- Ivanka, Ivanka?
- Uhm si
- Tra poco rientrerà tua madre, è meglio che tu torni in camera tua
- Si, certo, hai ragione ma oggi non devo andare a scuola, c’è sciopero, ci vediamo a colazione
- Ok, adesso vai
- Ciao
Lo rivedo dopo a colazione già vestito per andare in ufficio, mia madre in vestaglia dice che andrà a riposare qualche ora, la ia informo dello sciopero e torno a letto anch’io, non vedo l’ora che lei vada in ospedale la sera.
La sera ceniamo tutti insieme, io, mamma e Giulio, il figlio del suo paziente, poi lei prende il taxi e va in ospedale
- Vi ho visto te e mia madre una notte
- Ah ecco, beh tua madre si sentiva sola come me, non devi fargliene una colpa
- Non lo faccio, la capisco, soprattutto dopo ieri notte
- Brava sei una ragazza intelligente
- Da quanto tempo lo fate insieme?
- Qualche mese ma non c’è nessuna implicazione sentimentale, lei ama tuo padre, soddisfa solo un’esigenza
- Oh lo capisco bene ma senti, ho trovato nel suo armadietto in bagno questi due flaconi, una lavanda anale ed un lubrificante per la stessa cosa, lo fate anche così?
- Sei molto curiosa ragazzina, si, lo facciamo anche così
- Beh voglio provare anch’io
- Le prime volte sarà un po’ doloroso forse
- Non importa se lo fate vuol dire che a lei piace
- Si, anche a me piace
- Bene, allora va bene, andiamo adesso?
- Devo lavorare un po’ stasera, ci vediamo da me più tardi, ok?
- Va bene ma non farmi aspettare troppo
- Uhhh quante pretese signorina, vai a studiare un po’ adesso, ci vediamo dopo
Quando arrivo nella sua camera da letto ancora non c’è, metto i due flaconi sul comodino e mi spoglio, sul pc ho letto che prima è meglio svuotarsi e lavarsi e l’ho fatto nel mio bagno di sopra
Passa un ora prima che arrivi anche lui, mi ero addormentata, mi sveglia con un bacio su un capezzolo
- Uhm che ora è?
- Quasi mezzanotte
- Hai finito di lavorare?
- Si ho appena fatto una doccia
- L’ho fatta anch’io
- La tua pelle infatti è profumata
Ha messo la testa tra le mie gambe
- Cosa fai?
- Oltre al profumo voglio anche sentirne il sapore
- Uhm fai pure, continua così
Con la lingua oltre alla mia fighetta raggiunge anche il buchino del culo, ci mette anche dentro un dito facendo avanti e indietro, mi provoca uno spasmo ogni volta che ce lo infila
- Ti piace?
- Si mi piace
Prendendomi per i fianchi mi fa girare, poi mi fa alzare il bacino puntando le mie ginocchia al materasso. Ho il sederino in alto e la testa sul cuscino, sento il fresco del lubrificante ed il suo dito entrare più profondamente, lo muove anche roteando un po’, è una sensazione strana ma piacevole, comunque mi sto già bagnando, la mia fighetta lacrima.
Va avanti un po’ anche baciandomi sulla schiena, poi le dita diventano due, ecco adesso lo spasmo è più forte come quando vado in bagno, altro fresco per altro lubrificante, mi dà anche un paio di sberle sui glutei, me li prende e strizza allargandoli, poi ricomincia con le dita, altro lubrificante poi non sono più le sue dita, è la sua cappella che spinge, con le mani mi tiene le chiappette allargate, fa molto piano, ecco che è entrata, resta fermo, immobile, aspetta che il mio sfintere si abitui, lo stesso fa poi andando avanti, millimetro per millimetro, fa di tutto per non farmi male ma un po’ di dolore lo sento, stringo i denti però perché sento che quando sta fermo per un po’ passa
- Sono dentro per un po’, adesso ti farà un po’ male forse
- Non ti fermare
Comincia a spingere e a ritrarsi, avanti e indietro, sempre più in profondità ad ogni affondo, stringo con le mani la testiera del letto, soffoco il mio urlo con la bocca sul cuscino, esce da me un momento, il fresco del lubrificante in profondità e poi rientra, ecco adesso va meglio, comincia a piacermi, le sue dita intanto sono nella mia fighetta sono un lago
- Tutto bene?
