“Vedi questa cella frigo, bene non è una cella frigo, qui da una porta possono entrare tre uomini e dall’altra parte possono entrare tre donne, sono separati da un muro che ha presente dei fori nei quali si può far passare il proprio sesso e le donne possono scegliere quale usare per soddisfare le proprie voglie. Il messaggio del giovedì racchiude le foto di quello che potranno trovare dietro il muro e così decidere di prenotare una seduta. Tutto è anonimo, gli uomini non sanno che donne ci sono dall’altra parte e le donne non sanno chi sono gli uomini. Un’idea nata per via dei tanti racconti che ho raccolto nel quartiere e che mi ha consentito di far crescere la mia attività, visto che appena aperto avevo difficoltà a farmi accettare nel quartiere. ”
Maria è sopraffatta dal racconto sentito, non vuole credere che le sue amiche ed anche i suoi amici vengano da Mario per soddisfare pulsioni sessuali, ma vinto lo shock del primo momento le tornano alla mente le parole di Mario.
“sei la mia cliente preferita e ti avrei voluto avere fin dall’inizio”
Allora Maria gli porge una nuova domanda: “Mario, ho capito tutto, ma perchè io non ricevo i messaggi??”
La risposta di Mario è diretta: “mai avrei voluto vederti impegnata con un altro uomo, ti voglio solo per me” e mentre finisce di pronunciare queste parole abbraccia e bacia Maria.
Un bacio, caldo, appassionato, ricercato, con le labbra di Mario che cercano di leggere i contorni della bocca, con la lingua che saetta per cercare il sapore e con le mani ad accarezzare quel corpo così bello e sensuale.
Un bacio ricambiato. Un bacio duraturo. Un bacio che riscalda l’aria nel retrobottega.
Dopo qualche minuto di questa ricercata ed intesa unione di lingue e salive, si guardano negli occhi.
Maria è rossa in viso, si trova a baciare un uomo diverso da suo marito, un uomo che le ha appena confessato che la vuole ed inoltre non accetta che lei vada con altri.
Mario invece è quasi ansimante, la sua eccitazione è salita alle stelle, si sente pervaso dal desiderio, brama per avere quella donna che da sempre osserva e venera nei suoi pensieri.
Non può e non vuole perdere questa inaspettata, ma bellissima occasione.
Allunga la mano ed apre la porta della finta cella frigo e con fare mascolino quasi solleva Maria è la fa entrare nella cella.
Avendo il braccio intorno al suo corpo continua ad accarezzare le sue curve, soffermandosi nelle zone più bollenti. Accarezza è stuzzica con delicata, ma attenta precisione i caldi seni della donna, alternando un buon lavoro di mano con un ottimo lavoro di bocca, Maria geme più volte quando i suoi capezzoli vengono succhiati con forza dalle labbra di Mario.
Lui continua ad utilizzare sapientemente le mani ed accarezza, con altrettanta dovizia, il sedere di Maria, al quale dedica un’attenzione particolare.
Prima palpeggia, poi spoglia, poi accarezza, poi lecca i grandi glutei, un morso ogni tanto per far capire che è lui a comandare, poi inserisce la lingua nel solco dei glutei e lecca da sopra a sotto per tutta la lunghezza del solco, soffermandosi con particolare passione al piccolo foro dell’ano, che prima riempie con la lingua, facendo ansimare Maria, poi infila un dito, facendo urlare Maria, ed allora raddoppia la presenza, ricevendo in risposta un vigoroso “SI”. Ormai ha raggiunto il suo intento il foro al quale ha dedicato attenzione e passione è finalmente elastico e pronto ad accogliere un bellissimo, quanto impegantivo plug anale di colore bordeux con un dimanete rosso alla sua estremità.
Mario non è assolutamente sazio, ha di fronte al suo viso questa donna piegata a novanta gradi con il sedere sodo, dal quale esce e spicca il diamante rosso, la sente pronta ed anche lui si sente pronto. La Vuole.
Mario fa un piccolissimo passo indietro, prende in mano il suo grosso ed abbondante cazzo e lo punta alla vagina di Maria.
La trova già grondante, si sente soddisfatto di questo, ha saputo muoversi bene, allora spinge con calma e con costanza fra la carne della donna. Riempie ogni spazio, riempie ogni centimetro del suo utero in lunghezza e larghezza e quando finalmente il suo ventre sbatte contro il sedere di Maria, viene pervaso da una soddisfazione immensa.
Le sue mani sono saldamente intorno ai fianchi di Maria, la sente tremare per la doppia penetrazione che sta sopportando ed allora cerca di farla impazzire ancora di più.
Comincia a muoversi con ritmo crescente nel suo utero, sfilando e affondando il suo cazzo nella carne di Maria e facendo crescere il ritmo del suo movimento ad ogni affondo.
Maria riesce a resistere ai primi affondi senza esternare la sua crescente eccitazione, ma man mano che sale il ritmo anche il controllo viene meno.
Comincia ad esternare il suo piacere: “Accelera, accelera, fai più forte, più forte, aprimi, sfondami, prendimi, daiiii, continua, si, continua così, siii”
Mario così incitato perde la cognizione delle sue spinte e si lancia in una forsennata ricerca della profondità, della penetrazione, del piacere, del possesso.
Vuole che quel momento rimanga nella mente di Maria per sempre e spinge sempre più forte, ed ogni lamento, ogni grugnito, ogni verso di Maria lo rendono ancora più accecato nel tentativo di cercare la massima goduria.
Maria è fradicia, schizza ogni genere di umore dal suo corpo, non riesce ad essere ben dritta sulle gambe e la sua testa sbatte contro le pareti in plastica della cella, fra il rumore del culo che sbatte contro Mario e la testa che sbatte contro le parti sembra di essere in una discoteca, ma tutto questo rumore viene coperto dalle grida di entrambi con lei che continua ad incitare l’uomo e Mario che comincia a gridare “ sei mia, sei mia, ti voglio riempire del mio seme, continuerò finché non griderai basta”.
Sono momenti convulsi con Mario che spinge e Maria che accoglie e quando Mario cerca di rallentare è Maria a spingere il suo corpo contro Mario.
Una sequenza che elude il tempo, lo spazio e la comune decenza.
Ed eccolo, come un lampo nel cielo terso, arrivare l’orgasmo, quasi simultaneo, per entrambi. A discapito di quello che poteva pensare, Mario comincia a venire per primo, non trattiene il suo stupore e con grandi grida avvisa Maria del suo seme in arrivo.
“Non posso più resistere, sto venendo, Oh mio Dio è fantastico, sei fantastica”
Le parole di Mario sbloccano anche Maria, che in realtà stava solo aspettando di sentire l’uomo così sperduto per liberare il suo di orgasmo.
Lei non pronuncia niente, ma il suo corpo parla per lei, i suoi fluidi sono così abbondanti da generare una chiazza a terra e bagnare entrambi copiosamente. Le gambe che già tremavano per la doppia penetrazione, adesso non la reggono più ed è sufficiente che Mario si sfili per farla scivolare a terra.
Nuda, sudata, bagnata, con i capelli arruffati e con l’affanno guarda l’uomo nudo davanti a lei. Si sono amati come due amanti selvaggi, si sono voluti senza troppi preamboli, si stanno guardando l’uno con l’altra in cerca di un assenso ed una complicità che faccia in modo che questo incontro non sia singolo, ma un qualcosa da ripetere.
Mario la guarda e si siede a fianco.
La stringe ed abbraccia con calore e tenerezza. Così abbracciati, quasi a proteggersi a vicenda, si cercano ancora negli occhi e si promettono che il giovedì sarà il giorno delle offerte anche per loro. A differenza dei clienti di Mario per loro non ci sarà bisogno di scegliere chi avere, perchè hanno deciso di avere un unica scelta, ovvero l’uno per l’altra.
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