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Erotika
La prima volta che mi ha fatto cornuto.
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Racconto14 min di lettura

La prima volta che mi ha fatto cornuto.

Mi chiamo Luca, ho 50 anni e sono sposato da trent’anni con Silvia. Ci definiamo entrambi piacenti, non bellissimi, ma di gradevole aspetto. Siamo entrambi di media statura: io alto, dalla corporatura robusta, ma non grasso, occhi scuri, capelli leggermente canuti e ben messo fra le gambe, sia in ci...

pennabianca
3 anni fa · 3k letture · 0

«Oggi no! Domani!»

Allora ho messo una mano sopra la sua testa e le ho imposto il ritmo della pompa. È stato un bocchino stupendo, fatto da una donna che di cazzi ne doveva aver succhiati tanti, per aver raggiunto una simile bravura. La sua lingua si muoveva decisa e rapida lungo tutto l'asta, mentre le sue labbra cingevano la cappella, che succhiava facendo ruotare e insinuando la punta della lingua nel meato, regalandomi sensazioni incredibili. Ho preso a scoparla in bocca, muovendo il bacino avanti e indietro ritmicamente, poi ho sentito impellente il desiderio di sborrare, ho abbassato lo sguardo ed ho incrociato il suo, facendole capire che ero al limite; lei ha annuito ed ha preso a succhiare ancor più forte, facendomi svuotare nella sua cavità orale. Le prime due bordate di sperma le ha prese direttamente in gola, poi si è un po' sfilato il cazzo di bocca ed ha continuato a ricevere copiosi schizzi di sborra densa e calda, che ha provveduto ad ingoiare fino all'ultima goccia.

È stato un lavoro perfetto, eseguito a regola d'arte. Dopo avermi pulito be ne, si è alzata, ha preso la borsa del pesce che le avevo preparato e, nel salutarmi, mi ha detto:

«Vengo anche domani. Lasciami dell'altro pesce!»

Le ho risposto che doveva venire come oggi, un po' sul tardi, che avrei provveduto a metter da parte ciò di cui aveva bisogno. Era il martedì e, fino al venerdì, ogni mattina è venuta e si è succhiato, oltre il mio, anche i cazzi di altri tre miei amici. Poi ha detto che sabato e domenica non sarebbe venuta, perché aveva prenotato una mini crociera intorno alle isole, assieme al cornuto. Il lunedì successivo ha ripreso a venire a prendere il pesce ed io avevo voglia di scoparla, così l'ho portata dentro e lei, dopo avermi solo un po' leccato il cazzo, si è appoggiata con i gomiti al tavolo, le ho sollevato la gonna, ho spostato di lato il costume e l'ho infilata di colpo. La maiala era così bagnata che il mio cazzo le è scivolato dentro senza nessun impedimento. Ho preso a stantuffarla con forza. Ha avuto diversi organismi e, quando ha capito che ero prossimo a sborrare, si è girata e mi ha detto di volerlo ancora in bocca. Sentirla così troia, mi ha fatto impazzire ancor di più e così, dopo averla fatta godere ancora una volta, mi sono sfilato. Lei si è inginocchiata ed ha ingoiato tutto il frutto delle mie palle. Il giorno successivo mi ha detto che il cornuto, la sera dopo, non sarebbe tornato dalla città e, quindi, non avremmo dovuto lasciarle il pesce. Allora io le ho detto che, se voleva, poteva venir di notte a pescare con noi, visto che il cornuto sarebbe rimasto a dormire in città e lei ha accettato. Il pomeriggio del giorno dopo, al calar del sole, l'abbiamo vista arrivare ed è venuta via in barca, con noi. Indossava solo una minigonna di jeans e una t-shirt, sotto cui si intravedevano i suoi capezzoli duri, perché la puttana non aveva indossato né mutandine né reggiseno. Siamo partiti con due barche, io, lei, i miei quattro amici, più altri due che vengono con noi quando andiamo a sistemare i palamiti, cosa che avremmo fatto quella sera. Superata la punta oltre il faro, abbiamo iniziato a metter in acqua le lenze. Dopo due ore avevamo finito e siamo andati un po' più avanti, lungo la costa, dove c'è una spiaggetta con una caverna che noi utilizziamo di notte per ripararci, quando facciamo quel tipo di pesca. Appena giunti sulla spiaggia abbiamo steso dei teli e lei è stata l'oggetto del nostro piacere. Il nostro giocattolo per tutte le quattro ore che dovevamo trascorrere. L’abbiamo toccata tutti e sei, eccitandola, offrendole i nostri cazzi da succhiare, cosa che lei ha fatto senza mai fermarsi. Poi, a tre per volta, ci siamo alternati nei suoi buchi, facendola godere senza sborrare, perché ci alternavamo, dandoci frequentemente il cambio. Lei ha goduto in una maniera sconvolgente e, ad un tratto, la sua eccitazione e goduria è stata talmente forte, che ha squirtato. Vederla sdraiata per terra, con il corpo travolto dalle convulsioni, ci ha eccitato tantissimo! Non ci era mai capitato che una troia godesse così tanto sotto i colpi dei nostri cazzi, così ognuno di noi ha preso a segarsi vigorosamente per poterla completamente ricoprire di sborra calda. Al sentire addosso i nostri getti di sborra che la colpivano in ogni dove, l'ha fatta godere e urlare di piacere come se non l'avesse fatto fino a quel momento e, ad un tratto, uno di noi, dopo aver sborrato, le ha sollevato il capo e si è fatto pulire il cazzo, facendole raccogliere fino all'ultima goccia, cosa che abbiamo ripetuto anche tutti gli altri. Una volta che aveva pulito per bene i nostri cazzi, qualcuno ha proposto:

“Su, adesso laviamo questa maialona!”

