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Gli esercizi di Irene
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Racconto61 min di lettura

Gli esercizi di Irene

Una storia a quattro, tra tradimenti, ginnastica, e...

I racconti di Pollicino
1 anno fa · 590 letture · 0

10. Tutta questione di culo.

È evidente che oramai Carlo e Irene hanno di fatto stretto un patto d'acciaio. Carlo, deve fare molta attenzione se vuole continuare ad avere dal suo amico preziose informazioni - anche intime -  circa la fidanzata, mentre la ragazza era chiaro che fosse senza via d'uscita perché troppo spaventata e non si poteva permettere di andare a raccontare tutto a Luca per avere il suo supporto...

È Agosto quando in via confidenziale arrivò alle sue orecchie che la coppia sarebbe andata a trascorrere una breve vacanza a Venezia, e allora il Perito iniziò a domandarsi cosa e come poter fare per non rimanere da solo in città. La sua passione segreta per Irene stava crescendo di giorno in giorno, e soprattutto la pratica anale lo stava coinvolgendo senza via d'uscita. Così, in un momento di relax, decise che doveva seguirli. Ad ogni costo. Anche se ciò doveva significare corrompere le cameriere dell'albergo. Per conoscere la dimora scelta dai due non ci furono problemi, poiché i suoi modi di fare subdoli condussero Luca ad aprirsi con lui,  confidandogli che sarebbero scesi al "Serenissima". Logicamente, la giovane non venne a sapere nulla, fino al giorno in cui accadde l'impensabile...

Quella mattina Carlo era appena arrivato in città, e dopo aver svolto le consuete pratiche di accredito presso l'hotel si imbatté in un cameriere che dall'aspetto dimesso doveva essere lì a "guadagnarsi la pagnotta". Chissà, a casa firse l'aspettava una famiglia numerosa, e il nostro uomo punto' proprio su questo fatto... Lo fermò in un angolo isolato e in penombra e dopo esserci entrato un po' in confidenza e saputo il suo nome - si chiamava Madud - gli spiegò ogni cosa. Gli disse: - "Madud, mi devi aiutare. Se tutto andrà bene, saprò essere riconoscente, e chissà che anche tu non ti divertirai...". Ma il bengalese era titubante, perché aveva paura - se qualcosa fosse andato per il verso sbagliato - di perdere il lavoro. Allora Carlo gli mise in mano una banconota da cento euro. Tutto felice, Madud non smetteva più di ringraziarlo, e alla fine gli domandò: - "Said, tu comanda e io ubbidisco! Cosa devo fare?". Il nostro, sicuro di aver la partita in mano, rispose sottovoce: - "Mi devi procurare un passepartout e mi devi aiutare... Qualunque cosa succeda, devi sempre ascoltare i miei comandi. A proposito, ce l'hai una corda bella resistente?".- "Certo, signore", disse l'altro con fare cospirativo. Andò nello spogliatoio a togliersi la divisa, lasciando uno spiraglio del piccolo ambiente accostato, tanto da permettere a Carlo di intravedere ciò che non avrebbe mai immaginato: tra le gambe di quel piccoletto, penzolava - flaccido - un pisellone che a occhio e croce doveva misurare almeno 20 centimetri...

