Vai al contenuto
Erotika
La bidella forzuta
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto18 min di lettura

La bidella forzuta

Un giovane supplente neolaureato è attirato dal corpo robusto e sensuale di una bidella della scuola in cui lavora. Dopo aver assistito fortuitamente ad un eccitante scontro fisico a senso unico tra la donna e un’odiosa collega che la vessava da tempo, prova su di sé la potenza fisica dominatrice della bidella forzuta durante un rapporto sessuale un po’ particolare ma molto soddisfacente per entrambi.

Kendall
11 mesi fa · 513 letture · 0

-  Chi? La signora Rina?

-  Signora? Da quando sono arrivata, non ha fatto altro che trattarmi come una scema, fare la spia al preside se faccio qualcosa di sbagliato, inventando che le rubo le cose nella borsetta. E mi fermo qui! Sapesse quante ne ho da raccontare! Vuol fare la prima della classe… ma un giorno di questi le do una lezione che non si dimenticherà mai.

Walter era sorpreso dalla veemenza con cui la donna parlava con lui che in fondo conosceva appena appena. Non seppe replicare alle sue parole se non con una frase di circostanza. Dopo aver visto quella scena di prevaricazione fisica nella bidelleria, pensò che questa Teresa sarebbe stata effettivamente capace di violenza fisica sulla collega.

-   Prego prof, si prenda il caffè in grazia di Dio… che è anche costretto a lavorare oltre il suo orario di lavoro.

 La lampada

Durante la pausa caffè i due si scambiarono notizie generiche sul lavoro e sulla famiglia, ma Walter non ascoltava nulla di quello che lei diceva, tutto intento ad osservare il corpo della donna e il modo in cui parlava con lui: cominciò a sentire un'attrazione potente e a fantasticare possibili sviluppi.

Quando tornò nella piccola aula computer per eseguire i suoi finti lavori, trovò che l'aula era al buio perché si era  fulminato il neon che illuminava la stanza. Subito lo comunicò alla bidella la quale si rammaricò del fatto di non avere un ricambio al momento.

-   E come fa adesso a lavorare al buio?

-   Be’, allora mi arrangio.

-   Noooo. Venga qui. Nell’aula di Tecnica abbiamo una lampada a pile da tavolo.

Walter segui Teresa nell’aula di Tecnica dove si trovavano alcune lunghe scaffalature tutte ripiene di oggetti e cianfrusaglie.

-   Se ha una scala la prendo io - disse Walter.

-   Mi spiace, ma adesso non la posso prendere perché è nel magazzino del comune che è chiuso.

-    Se vuole le faccio la scaletta, la sollevo e la prende lei. Quanto pesa?

La bidella fece finta di non sapere esattamente il proprio peso e affermò di essere sui 70 chili.

-    Ma è sicuro di riuscire a sollevarmi. Lei è così mingherlino.

Sfidato nella sua essenza maschile, Walter le fece cenno di voler provare e lei, con un sorriso divertito come se prefigurasse l’insuccesso del giovane, accettò. Walter le cinse i fianchi, apprezzando quanto sodo forse il corpo di questa bidella e fiducioso spinse per sollevarla. Il ragazzo aveva sovrastimato le proprie capacità perché pur riuscendo a tenerla su per qualche secondo non riuscì a reggere lo sforzo prolungato lasciando che lei cadesse a terra.

-  Venga qua che la tengo io sollevata… Per me, lei sarà sui 60 chili.

-   È vero!

-   Quando facevo l'operaia sollevavo tutto il giorno sacchi di 40 chili, per cui sono abituata ai carichi pesanti.

E così dicendo, sollevò l'attonito supplente con estrema facilità e, facendo qualche passo, si  diresse verso la scaffalatura.

Walter si accorse come lo teneva e si chiese se la cosa fosse casuale: il suo pene premeva contro il viso di Teresa: un po’ sulla guancia, un po’ contro il naso, un po’ vicino alla bocca. Ogni tanto lei riposizionava il corpo di Walter facendogli fare un micro saltino. La donna non avrebbe potuto evitare di constatare che il membro di Walter si stava indurendo stando a contatto col suo corpo. Infatti, lo faceva per vedere la reazione del giovane.

-   La vede la lampada?

-   No. Qui non vedo lampade. Ma è sicura?

-   Cerchi bene. Sono sicura di averla messa lì.

-   Mi creda non vedo niente. Ma non si stanca a tenermi sollevato?

-    Stanca? Ma no! E’ un piacere farle un favore. Guardiamo negli altri ripiani in alto. Da qualche parte ci sarà.

