Daniel.“Sei settimane di riposo assoluto, niente sforzi, niente allenamenti ed un ciclo di massaggi decontratturanti al termine del quale valuteremo la situazione del muscolo”. Il dottor Corbelli mi saluta con un in bocca al lupo ed io me ne vado, in sella alle mie nuove stampelle fiammanti, con passo incerto.E tanti saluti al derby di domenica. Bella merda. 18 anni, professione calciatore, 1 metro e 90 per 67 kg di muscoli, ampiamente meritati dopo le ore passate in palestra e sui campi d’allenamento. Domenica scorsa ho esordito in prima squadra, nel calcio che conta. Speravo di farlo prima, certo, magari a 16 anni come i veri campioni, ma non mi posso lamentare. Un sogno che si avvera. A 10 dal termine della gara il coach mi chiama e mi fa: “Dani! Dai che entri!”. In 8 minuti scarsi di partita sono riuscito a sbagliare 2 passaggi, beccarmi un tunnel da un trentenne e stirarmi il quadricipite per provare a recuperare una palla che, con ogni probabilità, sarebbe finita fuori comunque. Gran bell’esordio.Per le prossime 6 settimane sarò bloccato a casa, nemmeno uno straccio di amico da poter contattare, non conosco nessuno qui. Mi sono trasferito mesi fa, ma, fra gli allenamenti sfiancanti a cui ci sottopongono e la mia indole esageratamente timida, mi ritrovo puntualmente a chiudere le mie serate solo come un cane, davanti alla Play.Bella merda.
Rebecca.Dio come sono bagnata. Speriamo di non sporcare le lenzuola, le ho appena cambiate. Mi sta prendendo da dietro. A pecorina. La posizione sessuale più sfrenata che abbiamo mai provato in 11 anni di matrimonio. A volte mi chiedo se la nostra sia la camera da letto con la più bassa esperienza sessuale tra tutte le camere da letto del mondo. Se le mura potessero parlare probabilmente non saprebbero che dire, chiudendosi in un silenzio imbarazzato. Concentrati che hai poco tempo. Sentilo com’è duro, ogni spinta potrebbe essere l’ultima. Una mano scende a stimolare il clitoride mentre mio marito, 46 anni, medico sportivo da una vita, continua a spingere il suo cazzo più a fondo possibile, probabilmente pensando di costringermi a trattenere dei gemiti di piacere incontrollabili. Così non è, aimhè. Cioè, non fraintendiamoci, il sesso con lui è bello, o almeno lo era una volta, ma dopo 11 anni delle stesse 2 posizioni e dei soliti 10 minuti tende a perdere quel brivido che mi lasciava senza fiato in giovane età. Non che sia così vecchia, 40 anni festeggiati 2 settimane fa, con amici e parenti. Un corpo che, non senza un pizzico di orgoglio, tenderei a definire ‘ancora molto attraente’. Le tette sono inevitabilmente un po calate negli anni, ma rimangono grandi al punto giusto e con le areole piccole e compatte. Capezzolini sensibili tanto quanto la mia fighetta, ancora sufficientemente stretta da far sborrare un porno attore alla prima strizzatina. Probabilmente causa inutilizzo. Il signor Corbelli, mio marito, non ha mai avuto quella che gli esperti definirebbero una ‘smodata pulsione sessuale’. Nel suo Mondo avere un rapporto sessuale a settimana è più che sufficiente ed i preliminari sono quasi un obbligo, un documento da dover compilare prima di poter passare alla chiusura dell’affare. Non abbiamo figli. E’ stata una scelta condivisa da entrambi. Troppo impegnati con le nostre rispettive carriere per concederci il lusso di un pargolo. Siamo una coppia ben oliata, almeno dal punto di vista lavorativo, lui visita i giovani sportivi infortunati ed io li rimetto in sesto nel mio studio di massaggi terapeutici. Funzioniamo bene e tanto basta.La mia fica sbrodola umori sopra la sua asta, sempre più dura. La sento gonfia, pronta ad esplodere. Vorrei che prendesse l’iniziativa, che desse una scossa a quel meccanico atto procreativo. Una sculacciata ogni tanto, un ‘troia’ gridato tra un affondo e l’altro, o, perché no, un ditino in culo. Curioso. Forte. Prepotente. Non accade nulla di tutto ciò. Dà un altro paio di affondi e lo sento gemere come un animale.Cazzo c’ero quasi! Ancora 2 spinte dai. Cazzo. Muovo il bacino cercando di tirare fuori ancora un paio di affondi da quel suo bastoncino di carne che, già lo sento, sta perdendo vigore. Niente da fare. Si sfila completamente sudato e si accascia su un lato, col fiatone. Quelle lenzuola saranno zuppe di sudore ancor prima che cominci a russare. Bella merda.
