Alle 18.00 è rientrato mio marito. Era proprio sfinito, si è subito buttato sul divano del salone. Volevo raccontargli la mia avventura, ma l’ho visto troppo distrutto, disfatto.
Povero maritino mio, gli ho detto: -“Le conseguenze dell’incontro di ieri con il nero superdotato che ti ha slabbrato il culo ancora non sono passate? ti fa ancora tanto male?”-
No! No! Amore, non puoi immaginare cosa mi è successo!
-Amore caro, cosa ti è accaduto? Mi fai preoccupare.-
No! Non ti preoccupare, adesso ti racconto tutto.
Il mio chef, oggi, siccome mi vedeva stanco, ha deciso di farmi rientrare prima a casa, per farmi riposare e mi ha pregato di passare solo dall’ufficio postale per imbucare una raccomandata. Mentre scrivevo l’indirizzo sulla ricevuta di ritorno, qualcuno ha detto:
“Hallo! Mario, come va? Tutto bene? La signora Helen sta bene?“-
Mi sono girato e chi ho visto? Omar con Abuamar! Sono entrati nell’ufficio postale anche loro per inviare della posta. Mi ha chiesto di aiutarlo a scrivere le ricevute perché non era esperto. L’ho aiutato e poi siamo usciti insieme.
Mi ha ringraziato e mi ha chiesto se volevo mangiare un “boccone” con loro perché era l’ora di pranzo. Mi dissero che avrei visto dove abitavano e che sarebbero stati molto contenti di passare una mezz'ora a chiacchierare con me. Omar era fisicamente imponente, un vero gigante nero. Mi è tornato in mente quando mi ha posseduto con tutto il suo peso sul mio corpo e, quando mi è caduto l'occhio sul grosso pacco che aveva in mezzo alle gambe, ho sentito un formicolio allo stomaco e ho avuto un brivido di piacere al sedere, e non ho potuto rifiutare. Ho accettato di andare da loro ben sapendo che avrebbero potuto fare delle avance e forse io stesso lo speravo. La loro casa non era distante dall’ufficio postale.
L’entrata era direttamente in un grande salone, in cui erano posti due divani ad L con un tavolino basso da salotto. Omar mi ha fatto sedere sul divano assai vicino a lui, mentre Abuamar è andato all’angolo cucina per preparare il pranzo; ho visto poi che ha preparato una specie di frittata con salame e gli asparagi, e una bella insalata con rucola, funghi e schegge di parmigiano.
Omar mi guardava con una strana luce di desiderio negli occhi. Mi ha detto che gli era piaciuto enormemente mettermelo in culo il giorno prima, e che ero stato molto bravo a prenderlo tutto e che gli era piaciuto come sollevavo il culo sotto il suo cazzo per farlo entrare fino in fondo, facendolo godere come un cavallo. Ha detto che desiderava mettermelo di nuovo, ed il pensiero di mettermelo di nuovo lo stava già facendo eccitare come un cavallo.
-Sì! È stato molto bello ed eccitante anche per me...anche perché hai un cazzo stupendo e mi hai preso e sbattuto facendomi godere come una cavalla- ho risposto, guardando intenzionalmente in direzione del suo pacco che diventava ancora più grosso. -"Ti piace? Vuoi che te lo metta adesso?"- mi ha detto toccandoselo. Non gli ho fatto capire che volevo essere subito preso e violentato.
-"Tu hai un bel fondo schiena, hai un bel culo profondo prende il cazzo e lo stringe facendolo godere"- Mentre parlava, con la mano, da dietro alle mie spalle, è sceso ad accarezzarmi le natiche.
Ero eccitato e gli ho perciò facilitato l’accesso della mano fino al mio sedere, sollevandomi leggermente di lato, e lui ne ha subito approfittato per infilarmi direttamente il dito medio in culo spingendoci dentro il dito e la stoffa delle mutande e dei pantaloni.
–“Tu sai quanto sono sensibile alle carezza sulle natiche, e sai che una carezza a mano aperta sul culo mi fa eccitare come una zoccola facendomi desiderare subito di essere inculato”- così mi ha detto mio marito, e poi ha continuato il racconto.