Nel frattempo, i due innamorati erano appena rientrati nella loro stanza, dopo una cena leggera e una visita "by night" della città, e si stavano preparando per andare a letto. Ma a un certo punto a Luca venne voglia di fare l'amore con la sua donna. Tempo pochi minuti, ed erano nudi e avvinghiati l'uno all'altra, impegnati a dare e ricevere effusioni amorose che non si accorsero ciò che stava accadendo alle loro spalle... Era ormai notte. Fuori dalla camera, Madud stava armeggiando con la sua chiave, e in pochi istanti riusci' a scardinare la serratura. Aprì lentamente la porta ed entrarono, rimanendo immobili in un angolo. Luca e Irene, intanto, continuavano nelle loro evoluzioni senza accorgersi di nulla. Stufo di attendere, Carlo - richiusa la porta a chiave alle loro spalle - gridò: - "Sorpresa!". E in effetti fu una sorpresa per i due amanti, che prima si guardarono sbigottiti e poi afferrarono il lenzuolo e coprirono le loro "vergogne". Fu Luca il primo ad aprire bocca: - "Carlo, ma che ci fai qui??". E Irene, piangendo: - "Luca, fai uscire quell'uomo!". Allora Carlo si mise a ridere e rispose all'amico: - "Sai, devo dire che sei un po' sprovveduto... Ti ricordi quando ti chiesi dove andavate in vacanza e tu mi hai spifferato ogni cosa? Eh, povero Luca, ti fidi troppo... Però, visto che sono qui, perché non approfittare della situazione?". Si avvicinò al letto ed afferrato il ragazzo per un braccio se lo trascinò con sé. Poi, ordinò al bengalese: - "Prendi la sedia... Non vuoi che il nostro amico assista comodamente allo spettacolo?". Il cameriere obbedì sollecitamente. Luca vi fu sbattuto sopra, e con parecchi giri di corda fu legato. Gli furono allargate le gambe per mettere in bella mostra la sua virilità, dopodiché Madud rimase a sorvegliarlo, mentre le attenzioni di Carlo si spostarono su Irene...

È trascorso poco più di un mese dal gloryhole, e la giovane non ha dimenticato quel trattamento. Avrebbe voluto dimostrare al suo fidanzato di essere una donna virtuosa, ma Carlo prese subito l'iniziativa. La fissò negli occhi come a volerle fare capire che la sua intenzione è sempre la stessa, che da lei vuole sempre e solo una cosa, e poi le strappò via quel lenzuolo che le era rimasto tra le mani, gettandolo a terra... Lentamente, come in una sorta di burlesque, cominciò a spogliarsi, finché non rimase in slip. Da sopra, si vide chiaramente tutta la sua eccitazione, il pacco gonfio e che spingeva per uscire. A questo punto, l'uomo si accostò ad Irene, la quale - al contatto della sua coscia - sobbalzò. Allora Carlo perse la pazienza e la apostrofò dicendo: - "Senti puttanella, non fare la santarellina, con me non attacca... Lo sai cosa devi fare... Sù abbassami le mutande e cominciamo senza perdere tempo!". Ma Luca, che era rimasto muto fino a quel momento, cercò di impedirlo, urlando nella speranza che dalle altre stanze sentissero le sue grida: - "Brutto maiale, e tu saresti mio amico?? Non ti devi permettere di parlare così alla mia compagna! Lasciala stare e vattene, e portati via questo straniero. In nome della nostra amicizia, ferma questa follia!". Carlo guardò i due amanti, prima Irene e poi lui, come se non avesse capito bene cosa gli stava dicendo, e infine gettò la maschera: - "Ma quale amicizia? Non sai da quanto tempo me la sego guardando il suo Instagram o quando usciamo insieme! Adesso, però, è arrivato il momento che tu sappia tutto, e che veda di cosa è capace questa troia... Non lo immagino neanche, povero cornutello!". E detto ciò, con due dita di tolse gli slip, prese in mano il suo membro moscio e lo porse alla ragazza alla stessa maniera che avrebbe usato se le avesse offerto una primizia... Irene era letteralmente impacciata. Il cazzo aveva sempre esercitato su di lei un'attrazione del tutto particolare, ma non voleva offendere il suo uomo davanti a costoro. Perciò abbozzò una timida reazione: - "Tu sei pazzo, ma per chi mi hai preso?". Ci volle la capacità persuasiva di Carlo per ridurla a più miti consigli. Prese il pisello come fosse una frusta e con esso le schiaffeggiò il volto. Umiliata, la giovane acconsentì alle sue richieste... Dinanzi a Luca, esterrefatto, aprì la bocca e cominciò a succhiarlo, mentre con le unghie delle dita della mano sinistra le accarezzò le palle. Andò avanti così per buoni cinque minuti, poi estrasse quel cazzo dalla bocca... Non si era sviluppato molto in lunghezza, ma aveva assunto una larghezza che Irene aveva già potuto sperimentare...

