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Erotika
Chi fa per se fa per tre
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Racconto38 min di lettura

Chi fa per se fa per tre

Un trio inaspettato

I racconti di Pollicino
1 anno fa · 718 letture · 0

Era fatta, ma ora toccava a lei... Si tuffò nella vasca idromassaggio, e Andrea si sedette su una poltroncina che avevano in bagno, pronto a godersi quest'altro spettacolo della consorte. Le tettone di Giorgia cominciarono a "ballare" che era una meraviglia, spinte verso l'alto dalle bollicine e accarezzate dalla schiuma, e la forte pressione del getto colpi' i capezzoli suscitandole una potente frenesia sessuale. Ogni tanto, le gambe uscivano fuori dall'acqua, mentre lei insaponava con perizia ogni dettaglio. Quei massaggi così lascivi la stavano mandando di nuovo "fuori di testa". Aveva i capezzoli duri come l'acciaio. Guardò Andrea - che nel frattempo stava con il suo cazzetto in mano nel tentativo di svuotare i testicoli dall'intenso piacere che la donna gli stava provocando - e le balenò un'idea folle: con i gomiti puntati sui bordi della vasca sollevò il bacino a pelo d'acqua, si girò pancia sotto, e con le gambe un po' aperte posizionò la fica a mo' di bersaglio contro la corrente... Un altro brivido la colpì, potente, lo schizzo martellò - dolcemente ma ininterrottamente - le grandi labbra, si aprì un varco in esse e raggiunse il clitoride. Eccitata ogni istante di più, si afferrò i capezzoli tra le dita e li strizzò fino quasi a farsi male. A un certo punto, udì la voce del suo compagno e si riscosse come svegliata all'improvviso da un bellissimo sogno, ma era stato tutto vero: - "Caspita!", si disse tra se', "è già un'ora che sto facendo la maiala...". L'uomo che sarebbe stato suo complice di lì a poco la vide tornare serena, come una bambola afflosciata. A pelo d'acqua, era come un ippopotamo al fiume, in uno di quei safari di una volta tanto reclamizzati in terra d'Africa...

Infine si vestì. Mantenendo una certa sobrietà, cercò di prepararsi all'assalto di quell'uomo il più semplice ma provocante possibile: ovviamente, non indossò alcun reggiseno, solo un bellissimo perizoma bianco, trasparente sul davanti, tenuto su da un esilissimo filo sui fianchi mentre dietro il tutto era ridotto a un filo interdentale che si insinuava e veniva inglobato nel solco delle due imponenti natiche. Sopra a questa biancheria minimalista, mise un abitino leggero, in un sol pezzo, che cadeva giù dritto fino a  mezza coscia, senza spalline e scollatissimo, a tal punto che a stento riusciva a contenere i grossi seni...

4. Il primo appuntamento.

Tutto era pronto. Il PC era sul tavolo, Giorgia più in forma che mai, e anche Andrea era curioso di conoscere il candidato ad essere l'amante di sua moglie e di capire come sarebbe andata a finire...

Ma l'ansia dell'attesa durò poco. Infatti, non erano ancora le 9 di mattina quando - molto prima del previsto - si udì il suono argentino della graziosa campanella posta fuori dal cancello della villetta. Con una leggiadra corsetta (per quanto la sua mole glielo permetteva), la donna andò ad accoglierlo senza indugio. Quello, sarebbe potuto essere il primo di una lunga serie di appuntamenti. Un batticuore la paralizzò, e un brivido le percorse la schiena. Era così curiosa di capire se era davvero "quello giusto"... E quando gli occhi di lei finirono in quelli di lui, Giorgia ne fu certa. - "Ciao, ero così ansiosa di vederti!", le uscì di getto, senza rifletterci su, dal cuore. E Francesco, anche lui dovette accusare il colpo, poiché rimase anch'egli imbambolato per qualche frazione di secondo. D'altra parte, era veramente un bell'uomo: capelli corti e occhi verdi, 42 anni, alto 1,70 per 70 kg. e non troppo fisicato... Niente di che, insomma, ma da subito le sembrò un uomo deciso, sebbene riservato. Inoltre, era il mese di giugno avanzato, un'estate caldissima, e dunque anche Francesco non aveva badato alle formalità, indossando semplicemente dei pantaloncini corti e una camicia leggera aperta sul davanti...

