Vai al contenuto
Erotika
I dolori anali di un marito bisex
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto18 min di lettura

I dolori anali di un marito bisex

Mio marito si riscopre bisex e affronta lo stesso nero, superdotato, che ha rotto i nostri culi... uno dopo l'altro.

sesso italiano
1 anno fa · 6.8k letture · 0

I miei piedi erano nel vuoto restando appeso sul cazzo e, per non farmi perdere l’equilibrio, mi teneva stretto, con i gomiti alle anche e gli avambracci che salivano lungo i fianchi e, sotto le ascelle, facevano passare le dita sopra agli omeri, bloccandomi anteriormente sulle spalle, con l'effetto contemporaneo di mantenermi in equilibrio e tenendomi infilzato sul cazzo mi teneva nella posizione giusta per introdurre i suoi 30 cm.

Era alle mie spalle e mi scopava in piedi, e quando si abbassava sulle ginocchia, per estrarre almeno 15-20 cm di cazzo, i piedi tornavano a terra, poi inforcandomi a salire sulle natiche, per rinfoderare la sua sbarra, si rialzava sulle ginocchia sollevandomi di nuovo dal pavimento;

ero piacevolmente preda del gigantesco uomo e mi alzava sul cazzo e mi rimetteva a terra, instancabile, in un gioco di estrazione, di penetrazione e di piacevolissime carezze fatte a tutto il corpo, spalle, gambe, cosce, fianchi e persino sui capelli, sulle guance, e sulla bocca in cui inseriva il pollice che io succhiavo da quella checca esperta che ero diventata. Ero la sua vacca.

Il piacere per il mio toro e per me era immenso, tutto ciò che mi faceva mi dava piacere, mi provocava scariche elettriche che mi facevano vibrare strizzando quel palo enorme nel retto; lo stringevo con l’anello e con tutti i muscoli delle natiche, per sentirlo in tutto lo spessore e in tutta la sua lunghezza. Ormai ero preda di un isterismo di piacere che si diffondeva a tutto il corpo facendomi gemere come una troia. Appesa come ero, mi ha portata sul divano. Mi ha fatta inginocchiare, con le gambe aperte, mi ha tirato su il culo, tirandolo all’indietro; ero con le mani poggiate alla spalliera, come se stessi pregando Allah. Il suo membro duro non mi ha lasciato un momento, si è piazzato dentro e dietro di me, piantandosi bene con i piedi per terra per potermi prendere estraendo e affondando tutta la lunghezza dell'enorme membro.

Adesso mi aveva sotto di lui, impalato, (mi sovrastava da sopra), ed aveva la possibilità di estrarlo tutto rinculando per poi reinserirlo tutto, senza appoggiarsi a me, facendo leva, con le mani, sulla spalliera. Lo sentivo rinculare estraendo la mazza che si portava con sé il mio ano, e poi mi inculava affondando i suoi 30cm, con colpi poderosi che mi sbattevano con la testa alla spalliera, nonostante ammortizzassi i colpi reggendomi con le mani.

Mi sovrastava completamente, la sua bocca si allontanava e si avvicinava, ad ogni affondo, al mio orecchio; con gentilezza mi sussurrava che avevo un culo fantastico e che lo facevo godere meglio di una donna, mi diceva che voleva mettermi incinta riempiendomi di sborra e mi chiedeva di stringere le chiappe e di prendermi tutto il cazzo perché ero una checca fantastica e mi voleva far godere tutta come una cagna e diceva che mi avrebbe "incugnata" a lungo, facendomi riscaldare il culo come il cilindro di una macchina.

Il suo torace mi sfiorava le spalle e sembrava che l’unico contatto che ci fosse tra noi fosse la sua verga che, come un pistone, entrava ed usciva dal mio recettivo e slabbrato "cilindro". Ogni tanto mi dava dei colpi più poderosi che mi facevano sobbalzare sbattendomi sulla spalliera, ma subito mi riprendeva, tirandomi dalle spalle, sul pene come un bene prezioso al quale teneva moltissimo.

Ero ormai una checca folle, alla quale lui stava dedicando tutto se stesso; mi contorcevo sotto di lui, isterico di piacere, danzavo sotto il suo cazzo da gorilla nero, sollevando il culo e andandogli incontro per ricevere i suoi colpi e sentire il contatto del suo bacino sui miei glutei e dei grossi coglioni che mi colpivano le chiappe, facendomi godere come una checca in calore.

