Ivanka

sandra
20 hours ago

Il mio Paese è in guerra, da quando la Russia ha invaso l’Ucraina io e la mamma siamo andate a vivere prima a Varsavia in Polonia e poi a Pavia in Italia, papà è tato chiamato alle armi subito all’inizio del conflitto, non abbiamo sue notizie da almeno tre mesi, dicono che sia normale ma ho paura che il motivo sia un altro.

Mamma fa la badante ad un signore anziano, lui vive con il figlio di 50 anni ed anche noi viviamo nella stessa casa che però è molto grande ed in campagna, io ho la mia camera da sola, è una mansarda ma ho due finestre sul tetto e la notte posso vedere le stelle dal mio letto, mamma invece dorme in una stanza vicina al signore anziano al piano terra della casa però durante il giorno, quando non sono a scuola ci vediamo spesso.

Ho 15 anni mi chiamo Ivanka sono in prima liceo perché il mio primo anno e mezzo quì l’ho passato imparando l’italiano, è comunque una lingua che mi piace, facile da parlare ma molto difficile per la sua grammatica complicata. Nella mia classe sono tutti più piccoli di me, tutti ragazzini appena usciti dalle scuole medie, nelle altre classi c’è un ragazzo che mi piace, frequenta il quinto anno ma sta insieme ad un’altra, ma non si sa mai.

Qualche notte fa non riuscivo a dormire, pensavo a Giulio, il ragazzo del quinto anno, mi sono anche masturbata, lo faccio ormai da più di un anno, non ho ancora mai fatto sesso ma vorrei tanto…… con lui.

Erano le due di notte, sono scesa al piano terra per andare in cucina, dopo aver preso un bicchiere di latte sono passata in camera di mamma, non c’era, ho pensato fosse con il suo paziente ed ho socchiuso la porta per non disturbare, mia madre era con le mani sulla pediera del letto, in piedi dietro di lei il figlio del suo paziente che la scopava da dietro tenendole le mani sui seni, sono rimasta bloccata a guardare mia madre godere, il suo paziente stava dormendo tranquillo, le dopo essere venuta si è girata ed inginocchiata prendendo in mano il cazzo del figlio, era davvero grosso anche se ormai flaccido, ha cominciato a leccarlo e poi se lo è messo in bocca, io ero assolutamente bloccata a guardare la scena ma, nonostante il mio recente orgasmo, mi sono bagnata, l’ho visto ridere mentre si tirava fuori dalla bocca quell’uccello e lo guardava crescere, non avrei mai pensato che mia madre……. Riuscii a staccarmi da quello spettacolo , e riaccostata la porta corsi in silenzio di nuovo in camera mia, fu la prima volta che mi masturbai due volte in una notte pensando a quell’uccello enorme, almeno per me che non ne avevo visti molti.

Al mattino facemmo colazione come se non fosse successo niente, mia madre era allegra, il figlio del suo paziente vestito per andare in ufficio, si propose per accompagnarmi a scuola, lo ringraziai ed accettai, era simpatico in  fondo.

Passò un'altra settimana, li sorpresi ancora una volta, chissà da quanto tempo andava avanti, cominciavo ad essere ossessionata da quell’arnese che il figlio del paziente di mamma aveva tra le gambe, ormai mi masturbavo tutte le sere pensandoci; il paziente di mamma dovette essere ricoverato e lei dovette andare a passare la notte in ospedale per assisterlo, per me era sempre più difficile addormentarmi e ormai quasi tutte le notti andavo in cucina a prendere latte e biscotti, non successe mai niente quando una volta, accendendo la luce vi trovai il figlio in accappatoio, anche lui prendeva latte e biscotti ma al buio, io avevo addosso solo la mia canottierina e i pantaloncini corti del pigiama senza mutandine

-          Ciao Ivanka, non riesci a dormire?

-          Veramente no

-          Vuoi anche tu del latte con i biscotti?

