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Inconsapevolmente cornuti. Tredicesimo capitolo. Tante strade portano alle corna.
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Racconto23 min di lettura

Inconsapevolmente cornuti. Tredicesimo capitolo. Tante strade portano alle corna.

La giovane coppia utilizzò i quattro giorni restanti al matrimonio per passare molto tempo insieme, per chiarire finalmente ogni aspetto di quello che era stata la loro vita sessuale fino a quel momento. Silvia raccontò a Luca tutto quello che c’era da sapere, ogni minimo dettaglio, compreso quello ...

pennabianca
3 anni fa · 287 letture · 0

La giovane coppia utilizzò i quattro giorni restanti al matrimonio per passare molto tempo insieme, per chiarire finalmente ogni aspetto di quello che era stata la loro vita sessuale fino a quel momento.

Silvia raccontò a Luca tutto quello che c’era da sapere, ogni minimo dettaglio, compreso quello che era successo ad Amsterdam. Lui ne rimase molto colpito. Aveva notato la sua velata tristezza dopo il rientro dal viaggio, ora comprendeva appieno quale era lo stato d’animo che aveva reso la sua ragazza molto diversa. Inoltre aveva scoperto che lei aveva una relazione con Dario ed i suoi amici. Raccontò a Silvia, come era venuto a scoprire la relazione con il suo datore di lavoro. La sera che lei aveva appuntamento con lui, Luca nel recarsi al campo sportivo per giocare la partita in notturna di calcetto, aveva trovato l’impianto completamente al buio per un guasto all’impianto elettrico e, quindi, si era recato a casa sua per farle una sorpresa.

Giunto nei pressi della sua abitazione, l’aveva vista salire e sfrecciare velocemente con la sua auto senza nemmeno accorgersi della sua presenza. L’aveva seguita, convinto che lei si sarebbe rifugiata in qualche pub insieme ad amiche, così da passare la serata con loro. Grande era stato il suo stupore, quando l’aveva vista entrare in un parcheggio, lasciare l’auto e salire in quella di Dario, che l’aveva baciata in bocca. Per lui quel gesto era stato un pugno nello stomaco. Non riusciva a capire, perché la sua donna aveva bisogno di tradirlo, perché quel gesto rappresentava davvero un tradimento.

Lui le aveva sempre lasciato la massima libertà, ponendo come unica condizione di esser sempre informato di tutto quello che lei faceva. Ora invece la stava seguendo, fin quando i due non avevano raggiunto un piccolo villino sulle rive del lago, dove erano entrati. Aveva seguito la recinzione, passando dal lato dello specchio d’acqua, ed era entrato in quella proprietà; l’aveva vista ridere e scherzare insieme a Dario ed altri tre suoi amici. Sentiva un forte dolore al petto, non riusciva a provare eccitazione mentre la guardava scopare con loro che le riempivano in ogni buco, mentre lui fuori non riusciva a trovare una valida ragione per quel comportamento. Quando il gruppo era andato via, lui era rimasto seduto in riva al lago a riflettere su quello che aveva visto, ma, soprattutto, su come comportarsi con lei. Dopo aver smaltito l'iniziale rabbia, era subentrata la disperazione per il timore di perderla per sempre. Pur con il cuore a pezzi, continuava ad amare quella ragazza, ad inventarsi dei motivi per giustificare quel comportamento, tutto, insomma, purché lei restasse al suo fianco.

Prese la sua decisione: mantenere quel segreto a qualunque costo, accettare tutto questo perché, nel suo cuore, faceva capolino il fondato timore che la sua donna potesse trovare la relazione con Dario, migliore di quella che aveva con lui.

