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Erotika
L'amica speciale 3
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Racconto14 min di lettura

L'amica speciale 3

Un favore che si trasforma in piacere

Qualchetrasgressione
1 anno fa · 868 letture · 0

«Sì, ma... Non ho mai avuto orgasmi del genere. Come posso rinunciare? Ci ho pensato eh? E ho provato ad allontanarmi ma poi mi prende la voglia e vado a cercarlo.» Che troia, pensai.

«E lui?»

«Eh... Lui mi scopa. E facciamo pazzie. E più sono pazze più non riesco a farne a meno. Ieri mi ha fatto male ma ho avuto due orgasmi incredibili. Dopo essere venuto mi ha stesa sul sedile e mi ha leccata e ho goduto ancora. Mi ha leccato anche il buco.»

Quell'immagine mi scombussolò. Già il sesso anale per me era una novità. Poi se ci mettevo una leccata del buco del culo dopo la scopata e la sborrata dentro, era qualcosa di sconvolgente, per me.

Ed era mio padre.

«Cose pazze? Tipo?»

«Gli piace quando lo spompino e lui sta guidando.» Anche la facilità con cui parlava di certe cose le invidiavo. Io ero molto più ermetica, non sapevo scendere nei dettagli come faceva lei.

«In macchina?»

«In macchina è capitato, ma spesso viene con il mezzo del lavoro. Ha anche il retro e a volte parcheggia da qualche parte, in qualche luogo un po' isolato, e scopiamo lì dietro.»

Sulla macchina di famiglia fu una novità. Mi chiesi quando fosse successo.

«Vi vedete da tanto?»

«Dall'inizio di giugno, anche se a te l'ho detto molto dopo. Prima pensavo fosse solo una cosa da una botta e  via.»

Da molto più tempo di quanto credessi io. Erano i primi di dicembre, io li avevo scoperti un mese prima e lei mi aveva confessato quella relazione di sesso a settembre.

«Parecchio» commentai poi chiesi ancora «la cosa più pazza?»

«Oh, con lui ogni volta è una mezza pazzia. Anche questo mi fa impazzire. Non c'è mai monotonia. Ad esempio... Per il mio compleanno mi ha portato in una villa di un conoscente e mi ha scopata in piscina. Lui aveva preso l'impegno di curare la casa e ci andava un paio di volte al giorno. Al mio compleanno mi ha portato lì e siamo stati nudi tutto il tempo.»

Cercai di individuare la casa con la piscina di chi potesse essere e scartai tutti gli amici e familiari. Poi ricordai che il titolare di mio padre aveva la tenuta in campagna, luogo isolato, ben mantenuto ma poco vissuto. 

In estate mio padre doveva tenere pulito il parco e la piscina sia che la usassero o meno. La mia amica festeggiava il compleanno nei primi giorni di agosto, quando i proprietari della villa erano già partiti per le vacanze in posti esotici. Fino all'anno prima, in quei giorni mio padre aveva permesso a noi di sguazzare in quella piscina. Quell'anno, in quei giorni aveva detto che non era possibile per un problema dell'acqua. Ora sapevo che non era vero.

«Con lui provo cose che da una relazione con un ragazzo non posso pretendere. Ad esempio, quel giorno mi ha leccata che stavo stesa sul bordo vasca, poi mi ha tirato in vasca e tu sai che io non so nuotare, avevo paura ma lui mi ha infilato il cazzo dentro, da dietro e mi ha masturbata, il tutto mantenendoci a galla. Hai idea di quanto sia bello stare nudi in una piscina? Scopare liberamente senza il timore di essere visti? Poi... Lui è davvero un toro. Ha sempre voglia. Anche dopo l'orgasmo il cazzo gli resta duro. Mi ha scopata in acqua, poi stavo uscendo e mi ha bloccata sulla scaletta. Mi ha leccata ancora, mi ha morso le chiappe e succhiata... Sa farmi godere innumerevoli volte. E il suo cazzo...» chiuse gli occhi, come stesse ricordando «le vene in rilievo, la cappella larga... Quando mi scopa la bocca mi sembra di soffocare ma... Non so spiegare il piacere che mi dà... È stato In quei giorni che mi ha proposto di fare anale e ho accettato»

«Quindi... Non siete stati in quel posto solo il giorno del tuo compleanno»

«No, mi ha portato lì quattro giorni. E gli ultimi due giorni siamo stati insieme sempre.»

«Ma non è sposato?»

«Esatto! È questo che mi fa impazzire. Fa salti mortali per stare con me. Pensa che porco. La prima sera ha chiamato la moglie dicendo di un problema alle pompe della piscina e io gli stavo facendo un pompino. Lui parlava con la moglie e mi teneva la testa mentre mi scopava la bocca.»

«L'ha chiamata da dentro casa?»

«Sì, un posto da sogno. Un salone enorme. Io ero in ginocchio sul tappeto di pelliccia e lui seduto su una poltrona. Il telefono sul tavolino lì accanto. Pensa che io sentivo anche la voce di lei. La moglie che si lamentava che lui non sarebbe tornato a casa e lui che mi spingeva il cazzo in gola.»

Nei miei ricordi della villa, vidi il tappeto di pelo sul pavimento di marmo chiaro. La poltrona nera con il tavolino intarsiato e il telefono colore panna e oro, di un'altra epoca.

«Diceva "sì, ho molto da fare, devo sistemare un sacco di cose e ho questo problema da risolvere. Devo spingere un tubo fino in fondo e non riesco ad arrivare fin dove vorrei" ed io ero lì con il suo cazzo in bocca che mi toglieva il fiato. È rimasto al telefono con lei un bel po'... Era eccitante, piaceva ad entrambi. Ha fatto anche un po' il tenero per tenerla al telefono. Quando gli sono salita sopra è stato emozionante. Lo scopavo e lui godeva in silenzio con la moglie che gli parlava del viaggio delle vacanze, delle valigie. Ad un certo punto le ha detto "metti dentro tutto" e da sotto me lo ha spinto dentro. Poi le ha detto di aspettare un attimo, ha appoggiato la cornetta, mi ha preso di peso e messa sulla poltrona, invertendo le posizioni, ha ripreso il telefono e le ha fatto credere che stava faticando facendo qualcosa invece aveva il fiatone perché mi stava scopando. Ad un certo punto le ha detto di aspettare e mi ha dato alcuni colpi secchi, i nostri corpi sudati hanno fatto rumore ed io ero un misto tra il terrorizzata ed eccitata. Poi lui ha detto "scusa, dovevo dare due colpi per sistemare una cosa, non so davvero a che ora finirò. Credo che rimango qui anche domani. Torno domani sera. Ha chiuso e ha ripreso a montarmi. Giuro, un animale!»

«Ti ha eccitato quella chiamata?»

«Da morire. Dopo quella ho deciso di dargli il culo.»

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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