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Erotika
La prima volta che mi ha fatto cornuto.
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Racconto14 min di lettura

La prima volta che mi ha fatto cornuto.

Mi chiamo Luca, ho 50 anni e sono sposato da trent’anni con Silvia. Ci definiamo entrambi piacenti, non bellissimi, ma di gradevole aspetto. Siamo entrambi di media statura: io alto, dalla corporatura robusta, ma non grasso, occhi scuri, capelli leggermente canuti e ben messo fra le gambe, sia in ci...

pennabianca
3 anni fa · 3k letture · 0

Mi chiamo Luca, ho 50 anni e sono sposato da trent’anni con Silvia. Ci definiamo entrambi piacenti, non bellissimi, ma di gradevole aspetto. Siamo entrambi di media statura: io alto, dalla corporatura robusta, ma non grasso, occhi scuri, capelli leggermente canuti e ben messo fra le gambe, sia in circonferenza che in lunghezza. Lei, magra, seno molto piccolo, ma con un culo bello tondo e sodo. Sposati da 30 anni, l'ho conosciuta che era vergine e, nel tempo, abbiamo trovato la giusta intesa a letto, anche se, col passare degli anni, diventa fisiologico che insorga un po’ di routine, o una certa noia, dovuta al calo di desiderio. Per carità non ne faccio colpa a nessuno; ho certamente una buona dose di responsabilità pure io, ma quello che è successo mi ha fatto, in qualche modo, riflettere e giungere alla conclusione che non tutti i mali vengono per nuocere, anzi, nel nostro caso, sono stati davvero provvidenziali. Fra noi non avevamo mai parlato di relazioni aperte o di trasgressione, anche se, almeno io, qualche idea l'avevo avuta e da tempo, ma, in ogni caso, era sempre rimasta relegata nel mio cervello e mai avrei esternato a lei i miei più sconci desideri. L’estate scorsa, decidiamo di affittare una villetta sulla costa tirrenica per trascorre qualche giorno di vacanza. Data la poca distanza dalla nostra città, situata nell’entroterra, decidiamo di affittarla per tutto il mese. La spesa era accessibile ed io ero propenso a far il pendolare, dato il mio lavoro che si svolge, prevalentemente, di mattina per cui avrei sempre avuto il pomeriggio libero e, con una mezzora di strada, sarei sempre tornato in riva al mare per godermi il sole del tramonto insieme a lei. La prima settimana sono rimasto con lei e ci siamo sempre diretti verso qualche spiaggetta lì vicino, in cerca di maggior tranquillità. Passata la prima settimana, io ho iniziato a fare avanti e indietro per il lavoro, e, al pomeriggio, quando tornavo, Silvia mi aspettava per andare insieme in spiaggia. La sera lei cucinava sempre del buon pesce, perché aveva scoperto che, in fondo alla spiaggia, vicino al molo del porto, alcuni pescatori la mattina, tornati dalla pesca, vendevano direttamente sulla spiaggia quanto pescato. Era una cosa molto piacevole, perché il pesce piace a tutti e due e, per tutte le tre settimane che siamo rimasti lì in vacanza, abbiamo, la sera, quasi sempre cenato con il pesce che si cucinava sul terrazzo dell'appartamento preso in affitto, che, essendo tra l'altro situato all'ultimo piano, permetteva di servirsi del barbecue. Spigole, orate, gamberoni, erano i nostri piatti preferiti. Solo un pomeriggio, nella seconda settimana, sono rimasto a dormire in città, perché la mattina dopo avevo un importante appuntamento di lavoro. Quando sono tornato al mare, ho trovato Silvia che era un po' indisposta. Mi ha detto che certamente doveva averle fatto male qualcosa che aveva mangiato. Anche il sesso fra noi, durante le vacanze, non è stato affatto intenso: abbiamo scopato, sì e no, due o tre volte e per due volte me lo ha succhiato facendosi venire in bocca. Diciamo che si è svolto tutto assolutamente nella norma. Appena rientrati in città, la settimana dopo, mi chiama mio suocero e mi dice che ha bisogno di una cortesia. Quando lo incontro, mi spiega che il sabato venturo è il compleanno di mia suocera e che vorrebbe farle una piccola festa a sorpresa, organizzando un pranzo con una decina di persone. Mi chiede se, cortesemente, potessi andare giù al mare a prendere del pesce, perché Silvia non ha omesso di dirgli dei pescatori che lo vedono ad un prezzo piuttosto contenuto. Naturalmente mi mostro disponibile e, quel sabato mattina, mentre mia moglie si distrae con mia suocera, portandola in giro per negozi e lui organizza il pranzo, io, di buon mattino, prendo la macchina e vado giù al mare. Arrivo un po' in anticipo e, raggiunto il posto indicato da mia moglie per acquistare il pesce, trovo un piccolo casotto di legno, adibito a magazzino, con davanti dei tavoli in ferro, sotto un porticato e, seduto su una panchina, lì vicino, c'è un pescatore con un braccio ed un polso ingessato. Mi avvicino e gli chiedo se è quello il posto dove si compra il pesce fresco. Lui mi guarda e annuisce, poi, una volta avvicinato, gli dico che mi hanno parlato di questo posto, in città. Lui si incuriosisce e mi chiede chi mi ha dato questa informazione. Stranamente non dico che è stata mia moglie, ma resto un po' sul generico.