- Si si continua per favore, così ecco, dai, non ti fermare
Sento il suo sforzo ma adesso voglio solo che continui; tremo per la violenza del mio orgasmo ne è complice anche il suo primo getto di sborra dentro il mio culetto, quando esce da me è come se risucchiasse l’aria, è stato incredibile
- Ok adesso devo bere qualcosa e fare una doccia, tu vuoi qualcosa?
- Solo dell’acqua, poi vengo anch’io a fare la doccia con te
- Bell’idea
Sotto lo scroscio di acqua calda ci insaponiamo a vicenda, gli alvo il cazzo con la spugna, bene bene e poi non resisto e lo prendo in bocca, diventa ancora duro , mi scopa nella fighetta stavolta, in piedi contro le piastrelle della doccia, avrà cinquant’anni ma è molto vigoroso.
Dopo esserci asciugati ci rimettiamo a letto, siamo tutti e due un po’ stanchi, il mio culetto mi brucia un po’ e glielo dico, comincia a leccarmelo di nuovo, mi dà un po’ di sollievo ma mi eccita anche un po’ allora si allunga anche verso la mia fighetta leccandomi tutti e due, quando si ferma si sdraia al mio fianco abbracciandomi
- Devo dormire un po’
Mi addormento anch’io tra le sue braccia, quando mi sveglio la sveglia sul comodino segna le 5, mi sono svegliata perché ho sentito il suo cazzo strisciare tra le mie cosce ed infilarsi da dietro nella mia fighetta
- Scusa non ho resisitito
- Uhm ti perdono perché mi fai godere
- Porcellina
- Più forte, per favore più forte ecco, così si, continua
Quando finisce, per sicurezza torno in camera mia e vado a letto dopo essere passata in bagno, è sabato non devo andare a scuola, salto anche la colazione restando a letto fino alle 10 del mattino, al pomeriggio riportano a casa il papà di Giulio, basta notti in ospedale per mamma.
È già un mese che io e Giulio non ci vediamo …… di notte, inoltre mamma ormai si è spostata direttamente nella sua camera, sono arrivati dalla Sicilia due cugini di Giulio, gemelli, un po’ più giovani di lui, sono passati a trovare lo zio e poi andranno all’estero per lavoro, mamma mi ha detto che Giulio non è molto contento, non ci è mai andato d’accordo e ha detto a mamma che sono due mezzi delinquenti, però li ha dovuti ospitare per forza, ha dovuto anche prendere una cameriera di supporto per la governante per il periodo della loro permanenza, in effetti per qquel poco che li ho frequentati i primi giorni mi sono sembrati abbastanza antipatici e volgari soprattutto con le loro battutine su Giulio e la mamma, poi parlano molto in dialetto e non capisco quello che dicono.
La loro terza notte nella nostra casa, io sono in camera mia, luce sul comodino accesa, ho preso l’abitudine di dormire con una t shirt più lunga, senza altro addosso, sono scoperta, le gambe aperte, la mano tra le cosce e gli occhi chiusi, mi sto masturbando, non mi accorgo che si apre la porta e qualcuno si ferma sulla soglia a guardarmi, una voce mi fa aprire gli occhi
- Stavo solo facendo un giro per conoscere la casa ma questo è più interessante
- Ma come si permette di entrare così in camera mia
- Non sapevo fosse la tua camera ragazzina, però non è male quello che ho visto
- Esca subito
- Tranquilla, non lo dico a nessuno
- Insomma se ne vada
- Belle gambe, mi piacerebbe vedere il resto
- Insomma……
- Io ho qualcosa che ti manca signorina
