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Erotika
Inconsapevolmente cornuti. Dodicesimo capitolo. Gli esami non finiscono mai.
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Racconto22 min di lettura

Inconsapevolmente cornuti. Dodicesimo capitolo. Gli esami non finiscono mai.

Quando entrano nel salone, le ragazze vengono accolte con un applauso e subito si trovano davanti una decina di maschi, diversi nell’aspetto e per età. Tutte vengono cordialmente abbracciate e baciate. Mani vogliose prendono subito ad accarezzarle. Silvia, ad un tratto, si sente abbracciare da dietr...

pennabianca
3 anni fa · 335 letture · 0

Anche la ragazza inglese è, presto, oggetto delle attenzioni degli altri due presenti in sala, e la costringono in ginocchio a succhiare e leccare i loro membri e culi. Dopo un po', l’uomo che sta succhiando si ritrova con il membro duro e chiede all’altro, che la sta scopando, di fare in cambio. Subito si ritrova quel piccolo cazzo in bocca; riesce ad ingoiarlo agevolmente, cercando di stimolarlo il più possibile con lingua e labbra, mentre l’altro, dopo un primo affondo dentro la sua fica, lo estrae di colpo e, senza alcun preavviso, glielo infila tutto in fondo nel culo. Silvia per un attimo contrae i muscoli, per il dolore che quel porco, senza nessuna preparazione, le ha inflitto, poi si rilascia e continuando a contrarre i muscoli anali, porta ben presto l’uomo a scaricare, nel suo retto, l’ennesima sborrata. Anche quello che sta succhiando, ben stimolato dalla bravura della sua bocca, le riversa in gola alcuni schizzi di seme alquanto dolce. Appena il tempo di rimettersi seduta, che da una stanza escono quattro uomini che la prendono per mano e la portano in una camera, dove distesa sul letto, viene costretta a succhiare i loro cazzi. Per fortuna la sua bravura, ottiene l’effetto desiderato e, ben presto, uno dopo l’altro, quei membri, di varie dimensioni, tornano di nuovo in erezione, così da scoparla in maniera rude e volgare e, senza nessun riguardo, svuotandosi dentro di lei in ogni buco. Quando anche l’ultimo ha raggiunto il suo piacere, gli uomini se ne vanno, mentre lei sfinita ed esausta, si trascina per l’ennesima volta verso il bagno, dove cerca, in qualche modo, di ripulire quello schifo che quei maschi le hanno riversato sul corpo.

È una strana sensazione quella che sta provando; niente a che vedere con tutto quello che aveva provato fino a quel momento. Ora comprende più compiutamente la differenza fra l'essere al centro delle attenzioni di sei maschi che vogliono godere del suo corpo, ed essere usata da persone che, avendo pagato per avere il suo corpo, lo trattano quasi fosse un oggetto, privo di passione e/o sentimenti.

Sente che quelle persone la considerano solo un buco dove riversare il loro piacere, incurante se chi lo riceve ne trae, o meno, godimento. Usano il suo corpo per le loro perversioni, convinti che, avendo pagato, sia loro diritto a fare qualsiasi cosa.

Quando, abbastanza sfinita rientra nel salone, ritrova Lucia che ha, anche lei, l’aria di chi rimpiange momenti migliori. In un momento in cui gli uomini presenti sono intenti a bere mangiare, ignorando quasi la loro presenza, Silvia, a bassa voce, chiede a Lucia come sta procedendo la sua esperienza. Lei, dopo un lungo respiro, le risponde che fare la puttana, in quel modo, di certo non sarà il suo lavoro futuro. Passano ancora altre tre ore, durante le quali entrambe vengono usate ed abusate da tutti i presenti. Quando Silvia pensa che sia giunta l’ora che verranno rimandate a casa, ogni ragazza, viene presa da due uomini e portata in una camera.

Anche lei viene sollevata e condotta in una camera e, da lì, nel bagno adiacente, dove, nuda, viene fatta entrare nel box della doccia e, obbligata ad inginocchiarsi, cerca di capire quale possa essere l’ennesima perversione cui sarà sottoposta; cerca di allungarsi verso di loro per prendere in bocca i loro cazzi. Apre la bocca e, nello stesso istante in cui compie quel gesto, il primo dei due cazzi che ha davanti la inonda di urina calda. Anche l’altro, adesso, le sta pisciando addosso, mentre lei si sente schifata e, in qualche modo, cerca di sottrarsi a quella pioggia, che le sta letteralmente riempendo bocca, viso, capelli e tutto il resto del corpo.

Gli uomini ridono compiaciuti e, dopo che ognuno ha espletato quel proprio bisogno fisiologico che, evidentemente, trovano molto eccitante, costringono la ragazza a pulire e leccare, per l’ennesima volta, i loro cazzi, ancora lordi di urina.

Sentire in bocca quel senso di amaro e, leggermente salato, provoca in lei una strana sensazione. Dopo una iniziale repulsione, si rende conto che le piaceva sentir scorrere quel liquido caldo sul suo corpo e che, scivolando in basso e passando lungo il taglio della sua fica, le aveva provocato un lungo incredibile brivido di piacere. Tutto ciò è, per il momento, alquanto incomprensibile per lei. Quando i due se ne vanno, lei si mette in piedi e, aperta l’acqua della doccia, la lascia scorrere su di sé, per lavar via l’odore di sesso e di urina persistente, che ricopre l'intero suo corpo. Esce e si asciuga in maniera sommaria. Quando torna nel salone, capisce che la serata sta volgendo al termine, perché quei dieci maiali, che hanno abusato a ripetizione di cinque donne, se ne stanno andando. Appena anche l’ultimo è uscito dal salone, il tizio completamente calvo le raggiunge e fornisce loro delle semplici tute ginniche per farle rivestire ed esser riportate da dove son venute.

Ognuna di esse riceve anche una busta, contenente una cospicua somma di denaro. Sfinite e completamente esauste, a malapena riescono a salire di nuovo sulla limousine che le ha portate in quel luogo dove, hanno provato, sensazioni molto contrastanti. Giunte di nuovo destinazione, sono convinte di esser lasciate a riposare, invece, mani esperte, le fanno distendere, prima dentro una calda vasca con idromassaggio e poi, i loro corpi vengono cosparsi di oli profumati e massaggiati a lungo, fin quando le ragazze, sfinite, si addormentano.

Quando Silvia riapre gli occhi, si trova distesa sul letto con lenzuola pulite e, accanto a sé vede Lucia, che sta ancora dormendo. Cerca di capire come è arrivata in quel posto, ma tutto quello che ricorda erano le calde mani di una brava massaggiatrice, che, in qualche modo, leniva sia la sua stanchezza che i vari dolori. Cerca di scendere dal letto ed il suo movimento provoca il risveglio anche di Lucia, che la guarda e le sorride. Le chiede come si sente, se avverte dei dolori, ma soprattutto cosa ha provato durante quella strana serata. Silvia le sorride, poi stringe le spalle e, con un filo di voce, racconta all’amica le sensazioni contrastanti che ha provato.

Anche Lucia era stata frustata nello stesso modo di Silvia ed anche lei ha provato quella strana sensazione di dolore/piacere che, ad un certo punto, l'ha portata ad incitare i tre uomini a colpirla ancora più forte e con maggior rapidità. Entrambe si guardano negli occhi, cercando di capire quella strana sensazione, poi scendono dal letto e, quando si avvicinano alla finestra, si rendono conto di trovarsi nello stesso posto dove hanno fatto il corso per "puttane".

Ancora nude escono dalla porta e, percorso un breve corridoio, si ritrovano in una piccola stanza, dove trovano anche l'amica inglese, che sta facendo colazione. Affamate, mangiano anche loro e, ben presto, vengono raggiunte anche dalle altre due.

Nessuna di loro parla della serata e, quando arriva la signora Helen, tutte e cinque, la guardano in silenzio.

«Ragazze, sono fiera di voi. Avete dato il meglio di voi stesse, regalando a quelle persone, le emozioni che volevano. Oltre a queste buste che contengono i soldi che vi sono stati dati ieri sera, io ho deciso di aggiungere un extra, per ringraziarvi e ricordarvi ancora che avete promesso la massima discrezione con tutti».

Vengono riaccompagnate nella suite dell’hotel e, a grandi linee, raccontano quello che è successo durante la serata. Parlano di sesso in generale, anche forte, con due o più maschi contemporaneamente. Entrambe omettono di dire che sono state frustate e che hanno ricevuto "la pioggia dorata". Passano altri due giorni di vacanze, durante i quali si divertono a far le turiste in quella splendida città, poi la vacanza finisce e si ritorna a casa.

Prima di andare avanti…

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