Daniel.Viale Serboni 8. E’ questa. Entro nella clinica consigliatami dal dottore precisamente alle 15:57, ben 3 minuti in anticipo rispetto all’orario concordato. E’ un posto piuttosto gradevole, ben tenuto e soprattutto non ha quell’aspetto da ospedale che mi aspettavo di trovare. Non c’è nessuno al suo interno, solo una ragazza seduta dietro una scrivania che, dopo aver schedato i miei dati, mi indica un punto imprecisato dietro di lei e mi congeda con un “seconda porta sulla destra”. Busso ed entro senza attendere risposta. La stanza è ampia, con un lettino per massaggi a due piazze che domina la scena al centro della stanza. Sulla destra, immediatamente visibile non appena aperta la porta, c’è una scrivania con un computer ed un paio di piante ornamentali. Le pareti sono ricoperte di scaffali pieni di lozioni, boccette, asciugamani e tutto ciò che ti aspetteresti di trovare in una clinica per massaggi. La signora dietro la scrivania è di bell’aspetto. Alta, con un fisico slanciato, forse giusto 2-3 kg di troppo che la rendono più piena e desiderabile. Capelli rossi, quasi ruggine. “Signora Corbelli?”“Salve Daniel. Entra e chiudi la porta per piacere”.Parliamo del mio infortunio, dell’intensità del dolore che provo e di altre minuzie tecniche che immagino la aiutino ad inquadrare meglio la mia situazione prima che, con un sorriso, mi inviti a spogliarmi nudo, assicurandomi di coprire le mie parti intime con un asciugamano, e distendermi pancia-sotto sul lettino. “Inserisci la testa all’interno del buco nella parte alta del lettino e rilassati. Ti do 5 minuti di privacy”.Ma perché cazzo devo spogliarmi nudo? Deve massaggiarmi una cazzo di gamba. Cristo.
Rebecca.Dopo pranzo sono sempre eccitata. Sarà la digestione o che-ne-so. Mi ritrovo sembra bagnata come una scolaretta a fare i pensieri più sconci. Come oramai è diventata mia abitudine, dalle 15 alle 16, finisco per saltare da un sito porno all’altro nel silenzio del mio studio. Il video di oggi è di una giovane coppia, ripreso con il cellulare eppure incredibilmente nitido. La tecnologia ha fatto passi da gigante. Lei lo sta spompinando, non senza fatica viste le dimensioni del membro, e sembra felice come una ragazzina. Lui le accompagna la testa con la mano costringendola a sbavare e rimanere in apnea ad ogni affondo. Bellissimo. La mia mano scende ad accarezzare l’inguine da sopra i leggings senza quasi che me ne accorga. Sono calda. Vogliosa. Impaziente. Se il paziente delle 16 fosse entrato senza bussare mi avrebbe sicuramente vista in una situazione quantomeno bizzarra ed imbarazzante ma, fortunatamente, bussa dandomi un paio di secondi per ricompormi e chiudere la pagina internet. Devo smetterla di fare queste cazzate. E’ un bel ragazzo. Alto e muscoloso. Un po goffo su quelle stampelle, ma sono sicura riscuota un bel successo con le ragazze. Un calciatore se non ricordo male. 10 sedute decontratturanti, con particolare attenzione alla gamba destra, vittima di lesione. Lo invito ad entrare e mi sorprendo nel constatare la voglia che ho di lanciargli un’occhiata al pacco, di sbirciare, anche solo fugacemente, un cazzo che non sia quello di mio marito. Resisto all’impulso e gli rivolgo le solite domande di routine sperando riescano a distrarmi e riportarmi nella mia classica condizione di distaccata professionalità. Le sue risposte sono veloci, è visibilmente imbarazzato e questo non aiuta la mia attenzione che continua a tornare al video chiuso poco fa. A quel cazzo enorme. Venoso. “D’accordo Daniel, la situazione è piuttosto chiara. Ora spogliati nudo e…”Ho detto nudo? Cazzo ho detto nudo. Ma che cazzo mi succede. Nudo! Cazzo, cazzo!.