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Troia per amore
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Racconto26 min di lettura

Troia per amore

PRIMA ESPERIENZA CUCK PER MARISA E NICOLA

Anna Bolerani
8 mesi fa · 1.3k letture · 0

L’uomo iniziò a baciare il collo di Marisa con piccoli morsi che la fecero arcuare contro di lui, le dita che le affondavano nelle natiche attraverso la stoffa della gonna, cercando le rotondità con una pressione che le fece gemere. Il ghiaccio era rotto, e le danze iniziarono davvero: lui le scostò la camicetta dalla spalla con un gesto brusco, lasciando che la stoffa cadesse a scoprire il reggiseno di pizzo, e poi affondò i denti nella carne tenera del décolleté. Marisa chiuse gli occhi, la testa che le cadeva all’indietro sotto quell’assalto, mentre le mani di lui le salivano lungo le cosce, trovando l’orlo della gonna e scivolando sotto per afferrare le natiche nude. Sentì il pizzo del reggicalze strapparsi un po’ sotto la presa violenta, e il suono della stoffa che cedeva le fece contrarre lo stomaco in un groviglio di piacere.

Nicola era immobile nell’angolo, la mano che si stringeva attorno all’erezione attraverso i pantaloni, gli occhi fissi su quelle dita che ora cercavano l’ingresso di Marisa sotto la gonna, sfiorandola attraverso la lingerie già inzuppata. "Dio, guardala," sussurrò l’uomo contro la pelle di lei, le labbra che le salivano lungo il collo mentre una mano le slacciava il reggiseno con gesti esperti. "Ti piace che ti prenda così, davanti a lui?" Marisa annuì, incapace di parlare, il respiro che le usciva a scatti quando lui le strappò via il reggiseno e le afferrò un seno con tutta la mano, il pollice che le strofinava il capezzolo già duro. "Rispondimi," insisté lui, e la voce era così bassa che solo lei poté sentirlo. "Sì," ansimò lei, e la parola le uscì come un sibilo quando lui le pizzicò il capezzolo con forza, facendole contrarre tutto il corpo.

Fu allora che la mano di Marisa si allungò, tremante ma determinata, verso la cintura di Giorgio. Le dita le scivolarono sotto la fibbia con una sicurezza che la sorprese, aprendola con un movimento rapido prima di infilarsi dentro i pantaloni. Sentì il calore di lui attraverso la stoffa degli slip, il battito accelerato dell’arteria mentre la mano le scendeva lungo il ventre, seguendo la traccia di peli che sapeva avrebbe trovato. Quando le dita gli sfiorarono l’erezione, già rigida contro la stoffa, Giorgio emise un gemito soffocato, la bocca che le si schiacciò contro la spalla. "Eccoti," mormorò Marisa, la voce roca, mentre gli slacciava i bottoni dei pantaloni con gesti frenetici. La cerniera le scottava sotto le dita, e quando finalmente la tirò giù, liberandolo dagli slip, il respiro le si incagliò in gola. Era più grosso di quanto avesse immaginato, la pelle liscia e tesa sotto le sue dita che lo avvolsero con cautela, misurandone la circonferenza prima di stringere con decisione. Giorgio reagì con un sibilo, i fianchi che gli scattarono in avanti, e Marisa sentì Nicola muoversi nell’angolo, il suono della cerniera che si apriva nella stanza silenziosa.

Si inginocchiò davanti a lui senza rompere il contatto, le ginocchia che affondarono nel tappeto mentre la bocca gli si avvicinava al sesso con lentezza calcolata. Vide le vene pulsargli lungo l’asta, il precum che gli brillava sulla punta, e senza pensarci si protese in avanti, sfiorandolo con la lingua in un movimento leggero che lo fece irrigidire. Il sapore salato le esplose sulle papille mentre la lingua gli scorreva lungo la lunghezza, assaporandone la consistenza, prima di avvolgergli la testa con le labbra. Giorgio le affondò le dita nei capelli con un grido soffocato, i fianchi che gli scattarono in avanti mentre lei lo prendeva in bocca con movimenti lenti, lasciando che la punta le sfiorasse il palato. Lo sentì crescere ancora, riempirle la bocca, e quando iniziò a muovere la testa avanti e indietro, le mani che gli stringevano i fianchi per guidarlo, Giorgio gemette il suo nome con una voce che non sembrava più umana.

