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Troia per amore
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Racconto26 min di lettura

Troia per amore

PRIMA ESPERIENZA CUCK PER MARISA E NICOLA

Anna Bolerani
8 mesi fa · 1.3k letture · 0

Nicola non parlò. Non doveva. La bocca di Marisa che gli scorreva lungo l’asta era già una risposta sufficiente, una conferma silenziosa che quello che stavano facendo era esattamente ciò che entrambi avevano desiderato per anni. Si limitò ad osservare, le pupille dilatate mentre seguiva ogni movimento delle labbra di lei, ogni contrazione della gola quando lo prendeva tutto. Vide le dita di Giorgio che si stringevano attorno al bicchiere di whisky, le nocche bianche per la pressione, e capì che anche lui stava trattenendo il fiato, aspettando il momento in cui Nicola avrebbe perso il controllo. Marisa accelerò il ritmo, le mani che affondavano nelle cosce di Nicola per tenerlo fermo mentre lo scopava con la bocca, e quando alzò gli occhi verso Giorgio, vide che si stava masturbando lentamente, il pollice che strofinava la punta del suo cazzo con movimenti circolari.

Nicola si morse il labbro, sentendo il piacere che gli saliva dalle palle alla punta, un’onda calda che minacciava di travolgerlo. Le dita gli affondarono nei capelli di Marisa senza spingerla, solo per sentire il movimento della sua testa mentre lo succhiava con una tecnica che non aveva mai usato con lui. Era diverso, più aggressivo, come se volesse dimostrare a Giorgio quanto fosse brava. Quando le dita di lei gli strisciarono sulle palle, tirandole con delicatezza, Nicola emise un gemito soffocato, la schiena che si inarcò sulla poltrona. Marisa lo sentì irrigidirsi e rallentò, lasciando che la punta gli scivolasse tra le labbra mentre lo guardava con occhi che chiedevano istruzioni. Nicola scosse appena la testa, incapace di parlare, e lei capì. Riprese a muoversi, più lenta ora, la lingua che gli accarezzava la parte inferiore dell’asta mentre una mano gli massaggiava la base con movimenti sincronizzati.

Giorgio osservava dalla poltrona accanto, le dita che gli scivolavano lungo il cazzo con una lentezza studiata, le pupille dilatate che non perdevano un solo dettaglio. Vide Nicola contorcersi, le mani che si stringevano sui braccioli, il respiro che gli usciva a scatti mentre Marisa lo scopava con una devozione che sembrava quasi una sfida. "Dio, guardala," mormorò Giorgio, la voce rotta dal piacere, "succhiarti mentre mi guarda come se volesse che fossi io a farti venire." Nicola annuì, incapace di negarlo, e quando Marisa alzò gli occhi verso Giorgio, le labbra ancora strette attorno a lui, vide l’intesa che passava tra loro. Era quello che voleva, che lo eccitava più di ogni altra cosa: vederla desiderare un altro uomo mentre lo prendeva, come se il suo corpo fosse diventato uno strumento per la loro connessione.

Nicola non parlò, non doveva. Si limitò a guardare, la mano che si muoveva sul suo cazzo con movimenti precisi, sincronizzati con quelli della bocca di Marisa. Vide Giorgio avvicinarsi, le ginocchia che affondavano nel tappeto accanto a lei, la mano che le si posava sulla nuca senza spingerla, solo per sentire il movimento dei suoi muscoli mentre ingoiava. "Ti piace così, vedermi toccarla mentre ti prende?" chiese Giorgio, la voce bassa e raschiante, le dita che si intrecciarono nei capelli di Marisa insieme a quelle di Nicola. Lui annuì, il respiro che gli si incagliò in gola quando Marisa gemette intorno a lui, il suono vibrante che gli fece contrarre lo stomaco. Era perfetto. Era tutto ciò che aveva sognato.

Poi accadde. Senza preavviso, senza controllo, Nicola si sentì esplodere, un’onda di piacere che gli salì dalle palle alla punta con una forza che lo lasciò senza fiato. "Marisa—" fu tutto ciò che riuscì a dire prima di venirle in bocca, le dita che le si aggrappavano ai capelli mentre il corpo si contorceva sulla poltrona. Lei non si ritrasse, non sputò. Lo vide negli occhi di Giorgio, quel lampo di sorpresa e poi di approvazione, mentre Marisa ingoiava ogni goccia con movimenti lenti della gola, le labbra che si stringevano attorno a lui per succhiarlo fino all’ultimo. Quando finalmente lo lasciò andare, con un suono umido che fece rabbrividire entrambi gli uomini, Nicola cadde all’indietro, il petto che gli si alzava e abbassava come se avesse corso.

Marisa si pulì le labbra con il dorso della mano, poi si voltò verso Giorgio, gli occhi che lo scrutavano con una fame che non si era ancora placata. "Ora tocca a te," sussurrò, la voce roca dalla gola irritata, mentre si alzava in piedi con movenze feline. La gonna era ridotta a un lembo di stoffa strappata, il reggiseno completamente slacciato che le penzolava dal corpo sudato. Giorgio non si fece pregare. La afferrò per i fianchi e la spinse sul divano accanto a Nicola, le mani che le aprivano le cosce con un gesto brusco prima di slacciarsi i pantaloni del tutto. Nicola, ancora stordito dall’orgasmo, si limitò a osservare, il cuore che gli batteva forte nel petto mentre sua moglie si offriva all’altro uomo con una disperazione che non le aveva mai visto.

