Vai al contenuto
Erotika
Gli esercizi di Irene
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto61 min di lettura

Gli esercizi di Irene

Una storia a quattro, tra tradimenti, ginnastica, e...

I racconti di Pollicino
1 anno fa · 590 letture · 0

Irene si sentì confortata dall'opinione di Luca, e riprese la sua vita di tutti i giorni. La settimana seguente, rivide di nuovo Roberto, il quale - a margine della consueta lezione in palestra - tornò a rinnovarle la proposta: - Allora, ci hai pensato?". E lei, non avendo più scuse, capitolò. D'altronde, 500 euro sarebbero stati un valido sostegno anche per la sua famiglia... Perciò, chiuse gli occhi per non incrociare lo sguardo viscido di quell'individuo e - con le mani sui fianchi che la rendevano ancora più sexy - gli rispose: - "E sia...". Roberto capì che aveva vinto. Tutto trionfante le sollevò il viso mettendole due dita sotto il mento, e risoluto prese l'iniziativa: - "Bene, bene... Allora, ci vediamo a casa mia, stasera alle 20. Tanto, lo conosci bene l'indirizzo... Ah, dimenticavo: quando verrai da me, non ti lavare e non indossare biancheria intima... Voglio sentire l'odore della tua pelle, il puzzo di femmina selvatica...". E sì, Irene conosceva quel posto. Lì era stata più volte umiliata, ma fece finta di dimenticare e lo salutò con un sorriso, anche se dentro di sé si stava scatenando l'inferno...

5. Preparativi di una vacca.

Arrivata a casa, non salutò neanche sua madre, ma si chiuse subito dentro la sua stanza. La sua furia era al culmine, e per sfogarsi scagliò un poderoso pugno contro il muro e ululò: - "Ma che porco! Che bastardo!". Si gettò sul letto a gambe larghe, spalle al muro e viso rivolto verso uno specchio che prendeva tutta la parete opposta, tanto da poter vedere ogni suo gesto. Un sottile filo d'aria lambì delicatamente la sua pelle, e le provocò un brivido, e la giovane sentì che si stava eccitando. A questo punto, decise di darsi da fare per prepararsi a puntino secondo le aspettative di Roberto. Infilò quattro dita dentro la sua vagina, e principiò a muoverle energicamente avanti e indietro, mentre con il pollice si “massacrava” il clitoride. Il piacere stava montando, mentre lei continuò imperterrita, cercando di contrastare quel senso di irrigidimento che anticipava l'orgasmo, anche se il suo proposito non era certo quello di reprimerlo. Tutt'altro. Irene ebbe una serie di sconquassanti squirtate, una dopo l'altra. Si fermò giusto pochi istanti per riprendere fiato e ricominciò da capo... Un orgasmo seguì quello che lo aveva preceduto, finché non si ritrovò in un bagno di umori. I suoi umori! Lentamente, di appisolò in quella posizione e in quello stato, e quando si ridestò quei fluidi le si erano asciugati addosso: la fica, la pancia, il torace, financo il volto, chi l'avesse vista ora - fosse stato anche Luca - avrebbe provato sicuramente riprovazione. Ma non Roberto che la voleva proprio così...

L'ora dell'incontro si stava avvicinando. Istintivamente, la ragazza si diresse verso la stanza da bagno per ritemprarsi con una bella doccia, ma quando fu sull'uscio della sua camera si ricordò che non poteva farlo. Non doveva! Si infilò in fretta e furia un paio di leggins senza indossare biancheria intima, e sopra calzò una canottiera aderente che disegnava alla perfezione la forma delle sue tette. Nascondendosi come una ladra alla sua famiglia, uscì di casa e in pochi minuti fu a destinazione...

6. Lezione privata.

Aveva il cuore in gola per l'agitazione quando Roberto gli andò ad aprire, e il suo panico crebbe ancora nel momento in cui lo vide apparire davanti a sé acconciato con addosso un candido accappatoio di spugna chiuso da una cintura... La ragazza suppose che sotto avesse i classici calzoncini da palestra e la sua solita maglietta trasandata, ma subito dopo ebbe uno strano presentimento, e il turbamento che ne seguì fu grande poiché - anche se glielo avesse preannunciato lui stesso - non avrebbe mai creduto che quell'uomo anziano si sarebbe spinto fino a tanto.

