Leggo molte storie sugli incesti in web, non credo che siano veritieri, troppo colorati di fantasia, ma del resto la fantasia è quella situazione che ci fa sognare di fare cose altrimenti impossibili da realizzare. Non dubito che qualche caso possa essere anche veritiero, ma tra le mille storie raccontate in vari portali erotici in rete, credo che solo l'1% di questi sia vero. A questa percentuale, aggiungerei il racconto che vado a narrarvi oggi, chi mi conosce gia avendo letto le mie avventure, sa che in vita mia, ne ho combinate parecchie, essendo in gioventù stata una Trav che si e fatta scopare da mezza citta', e non esagero. Sono stati milioni gli uomini a infilare il loro cazzi duri dentro di me, e quando parlo di uomini, mi riferisco ad uomini veri dai cinquanta ai settanta non certo a ragazzi.
Chi ha già letto come dicevo gli altri miei racconti, tutti estratti da un Diario personale che scrivevo all'epoca dei fatti, sa anche che ho avuto una madre complice in tutto cio' che facevo. Complice involontaria, dato l'avevo trascinata e convinta o plagiata se volete, convincendo una donna di mezza eta', abituata alle sue regole e ai suoi pudori, che cio' che facevo non era affatto sbagliato, e che per amore si fa questo ed altro.
Avevo preso la scusa dell'amore, per convincerla ad essermi complice, e si sa, i genitori per i figli fanno di tutto.
Perso mio padre, ho plagiato mia madre, cercando di martellarla ogni santo giorno, con le mie convinzioni e le mie porcate, alla fine, battendo continuamente lo stesso punto, si piega anche il ferro si dice, e ebbi vinta la complicità di mia madre.
Ero riuscita piano piano, e passo dopo passo, a convincerla pure ad assistermi mentre degli uomini mi scopavano davanti a lei, ero arrivata oltre solo in certi periodi, dove d'estate, complice il caldo, la mia porcaggine aumentava.
Sono sempre stata carina, un fisico femminile, belle gambe un culo da favola, lunghi capelli mesciati lisci, un visino da troietta, e una troiaggine degna di una vera femmina. fino ai 20anni son stata trav poi iniziai le cure per diventare Transgender. Oggi posso dire di essere una bella Trans che nulla ha da invidiare ad una donna biologica se non quel pisellone che ancora mi porto tra le gambe.
Dicevo, al tempo avevo mia madre che mi stava dietro in tutto, mi confidavo con lei, su come avere i rapporti con i miei uomini, la facevo assistere, mi aiutava ogni santa volta che poteva, e vedendo la mia felicita', per lei era sufficiente.
Certo non apprezzava tutto quello, ma lo sopportava per l'amore che provava per me chiaramente, essendo il suo unico figlio, ora diventata figlia, accettava di tutto, anche se c'erano dei limiti che non voleva assolutamente varcare.
Avevo tentato varie volte ma invano, di coinvolgerla nei miei rapporti con gli uomini che mi portavo in casa, ma lei piu che assistermi non faceva, non si spingeva mai oltre la linea e mai prese parte ai nostri rapporti amorosi. Diceva sempre che era gia' troppo assistermi, figuriamoci parteciparci a certe cose.
Per lei donna cresciuta ai tempi con educazione puritana, il sesso era sempre stato tabu. Mamma non era una brutta donna a cinquantacinque anni si teneva ancora, era la classica donna della portineria, alta piu che un metro e sessanta, minuta, capelli non troppo lunghi, fino al collo, castani arricciati, occhialoni da vista sul naso, pelle chiarissima, seno abbondante, sempre vestita impeccabile da signora perbene che incontreresti al mercato della zona.
Io invece, ero l'esatto contrario di lei, avevo un bel fisico e non perdevo occasione di mostrarlo con fierezza, sopratutto il mio bel culo tondo sodo liscio e morbido, le mie coscie tonde e sode. i miei lunghi capelli lisci e morbidi erano poi il mio punto di forza, mamma ovviamente mi raccomandava sempre di coprirmi meglio, ma almeno in casa, ero solita girare in intimo, specie d'estate, con il mio bel completino nero fatto di calze a rete nere autoreggenti, reggicalze nere, tanga nero e reggiseno nero. Zoccoli a zeppa alta di legno ai piedi, truccata bene e coperta solo da un vestaglione lungo rosso in raso lucido, che comunque tenevo sempre aperto e mai chiuso.
Io e mamma dormivamo insieme sullo stesso lettone matrimoniale dove aveva dormito per anni con mio padre. il salottino, era munito di un comodo divano a quattro posti che all'occorrenza, poteva rovesciarsi e diventare un letto monoposto, dove in effetti avevo dormito per anni prima della scomparsa di mio padre.
Una volta, istaurato un rapporto di complicita' come madre e figlia con mia madre, la convinsi a dormire entrambe nello stesso lettone, lo stesso lettone dove portavo ormai regolarmente i miei uomini per fare l'amore e farmi riempire.
Anche allora mamma fece dei commenti negativi, ma la convinsi anche su quel punto, a cambiare spesso le lenzuola e lei alla fine si arrese e accetto'.
Mamma mi voleva un bene dell'anima, e forse io ne approfittavo un po troppo.
Arrivo cosi' al punto cruciale di questo racconto, dopo avervi fatto una bella e lunga ma doverosa panoramica di come vivevamo insieme. Tutto accadde una delle solite notti che ci addormentavamo la sera dopo i soliti discorsi sugli uomini, che ogni sera la obbligavo ad ascoltare, mamma ormai li conosceva a memoria, da tante volte me li aveva sentiti raccontare come favole prima di addormentarci, discutevamo sempre di quanto fosse bello prendere il cazzo dentro, e continuavo a chiederle insistentemente, se quando mi aveva concepita con papa', le era piaciuto, ma mamma aveva sempre evitato l'argomento per varie ragioni di pudore e di imbarazzo.
Quella sera, forse piu serena e in voglia di confidenze, aveva iniziato a ricordare i rapporti con mio padre al tempo della loro unione, io ovviamente ero eccitatissima e presissima dai suoi racconti, pendevo dalle sue labbra sussurranti, e intanto che lei raccontava, senza mai pero' spingersi nei veri particolari, io ebbi un'erezione spontanea, e allontanando le lenzuola, estrassi il mio cazzo duro dal perizomino che indossavo, in bella vista di mamma, che certo non si scandalizzava, alla fine mi aveva vista tante volte con il cazzo duro e mi aveva poi fatta lei. Quella sera, pero' mamma, fece un certo apprezzamento sulle dimensioni del mio membro in tiro che non mi sfuggirono.
Gli domandai se per lei, lo avevo grosso, e lei rispose che non era da meno di tutti quelli che aveva visto prendere dentro dagli uomini che gli facevo conoscere. Sapeva bene che il cazzo a me piaceva prenderlo e non darlo, e nel scherzare facendo una delle sue solite battutine che faceva nei momenti in cui era in vena, per scherzare appunto, mi prese in mano il cazzo stringendomelo con la sua manina destra sorridendo. lo teneva cosi' stretto che lo sentivo pulsare nella sua manina calda. stava per mollarmelo, quando istintivamente, misi la mia manina smaltata dalle unghie rosse, sulla sua fermandola e bloccandola, non parlammo, ci guardammo fisse negli occhi, lei la sera non portava gli occhiali che metteva sul comodino del letto accanto. sempre senza parlare, e con il silenzio della notte che avanzava, iniziai piano piano, a spostare su e giu la sua manina insieme la mia, masturbandomi.