«Da una signora che conosco in città e che di recente è stata in vacanza qui, ho appreso che tutte le mattine veniva a prendere il pesce dai pescatori che lo vendono ad un prezzo abbastanza contenuto.»

Lui mi guarda, si incuriosisce e mi chiede chi è quella signora che mi ha fornito questa informazione. Io, ironicamente, dico che è una bella donna e che, tutto sommato, non sarebbe una cattiva idea portarsela a letto. Lui sorride e mi chiede qualche altro dettaglio. Gli fornisco una semplice descrizione del corpo di mia moglie, lui mi guarda e mi chiede se per caso la persona in questione si chiama Silvia. Mi rendo conto che evidentemente la conosce bene e, così, mi siedo e cerco in qualche modo di proseguire la mia improvvisata indagine.

«Sì, è proprio la signora Silvia. È una bella donna e onestamente, se non fosse così pudica e rigida, avrei anche fatto qualche pensierino su di lei.»

Lui mi guarda, sorride e, con fare ironico, mi narra tutt'altra cosa.

«Pudica? La signora Silvia sarebbe una donna pudica e riservata?»

Scoppia in una risata. Allora io, che ovviamente mi sono incuriosito, lo guardo e, con aria complice, gli chiedo qualche dettaglio piccante che mi possa essere utile per portarmi a letto una così bella femmina. Lui mi fa sedere accanto e poi, con tono pacato, mi racconta alcune cose che mi fanno tremare i polsi.

«Forse, in città, la signora Silvia sarà anche una donna pudica e riservata, ma ti assicuro che in quelle tre settimane che è stata qui al mare, tutte le mattine è venuta qui da noi e, di pudico, non aveva assolutamente niente. Alla signora piace il pesce sia quello fresco e anche quello caldo!»

Sono sbalordito dalle sue parole, però cerco di non darlo a vedere e gli chiedo maggiori dettagli. Lui mi guarda un attimo in faccia e poi mi narra tutta la vicenda.

«È venuta, le prime volte, di buon mattino, quando tornavamo dalla pesca e prendeva sempre il pesce, ma, una mattina, è arrivata più tardi e non c'era rimasto un granché da comprare. Era desolata e, allora, le ho detto che ciò che era rimasto era bastevole per fare una buona zuppa di pesce, giusto per due persone. Lei mi ha guardato, ha stretto le spalle e mi ha detto che non aveva la minima idea di come si facesse una zuppa di pesce. Allora io l'ho invitata ad entrare dentro la nostra capanna e, poiché lo spazio è abbastanza poco, mentre le spiegavo quali tipi di pesce mettere nella zuppa, quali cucinare per primi e come fare un buon sughetto, i nostri corpi si sono un po' strusciati. Lei indossava solo il costume con il copri costume ed il suo bel culo, più di una volta, ha sbattuto contro il mio cazzo, che si è gonfiato. Quando mi ha chiesto quanto mi doveva per il pesce, Io le ho risposto semplicemente che volevo una carezza. Lei mi ha guardato e, sorridendo, mi ha fatto una carezza sul volto, ma io ho afferrato la sua mano, l'ho portata in basso e l'ho appoggiata sulla mia verga. Lei ha stretto la mano, afferrando il mio cazzo per saggiarne la consistenza e la durezza. È rimasta stupita nel sentire la mia verga grossa e dura, perché, modestamente, sono abbastanza ben dotato. Ho sentito la sua mano stringere con forza la mia verga. Dopo averlo tastato bene ed a lungo, le sue guance si erano imporporate e lei era rimasta davvero sorpresa da quello che sentiva. Ha preso a mordersi il labbro inferiore, mentre seguitava a tenere la mano appoggiata sul mio cazzo. Io ho sollevato le braccia e le ho appoggiate sulle sue spalle, facendola inginocchiare davanti a me. Per un attimo ha opposto una lieve, quanto inutile resistenza, dicendo:

«Ma io sono sposata!»

Io non ho dato peso alle sue parole ed ho continuato a premere sulle sue spalle, così lei si è inginocchiata davanti a me che ho estratto la mia verga e lei, trovandosela davanti alla faccia, ha assunto un’espressione di assoluto sbigottimento. Ha subito afferrato la mia verga con entrambe le mani e la sua bocca è andata ad appoggiarsi sulla mia cappella. Ha iniziato subito a leccare e succhiare il mio cazzo, dimostrando di esser certamente molto esperta nel fare pompini. Ti assicuro che è stato bellissimo! Io son vedovo da oltre 6 mesi e, sentirmi leccare il cazzo in quella maniera, mi ha eccitato tremendamente. Ha preso a leccarlo e succhiarlo con estrema bravura, facendolo scivolare per più della metà direttamente in gola. Avrei voluto scoparla, ma lei è stata risoluta e mi ha risposto:

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