Infatti, sbrigati frettolosamente i convenevoli, Roberto la introdusse - transitando per un lungo corridoio - in un grande salone, arredato con un bellissimo e preziosissimo tappeto persiano steso in terra e un grande divano in pelle addossato alla parete di fondo. Le fece cenno di fermarsi al centro, mentre lui si sistemò, in piedi, davanti al divano... Con movenze teatrali, non smettendo mai di fissarla negli occhi, si slacciò la cintura dell'accappatoio facendolo scivolare a terra, e finalmente si sedette a gambe aperte. Poi, soddisfatto le chiese: - "Che c'è, sei sorpresa? Qualcosa non va? Ti avevo detto che mi piacciono le comodità... Ma su, dai, non perdiamo tempo...". Alla giovane tremarono le gambe, e temette che la situazione le stesse sfuggendo di mano, quando lui riprese a parlare: - "No, non avere paura, ormai mi conosci. Sì, è vero, mi piace godere delle belle donne, ma non voglio farti del male...  Figuriamoci, voglio soltanto che ci divertiamo insieme... D'altronde, io non ho più tante cartucce da sparare, e quelle che mi rimangono me le voglio giocare bene...". Poi, fece un respiro profondo, e quindi precisò meglio quali fossero le sue intenzioni: - "Dunque, oggi la lezione si svolgerà in questo modo: siccome io sono stanco, me ne starò qui seduto a guardarti mentre tu fai i soliti esercizi... Però... non come sei abituata a fare in palestra. No!". Lo disse - per dare maggior forza al concetto - facendo oscillare il dito della mano destra e sghignazzano nervosamente. Ed ecco la sorpresa per Irene: - "No, mia cara... Farai i tuoi esercizi NUDA. Hai capito adesso perché non ti dovevi lavare? A proposito: spero che tu mi abbia obbedito!". Sebbene sotto shock e priva di ogni capacità di reazione, la personal trainer fece di sì con il capo. Roberto si alzò e le fece strada verso una delle tante sale da bagno che aveva in quella casa, e aggiunse: - "Tranquilla, per questo ulteriore disturbo eccoti qui altri 200 euro. Fai con comodo. Spogliati. Io ti aspetto di là appena sarai pronta...".

Rimasta sola, Irene non sapeva se stesse sognando, se quello era un incubo, o se era realtà: aveva ricevuto nel complesso ben 700 euro per esibirsi davanti a quel porco. Perciò, si decise, e in pochi minuti fu pronta. Aprì la porta e - facendo il percorso inverso - tornò verso il salone. Si fermò sulla soglia, da dove vide che quel bastardo stava alacremente armeggiando con la sua verga... Cercò di fargli sentire la sua presenza, e finalmente Roberto si avvide di lei. Si ricompose, e poi la invitò a prendere posto: - "Forza, il tappeto è tutto tuo, non c'è bisogno che apri il tuo tappetino... Sarà un onore accoglierti là sopra... Avanti, puoi iniziare... Non farmi pentire dell'investimento che ho fatto...".

Così Irene cominciò la sua sessione di esercizi, e l'uomo rimase ammirato dall'eleganza che ci metteva e dalla sua grande elasticità. Dopo una mezz'ora di addominali - in cui mise in mostra un fisico davvero invidiabile che sembrava chiedere soltanto chiedere di essere scopato - la giovane si dispose praticamente a pecorina, dando - forse senza farlo apposta - al suo "cliente" la visione del suo magnifico "lato b", compreso il rosone che era un vero e proprio oggetto del desiderio... Concentrata sul suo lavoro, la ragazza si voltò, si sedette, e poi allargò le gambe fino a posizionarsi a novanta gradi rispetto al busto, lasciando inevitabile che questa posizione favorisse una naturale quanto sensuale apertura della vulva. Quel particolare, sembrò proprio una bellissima ostrica, fresca, umida, e nonostante non ci fosse da parte sua nessun intento erotico, il clitoride non esito' a mettersi in primo piano. Cominciò a sudare, Irene, e quelle goccioline che lentamente ma progressivamente andarono a ricoprire la sua cute scatenarono la cupidigia di Roberto, il quale - come mosso da una molla invisibile - scattò su e ledi avvicinò... Forse inizialmente voleva vedere più da vicino quel fenomeno, ma poi cacciò fuori la lingua e prese a suggere avidamente quel ben di dio.

Era così "affamato" che ora la ragazza si spaventò e non poco. Si tirò indietro per sottrarsi a quel maschio infoiato temendo che andasse oltre, ma lui - deluso - la pregò: - "No, no... Non fuggire... Voglio soltanto godere del tuo odore e del sapore del tuo sudore...". Irene non poté fare altro che acconsentire, e accettò di buon grado la richiesta. Si sentì leccare da una lingua che le parve quella di un animale, usata a pennello, in sù e in giù, ma che si tenne a debita distanza dalle "parti sensibili", finendo per eccitarla, anche se aveva giurato a se stessa che con quell'uomo non ci sarebbe stato più nulla di compromettente.

Ansimante, riprese imperterrita nei suoi esercizi. Accennò la posizione della ruota, esibendo un bellissimo e sensuale ventre piatto, e due capezzoli che non facevano nulla per restarsene tranquilli. Così, Roberto tornò ad eccitarsi. Era sì un po' avanti con gli anni e dotato di un membro non troppo importante, ma era pur sempre un maschio. Era rimasto nei pressi della ragazza, e d'impeto le si avvicinò nuovamente... Questa volta Irene volle fidarsi, e si tranquillizzò. Ma le mani dell'uomo cominciarono a percorrere tutto il suo corpo. Ogni anfratto fu esplorato con estrema meticolosità, mentre ad Irene venne la classica "pelle d'oca"... Questa operazione, d'altronde, durò a lungo, molto più di quanto lei avesse sperato, e la poveretta dovette rassegnarsi, continuando ad offrire al suo "acquirente" ogni sorta di conturbanti posizioni ginniche.

Pagina 2 di 9 · 0%
0

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista