La presenza dei loro amici ha svegliato l’esibizionista che ho dentro, si è svegliata la libidine della mia parte femminile ed ho incominciato a gemere di piacere sotto i colpi di quel torello eccitato. Avevo voglia di sentirmi sborrare dentro, ho allungato anche questa volta la mano ai coglioni che mi colpivano, li ho accarezzati e strizzati ed in poco tempo Abuamar, dando delle bordate incredibili sul mio culo, ha gridato –“godoooooooooooooo checcaaaa godoooooo troiaaaaaa”- e mi ha schizzato in culo la sborra calda mentre mi gustavo le pulsazioni involontarie del cazzo che stava sborrando nella profondità del mio retto. Il mio cazzo era ancora dritto, durante tutto il rapporto non lo avevo toccato per evitare di godere prima di sentirmi riempita di sborra.
I nuovi arrivati si erano seduti ed avevano assistito ai nostri gemiti di piacere, e ad un tratto hanno parlato con Abuamar in una lingua sconosciuta. Prima ancora che mi togliesse il cazzo dal culo, mi ha spiegato che gli amici si erano eccitati a vedermi godere sotto i colpi del suo cazzo, gli avevano detto che ero una bella troia e volevano sapere se potevano scoparmi anche loro. Mi ha pregato di accontentarli perché "poverini" erano in astinenza sessuale da almeno 8 mesi e avevano una voglia incredibile di scoparsi una bella checca come me, con un bel culo, che grida di piacere mentre lo prende e sborra col cazzo in culo.
Cosa potevo fare...?
Ero ancora eccitato e col cazzo duro, non ci ho pensato sopra due volte, mi sono liberato dall'ormai moscio cazzo di Abuamar e mi sono avvicinato al più giovane, poteva avere 19 anni, gli ho sbottonato i pantaloni, ho estratto il cazzo già duro come il ferro, non grande, né grosso, ma molto, molto duro. Mi sono abbassata per prenderlo in bocca, sono riuscita ad ingoiarlo tutto più volte e poi l’ho più volte leccato dalla base dei coglioni fino all’apice. Non ne potevo più, volevo essere preso da quel cazzo che mi piaceva tanto, mi sono piegata di nuovo sul divano, ho messo le mani alle natiche per tenerle allargate e farmi centrare il buco del culo. Il giovane me lo ha messo tutto dentro, me lo teneva in profondità e strusciava il bacino sul mio culo ruotandolo con tutto il cazzo che ruotava nel mio retto. Era molto bello sentirlo attaccato al mio culo, ogni tanto si allontanava per darmi dei colpi e poi tornava a farmelo girare tutto dentro. Ho stretto il culo sul suo cazzo e l’ho pompato fino a che gridando ha goduto nel mio culo, che ormai era pieno di una quantità incredibile di sperma. Il cazzo è fuoriuscito mentre io stringevo il culo per trattenere lo sperma. Volevo che facesse da lubrificante per l’ultimo nero che sicuramente avrebbe chiesto di usare il mio culo per goderselo fino a riempirlo di sborra. Non ho aspettato una sua richiesta, mi sono avvicinato all’ultimo nero, gli ho toccato il pacco da sopra i pantaloni... caspita... era un pacco incredibile. Ho sbottonato i pantaloni, ho infilato la mano sotto i coglioni ed ho estratto un cazzo mostruoso. Sembrava che fosse un neonato e avesse gli occhi, al fianco della boccuccia erano infatti presente due fossette, che sembravano dei piccoli occhi ed il glande sembrava la testa di un neonato, era grosso proprio come un neonato... non ne avevo mai visto come quello. Anche quello di Omar era piccolo al suo confronto. Pur temendo di subire una rottura dell’ano, non potevo tirarmi indietro, l’ho leccato e masturbato a lungo, facendolo entrare nella bocca almeno il glande e leccandogli la verga ed il prepuzio, e accarezzandogli i coglioni ed avevo coltivato la speranza di farlo godere senza farmelo mettere in culo. Purtroppo il nero si è dimostrato resistente anche ai tentativi fatti leccando e accarezzando i coglioni per farlo godere.
Dopo un lungo tempo in cui i miei tentativi hanno ancora di più aumentato il suo desiderio e quindi il volume del cazzo, si è alzato e mi ha detto –“su, girati troia che ti voglio aprire tutta”- Il cazzo era lubrificato ed il mio culo pure per la presenza di tanto sperma, mi sono messa a pecora sul divano ed il caprone nero, dopo aver posato la punta sul centro del pertugio, mi ha preso per le anche e ha dato un solo colpo, di bacino, tirandomi sul cazzo; l’ha fatto entrare tutto. Ho avuto un dolore lancinante al retto, come se si fosse rotto qualcosa, e poi ha incominciato a sbattermi proprio come fanno i caproni, ma a lungo, per un tempo indefinito, mentre io, sotto i suoi colpi, ho incominciato a gridare di piacere e di dolore. Una sensazione incredibile ero aperto in due da un grosso batacchio, ma il mio cazzo, i miei coglioni, il mio ventre, la mia bocca con saliva di libidine ed il mio cervello godevano come non era mai successo. Ero diventato una checca, una cavalla in calore in cerca di stalloni dal cazzo enorme.
Quando ha goduto ha gridato con un barrito di elefante; spingendomi il cazzo in profondità, mi ha riempito il culo di sborra e mentre sborrava ha allungato la mano al mio cazzo, mi ha masturbato e mi ha fatto godere insieme a lui un orgasmo fantastico, unico, che mai avrei pensato di poter godere sotto i colpi di quell’enorme batacchio. Mi hanno ringraziato e mi hanno detto che la domenica loro non lavorano sono sempre liberi e se ne ho voglia, di essere scopata per bene, posso andare da loro per godere col cazzo piantato in culo, hanno aggiunto che un giorno sarebbe bello che portassi anche te per farti sentire al centro dei desideri di 4 cazzi che aspettano troppo tempo per godere. Omar, ha poi aggiunto che gli è dispiaciuto di non averti fatto assaggiare la sua verga in figa e che non vede l'ora di farlo.
Insomma amore mio, il mio principale mi ha lasciato il pomeriggio libero per riposare e riprendermi ed invece quei quattro neri mi hanno ridotto come uno straccio scopandomi per ben 4 ore. Non ti nascondo che ad un certo punto avrei voluto che ci fossi pure tu, così avresti potuto aiutarmi a soddisfare almeno due dei quattro neri che mi hanno imbottito il culo di sborra e forse mi hanno addirittura lacerato il foro, perché sento come se si fosse formata una ferita che mi punge...
“Brava amore, stai diventando una vera checca. Più volte, mentre mi raccontavi come ti hanno scopata i neri, ti sei personificata in una troia, appellandoti più volte, da sola, con nome al femminile, ti sei fatta fottere come una checca e hai dimostrato di essere molto resistente, facendoti sbattere addirittura da 4 tori neri; non ti preoccupare, più tardi ti darò un' occhiata per vedere se hai qualche ferita al culo e ti racconterò la storia di questo vestitino, per dimostrarti che anch'io oggi mi sono comportata da troia come hai fatto tu”-
Ti è piaciuto?
Il sesso è come qualsiasi gioco che ci diverte da piccoli, la differenza è che noi adulti più ci divertiamo e più ce ne vergogniamo.
Altri racconti di sesso italiano
Commenti 0
Accedi per scrivere un commento…Nessun commento ancora. Scrivi il primo.