«Hai ragione. Comprendo di esser diventata una donna priva di ogni dignità. Da quando abbiamo iniziato il nostro gioco trasgressivo, mi son sentita così libera che, inconsapevolmente, ho creduto di poter fare qualsiasi cosa, senza tener presente che questa mia grande libertà poteva ferire qualcuno. È vero... ti ho tradito con Dario e con i suoi amici e l’ho fatto anche ripetutamente. Tutto questo non mi diverte più. Adesso è quasi fuori posto che ti dica che volevo mettertene al corrente. Non so come sei riuscito a scoprirlo, ma questo ormai credo che non abbia più importanza. Ho tradito la tua fiducia e, con essa, ho bruciato la cosa più bella che avevo al mondo: il tuo amore. Sono stata una stupida; non mi sono resa conto che, con il mio comportamento, ha distrutto quanto di più bello mi era capitato nella vita. Sono stanca di sentirmi una puttana, sono stanca di vederti umiliato da Andrea quando facciamo il nostro gioco. Sono stanca di essere uno strumento di piacere fra le braccia di Dario ed i suoi amici. Volevo dirti che mi sembrava giunto il momento di fare un passo indietro, di ritornare ad essere solo noi due: una coppia. Però, avendo tradito la tua fiducia, a questo punto non credo sia più necessario aggiungere altro, se non il fatto che, se la nostra storia ora finisce, se avrò distrutto la cosa più bella che ho mai avuto nella vita, è stato per mia esclusiva colpa. Sei una persona meravigliosa, meriti di avere al fianco una vera donna, che ti ami, che ti rispetti e non una puttana, che alla prima occasione ti colpisce alle spalle».
Luca nel sentire quelle parole la volta verso di sé, la stringe con forza, mentre appoggia la sua guancia a quella di lei. Le sue parole sono cariche di emozione, mentre anche dai suoi occhi, ora, sgorgano lacrime copiose.
«Non ci provare! Non provare nemmeno lontanamente a pensare che io possa rinunciare a te. Io ti amo. Ti ho sempre amato e, pur di avere il tuo amore, ho accettato qualsiasi cosa, anche l’umiliazione che ne è derivata dal fatto che tu eri diventata l’amante di Dario e ti concedi ai suoi amici. Io voglio vivere la mia vita con te, qualsiasi cosa questo possa comportare, ivi compreso avere le corna, esser umiliato, ma sempre con te e per te. Da quando siamo tornati dal viaggio in Olanda, ho notato che sei cambiata. Mi sono accorto che non eri più la stessa persona, che quell’esperienza, in qualche modo, aveva cambiato il tuo modo di vivere il sesso.
Probabilmente solo io, che ti conosco meglio di chiunque altro, ho notato che ogni giorno che passava il tuo sorriso è diventato più forzato ed il tuo sguardo sempre meno brillante. Sentirti dire che hai voglia di tornare ad essere una coppia, mi fa capire che siamo arrivati ad un punto in cui è necessario tirare una riga e separare quello che è stato la nostra vita fino ad oggi, da quella che sarà da questo momento in avanti. Sposiamoci, diventiamo una famiglia anche noi, mettiamo al mondo dei figli e se ogni tanto avvertirai il desiderio di fare la puttana, io sarò ben felice di essere il cornuto che ti sta accanto. Questo, però, deve avvenire solo ed esclusivamente quando io e te ne sentiamo il desiderio. Deve essere il nostro gioco di coppia, non quell’obbligo, che mi sembra esser diventato in questi ultimi tempi».
Silvia scosta la guancia da quella di luca e lo guarda dritto negli occhi. Entrambi hanno il viso rigato dalle lacrime e, mai come in questo momento, lei sente di amare quell’uomo più della sua stessa vita. Le bocche si uniscono in un bacio carico di passione, sentimento e forte desiderio di essere solo sé stessi.
Quando si staccano, lei sale a cavallo su di lui e lo stringe al petto, mentre gli rinnova il suo amore.
«Ti amo! Luca, io ti amo! E come abbiamo sentito ripetere tante volte oggi pomeriggio da quel prete molto pignolo: voglio prendere te come mio unico sposo, prometto di amarti e rispettarti, ti garantisco, con assoluta certezza, che non sempre ti sarò fedele e che, ogni volta che vorrai, sarò disponibile ad esser la tua puttana e tu il mio adorabile cornuto, nel bene e nel male, finché morte non ci separi».
Luca non risponde, la tiene stretta forte al suo corpo, sente la sua erezione crescere e, con entrambe le mani, solleva la minigonna e le accarezza il culo.
Lei, eccitata da quel gioco e sentendo forte il desiderio di essere di nuovo solo ed esclusivamente la sua donna, si sposta quel tanto che basta per liberare l’uccello che sta chiuso nei suoi pantaloni, che fa scivolare fino alle caviglie. Subito si trova tra le mani quello splendido membro, che golosamente infila in bocca, facendolo gemere di piacere.
Poi Luca la distende sulla pietra e, tenendole le gambe ben aperte, la penetra, fino in fondo, e prende a pomparla con un ritmo lento e ben cadenzato, che ha visto fare da Andrea quando la scopa, facendola godere moltissimo.
Si rende conto che in quel modo la sua donna arriverà a godere in maniera più intensa, rispetto al modo frenetico che aveva di scoparla per il passato.
Silvia gode, lo stringe forte al petto, lo supplica di riempire quel suo ventre, con tutto il piacere che lui potrà darle. Lui però, dopo averla baciata, la solleva, continuando a restare piantato dentro di lei, poi torna a sedersi sulla roccia e lei, impalata su quel membro meraviglioso che l’ha fatta sempre godere, geme e gode nel sentirsi riempire da quello splendido palo di carne, che le arriva fin dentro l’anima. Si muove lentamente, assaporando il piacere, contraendo i muscoli come le hanno insegnato alla scuola delle puttane, fin quando viene scossa da un orgasmo forte, che lei urla, con tutto il fiato che ha in gola. Quando lui sente quell’urlo, si lascia andare a sua volta e le inonda la fica, mentre la tiene stretta al suo corpo. Anche lui grida, scarica in quell’urlo tutta la tensione, tutto ciò che accumulato in tutti quegli ultimi tempi. Restano abbracciati, mentre il sole sparisce dietro le colline, oltre il lago.
Ti è piaciuto?
200 racconti, 0 libri.
Altri racconti di pennabianca
Commenti 0
Accedi per scrivere un commento…Nessun commento ancora. Scrivi il primo.