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Puttana per debiti
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Racconto52 min di lettura

Puttana per debiti

GLORIA SI FA SCOPARE DALL'USURAIO E DIVENTA LA SUA AMANTE

Anna Bolerani
9 mesi fa · 3.5k letture · 1

Gloria lo tirò su con un movimento brusco, le mani che gli afferrarono la faccia mentre lo baciava sulla bocca con un'urgenza che li lasciò entrambi senza fiato. "Grazie... Mario," sussurrò contro le sue labbra, chiamandolo per nome per la prima volta con una dolcezza che gli fece spalancare gli occhi. Vide l'emozione attraversargli il volto come un'onda, trasformando per un attimo quell'uomo duro in qualcosa di vulnerabile.

"Anche io ho un regalo per te," continuò Gloria con voce roca, le dita che gli percorrevano la schiena sudata fino ad affondare nei glutei sodi. "Una cosa che faccio perché ne ho voglia e piacere. Non per ricompensarti per quello che hai fatto." Mario la fissò, il respiro ancora affannoso, mentre lei si allontanava dal suo abbraccio con un sorriso malizioso che non le aveva mai visto.

"Cosa?" chiese lui mentre lei si girava lentamente, il corpo ancora scosso dai brividi post-orgasmo. Gloria si inginocchiò sul letto di seta nera e si mise a quattro zampe con movimenti esageratamente sensuali, le natiche che si sollevavano verso di lui in un invito più che esplicito. Con entrambe le mani, si divaricò le chiappe scoprendo completamente il rosa umido del suo foro più stretto. "Questo," sussurrò voltandosi a guardarlo con occhi carichi di sfida, "voglio che anche questo sia tuo. Spaccamelo con quell'enorme cazzo che ti ritrovi."

Mario rimase immobile per un istante, gli occhi che divoravano quella vista indecente mentre la mano si stringeva istintivamente attorno al proprio membro già di nuovo semirigido. "Non l'hai mai fatto..." mormorò più come una constatazione che una domanda, avvicinandosi al letto con passo felino. Gloria scosse la testa, i capelli sciolti che le sfioravano la schiena. "Si l'ho fatto ma mio marito non è dotato come te. Con te invece ..." La sua voce tremò leggermente quando sentì le dita di Mario sfiorarle l'ingresso, già lubrificato dal loro stesso sudore misto a sperma. "Con me invece?" chiese lui mentre un dito le entrava con dolce fermezza. "sarà come prenderlo per la prima volta e mi fa sentire come la puttana più porca di tutte," gemette lei spingendosi contro quella mano, "e mi piace da morire."

"Puttana sì, ma la mia," ringhiò Mario mentre si spalmava del lubrificante prelevato da un flacone sul comodino, mescolandolo al seme ancora colante dal suo cazzo già di nuovo completamente eretto. "Dirai grazie quando ti riempio questo buco stretto," sussurrò mentre posizionava la punta del membro contro il suo sfintere contratto. Gloria annaspò quando sentì quella pressione iniziale, le unghie che affondavano nel raso nero. "Fallo piano... Cristo quanto sei grosso," gemette mentre lui le afferrava i fianchi con presa ferma. "Fa male?" chiese lui fermandosi dopo i primi centimetri, la voce improvvisamente più tenera. "Si... no... non fermarti," ansimò lei voltandosi a guardarlo con occhi lucidi, "fallo come se fossi tua davvero."

Mario le diede uno schiaffo sul sedere che lasciò un'impronta rosa prima di spingere in avanti con un colpo fluido che la fece urlare. "Così?" le sussurrò all'orecchio mentre si fermava completamente dentro, le palle che le sbattevano contro le labbra umide. "Dio... sei tutto dentro..." sussurrò Gloria sentendolo pulsare dentro quel passaggio stretto. "Dimmi che ti piace prendere il mio cazzo nel culo come una troia," ordinò lui pizzicandole un capezzolo mentre iniziava a muoversi con piccole spinte. "Mi piace... mi piace da impazzire sentirlo lì dentro," confessò lei abbassando la testa sul cuscino, "scopami il culo fino a farmi piangere."

Mario aumentò gradualmente l'ampiezza dei suoi movimenti, le mani che le stringevano i fianchi mentre il membro affilato come un'arma le squarciava quel passaggio vergine di vera penetrazione. "Guarda come ti apre," le ordinò indicando lo specchio di fronte dove Gloria poteva vedere il suo sesso posteriore che si allargava per accogliere quella carne scura e spessa. "Dio è enorme... fammelo vedere ancora," supplicò lei arcuando la schiena per offrirsi meglio, le unghie che si conficcavano nel raso nero. Mario obbedì con un colpo secco che le strappò un gemito strozzato, poi iniziò un ritmo regolare che faceva scricchiolare il letto. "Ti sento tutta stretta qui dentro," ringhiò mentre le afferrava i capelli, "come se volessi tenermelo per sempre."

Gloria sentiva il dolore trasformarsi in un bruciore elettrico che le saliva lungo la colonna vertebrale. "Più forte... no aspetta... sì così..." balbettò incapace di decidere, le dita che si torcevano nelle lenzuola mentre lui trovava un angolo che le faceva vedere stelle. "Dimmi dove vuoi che ti venga, puttana," sibilò Mario mordendole una spalla, il sudore che gli colava sul petto mentre il ritmo diventava più frenetico. "Dentro... riempimi il culo come fossi una tua ragazzina," rispose Gloria voltandosi per guardarlo con occhi annebbiati, "fammi sentire sporca per giorni."

