9. Costretta a girare un film porno
Avuto ciò che desiderava, rimasto solo Carlo si sentì di nuovo insoddisfatto. Prima che quella troia si manifestasse per ciò che era realmente, lui non avrebbe mai immaginato di poter ottenere tanto, praticamente tutto quasi senza discutere... Esausto per quella prova e disteso su quel giaciglio muto testimone di mille "combattimenti", constatò: - "Certo che Luca è proprio fortunato a sbattersi una maiala di queste proporzioni... E chi si sarebbe immaginato di potersela portare a letto così facilmente... Eh, povero amico mio, chissà quante corna dovrai reggere ancora... Con me, sicuramente tante!". Il cazzo "a lattina di birra" gli era tornato in tiro, e allora decise di dare un seguito a quell'incontro, possibilmente con qualche variante che gli desse nuovi stimoli...
La sua mente vulcanica si mise in moto, finché non si presentò l'occasione giusta. E una sera, Luca - il suo amico del cuore che aveva tradito - lo chiamò al telefono: - "Ciao Carlo, come và? Te la sentiresti domani di aggiungerti alla solita cena tra uomini? Una cosa informale, sai, saremo noi e pochi altri. Ah, dimenticavo di dirti che porterò anche Irene... Spero non ti dispiaccia questa eccezione, ma non potevo lasciarla sola a casa...". Il "traditore" rimase un attimo in silenzio, ma fece con la mano il gesto della vittoria, e soprattutto mosse il pube avanti e indietro nel gesto della copula. Poi, si affrettò a rispondere, sibillino e timoroso che l'altro rinunciasse al proposito sentendo l'amico un po' freddo: - "Ma certo, caro... Irene è sempre bene accetta! Allora, ci vediamo domani sera come concordato...".
La giornata successiva Carlo la trascorse nell'attesa di quest'altro evento. Avrebbe voluto segarsi al solo pensiero, ma poi si disse: - "No, devo resistere, la sborra la dedicherò a lei stasera...". Le ore passarono, e finalmente giunse all'appuntamento. Tra l'attesa e le ordinazioni passarono alcuni minuti, e a un certo punto Irene - ignara di ciò che già frullava nel cervello di quel maschio - si allontanò dall'allegra tavolata. Aveva necessità corporali, e si ritirò nella toilette, credendo di non essere vista. Ma Carlo, che le stava tenendo gli occhi addosso fin da quando era entrata, con una scusa la seguì. Senza che lei se ne accorgesse, la raggiunge ai bagni delle donne, chiuse la porta esterna e forzò quella dove sta Irene. La quale, con pantaloni e slip calati giù alle caviglie, e fica ancora gocciolante di pipì, restò sgomenta e spaventata. La giovane si rese subito conto di essere completamente nelle sue mani. Il locale era in un posto isolato e insonorizzato, perciò urlare non le avrebbe giovato a nulla. Ma tentò ugualmente una improbabile reazione: - "Sei impazzito? Cosa vuoi ancora da me? Esci per favore, che mi fai sentire in imbarazzo...". Ma Carlo se la rise ben bene: - "Questa si che è bella... Dopo che ti ho persino rotto il tuo bel culo ti senti in imbarazzo! Su, lasciati andare, e non farmi ridere che abbiamo poco tempo... Il cornuto presto si accorgerà che manchiamo entrambi. Dunque...". E preso il suo cellulare lo accese. Irene pensò che volesse riprenderla in quello stato di estrema "libertà", ma le intenzioni del porco erano ben diverse. Una ad una, fece scorrere sullo schermo, mostrandogliele e commentandole, le foto dell'incontro con Roberto che erano state l'inizio di tutto, ma soprattutto quelle che - a sua insaputa - le aveva fatto durante il convegno di sesso a casa sua... La giovane non credeva ai suoi occhi: erano centinaia di scatti, di video, ogni singola cosa era documentata! Fece per togliergli di mano il telefono per distruggere quelle prove così compromettenti, ma l'uomo fu più lesto, e a bruciapelo ringhiò sottovoce: - "Ehi, puttanella, ti credi così furba? Se non vuoi che le pubblico sui nostri social e che non le faccia vedere al mio amico, devi fare quello che ti dirò adesso...". Irene scoppiò in lacrime. Avrebbe voluto mandarlo al diavolo una volta per tutte, ma sapeva bene che non stava scherzando... E poi le conseguenze. In quattro e quattrotto, considero' i problemi e i contro. Si disse: - "Certo che se Luca lo venisse a sapere, tempo un minuto mi lascerebbe e mi farebbe licenziare anche dalla palestra. Ci mancherebbe solo questo! No, non me lo posso proprio permettere...". Così, anche se controvoglia, accettò a scatola chiusa, e Carlo calo' il carico. Le spiegò, senza tante cerimonie: - "Benissimo, vedo che cominci a ragionare, d'altronde sei una ragazza intelligente e sicuramente ci intenderemo. Ascoltami... Ho degli amici che stanno cercando la protagonista femminile per girare un film porno, e... Non dire di no, vedrai che anche questa esperienza ti piacerà. D'altronde, la stoffa della troia c'è l'hai tutta... Ahahah...".