Ripresasi dal piacevole shock, la donna gli fece strada e lo introdusse nella stanza dove si trovava il pc, che "casualmente" era pure la loro alcova, con un grande letto rettangolare. Finse un certo imbarazzo, e spiegò: - "Scusami, ma non abbiamo altro posto dove tenere il pc...". Ma l'uomo non ci fece caso, e cercò di sdrammatizzare e di metterla a suo agio: - "Non si preoccupi, signora, io sono un tecnico e bado all'essenziale...". Quelle parole, "bado all'essenziale...", risuonarono nella testa di Giorgia come un incoraggiamento, la quale proseguì cercando di passare dal "lei" usato da Francesco a qualcosa di più intimo: - "Sono poi così vecchia? Possiamo anche darci del tu... se vuole...", domandò abbozzando un vago broncio sul viso. Al che l'uomo si sentì lui questa volta in imbarazzo, ma poi si sciolse in una risata franca e sincera: - "Ahahah... Ma certo! Altro che vecchia, sei una donna molto attraente...". Poi, vide che nella stanza c'era un altro uomo e cercò di recuperare un tono un po' più professionale, ma Andrea avanzò dalla penombra e si presentò in modo sibillino, mettendo una mano sulla spalla della consorte: - "Salve, sono suo marito... Ma non ti devi preoccupare, ci sono abituato...". Il nuovo arrivato lo guardò, e vide che anche costui aveva il minimo indispensabile addosso... Sempre più perplesso, Francesco si accomodò alla scrivania ed accese la macchina da riparare. Era talmente concentrato che non si accorse che, a un certo punto, lei si era sporta con il busto piegato in avanti, con i gomiti poggiati sul tavolo a poca distanza da lui e le palme delle mani a sostenere il viso. Ma, quando all'improvviso il tecnico voltò di scatto lo sguardo verso la sua sinistra, si trovò dinanzi agli occhi uno spettacolo di cui mai avrebbe immaginato di poter godere in quel contesto: dalla profonda scollatura del vestito di Giorgia, si intravedevano le areole delle sue grosse tette, poiché era chiaro che non indossava il reggiseno... Il giovane, fece un profondo respiro, deglutì a fatica la saliva, e alla fine gli sguardi dei due finirono per incrociarsi nuovamente. La donna gli sorrise ammiccante, e poi bisbigliò: - "Pensi che ti piacerebbe approfondire? Può essere tutto tuo se lasci fare a me...". Francesco non capì se era tutto vero o se lo stavano attirando in una trappola. Ad ogni modo obbedì, rimettendosi al lavoro, ma ormai i suoi occhi rimbalzavano dal pc al grosso seno, per finire su Andrea che se ne stava pacifico alle spalle della moglie. In realtà, il consorte sapeva bene quale sarebbe stato il suo ruolo, ma volle accertarsi che il giovane lo avesse capito. Così, lentamente, gli si avvicinò tranquillizzandolo: - "Fai come ti dice... Per me è tutto a posto, poi capirai il perché... Non sono uno di quei mariti gelosi, non me lo potrei nemmeno permettere...".

Il giovane non credeva ai suoi occhi: era andato lì per fare un piacere a una conoscente, e ora si ritrovava nel bel mezzo di un trio... Però, si disse che sarebbe stato un pazzo a rifiutare, oltretutto Giorgia era pure il tipo di femmina percui lui avrebbe fatto follie!

5. La "retribuzione".

Ormai il computer della donna era di nuovo funzionante. Francesco si alzò dallo scrittoio, riprese la sua borsa e si accinse a riguadagnare l’uscita quando Giorgia gli chiese: - "Allora, quanto ti devo?". Il tecnico restò incredulo di quella domanda, ma non volle fare brutte figure pensando di aver frainteso tutto. Perciò, rispose, ambiguo: - "Non mi devi nulla, per così poco... E poi, con una bella signora come te". Di nuovo, fece per varcare la porta della stanza, ma questa vota lei gli di parò dinanzi con decisione, gli prese una mano e se lo tirò a sé. I suoi capezzoli erano fuoriusciti del tutto dal sottile strato di stoffa e si stavano piantando nel torace praticamente nudo del maschio... Poi, lo guardò negli occhi, dando vita a un gioco che parve piacere ad entrambi, e lo ringraziò: - "Bene... Ma non è giusto che te ne vai a mani vuote... Ogni promessa è debito. E io mantengo sempre le mie promesse! No, non dire di no, vedrai che alla fine sarai stato tu a farmi un regalo che neanche puoi immaginare...".

Nel frattempo, Andrea – che si era messo in disparte, nella penombra – stava frugando dentro i suoi pantaloncini, eccitato come un mandrillo al solo ascoltare quella conversazione in cui sua moglie si stava offrendo senza se e senza ma...

A questo punto, Francesco si arrese definitivamente. Non poteva più dubitare delle reali intenzioni della donna, anche perché Giorgia subito dopo compì un gesto tanto inaspettato quanto inequivocabile: prese infatti la veste dall'orlo in basso ed iniziò a sollevarla, arrotolandola su se stessa man mano che saliva. Quando giunse all'altezza del seno, la vestina si incagliò brevemente, trovando a baluardo le grosse mammelle. Ma fu soltanto un istante fugace, poiché - superato di slancio l'ostacolo incantevole di quelle immense meraviglie - Giorgia poté disfarsi completamente dell'abito facendolo uscire dalla parte della testa. Il tecnico era avvezzo a fronteggiare ogni tipo di imprevisto, ma di fronte a quell’avvenimento rimase letteralmente ammaliato, allorché le smisurate ghiandole – per via della forza di gravità - precipitarono verso il basso sobbalzando sul torace con un movimento che pareva non avesse mai fine... Con questa azione da vera femmina, la consorte aveva – è proprio il caso di dirlo – messo le carte in tavola, mostrando ogni benché minimo dettaglio fino a sotto l'ombelico. Poi, sussurrò: - "Ora mi credi? Non sono una che si tira indietro di fronte a nulla... Spero che ciò che vedi è di tuo gradimento... Ma credimi, il meglio deve ancora venire...".

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