Così ha preso a pisciarle addosso ed a quello ci sono uniti noi altri. Sei cazzi le hanno riversato addosso una cascata di urina e lei, anziché esserne schifata, ha allargato braccia e bocca, cercando di riceverne il più possibile in gola. Una volta che abbiamo finito di pisciare e, anche in questa occasione, ciascuno di noi si è fatto pulire il cazzo, l’abbiamo sollevata e letteralmente scaraventata in mare, ridendo e insultandola: dicemmo, infatti, che una maiala come lei, ora doveva lavarsi, perché puzzava più di una latrina! Anche noi abbiamo fatto il bagno e, dopo aver consumato un breve pasto, abbiamo ripreso le nostre barche e siamo andati a tirar su le nostre lenze. Durante tutto il tempo che abbiamo recuperato le lenze, lei è rimasta inginocchiata davanti a quello che teneva il timone e gli ha continuato a succhiare il cazzo, facendosi sborrare di nuovo in bocca. All'alba, quando se n'è andata, abbiamo visto che camminava un po' malferma sulle gambe: procedeva a gambe larghe, perché le avevamo sfondato e irritato ogni buco. Poi, per il resto della vacanza, ha continuato a venire a prendere il pesce e, a volte, si dilungava a farci un bocchino ciascuno oppure si lasciava scopare o inculare, piegata sul tavolo della capanna. Quindi, caro amico, come vedi, la signora Silvia, se in città è una donna pudica, qui al mare è stata e si è comportata da gran troia.»

Sono rimasto per tutto il tempo in silenzio ad ascoltare il suo racconto e, dentro di me, ho avuto reazioni molto contrastanti. Se una parte di me era furiosa ed ero attanagliato dalla gelosia, un'altra, stranamente, si compiaceva che, in qualche modo, mia moglie mi avesse cornificato in maniera così spudorata, facendomi quasi sentire orgoglioso di avere una moglie tanto lussuriosa. Il mio cazzo, a sentire quelle cose, si era gonfiato nei pantaloni ed anche il pescatore se ne era accorto, tanto da rivolgermi un sorriso sornione. In quel momento, sono arrivate le barche e, dopo aver selezionato per bene tutto il quantitativo di pesci di cui avevo bisogno, nel salutarmi e mentre lo stavo pagando, il pescatore mi ha messo una mano sulla spalla e mi ha detto una cosa che mi ha letteralmente stupito.

«Amico mio, prendi questa piccola aragosta: è una Magnosia che, in qualche parte, forse un po' più a sud della nostra costa, chiamano simpaticamente “zoccola di mare”, perché è un tipo di crostaceo che si addice benissimo a tua moglie.»

L’ho guardato con un chiaro aspetto interrogativo, lui mi ha sorriso e mi ha detto di aver visto la mia foto sullo schermo del cellulare di mia moglie e di aver capito subito che ero suo marito, ma che, in ogni caso, dovevo sentirmi fortunato, anzi molto fortunato, ad avere accanto una moglie come lei, perché, anche se è vero che va in giro a scopare con altri, è sicuramente una femmina molto calda, di cui tutti sarebbero fieri ad avere nel proprio letto. Tienila ben stretta, lascia che scopi e divertiti anche tu, perché tanto non te la negherà. Ho preso il pesce acquistato e l'ho caricato in auto. Ho ripreso la strada di casa e, mentre viaggiavo, ripensavo a tanti piccoli dettagli che, proprio come un buon cornuto, può accostare l'uno all'altro solo dopo averne conosciuto il tenore. Mi son venute in mente tante cene coi suoi colleghi, dove lei tornava tardi e, tante volte, non ha voluto scopare, perché aveva mal di testa o era indisposta. Solo ora mi rendo conto che, di sicuro, si era fatta scopare e sbattere da qualcun altro ed era per questo che non aveva voglia di farlo con me.

Sono arrabbiato ed eccitato nello stesso tempo, al punto che, ad un tratto, son costretto a fermarmi, perché il cazzo mi duole oltremodo: devo segarmi per alleggerire la forte eccitazione che sto provando. Mi sego e basta poco per pervenire ad una copiosa sborrata. Riparto e, mentalmente, penso a mia moglie: quanto mi piace pensarla così troia da mettersi a disposizione di ben sei maschi, pronti a scoparla a turno ed a farla urlare di piacere e, nel mio intimo, penso: "Adorabile troia. Preparati, che sto arrivando!"

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