Nicola si era avvicinato, il respiro affannato che le batteva sulla nuca mentre osservava ogni movimento della bocca di lei, ogni contrazione delle labbra che avvolgevano l’altro uomo. "Dio, guardala," sibilò contro l’orecchio di Marisa, le dita che le si intrecciarono nei capelli insieme a quelle di Giorgio, spingendola più giù. Lei alzò gli occhi verso i due uomini, le palpebre pesanti di desiderio, e quando Giorgio le spinse la testa verso il basso, prendendola in gola con un movimento improvviso, le lacrime le salirono agli occhi. Il riflesso faringeo la fece contrarre, ma invece di tirarsi indietro, afferrò le cosce di lui e lo spinse più a fondo, lasciando che le riempisse la gola mentre Nicola le sussurrava oscenità all’orecchio. "Ti piace sentirti stretta così? Vuoi che ti sfondi la bocca?" chiese Giorgio con voce rotta, i fianchi che iniziarono a muoversi con un ritmo regolare, ogni spinta che la faceva soffocare appena prima di ritirarsi. Marisa annuì, le dita che gli si aggrappavano alle cosce, il naso che gli premeva contro il ventre mentre lo prendeva tutto.

Nicola si era sbottonato i pantaloni senza rendersene conto, la mano immobile sul sesso indurito mentre guardava sua moglie annuire con foga, le labbra gonfie che si stiravano attorno alla base del cazzo di Giorgio. La scena era così perfetta che quasi gli faceva male: il modo in cui Marisa socchiudeva gli occhi ogni volta che lui le sfiorava la gola, il suono umido dei suoi colpi di lingua sulla punta quando Giorgio si ritraeva per lasciarla respirare, le dita di entrambi che si mescolavano nei suoi capelli, spingendola avanti e indietro come se fosse una bambola. Non aveva mai visto nulla di più bello. Non aveva mai desiderato nulla così tanto.

Giorgio iniziò a muovere i fianchi con un ritmo più deciso, le mani che stringevano il viso di Marisa mentre la guidava lungo la sua lunghezza. Nicola vide le lacrime che le rigavano il trucco, il riflesso che la faceva contrarre ogni volta che la punta le sfiorava la gola, ma invece di fermarsi, lei lo afferrò per le natiche e lo spinse più a fondo, gemendo intorno a lui con un suono soffocato che fece vibrare tutta l’asta. Nicola si passò una mano sul viso, sentendo il sudore che gli colava lungo le tempie, il respiro che gli usciva a scatti mentre osservava Giorgio perdere il controllo, i muscoli delle cosce che si tendevano mentre spingeva sempre più forte, sempre più veloce.

Marisa chiuse gli occhi, lasciando che la bocca le venisse usata senza resistenza, le dita che scavavano nel tappeto mentre la gola le bruciava. Sentiva Nicola dietro di lei, il calore del suo corpo così vicino, ma non lo guardò. Sapeva che stava fissando ogni dettaglio: il modo in cui le labbra le si stiravano attorno alla base, la saliva che le colava lungo il mento, le vene del collo che emergevano mentre soffocava. Giorgio le tirò i capelli all’indietro, costringendola a guardarlo mentre le diceva parole sporche, la voce rotta dal piacere. "Vuoi che ti venga in bocca? Vuoi sentirlo scoppiarti in gola?" Marisa annuì con foga, le mani che gli stringevano i fianchi per incoraggiarlo, e quando lui emise un grido strozzato, il corpo che si irrigidiva, Nicola vide il momento esatto in cui Giorgio le riempì la bocca, i muscoli del ventre che si contraevano mentre le spingeva ancora più dentro, fino all’ultima goccia.

Nicola non parlò. Non aveva bisogno di farlo. Le mani gli tremavano mentre si masturbava, i pollici che strofinavano la punta del suo cazzo con movimenti precisi, sincronizzati con i gemiti di Marisa che ingoiava. Osservava il modo in cui lei puliva Giorgio con la lingua, leccando via ogni traccia di seme dalle labbra, poi si voltava verso di lui con occhi che chiedevano approvazione. Nicola annuì, il respiro che gli usciva a scatti, e quando Marisa si avvicinò carponi, il seno che le penzolava dal reggiseno slacciato, gli posò una mano sulla coscia senza parlare. Lei capì. Gli slacciò i pantaloni senza fretta, le dita che gli accarezzavano l’erezione attraverso gli slip prima di tirarli giù. Nicola si lasciò fare, il corpo rigido mentre la guardava chinarsi, le labbra che si chiudevano attorno a lui con la stessa devozione che aveva avuto per Giorgio.

Giorgio osservava dalla poltrona, le gambe larghe, il cazzo ancora umido di saliva che gli poggiava sul ventre. Non si mosse quando Marisa iniziò a succhiare Nicola con movimenti lenti, la testa che oscillava avanti e indietro mentre una mano gli massaggiava le palle con delicatezza. La vide guardare verso l’altro uomo ogni tanto, come per assicurarsi che stesse guardando, che stesse vedendo quanto era brava a prendersi due uomini nello stesso momento. Giorgio sorrise, i denti che luccicavano nella penombra del salotto, e accennò un cenno del capo verso Nicola, come per dire "è tua, ma stasera è anche mia". Nicola lo fissò senza espressione, le mani che si stringevano sui braccioli della poltrona mentre Marisa gli prendeva tutto in gola, il naso che gli premeva contro il ventre.

Prima di andare avanti…

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