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Inconsapevolmente cornuti. Tredicesimo capitolo. Tante strade portano alle corna.
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Racconto23 min di lettura

Inconsapevolmente cornuti. Tredicesimo capitolo. Tante strade portano alle corna.

La giovane coppia utilizzò i quattro giorni restanti al matrimonio per passare molto tempo insieme, per chiarire finalmente ogni aspetto di quello che era stata la loro vita sessuale fino a quel momento. Silvia raccontò a Luca tutto quello che c’era da sapere, ogni minimo dettaglio, compreso quello ...

pennabianca
3 anni fa · 287 letture · 0

Solo verso sera, quando, dopo il rituale taglio della torta, la festa ha man mano volto al termine, lei riesce a prendere la sua amica sottobraccio e insieme a Stefania, si appartano in un angolo dello splendido giardino di quel casale che ha ospitato la cerimonia. Un'occhiata intorno, giusto per esser certa che nessuno possa ascoltare quello che hanno da dirsi loro tre, poi fissa l’amica negli occhi e le chiede:

«Sono curiosa di sapere cosa ti rende, oggi, così felice radiosa, mentre, fino a qualche giorno fa, avevi un'aria stanca, quasi triste e, direi, anche apatica».

Silvia, presa un po' alla sprovvista, cerca di sviare il discorso.

«Non ho fatto nulla di particolare, mi sono solo riposata, perché, da quando siamo tornati dal viaggio in Olanda, abbiamo avuto un momento di stanca che avrebbe potuto farla da padrona».

«Lo credo bene! Dopo l’esperienza in Olanda, hai ripreso a darti in maniera così intensa, che ti ha portato, non solo a godere con mio padre ed i suoi amici, ma anche con Andrea e, se ci aggiungiamo anche il povero Luca, lo credo bene che eri stanca. Certe mattine, quando venivi al lavoro, dopo aver passato la serata con Andrea, avevi certe borse sotto gli occhi da far paura, eppure oggi appari serena, tranquilla, ma soprattutto sei stata sempre al fianco di Luca, quasi avessi paura di perderlo. Non hai degnato della minima attenzione nessun altro maschio, anche se, sia gli amici di mio padre che Andrea, non hanno avuto occhi che per te durante l'intero giorno; li hai volutamente snobbare e questo, mia cara, non è da te. Quindi, non girare intorno alla questione, e dimmi cosa è cambiato».

Stefania osserva le due amiche sbalordita, mentre Silvia, chinato il capo allorché si rende conto che Lucia è al corrente della relazione con suo padre, cerca le parole adatte per spiegare questo suo comportamento e, alla fine, decide che la verità è la risposta migliore da offrire.

«La spiegazione è molto semplice. Dopo quello che abbiamo passato in Olanda, mi sono resa conto che stavo sbagliando tutto, soprattutto il mio rapporto con Luca era pesantemente compromesso. Egli, segretamente, era già venuto a conoscenza della mia relazione con tuo padre, ma, nonostante tutto e per non rischiare di perdermi, ha mantenuto il segreto ed ha accettato il gioco con Andrea, pur di vedermi felice, convinto che questo fosse il mio più grande desiderio. Quando abbiamo avuto modo di parlarne, circa quattro giorni fa, io mi sono sentita in debito di dovere di raccontargli tutto, anche quello che è successo in quel viaggio e, soprattutto, gli ho spiegato che, per me, la cosa più importante era e restava solo lui. Abbiamo chiarito a noi stessi molti aspetti di questa strana vicenda e siamo giunti alla conclusione che, adesso, vogliamo esser solo una coppia. Ma... come hai fatto a sapere della mia relazione con tuo padre»?

Stefania, ancora più sbalordita, non riesce a capire di cosa stiano parlando le due amiche, ma è consapevole che la storia deve essere più grande di quello che lei possa immaginare.

Lucia, invece, guarda l’amica molto seriamente e le sue parole suonano quasi come un monito.

«Io credo che tu sia pazza! Sai bene che siamo state costrette a rispettare un patto di totale riservatezza; mi pare siano stati molto chiari, in proposito. E tu vai a raccontare al tuo fidanzato tutto quello che abbiamo fatto in quella dannata cena? Spero che lui ti ami alla follia, perché se solo dovesse trapelare mezza parola, sai benissimo quali rischi potremmo correre. E, in ultimo, voglio aggiungere una cosa che mi sta particolarmente a cuore: vuoi sapere come ho scoperto la vostra relazione? Dopo la morte di mia madre, mio padre era diventato triste, chiuso, malinconico, direi piuttosto spento. Poi, tutto d'un tratto, è tornato a sorridere, ad aver voglia di vivere, allegro, sereno e soprattutto ho visto i suoi occhi brillare, quando la mattina entri in ufficio e ti vede. Lo amo da impazzire, quindi ti chiedo di fare molta attenzione e non mandare in pezzi il suo cuore, già provato da tanto dolore. Son convinta che, oltre il sesso, provi per te qualcosa di molto più profondo».

Per un lungo istante tutte e tre restano in silenzio. Le parole di Lucia risuonano nella mente di Silvia, come autentiche esplosioni. Stefania vorrebbe avere altri chiarimenti, ma, accortasi che verso di loro stanno arrivando Marco e Luca, velocemente confida alle amiche un suo progetto.

«Statemi bene a sentire: adesso tu Lucia, prendi tuo bel marito e vai a goderti la tua splendida luna di miele, poi, quando torni, voi due, troiette, verrete con me, per un intero pomeriggio, nella SPA dove abbiamo fatto il tuo addio al celibato, ci troviamo un angolino tranquillo e voi due, puttanelle, mi racconterete per filo e per segno in quali casini vi siete cacciate».

Le ragazze hanno solo il tempo di fare un cenno d’assenso, perché subito sono raggiunte dai due uomini, che le abbracciano e, dopo averle baciate sul collo, Marco, sottovoce, parla con loro.

«Ragazzi, credo sia giunto il momento di mettere in atto il nostro piano segreto».

Tutti concordano con lui e il gruppo si scioglie; con molta discrezione, ognuno raggiunge la camera, messa a disposizione degli sposi da parte della struttura, per offrir loro un posto dove cambiare i loro abiti da cerimonia e indossare qualcosa di più comodo e pratico per partire in luna di miele.

I primi ad entrare nella stanza, sono Stefania, Luigi ed Alberto. La coppia lo ha letteralmente rapito, senza precisare per quale motivo lo abbiano condotto dentro quella camera. Dopo pochi minuti, fanno il loro ingresso anche Silvia e Luca. Poi sentono bussare alla porta; allora Stefania e Luigi si mettono di lato e davanti a loro, voltato di spalle, fanno posizionare Alberto, che guarda l’altra coppia che ha davanti, senza capire ciò che sta succedendo. Una volta posizionati, Stefania invita chi ha bussato ad entrare.

Sulla soglia fanno la loro comparsa Marco e Lucia. Appena chiusi dentro la camera, Marco prende Lucia sottobraccio e, con un passo quasi da cerimonia, si avvicina al gruppo. Giunto al loro cospetto, posiziona Lucia davanti ad Alberto, che cerca di capire cosa stia succedendo. Poi Marco si sposta di fronte alla coppia e, ricevuta in mano la fede nunziale che Lucia si è tolta dal dito, in cui appena qualche ora prima, egli l'aveva infilata, assieme ad un sacchetto di velluto nero che, magicamente, ha fatto la sua comparsa dalla tasca di Luigi, con un tono solenne, dopo aver dato un’occhiata d’intesa a tutti quanti, prende ad officiare uno strano rito.

«Io Marco, in qualità di marito della qui presente Lucia, chiedo a te, Alberto, se sei disposto a prendere mia moglie, come tua legittima sposa; se sei disposto a promettere di amarla e onorarla, e di lasciare che lei sia libera di renderti cornuto, in eguale misura come ha promesso di fare con me, accettando i frutti del suo grembo, senza mai chiedere con chi, o in che modo, siano stati generati, finché morte non vi separi»?

Finito di parlare, consegna la fede che lui deve mettere al dito di Lucia.

Alberto con gli occhi che brillano di gioia, prende la piccola fede e inizia ad infilarla al dito anulare della mano sinistra di Lucia, mentre, con voce rotta dall’emozione, pronuncia la sua promessa:

«Io, Alberto, prendo te Lucia, moglie di Marco, come mia legittima sposa. Prometto che ti amerò per tutta la vita, che lascerò che tu mi cornifichi, in modo e tempi da te decisi. Accetterò i frutti del tuo grembo, senza mai chiedermi come e con chi siano stati concepiti. Questo io prometto, fin quando la vita scorrerà nelle mie vene».

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