"Questa è la Gloria che volevo vedere," ringhiò lui afferrandole i capelli mentre aumentava la velocità, i muscoli addominali che si contraevano sotto la pelle tirata. Ogni spinta sembrava raggiungere un punto più profondo, le palle che le sbattevano contro il clitoride con un ritmo perfetto. "Sto per... Cristo sto per venire di nuovo," urlò lei sentendo l'orgasmo avvicinarsi come un treno in corsa. "Non ancora," le ordinò Mario rallentando bruscamente e lasciandola sospesa sull'orlo, "voglio sentirti strillare quando ti inondo."

Gloria imprecò a denti stretti, le dita che affondavano nei suoi fianchi mentre cercava disperatamente di sfregarsi contro il letto. "Ti prego... non farmi aspettare," supplicò con voce rotta, il sudore che le colava lungo la schiena. Mario le diede uno schiaffo sul sedere che risuonò nella stanza, lasciando un'impronta rosso acceso. "Chi comanda qui, troia?" chiese affondandole un pollice nella bocca mentre riprendeva a muoversi. "Tu... solo tu," ansimò lei succhiandogli il dito con devozione, le cosce che tremavano violentemente.

"Dimmi come vuoi prenderlo," ordinò lui cambiando angolazione, il membro che le sfregava quel punto magico che la faceva urlare. "Così... Dio sì proprio lì!" gridò Gloria afferrando le sbarre del letto, il corpo che si arcava incontro a quelle spinte precise. "Vuoi venire?" sussurrò Mario rallentando ancora, le labbra che le succhiavano l'orecchio. "No! Non fermarti cazzo!" gemette lei spingendosi indietro con disperazione. "Allora chiedilo bene," ridacchiò lui pizzicandole i capezzoli. "Scopami il culo fino a farmi urlare, ti prego Mario," implorò voltandosi con occhi lucidi, "fammi sentire la tua troia."

La presa sulle sue anche si strinse, le unghie che affondavano nella carne mentre lui ricominciava con un ritmo implacabile. "Senti come mi stringi qui?" ringhiò affondando completamente, il ventre che le schiacciava le natiche. "È... è enorme... mi spacchi tutta," ansimò Gloria sentendolo pulsare dentro quel passaggio stretto. "E ti piace eh? Altrimenti non saresti così bagnata davanti," osservò lui infilando due dita nella sua fessura bagnata, facendole gemere come un'animaletto. "È colpa tua... mi fai impazzire così," confessò lei strofinandosi contro quelle dita.

"Vuoi venire con il cazzo in culo e le dita in figa, troia?" provocò Mario accelerando il movimento delle dita mentre il cazzo continuava il suo lavoro dietro. Gloria annuì freneticamente, incapace di parlare, le cosce che tremavano violentemente. "Rispondi quando ti parlo!" le ordinò dandole uno schiaffo sul sedere che risuonò nella stanza. "Sì! Cristo sì voglio venire così... scopami il culo e toccami la figa contemporaneamente," urlò lei, sorpresa dalle proprie parole.

"Dimmi cosa provi," sibilò Mario mentre le dita iniziavano un ritmo circolare sul clitoride e il cazzo aumentava la velocità delle penetrazioni anali. "Sento che... che mi spacchi in due... ma Dio... quel punto là... proprio... lì!" gemette Gloria arcuando la schiena quando lui trovò l'angolo perfetto. "E questo?" chiese lui introducendo un terzo dito nella sua fessura bagnata mentre il pollice premeva sul clitoride. "Troppo... è troppo... non posso..." ansimò lei, ma invece di allontanarsi, si spinse contro quella mano con un urlo strozzato.

"Guarda nello specchio," le ordinò Mario afferrandole i capelli per costringerla a sollevare lo sguardo. "Vedi come ti prendo? Vedi che faccia fa la mia troia quando le scopo il culo?" Gloria fissò il loro riflesso annebbiato: la sua bocca aperta in un gemito continuo, gli occhi stravolti, il corpo che si contorceva tra le sue mani come un pesce all'amo. "Sì... guardo... e mi eccita ancora di più," riuscì a balbettare mentre sentiva l'orgasmo avvicinarsi come un temporale.

"Dimmi esattamente cosa senti," ringhiò lui aumentando l'angolazione, il membro che sfregava quel punto interno che le faceva vedere lampi bianchi. "Sento che... che mi riempi tutta... ogni spinta arriva più in fondo... Dio, quella vena sul tuo cazzo che mi strizza dentro..." Gloria affondò le unghie nel raso, il respiro che le si spezzava in singhiozzi. "Piacere o dolore?" provocò lui rallentando apposta per torturarla. "Entrambi... non so... smetti di farmi pensare!" urlò lei scuotendo i capelli.

Mario le diede uno schiaffo sonoro sulle natiche arrossate. "Imploralo bene, troia. Voglio sentirti urlare che vuoi venire." Gloria si morse il labbro, poi cedette all'istinto. "Fammi venire, ti prego Mario, ti supplico... sborrami dentro anche tu, voglio sentirti esplodere qui dentro mentre vengo io!" La voce le si spezzò nell'ultima parola quando lui affondò con un colpo secco che le strappò un grido. "Così?" sibilò contro la sua schiena sudata, le mani che le serravano i fianchi mentre ricominciava a pompare. "Sì! Cristo sì, non fermarti!" ansimò lei sentendo l'orgasmo avvicinarsi come un treno in corsa.

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