Dallo specchio che era sulla parete potevo vedermi sotto di lui, piccolo e bianco mentre lui era nero e grosso come un gorilla, mi violentava e mi possedeva schiacciata sotto il suo corpo; rinculava estraendo la sua mazza e poi la faceva sparire infilandola tutta nel mio culo mentre i coglioni mi colpivano sul perineo aumentando il piacere di essere posseduto. Sembrava un toro. Mi piaceva essere la sua vacca e proprio come una vacca godevo muggendo a bocca aperta sotto i suoi affondi. Mi ha dato un godimento incredibile sciogliermi di piacere sotto i suoi colpi. Per dargli più libidine ho infilato una mano in mezzo alle gambe e l'ho preso per i grossi coglioni che come batacchi di antiche campane, mi colpivano sulle chiappe, allora lui mi ha gridato quanto fossi checca e ricchione. Sì, in quel momento ero una checca, mi ha dato gli ultimi poderosi colpi e poi, prendendomi dai fianchi mi ha tirata con forza sul cazzo, schiacciandomi il culo sul suo inguine per poter ottenere l'affondo totale e scaricare nel retto più profondo un fiume di sborra calda. Si è accasciato su di me, facendomi godere un orgasmo anale incredibile, senza che nemmeno mi fossi toccato il cazzo, che, durante tutto il rapporto, è stato libero di ballonzonare a destra e a sinistra e di tanto in tanto, sotto i suoi poderosi colpi, toccava la pelle del divano stimolandosi come se avessi un rapporto vero col divano.

-“Amore, godere sotto quel toro, è stato qualcosa di eccezionale”-

mi ha detto mio marito, avendomi raccontato ogni particolare del rapporto con Omar.

La cosa non è finita lì, Abuamar, ha finito di sistemare il pranzo, ci siamo vestiti e mi ha fatto sedere vicino a lui, quasi volesse corteggiarmi, tenendomi vicino, come un gallo che protegge la sua gallina preferita. Si vedeva che era eccitato ed ogni scusa era buona per toccarmi e approfittava di ogni occasione, anche se si rideva per una battuta, per toccarmi le cosce o per spingere la mano dietro di me e raggiungere le natiche ed il solco del sedere sollecitandomi il culo, per farmi capire che desiderava scoparmi.

–“A te piacere cucina che ho preparato io?”- Sì! È ottima, bravo! -“Adesso noi mangiare e poi tu far vedere a me come sai fare i bocchini?”- Voleva assicurarsi che ci stavo a farmi inculare anche da lui. Il suo cazzo non stava più nel pantalone, la voglia di godere doveva essere molto grande. Ho allungato la mano da sopra il pantalone, era già durissimo. Anch’io ormai desideravo prenderlo in bocca, gli ho sbottonato i pantaloni ed ho cacciato fuori una verga dura come l’acciaio.

Lui continuava a mangiare ed io mi sono messo sotto il tavolo tra le sue gambe, le ha leggermente allargate per farmi stare più comodo e avvicinandolo alla bocca ho inguainato almeno metà cazzo leccandolo con la lingua. UUUHHMMMMMMMMMMMM gemeva Abuamar. 

"Sei brava a fare i bocchini, checca, tu sei brava più di tua donna"- Lo ingoiavo tutto e lo leccavo come se non avessi fatto altro in vita mia. Passavo a bocca aperta e con la lingua fuori su tutta la verga e mi fermavo a sollecitare il frenulo con la lingua. La mano sinistra del nero, aveva raggiunto la mia testa e mi stropicciava i capelli, come una specie di carezza, e poi mi spingeva la testa sul cazzo ogni volta che io lo ingoiavo inserendolo tutto in gola. Mi ha sborrato in bocca, sembrava un fiume di sborra, in parte è rimasta in bocca ed in parte è caduta a terra, ho ingoiato tutta la sborra che avevo in bocca facendolo per la prima volta in vita mia e mi è sembrato molto eccitante anche perché subito dopo ho ripreso il cazzo in bocca e gli ho permesso di eruttare gli ultimi schizzi direttamente in gola. Mi sono alzato e seduto al suo fianco credendo di averlo soddisfatto, invece straordinariamente il cazzo non si è nemmeno afflosciato, è rimasto duro anche se leggermente più tenero.

Non lo ha messo nel pantalone... col cazzo sventolante, mi ha portato al divano più in ombra e, come aveva fatto Omar, mi ha girato e scoperto il culo, mi ha aperto le chiappe con le dita delle mani, ha avvicinato la testa del cazzo al mio culo, senza nemmeno prenderselo in mano. Mi sono piegato e gli ho dato il permesso di centrarmi il buco. Prendendomi per i fianchi mi ha dato un sol colpo facendolo sprofondare tutto nelle mie visceri. Era più violento di Omar, mi dava dei colpi di cazzo profondi e quasi dolorosi e mi schiaffeggiava le natiche come se fossi una cavalla da far trottare. Mi stava praticamente violentando quando ad un tratto si è aperta la porta e sono entrati due loro amici di colore. Io mi divincolavo per togliermi da quella posizione vergognosa e vestirmi, ma Abuamar era più forte di me; trattenendomi impalato, mi ha detto di stare fermo, di non preoccuparmi che erano dei loro coinquilini e non avrebbero detto una sola parola in giro. Mi ha rassicurato, mi ha accarezzato le spalle, le cosce, le chiappe, mi ha stropicciato i capelli e mi ha infilato un dito in bocca, infilandolo ed estraendolo come un piccolo cazzo, e poi ha continuato ad incularmi con forza schiaffeggiandomi le chiappe per farmi trottare come la sua cavalla.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 3 senza votare
Pagina 2 di 3 · 0%

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista