Quando entrano nel salone, le ragazze vengono accolte con un applauso e subito si trovano davanti una decina di maschi, diversi nell’aspetto e per età. Tutte vengono cordialmente abbracciate e baciate. Mani vogliose prendono subito ad accarezzarle.
Silvia, ad un tratto, si sente abbracciare da dietro.
La persona, dall’aspetto imponente, con una pancia fuori misura, senza dire una parola, la prende e la porta dentro una stanza. La fa mettere seduta sul letto, poi, senza nessuna delicatezza, le mostra un piccolo cazzo e, senza indugio, glielo infila in gola, aspettando che lei lo succhi rapidamente.
Silvia esegue quello che le viene imposto e subito dopo avverte una discreta erezione, mentre l’uomo era aggrappato con entrambe le mani alla testa di lei e, tenendola ferma, muoveva freneticamente il bacino, e quella grossa pancia le sbatte sulla faccia avanti indietro. Lei succhia con impegno, quando l'uomo, con un grugnito da vero porco, le scarica in bocca alcuni fiotti di crema molto densa e dal sapore acidulo.
Lei ingoia fino all’ultima goccia, poi l’uomo estrae il cazzo dalle sue labbra e, con un gesto dispregiativo, prende una ciocca dei suoi capelli e se lo pulisce. Senza fare altro, si gira e se ne va, lasciandola sul letto alquanto basita da quello strano comportamento. Per un lungo istante rimane immobile: ha sentito, dentro di sé, una strana sensazione di schifo; si è resa conto che quel maiale voleva solo svuotarsi le palle nella sua bocca.
È decisamente una sensazione sgradevole, che per lei non ha niente di erotico, ma che le fa immediatamente comprendere quale sia il reale lavoro di una puttana. Dopo essersi rinfrescata nel bagno della camera ed aver pulito la ciocca dei capelli, torna nel salone, dove l’orgia è già cominciata. Uomini seminudi si fanno leccare e succhiare dalle ragazze, che sono costrette a gattonare per terra per avvicinarsi a quei grossi e flaccidi pancioni, i cui membri molli e poco virili, pretendono di ricevere piacere, senza alcun interesse nei confronti di chi procura quel piacere.
Anche lei viene messa a giro; riceve cazzi da succhiare, mentre mani avide si infilano ed esplorano i suoi buchi. Si guarda intorno, non vede la sua amica e anche la ragazza francese è assente dalla sala. Non ha tempo di indagare oltre, perché tre di quei maiali la trascinano dentro un’altra camera. Quando entra si trova davanti uno strano oggetto al posto del classico letto. In pratica sono due assi di legno, posizionate l'una sull'altra, a media altezza dal pavimento, a formare una grossa X.
Viene fatta spogliare completamente e, una volta appoggiata a quella croce, i suoi arti sono subito immobilizzati alle quattro estremità. Nello stesso momento in cui si rende conto di essere completamente immobilizzata, voltando lo sguardo, si accorge che uno dei tre, spostata una tenda, prende tre degli attrezzi che sono appesi alla parete.
Sono frustini da cavallerizzi. Lo schiocco nell’aria fa rabbrividire Silvia, che vede l'uomo avvicinarsi al suo corpo. Lui si posiziona in mezzo alle sue gambe, poi, dopo aver guardato e sorriso ironicamente agli altri due, che sono posizionati ai lati, con una precisione incredibile le assesta un colpo secco e preciso sul clitoride. Un dolore atroce, unito ad un’incredibile scarica di piacere, percorre il suo corpo, facendola vibrare. Mentre ancora trema per quella strana e incredibile sensazione provata, riceve sul capezzolo destro un altro colpo secco, che le procura una sensazione talmente forte, che la fa urlare di dolore, ma nello stesso tempo il suo capezzolo, al tocco di quella frustata, è stato stimolato come se con forza fosse stato stretto fra le dita di una mano.
Anche il terzo elemento le fa provare la stessa sensazione con un preciso colpo di frusta sull’altro capezzolo. Poi tutti e tre rimangono un attimo immobili, mentre il suo corpo ancora trema per quelle terribili sensazioni, mai provate prima.
D'improvviso, ad un cenno di quello che le sta tra le gambe, tutti e tre colpiscono, nello stesso istante, i tre punti prestabiliti.
Silvia avverte qualcosa di inspiegabile che le percorre il suo corpo. È come se una potente scarica elettrica avesse, di punto in bianco, attraversato il suo corpo. Incapace di capire se quello che prova sia più dolore che piacere, continua a tremare. Poi, di nuovo, all’unisono, un ennesimo triplo colpo le rinnova quella scarica. Il suo grido, ora, è più di piacere che dolore. Stranamente li osserva, quasi a voler ancora riprovare quella strana e forte sensazione. I tre aguzzini rinnovano questo gioco per altre sette volte.
Lei, a partire dalla quarta, sente dentro di sé, il desiderio forte di ricevere sempre più altre frustate. Incredibilmente sente la sua fica colare.
Ha raggiunto un orgasmo così forte e travolgente, che adesso si sente svuotata, sfinita, esausta. Sente che quei tre punti, ripetutamente colpiti da colpi precisissimi, le bruciano da impazzire.
Poi essi lasciano cadere quegli insoliti strumenti di piacere e si avvicinano tutti e tre al suo corpo, si masturbano con estrema vigoria e, quasi in contemporanea, tutti e tre riversano su di lei, nei punti esatti dove è stata battuta, il loro piacere. Sentire quei getti caldi colpire i suoi punti, resi sensibili e fortemente arrossati per i colpi di frusta, le procura un'ennesima scarica di un misto di piacere/dolore, che la sconvolge e la lascia incredula.
Uno dopo l’altro, i tre uomini presentano i loro membri alla sua bocca per essere leccati bel ripuliti. Quando tutti e tre sono stati perfettamente lucidati dalla sapiente lingua Silvia, la ragazza viene slegata.
Nello stesso istante in cui non è più stretta dalle cinghie, le sue gambe non la sorreggono e si accascia sfinita sul pavimento, dove viene lasciata dai tre, che escono dalla sala nella più totale indifferenza. Resta, per alcuni minuti, appoggiata con la spalla a quello strano strumento di tortura. Sente un dolore atroce ai capezzoli, che sono ancora ricoperti del seme di quei tre strani individui. Massaggia delicatamente le parti arrossate, poi, malferma sulle gambe, riesce ad alzarsi in piedi e si reca nel bagno adiacente alla camera. Quando l’acqua fresca sferza i suoi capezzoli, avverte un dolore lancinante come se tanti microscopici spilli venissero conficcati contemporaneamente su quelle delicate parti del suo corpo. Finanche il clitoride, che si presenta di colore vermiglio, lo sente dolente per i colpi ricevuti. Viene tentata dall’idea di rimanere chiusa nel bagno, onde evitare nuove incredibili esperienze, ma l’uomo completamente calvo, che le ha ricevute, la viene a cercare e, chiestole se tutto va bene, estrae dalla tasca una piccola confezione di pomata e, senza permetterle di ritrarsi, gliela spalma delicatamente su quei tre punti, così atrocemente torturati.
Lentamente il dolore svanisce e riesce a recuperare la sensibilità in quelle tre parti del corpo così duramente provate. Dopo di che l’uomo la conduce di nuovo all’interno del salone. Quando si mette seduta su uno dei divani, vede accanto la ragazza inglese, che ha, anch'essa, l’aria sfinita ed esausta. Le chiede, con un filo di voce, se sa che fine ha fatto la sua amica. La giovane le sorride e fa notare che nella stanza ci sono solo quattro uomini, per cui riesce immaginabile che la sua amica è intenta a succhiare i cazzi degli altri sei. Nemmeno il tempo di bere un bicchier d’acqua e due degli uomini presenti in sala, la prendono per mano, la sollevano e subito viene messa in ginocchio sul divano. Uno dei due la penetra di colpo da dietro, con un cazzo abbastanza duro, ma di piccole dimensioni, mentre l’altro, più dotato, ma non ancora perfettamente in erezione, dopo aver fatto il giro del divano, le presenta il suo arnese davanti alla bocca. Lei succhia cercando di far godere quell’uomo il più in fretta possibile, mentre quello che la scopa le assesta delle sonore sculacciate, che in breve le arrossano i suoi splendidi glutei.