"Fottimi davanti a mio marito," ansimò Marisa, le dita che si intrecciavano con quelle di Giorgio mentre lui le sistemava il corpo a suo piacimento, il ginocchio che spingeva tra le sue cosce per allargarle ancora di più. "Voglio fargli vedere quanto sono troia." Nicola emise un gemito strozzato, le mani che si stringevano sui braccioli del divano mentre osservava sua moglie arrendersi completamente all’altro uomo. Giorgio le baciò la schiena, i denti che le affondavano tra le scapole mentre una mano le cercava il sesso da dietro, le dita che la trovavano già bagnata e pronta. "Dove vuoi che ti prenda?" sussurrò contro la sua pelle, la voce che le faceva rabbrividire. Marisa girò la testa verso Nicola, gli occhi che gli mandavano un messaggio chiaro prima di rispondere: "Lo voglio nel culo."

Giorgio annuì, le labbra che si incurvarono in un sorriso crudele mentre afferrava il tubetto di lubrificante che Nicola gli aveva passato con mani tremanti. Lo vide osservare ogni movimento, ogni dettaglio, mentre le dita di Giorgio preparavano Marisa con una lentezza sadica, una dopo l’altra, fino a quando lei non gemette contro il cuscino del divano, il corpo che si inarcava sotto quella penetrazione graduale. Nicola si morse il labbro fino a sanguinare, il cazzo che gli pulsava tra le gambe mentre guardava sua moglie essere aperta in un modo che lui non aveva mai osato chiedere. Giorgio si sistemò dietro di lei, il corpo che copriva completamente Marisa mentre le tirava i fianchi all’indietro, la punta del suo cazzo che premeva contro quell’ingresso stretto. "Guarda tuo marito mentre ti sfondo," ordinò, e Marisa obbedì, gli occhi che si fissarono su Nicola mentre Giorgio le entrava con un colpo secco che la fece urlare.

Nicola vide la bocca di Marisa aprirsi in un grido silenzioso, le dita che si aggrappavano al cuscino mentre il corpo di lei si adattava alla violenza di quell’ingresso. Giorgio non le diede tempo di abituarsi, afferrandola per i fianchi e iniziando a muoversi con un ritmo brutale che scuoteva tutto il suo corpo. Marisa lo fissò, il respiro che le usciva a scatti, mentre diceva le parole che Nicola aveva sempre sognato di sentirle pronunciare: "Mi sta rompendo il culo come volevi tu. Ti piace?" La voce era rotta dal piacere, dalla fatica, dall’umiliazione e dall’eccitazione che si mescolavano in un groviglio inestricabile. Nicola annuì freneticamente, la mano che si muoveva sul suo cazzo con movimenti sincronizzati alle spinte di Giorgio, il precum che gli colava lungo le dita mentre osservava sua moglie essere posseduta in quel modo che li aveva sempre eccitati entrambi.

"Masturbati per me, amore," sussurrò Marisa mentre Giorgio le affondava dentro con un colpo particolarmente violento che la fece contorcere sul divano. "Voglio vederti venire mentre mi sfonda." Nicola obbedì senza esitare, le dita che si strinsero intorno alla base del suo cazzo mentre il pollice sfiorava la punta con movimenti circolari. Era impossibile resistere: il modo in cui Marisa gemeva sotto Giorgio, il suono umido della pelle che schiaffeggiava pelle ogni volta che l’altro uomo le si affondava dentro, il rosso acceso delle sue guance mentre si lasciava usare davanti a lui. Nicola accelerò il ritmo, il respiro che gli si incagliava in gola quando Marisa lo guardò negli occhi e aggiunse: "Voglio che mi guardi mentre vengo. Voglio che tu sappia che è lui a farmi godere così."

Giorgio sembrò intuire il gioco. Afferrò Marisa per i fianchi con più forza, le dita che le scavavano nella carne mentre aumentava la velocità, ogni spinta che la faceva sobbalzare sul divano. "Ti piace essere la troia di tuo marito?" le sussurrò contro la schiena sudata, i denti che le mordicchiavano la spalla mentre il suo ritmo diventava sempre più brutale. Marisa annuì con foga, le lacrime che le rigavano il trucco mentre cercava di mantenere il contatto visivo con Nicola. "Sì, sì, prendimi forte—mi fammi male, cazzo che bello—" gemette, la voce che si spezzava quando Giorgio le affondò dentro tutta la lunghezza con un movimento che la fece urlare. Nicola vide i muscoli delle sue cosce contrarsi mentre si avvicinava all’orgasmo, le labbra che tremavano quando aggiunse: "Sborrami nel culo—fallo adesso—voglio sentirti scoppiarmi dentro mentre vengo—"

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