Silvia, allora, lo abbraccia, lo stringe forte e gli giura che quello che si son detti in riva al lago deve esser messo in pratica; devono trovare la forza di cambiare il corso di quel gioco che li sta lentamente distruggendo. Il rapporto con Dario è qualcosa di insolito: con lui si sente tranquilla, serena, ma soprattutto, quando lei si trova a scopare con i suoi amici, in sua presenza, vede brillare nei suoi occhi una luce di ammirazione tale che rendono quell’uomo molto felice. È consapevole del fatto che egli nutre per lei qualcosa che va oltre il desiderio di fare sesso con lei. Mentre, con Andrea, la cosa è completamente diversa, perché, nel loro gioco, egli la domina, le impone il comportamento che lei deve avere con lui e questo è finalizzato al piacere, che poi, alla fine, appaga tutti e tre. Lei, fondamentalmente, desidera solo provare il piacere del sesso trasgressivo, ma vuole vivere quelle sensazioni solo ed esclusivamente con lui e solo quando entrambi ne sentono realmente il bisogno, senza che lui sia umiliato, ma, al contrario, lo vuole accanto, complice partecipe di quel gioco che deve esser riservato solo a loro. Luca le assicura tutto il suo appoggio, lascia a lei decidere come e quando queste due relazioni, che ormai sono diventate pesanti da gestire e metabolizzare, debbano in qualche modo concludersi. Finalmente arriva il sabato pomeriggio, il giorno delle nozze. Quando Luca passa a prendere Silvia, rimane stupefatto dalla bellezza della sua donna. Indossa un tubino di colore rosa perla, di pizzo, che le arriva appena sopra il ginocchio, con splendidi ricami. La parte superiore è costituita da ricami e preziosi merletti, che si intrecciano tra loro, coprendo il seno, ma costituendo comunque un gioco di intrigante vedo non vedo, che rendono la sua avvenenza ancora più conturbante.

I lunghi capelli neri, lasciati liberi, scivolano sulle sue spalle fino a quasi metà schiena, lasciata parzialmente e appositamente nuda da quel particolare modello di vestito. Le gambe sono coperte da autoreggenti color carne ed i piedi sono contenuti in sandali molto eleganti, dello stesso colore del vestito, con un tacco a spillo di dieci cm.

Mentre raggiungono il luogo della cerimonia, Silvia chiede a Luca due cose:

la prima è che oggi vuole esser solo la sua donna, quindi lo prega di non lasciarla mai da sola e di restarle sempre affianco.

La seconda è ancora più importante, perché gli chiede di non far uso di alcun tipo di alcol, in quanto, a sera, quando dovranno accompagnare la coppia di sposi che partono per la luna di miele, sarà lui a guidare la potente Maserati Ghibli di Alberto, quindi dovrà esser perfettamente lucido e sobrio.

Luca tiene fede all’impegno preso e, per tutta la giornata, le rimane sempre al fianco, ad eccezione del solo momento in cui sono in chiesa, in quanto lui, come testimone, sta insieme ad Alberto sul lato destro dove si trova lo sposo, mentre lei è posizionata, insieme a Stefania, sul lato sinistro, come testimone della sposa. Al matrimonio sono presenti molte persone, molta gente facoltosa e autorevole della città, fra cui anche tutti gli amici di Dario, che, però, pur osservando con occhi carichi di desiderio la bellezza di Silvia, fedeli al patto siglato con lei, nessuno di essi compie un solo gesto, o pronuncia una sola parola, che possa, in qualche modo, alludere ai contatti avuti con la ragazza.

Anche Andrea è fra gli invitati. Anch'egli, fedele al patto di riservatezza, cerca in tutti i modi di evitare di mettere in imbarazzo i suoi due amanti segreti, anche se durante l'intera giornata non ha occhi che per quella splendida ragazza, che sente di desiderare molto. In questi ultimi tempi, ha notato qualcosa di strano in quella coppia. Soprattutto lei, dopo esser tornati dal viaggio in Olanda, sembra cambiata: il suo sorriso meno smagliante, i suoi occhi velatamente più tristi. Anche il sesso che hanno fatto insieme, pur abbastanza appagante, gli è sembrato meno spontaneo, più meccanico, privo di quell’enfasi, quel trasporto che c’era nelle prime volte.

Nonostante la giornata molto impegnativa, anche a Lucia non è sfuggito il comportamento insolito dei suoi due amici. È stata insieme a Silvia, fino a quattro giorni prima, e fino a quel momento aveva notato la sua amica cambiata. Aveva attribuito quel cambiamento, alla sgradevole esperienza che avevano vissuto in Olanda, eppure, ora che la vede calma e serena al fianco del suo uomo, ne è stupita. Non vede più la velata malinconia che c’era nei suoi occhi; il suo sorriso è limpido e solare, veramente un’altra donna. In un momento di vicinanza con Stefania, ne parla con lei, che comunque ha avuto modo di notare come la coppia sia stata, per l'intero giorno, una accanto all’altro, mano nella mano.

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