Vai al contenuto
Erotika
Inconsapevolmente cornuti. Tredicesimo capitolo. Tante strade portano alle corna.
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto23 min di lettura

Inconsapevolmente cornuti. Tredicesimo capitolo. Tante strade portano alle corna.

La giovane coppia utilizzò i quattro giorni restanti al matrimonio per passare molto tempo insieme, per chiarire finalmente ogni aspetto di quello che era stata la loro vita sessuale fino a quel momento. Silvia raccontò a Luca tutto quello che c’era da sapere, ogni minimo dettaglio, compreso quello ...

pennabianca
3 anni fa · 287 letture · 0

Tornato in autostrada, Luca guida con calma e, inserito il Cruise Control del potente bolide, imposta una velocità non superiore a 110 km/ora e, con un braccio intorno alle spalle di Silvia, riprendono il loro discorsi. Silvia lo mette al corrente del fatto che Lucia è a conoscenza, sia della sua relazione con Dario che quella con Andrea. Luca la guarda e chiede come intende atteggiarsi in ordine alla situazione con queste due persone. Silvia fa un lungo sospiro e, dopo aver ben riflettuto, lo mette al corrente di quelle che sono le sue paure e le sue incertezze.

«In questo momento, l’unica cosa che veramente mi preoccupa non è tanto il fatto di chiudere la storia con loro, anche se, son sicura, non sarà molto facile, ma la mia paura è quella di non essere all’altezza di donare a te il piacere che desidero che tu possa ricavare dal mio comportamento trasgressivo. Quello che cerco di farti capire è che, quando sono con Dario, mi sento tranquilla, sono consapevole delle mie capacità e di come posso tranquillamente esprimere il mio esser "troia". Questo non mi crea nessun problema, anzi mi spinge a godere liberamente con lui e con i suoi amici. Con Andrea, la cosa è ancora più semplice, trovandomi sottomessa ai suoi voleri; l’unica cosa che veramente mi rende felice è quando vedo i tuoi occhi brillare di piacere, nel vedermi trasformata in una puttana fra le mani Andrea. La mia incertezza è dovuta al fatto che quando saremo soli noi due, io sarò in grado di avere un comportamento da vera puttana che soddisfi il tuo piacere? Avrò il coraggio di osare, di mettermi in gioco, di donarmi a un altro maschio per il tuo piacere? Sono queste le mie ansie, le mie incertezze.

Non voglio deluderti, voglio solo che tu sia felice quando mi vedrai fare la troia con un altro, perché quel gioco lo avremmo deciso noi e il piacere che ne ricaveremo sarà solo nostro».

Luca la bacia sulla guancia, poi la rassicura e promette che avrà tutta la pazienza a lei necessaria, fin quando non si sentirà pronta per portare avanti il loro gioco. Mentre parlano, vedono approssimarsi un autogrill e Luca propone una sosta per un caffè. Nell’aria di servizio, percorrono lentamente il lungo parcheggio, completamente pieno di enormi camion, e vanno a fermare la vettura proprio davanti all’ingresso del bar. Parcheggiata di lato, c’è la vettura di una pattuglia della stradale, i cui due agenti, saliti i tre scalini che portano all’ingresso del bar, vedendo arrivare il potente bolide si fermano e restano colpiti dalla bellezza della ragazza che, aprendo lo sportello, mette in mostra due cosce da sballo. I due uomini aspettano che lei raggiunga la porta vetro, poi entrambi aprono tutte e due le ante e, con un profondo inchino, la invitano ad entrare.

Luca osserva la scena divertito e, quando anche lui raggiunge la soglia della porta, il più anziano dei due lo guarda e, con tono simpatico, esprime il seguente commento:

«Giovanotto, lei ha due cose che io nella vita ho sempre sognato: un bolide meraviglioso, e una ragazza infinitamente bella».

Anche Silvia ode il commento e, dentro di sé, ne resta gratificata. I quattro vengono accolti da un assonnato cameriere e, quando Luca si presenta alla cassa per pagare la consumazione di un caffè e un cappuccino, sempre l’anziano agente, intima alla cassiera di non accettare i soldi, perché vuole offrire lui la consumazione a quella splendida coppia che, con la loro presenza, hanno spezzato la monotonia del loro turno di lavoro. Silvia sente lo sguardo di quei due uomini su di sé e nota anche che Luca la guarda con occhi carichi di desiderio, quindi decide che forse questa è l’occasione per fare un piccolo esperimento: vedere fino a che punto riesce a reggere il gioco. Per fare questo, le vengono in mente gli insegnamenti ricevuti alla scuola delle puttane; l’unica cosa positiva che ha ottenuto da quel viaggio.