E fu così che senza mai manifestare alcun disagio nello sforzo passò vari minuti a spostare di metro in metro la ricerca mentre il sempre più imbarazzato Walter faceva fatica a tenere a bada la propria erezione.

-  Prof. lei è troppo magro. Dovrebbe mangiare di più. Ha due gambe che sembrano uno scheletro. Io potrei tenerla in braccio tutto il giorno!

Walter non capì se Teresa avesse detto queste parole spontaneamente o se non ci fosse qualcos'altro, anche perché quando si spostava nella ricerca aveva avvertito chiaramente che la donna sembrava proprio spingere intenzionalmente il volto contro le sue parti basse come per eccitarlo.

-  Lo so che sono un po’ troppo magrolino. E’ per questo che non piaccio molto alle ragazze.

-  Ma che dice prof! Lei è un bel ragazzo, glielo dico io… è solo un po’ magro.

-  Trovata!

-  Bravo! Glielo avevo detto che c’era.

Recuperata la lampada la bidella pose a terra il giovane supplente e nel discenderlo lo fermò davanti a sé a pochi centimetri, dicendo: “Proprio un bel ragazzo”.

-  Anche lei è una donna molto bella e… molto forte!

-  “Rincello a chill scurnacchiat del marito mio!” esplose in napoletano stretto Teresa.

Walter era travolto da un’eccitazione crescente: da un lato voleva osare e dall’altro non sapeva come l’avrebbe presa la donna che pure era stata esplicita… Osò!

-  Fino a che ora può stare qui?

-  Se spengo le luci all’ingresso fino a stasera.

-  Teresa, mi fai provare ancora la tua forza?

Gli occhi di Teresa brillarono: “E poi?”

Ma proprio in quell’istante la conversazione fu interrotta da un rumore.

Una dimostrazione di superiorità fisica

Era il cigolio della porta d’ingresso che si apriva. I due si voltarono verso il corridoio. Si avvertirono dei passi lenti e felpati e una voce femminile dire: “Ha lasciato le luci accese e se ne è andata prima, la lazzarona!”

Dalla porta dell’Aula di Tecnica si godeva di una buona visuale del corridoio. Comparve Rina in tuta che con fare furtivo  si dirigeva verso lo stanzino della bidelleria. Teresa fece segno  di non far rumore e di stare lì. Appena Rina entrò nello stanzino, Teresa si tolse le ciabatte da lavoro per non far rumore. Siccome era senza calze si mise a camminare sulla punta dei piedi mettendo in evidenza i muscoli snelli ma ben definiti dei polpacci.

Rina entrò in bidelleria e aprì il cassetto personale di Teresa, estrasse dalla tasca 4 banconote da 50 euro e le depose dentro. Appena si voltò per uscire si trovò di fronte Teresa.

-  Cosa ci fai qui? - Sentì urlare Walter che intanto si era posizionato dietro alla porta.

-  Niente. Avevo dimenticato una cosa nel cassetto – balbettò Rina.

-  Ma quello è il mio cassetto!

-  Oh! Mi sono sbagliata!

-  Ti sei sbagliata? Fa’ vedere cosa …Eh!?!?! Cosa sono questi soldi?

-   … Io… Io…

-   Dimmi cosa vuol dire!

-   Niente… vuol dire che…

-  Dimmelo o ti do una lezione che non ti dimentichi più! Perché hai aperto il mio cassetto?

 Rina era reticente e non voleva svelare il motivo della sua intrusione ma era imbarazzata e impaurita. Aveva di fronte una donna più grossa e più forte di lei che era inviperita da tempo nei suoi confronti e non aspettava altro che l’occasione giusta per darle una vera lezione che le facesse passare la voglia di vessarla.

Da un lato Walter non sapeva se intervenire per evitare che Teresa picchiasse Rina ma dall’altro sentiva dentro di sé la voglia di vedere Teresa esplodere la sua potenza fisica sulla odiosa malcapitata. Prevalse la seconda istanza.

Teresa si tolse la maglia e rimase col reggiseno che esaltava la sua quarta misura. Rina, terrorizzata si fece più piccola di quanto non fosse e con gli occhi fuori dalle orbite indietreggiò contro la parete.

 Teresa le fu addosso, la immobilizzò contro il muro spingendola con le grosse tette finchè il viso di Rina non fosse tutto avvolto dai seni, le mise le due mani attorno al collo e la sollevò appiccicandola alla parete.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 3 senza votare
Pagina 2 di 3 · 0%

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista