo il frenulo in tutta la sua lunghezza. Nessuna donna mi aveva mai regalato sensazioni del genere, nemmeno col proprio sesso. Ad ogni discesa il tocco dei suoi pollici sul frenulo mi manda letteralmente in estasi. Sento che potrei trascorrere il resto della mia vita in quel limbo di piacere. Si stacca per pochi secondi, giusto il tempo di versare abbondante olio dalla cappella fino alle palle, inondandomelo. Il calore che ne consegue mi scatena un brivido lungo tutto il corpo. Mi afferra saldamente il cazzo con la sinistra mentre la destra, con lenti movimenti circolari, risale lungo l’asta fino alla cappella. Incrocio il suo sguardo. Siamo entrambi in estasi. I suoi occhi sono folgoranti, come se mi volesse mangiare in un sol boccone. Il ritmo delle mani aumenta e ben presto la mano avvolta alla base comincia a seguire i movimenti dell’asta alternandosi in un su e giù da impazzire. Il leggero movimento rotatorio che sta imprimendo fa sì che ogni centimetro del mio cazzo tremi al suo passaggio e crampi di piacere cominciano a risalirmi lungo lo stomaco. Apre le mani e prende a sfregare entrambi i palmi sulla cappella, come se volesse accendere un fuoco con un pezzo di legno trovato nel bosco. Quando la sinistra si stacca per andare a massaggiare le palle, la destra riprende un su e giù quasi frenetico ora. Mi sega ad una velocità pazzesca per circa 20 secondi per poi fermarsi e staccare le mani. Dopodichè riprende l’opera dove l’aveva lasciata. Ogni volta che si stacca da me inarco la schiena involontariamente come alla ricerca di quel contatto perduto. Si sta divertendo. Lei è il gatto ed io sono un topolino in suo potere. Poi rallenta.La mano destra si piazza dietro l’asta con il palmo destro in orizzontale, scappellandola ad ogni affondo, mentre il palmo della sinistra scorre lungo tutto il mio frenulo esposto al suo volere. Sento l’orgasmo crescere prepotente e lei immagino se ne accorga perché cambia prontamente trattamento. La sinistra torna a tenere il cazzo saldamente scappellato dalla base mentre le dita della destra mi afferrano la cappella dall’alto, quasi come una gabbia che scendesse ad incatenarla. Su e giù. Normalmente un contatto così diretto risulterebbe quasi doloroso, ma l’olio rende il tutto indescrivibilmente piacevole. La sento spostarsi sul lettino. Ora è a cavalcioni della mia gamba sinistra. Percepisco chiaramente, nonostante i leggings, quanto sia bagnata là sotto e, quasi a conferma, la sento cominciare a strusciare il proprio bacino sulla mia gamba con voluttuosità. Il suo indice destro ora è avvolto proprio sotto l’attaccatura della cappella ad uncino e mi manda scariche di piacere in tutto il corpo ogni volta che lo fa roteare tutt’intorno. Appena ce l’ha a tiro non perde occasione di passarmi il pollice sul frenulo, tenendomi sull’argine dell’orgasmo così a lungo che perdo la cognizione del tempo.

RebeccaSe non lo sentissi gemere sommessamente quasi sull’orlo della pazzia direi che sta piacendo più a me che a lui. Le mie mani si muovono da sole, trovando sempre nuovi modi di procurargli scariche di piacere incontrollato. Tenendolo incatenato esattamente dove voglio che sia. Alterno situazioni al limite del dolore come le mie unghie che corrono lungo tutta l’asta, a momenti di estremo piacere come il mio palmo sul suo frenulo, per poi stringergli la cappella in una dolce morsa avvolgente. Voglio vederlo sborrare. Voglio che mi ricopra le mani di denso seme bollente. Voglio farmelo colare lungo i palmi delle mani, giù fino ai polsi. Vedere il suo viso deformato dal piacere. Sentire il suo possente membro esplodere fra le mie mani, abbandonarsi al mio tocco. Intreccio le dita e gli afferro il cazzo in quella che sarà la mia presa finale. Pollici uniti e protesi a torturare il frenulo ad ogni passaggio e palmi ben aderenti al membro durante tutta quella folle danza. All’aumentare del ritmo della sega aumentano anche le mie spinte di bacino a far sfregare la mia fighetta lungo quei muscoli tesi allo spasmo dal piacere. Ci sono molto vicina e così anche lui. Il ritmo sale vertiginosamente. Deboli gemiti sfuggono dalla bocca di entrambi. Lo sento indurirsi ancora di più fra le mani. Un ultimo lungo spasmo. Serra i pugni per trattenere un urlo e libera il suo orgasmo nel mondo. Getti di sborra calda fuoriescono come zampilli da un vulcano in eruzione. Le mie mani non accennano a voler rallentare. La sua sborra fra le dita sembra scottare come lava, si insinua all’interno della mia presa andando a sporcare tutto il cazzo e fungendo da ulteriore lubrificante alla mia sega. L’odore di sperma riempie l’aria e non riesco a trattenere un grido strozzato quando finalmente vengo anch’io. Il piacere mi inarca la schiena e risale in rapide scariche elettriche lungo tutto il mio corpo. Il mio clitoride caldo e gonfio grida il suo orgasmo ed apre le porte ai miei umori. Mi porto rapidamente una mano alla bocca e lecco via avidamente la sborra dalle dita mentre gli ultimi spasmi di piacere lasciano il posto ad una calma e totale soddisfazione. Finalmente appagata.

DanielPassano alcuni minuti in cui entrambi ci godiamo in silenzio la ritrovata tranquillità ormonale. E’ la dottoressa a parlare per prima. “Credo…credo sia meglio terminare qui per oggi. E’ stato faticoso per entrambi, ma anche… estremamente bello. Ti darò 5 minuti di privacy così che tu possa rivestirti in tranquillità. Stessa ora venerdì?” “O-ok dottoressa…” “Chiamami Rebecca”“S-Sì…ok…grazie Rebecca”

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leona

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