La voleva inculare, su questo non c’erano dubbi, ma voleva anche qualcosa di insolito… Si adagiò supino accanto a Irene - su quello stesso letto che fino a pochi momenti prima era stato l’alcova dei due amanti - per prendere fiato e ponderare bene il da farsi. Stava osservando con sguardo lussurioso la fidanzatina, quando lei balzò verso di lui e andò a piazzarsi – restando in piedi - a cavallo delle sue gambe… Luca, allora, ebbe un fremito di rabbia e terrore allo stesso tempo, e rivolto a quell’uomo gli disse: - "Stronzo, non vorrai mica scopartela? È la mia donna, tu continua a farti le tue belle seghe, che non sarebbe affatto una novità!". Poi, a lei fece una richiesta benché sapeva già che sarebbe rimasta senza riscontro: - “Irene, forse merito una spiegazione...". Purtroppo, il ragazzo aveva frainteso i movimenti di quella troia, la quale furiosa subito lo mise a tacere: - "Tranquillo, non mi scopa…”. Senza aggiungere altro - tete a tete con Carlo - si accucciò e si aprì le natiche, strusciando poi il suo sfintere contro la punta della cappella del Perito. Restò a trastullarsi così per alcuni secondi, si voltò, e incrociando lo sguardo implorante di Luca – con un sorrisino sarcastico – continuò, con disprezzo: - “Lo vedi che non mi faccio chiavare la fica? Ma cosa pretendevi? Che dessi via un culo come il mio, che ha mille pretendenti, a un pisello come il tuo che è poco più di una supposta? No. E adesso lasciami stare, sta a guardare e impara di cosa ha bisogno una femmina come me...". Scese oltre, e si calò fino all'ingresso del suo budello. Ma mentre la cappella stava per varcare inesorabilmente l'ingresso, si sentì nuovamente la voce angosciata - quasi piagnucolosa - di Luca: - "Amore, ti prego, non farlo... Noi ci andiamo amo, non è vero?". Per tutta risposta, Carlo diede uno sguardo di consenso al cameriere, ingiungendogli: - "Fai tacere questa checca!". Madud raccolse immediatamente l'invito. Girò intorno al ragazzo e gli si piazzò davanti. E fu allora che tutti i presenti compresero il modo in cui il bengalese lo avrebbe messo a tacere... Si era denudato, e adesso il suo uccello - aiutato anche dalla visione della ragazza in quella posizione - era in tiro. Proprio a un dito dalla bocca di Luca... Al quale disse, in un italiano precario: - "Succhiamelo, dai...". Ma il ragazzo, sulle prime, si rifiutò categoricamente, serrando il più possibile le labbra, e costringendo il cameriere a fare forza come se stesse sverginando una fica molto stretta. Una, due, tre spinte decise, finche tutta l'asta fu nella bocca di Luca, lasciando fuori solo le palle e finendo la corsa sul palato... Poi, Madud cominciò a pomparlo, e più andava avanti e più il giovane opponeva sempre meno resistenza. Al che Carlo, gustandosi anche quello spettacolo imprevisto, scoppiò a ridere, e fece: - "È incredibile! Guarda, Irene, è proprio bravo, forse pure meglio di te... Guarda, guarda come gli piace!". Intanto il cameriere stava aumentando decisamente la potenza e la frequenza con cui entrava e usciva dalla bocca del fidanzato, finché non si irrigidì e si arrestò dentro. Era venuto! Lo cacciò fuori, con la cappella lucida del suo stesso piacere misto alla saliva di Luca, che lentamente cominciava a colargli ai margini della bocca...

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