Mentre tre uomini si avvicinò al bancone, dove la cameriera con movimenti svelti e precisi confeziona le bevande, lei decide di spostarsi due passi più indietro e, raggiunta una piccola penisola con due sgabelli, sale lentamente su di uno di essi e, immediatamente, la sua minigonna sale, lasciando ancora scoperta una abbondante porzione delle sue splendide cosce. Con malcelata indifferenza, osserva che i due agenti la guardano con occhi carichi di desiderio e Luca, in disparte, annuisce con un leggero cenno del capo, approvando il suo comportamento.

Quando solleva la gamba destra per appoggiarla al piccolo cerchio alla base dello sgabello, si rende conto che, con quel gesto, i due uomini riusciranno a vedere anche il colore della stoffa del suo string, quindi ruota leggermente verso destra le gambe, per aumentare ancora di più il panorama offerto.

Appena la barista appoggia le consumazioni sul bancone, si ritira sul retro del locale per attendere ad altre faccende, lasciando sole le quattro persone e il più giovane dei due agenti prende la tazza con il cappuccino, e la deposita delicatamente sulla piccola penisola davanti a Silvia. Versa la bustina dello zucchero e, con occhi carichi di desiderio, osserva lentamente la ragazza diluire lo zucchero, ruotando lentamente il cucchiaino, e poi, dopo averlo ricoperto della schiuma bianca della bevanda, se lo porta alle labbra e, con fare lento e ben studiato, lo mette in bocca, ripulendolo. L’uomo, che non ha perso neanche un gesto, deglutisce a fatica poi torna indietro sui suoi passi, prende la tazzina del caffè e, anche egli, assieme agli altri due, la osservano con cupidigia. Silvia solleva con entrambe le mani la tazza, ne beve un discreto sorso e, quando la toglie dalle labbra, una sottile linea bianca le resta sul labbro superiore. Osserva i tre uomini che la fissano senza alcun ritegno e, con studiata malizia, lascia passare la lingua sul labbro superiore, per poi tornare di nuovo a sorseggiare. Nota che la stoffa dei pantaloni attillati dei due agenti, appena sotto la cintura, sono gonfi, evidenziando due pacchi di non trascurabili dimensioni. Ripete il gioco della lingua e, quando la bevanda è quasi finita, con il cucchiaino raccoglie la crema sul fondo e la porta alla bocca, con un movimento lento e lascivo. Finito di bere, decide che ora deve completare il gioco e, con movimento lento e ben studiato, fa ruotare lo sgabello e, prima di scendere, lascia che chi la sta osservando abbia una completa visione delle sue cosce e del colore bianco del suo string. Scende, si avvicina al suo uomo, sotto lo sguardo estasiato dei due agenti, che sono rimasti a bocca aperta, con la tazzina del caffè ancora in mano. Abbraccia Luca e si avviano per riprendere il viaggio. Prima che questo avvenga, l’agente più anziano, pone una mano sulla spalla di Luca e, sempre continuando a guardare il corpo di Silvia, le rinnova ancora un ennesimo complimento:

«Giovanotto! Lei ha un proiettile come auto, e una bomba come donna! La prego, le maneggi entrambe con estrema cura»!

Luca garantisce che ne avrà estremamente cura, mentre Silvia regala ad entrambi un sorriso e, con il suo uomo sotto braccio, escono dal locale.

Ti è piaciuto?

Dai il tuo voto
Scritto da
pennabianca

200 racconti, 0 libri.

Altri racconti di pennabianca

Commenti 0

Accedi per scrivere un commento…

    Nessun commento ancora. Scrivi il primo.

    Dello stesso autore

    Tutti
    RaccontoRacconto breve autoconclusivo

    Mia suocera in astinenza

    "Fatti una famiglia" sicuramente anche il protagonista di questa storia se lo sarà sentito dire... ma lui ha preso le cose sule serio e come leggerete ne ha goduto estremamente.

    2 anni fa 12 min 1 mi piace
    RaccontoRacconto breve autoconclusivo

    Fagli un pompino, amore

    Una coppia felice si accorge pian piano di quanto sia desiderabile trasgredire... dalle parole ai fatti, durante una vacanza, gli accoppiamenti diventano reale e le sborrate calde e infinite.

    2 anni fa 16 min 2 mi piace
    RaccontoRacconto breve autoconclusivo

    Il nonno porco si scopa la nipotina troia

    Una famiglia italiana normale una nipote devota e dei nonni amorevoli. Poi un giorno il nonno a seguito della morte accidentale della nonna decide di rimpiazzarla con la nipote ormai adulta.

    2 anni fa 20 min 2 mi piace
    Pagina 4 di 4 · 0%
    0

    Commenti

    Salva in una lista