“..e accomodati sul lettino pancia-sotto per piacere. Puoi…coprire le tue parti intime con un asciugamano che troverai sullo scaffale dietro di te. …Sì, bene… Inserisci la testa all’interno del buco nella parte alta del lettino e rilassati. Ti do 5 minuti di privacy”.Ma perché cazzo gli ho detto di spogliarsi nudo? Devo inventarmi qualcosa o qua rischio la licenza. Cazzo! Stupida cagnetta infoiata che non sei altro. D’accordo, niente panico. Mi inventerò una scusa…tipo che debba essere completamente rilassato per poter andare a lavorare più efficacemente sul muscolo leso. Un rapido massaggio alla schiena per giustificare il tutto, si scende alla gamba, la si massaggia e tanti saluti. Magari potrei utilizzare più olio del dovuto, così da giustificare anche la totale assenza di abiti. Sì, può funzionare. Calma.
DanielPrendo uno degli asciugamani dalla pila nello scaffale indicatomi e mi spoglio. Ancora non capisco a che cazzo serva essere completamente nudo per un massaggio alla gamba, ma se c’è una sola cosa a questo mondo che non mi metta in imbarazzo è il mio cazzo. Madre natura è stata piuttosto generosa con me e sono praticamente certo che sia l’unico fattore che mi abbia dato la forza necessaria ad affrontare le prime docce con i compagni d’allenamento, agli inizi della mia carriera.Mi distendo sul lettino inserendo la faccia all’interno dell’apposito buco, facendo bene attenzione a nascondere il cazzo sotto la pancia e sistemo l’asciugamano sopra il culo come meglio posso. L’atmosfera è piuttosto fredda ed ho la pelle d’oca su tutto il corpo.Speriamo passi in fretta
RebeccaAspetto ben più di 5 minuti per essere sicura di non sorprenderlo con la mercanzia in bella vista. Busso ed entro.Il ragazzo ha veramente un bel corpo: la parte superiore del corpo è tonica e muscolosa, ma la parte inferiore è ancora meglio. Le sue gambe sono fasce di muscoli scolpiti nella pietra. Nonostante sia disteso, a riposo, i suoi polpacci sono duri come fossero in perenne contrattura e l’asciugamano non riesce a coprire quelle che sono 2 natiche perfettamente modellate.“Ok Daniel, ora eseguirò un massaggio rilassante con dell’olio caldo. E’ importante che tutto il corpo sia rilassato per poter andare a lavorare poi sul muscolo in maniera efficace. Cominceremo dalla schiena per poi passare ad un vero e proprio massaggio decontratturante. Se in qualsiasi momento sentissi dolore ti prego di dirmelo, è importante che ti senta completamente a tuo agio”Prendo l’olio dallo scaffale e me lo spalmo sulle mani. E’ piacevolmente caldo e profumato. Il contenitore non è propriamente comodo da utilizzare ma è una sorta di thermos capace di tenerlo alla giusta temperatura per giorni interi. Appoggio le mani sulla sua schiena ed aspetto che si abitui al cambio di temperatura. Ha la pelle d’oca ed è rigido come un tronco, ma dovrebbe riuscire a rilassarsi nel giro di pochi minuti.