Ormai Irene era nelle sue mani, e l'uomo fece di tutto per approfittare del momento. Mezza nuda, Irene gli suscitò un'altra insana idea. E guardandole con sguardo allucinato la fica, con voce roca dall'eccitazione le propose: - "Perché non mi fai vedere come fai pipì? Così potrò parlare bene di te al produttore, e avremo altre carte buone da giocarci...". Un nuovo contraddittorio si instaurò tra i due, e la ragazza quasi urlò: - "Che schifo d'uomo che sei! Ma ti rendi conto? Non hai già avuto abbastanza?". E lui, con midi spicci: - "Su, Irene, giuro che stavolta non ti tocco...". E così fu. Carlo si mise in un angolo, mentre lei - a questo punto - decise di giocare davvero a fare la maiala... Si aprì le labbra della fica mettendo bene in mostra lo sbocco dell'uretere. Da lì, trascorsero altri pochi istanti affinché la pioggia dorata cominciasse a sgorgare, limpida e gorgheggiante. Un getto impetuoso, che lentamente andò ad affievolirsi per poi cessare del tutto... A questo punto, con la bava alla bocca, Carlo fece un profondo respiro e sussurrò: - "Andiamo, pulisciti e torniamo di là. Per il film, restiamo che mi farò vivo io...".
Tornato a casa quella sera, il porco si mise subito al lavoro... Chiamò Roberto avvisandolo che presto avrebbe avuto un'altra occasione di godersi quel bel bocconcino, e lo stesso fece con altri due uomini, un nero e un bianco, entrambi noti per avere un cazzo enorme... Un quinto uomo avrebbe fatto parte di quel piano: sconosciuto alla ragazza, sarebbe stato inviato da lei per condurla al luogo convenuto, lasciando loro quattro liberi di prepararsi al meglio all'evento. Ci sarebbe stata anche una troupe di ripresa, ma sarebbe stato solo un dettaglio...
Qualche giorno dopo, quando ormai Irene credeva che la minaccia di Carlo era tutto un bluff, ecco che le squillo' il cellulare. Era un messaggio whatsapp. Incuriosita, la giovane andò a leggere da chi proveniva, ma vide che il numero da cui proveniva non era tra i suoi contatti. Lo aprì, e c'era scritto: "CIAO, CARLO MI HA DATO IL TUO RECAPITO E IL TUO INDIRIZZO. TI ASPETTO AL PORTONE. SBRIGATI". La ragazza capì subito chi era, e le sue speranze crollarono come un castello di sabbia. Fece tutto come le era stato chiesto. L'uomo era un tipo taciturno, e a nulla valsero le domande che durante il viaggio gli fece. Infine, la macchina si arrestò, e il tipo le indico' di scendere. Erano arrivati in un paesino poco distante, in una stradina isolata, dove non c'era nulla di particolare tranne pochi caseggiati. Irene si guardò intorno, e proprio in quell'istante si aprì un portone da cui uscì un tipo losco. Le disse: - "Tu sei Irene? Piacere, sono il produttore, sono contento che abbia accettato la nostra offerta di lavoro...". Diffidente, disperata e disorientata, si fece precedere all'interno, e scesero giù in uno scantinato poco illuminato, fino ad una porta di ferro uguale a tante altre. Il produttore la apri, e dentro l'atmosfera cambiò completamente... La sala era illuminata a giorno ma non c'era anima viva... Irene si guardò bene intorno, e vide un arredamento come se si trattasse di una palestra. Fece qualche passo, e vide ancora - in mezzo alla stanza - come un lettino che sporgeva mezzo dentro e mezzo fuori da una parete divisoria, posizionato ad un'altezza che le ricordava pressappoco quella del bacino di un uomo, mentre dal lato della testa vi erano dei buchi molto più piccoli...
Non era una santa, la ragazza, e si ricordò di aver già visto quell'attezzatura in alcuni film porno… Pensando di essere sola, disse: - "Ma certo, è per il gloryhole!". Purtroppo per lei, dietro a quella parete c'era il regista che stava organizzando la scena, e che con modi spicci le rispose: - "E che ti credevi, di essere la Principessa invitata al ballo di corte? Ma stai tranquilla, troia, che ti divertirai... Intanto spogliati e sdraiati sul lettino, con le gambe oltre la parete, che cominciamo con qualche pompino di riscaldamento...". Irene rimase basita per il modo sgarbato in cui era stata apostrofata da quello sconosciuto, e capì le intenzioni misteriose di Carlo nella toilette. Ma, anziché spaventarsi per ciò che l'aspettava, eccitata dalla situazione, si lasciò andare facendo riemergere prepotentemente i geni che le aveva trasmesso sua madre, la quale da giovane era letteralmente affamata di cazzi. Ad ogni modo, fece come le era stato ordinato... Si denudò completamente, e quindi tirò fuori i piedi dal foro praticato nella parete divisoria. Dall'altra parte, un uomo glieli afferrò per legarli con delle cavigliere alla parete, mentre le braccia gliele lasciarono libere di muoversi a suo piacimento... Adesso, Irene si trovava con con la fica e il culo all'aria, e alla mercé di chiunque… Tesissima e supina, poteva vedere pochissimo…