Quel dito mi ha fatto sentire già preso. Un brivido di desiderio mi ha attraversato tutto il corpo e non è sfuggito ad Omar, che mi ha detto, accarezzandosi intenzionalmente il cazzo, che ero una grande checca mangia-cazzi e che voleva mettermelo subito, promettendo di farmi godere col cazzo dentro, e dicendo che mi avrebbe fatto muggire come una vacca sotto al toro, perché quel pomeriggio poteva scoparmi per tutto il tempo che volevo. Avevo deciso che lo volevo. Mi sono guardato intorno, per capire se potevamo farlo subito, Abuamar era ancora impegnato, lui parlava molto poco. Il ricordo dell'enorme cazzo di Omar, insieme alla possibilità che mi si presentava di godermelo di nuovo, a lungo e con calma, ha liberato la zoccola che è dentro di me. Volevo scoparmelo ma non volevo che lui sapesse quanto lo desideravo, ed ho cominciato a sbiascicare la risposta: -“ maaa, a teee, a teee farebbe piacereee prendermi? tu vo-vorresti mettermelooo di nuovoo? Sei già duro ed eccitato? “-
-"Sì... certo, toccalo! Senti come è diventato duro per te! Vuole aprirti il culo e riempirti di sborra! E tu? sei eccitata, vero checca? Il tuo culo è già pronto per ricevere il mio cazzo?"- Mi ha preso la mano e me l’ha portato sulla sbarra di ferro che aveva tra le gambe, l'ho stretta nella mano accennando una masturbazione mentre il mio culo ha subito avuto un brivido di piacere. -"Hai sentito come è duro e vuole il tuo sedere?"- Ancora non mi decidevo a dare una risposta, che ormai era evidente, e allora lui ha interpretato il mio silenzio come una accettazione.
-"Bene checca! Vieni, vieni che adesso ti faccio vedere come godi col cazzo in culo"- mi ha sollevato in braccio come se fossi la sua femmina e mi ha portata vicino all’altro divano che era più riparato e più in ombra, mi ha girato col culo verso di lui e, senza che io potessi minimamente oppormi, ha preso i bordi posteriori dei pantaloni e con un sol colpo li ha strattonati, scoprendomi il culo e, accarezzandomelo, mi ha strappato dei gemiti di piacere che gli hanno fatto capire che ero già pronto per essere sodomizzato. Sentivo un desiderio incredibile di essere posseduto. Mi ha accarezzata come una femmina, le gambe, le cosce, il culo, le tette, è sceso dalle spalle alle natiche e, passando tra le cosce, con la mano mi ha invitato ad aprire le gambe e poi ha passato la mano aperta sulle natiche andando a tastare il pertugio col polpastrello del medio. Ero cotto, la bocca si era riempita di bava di libidine ed il mio buco era ansioso di essere slabbrato dal mostro di carne che già conosceva. Ha ripetuto la carezza e, arrivato al sedere, lo ha aperto con entrambe le dita delle mani e ci ha sputato in mezzo, proprio sopra il forellino voglioso, mentre io gli facilitavo il compito, piegandomi leggermente in avanti, allargando le cosce e sollevando il culo che vibrava di desiderio... Ha usato il dito per spalmare la saliva non trascurando di lubrificare un poco l’interno, introducendo nel sedere una falange insalivata. Mi ha allargato decisamente le gambe facendomi piegare in avanti nella posizione di una vacca che aspetta di essere montata. Mi aveva preparato e messo in posizione.
Ha sbottonato e abbassato solo la parte anteriore del pantalone, per liberare il mostro che, è balzato fuori, duro e dritto, e sballonzolava a destra e a sinistra, minaccioso come un cobra gigante. Me lo ha messo subito vicino al buco. Mi faceva sentire femmina dicendomi che me lo avrebbe messo piano per non farmi male e eccitava la femmina che è in me accarezzandomi tutta, passandomi delicatamente le mani sulle spalle, sulle cosce e poi di nuovo sulle spalle che sfiorava con una lunga e leggera carezza. Come una femmina tremavo di desiderio, ero una foglia al freddo del mattino. Adesso aspettavo con ansia di essere presa dal mio toro.
Finalmente si è abbassato, piegandosi sulle gambe per seguire la via del piacere, permettendo al suo cazzo di imboccarsi al mio sedere; lo ha forzato a dischiudersi tenendoselo in mano e man mano che la bestia si faceva largo tra le crespe del mio culo, alzandosi sulle gambe, mi infilzava, penetrandomi, e siccome era 20 cm più alto di me, mentre si alzava, essendo agganciato sul cazzo, mi sollevava e mi appendeva, facendomi perdere di diversi cm, il contatto col suolo.