-          Si grazie

-          Figurati, adesso che ti vedo così devo dire che sei davvero cresciuta

Mi guardo e mi rendo conto che dalla canottierina si intravedono oltre la stoffa i miei capezzoli ma faccio finta di niente e prendo il bicchiere che mi porge

-          Ho quasi 16 anni

-          Chissà quanti ragazzi ti girano intorno a scuola

-          Si  ma non ho un ragazzo

-          Come mai?

-          Nessuno che mi interessi

-          Beh alla tua età dovrebbero interessarti

-          Si ma non me ne piace nessuno

-          Ah ecco, quindi dimmi, non sei stata ancora con nessuno?

-          Noooo cosa dice, mai

-          Wow per la gioventù di oggi è una cosa rara

-          Si lo so

-          E lei non si è mai sposato?

-          Ci sono andato vicino una volta ma si vede che non era destino

-          E non ha……. Voglia ?

-          Di sposarmi no, per il resto sono un uomo normale quindi ………

-          Capisco

-          Sicura? Non hai mai avuto alcuna esperienza

-          Beh lo immagino

-          Ah ecco, adesso si

Mi giro per non fargli vedere che sto arrossendo e mi appoggio al bancone delle cucina, lui mi viene davanti, molto vicino

-          Tu invece che voglia hai?

-          Io …… niente

-          Bugiarda

Si slaccia l’accappatoio, porta dei boxer a quadretti, sono gonfi sul davanti

-          So che hai voglia, e anch’io, vuoi vedere?

Mi prende una mano e se la porta sul davanti dei boxer

-          Dai infilaci la mano dentro e tiralo fuori

Sto tremando ma lo faccio, lui mi spinge verso il basso, adesso ho il suo uccello in mano davanti alla faccia

-          Apri la bocca, tira fuori la lingua

È come se fossi in trance, lo faccio e lui  passa la sua cappella sulla mia lingua aperta

-          Lo senti il sapore? Ti piace?

Spinge il bacino infilandomi il suo uccello in bocca

-          Lecca e succhia, come faresti con un gelato, brava così

Dopo una decina di minuti mi solleva prendendomi per i fianchi e mi fa sedere sul bancone della cucina, con un colpo secco strappa l’elastico dei miei pantaloncini e me li toglie, poi china la testa tra le mie gambe e comincia a leccarmi la fighetta tenendomi le cosce aperte con le mani

-          Sei bagnata, hai un buon sapore piccola

-          Non farmi male

-          È solo un momento, tranquilla, passa subito

Mi tira verso di sé, sento la punta del suo cazzo farsi strada tra le mie cosce, le mie grandi labbra si schiudono al passaggio, entra dentro di me, poi si ferma un momento, una spinta improvvisa, una fitta leggera di dolore ed è tutto dentro di me, mi riempie la vagina con il suo cazzo e poi lentamente comincia ad andare avanti e indietro, Dio, è bellissimo, gli avvolgo le gambe intorno ai fianchi, mi bacia sulla bocca le nostre lingue si intrecciano, rimanendo sempre dentro di me si sposta sedendosi su una sedia, così lo sento ancora di più, mi fa andare su e giù più velocemente, poi esce da me e mi fa alzare girandomi e tenendomi con le mani al bancone, mi penetra ancora stando dietro di me, i suoi colpi sono più profondi e veloci , l’orgasmo mi assale prepotente, anche lui viene ma esce da me  schizzando il suo nettare sui miei glutei, poi memore di quello che ho visto una volta mi giro e gli riprendo il cazzo in bocca per pulirlo leccandolo, lui allora mi fa alzare e prende in braccio sollevandomi da terra, mi porta in camera sua e mi adagia sul letto.

Siamo tutti e due sdraiati vicino, mi sta accarezzando e baciando i capezzoli

-          Come stai? Bene?

-          Si, adesso sto bene

-          Ti è piaciuto?

-          Oh si, molto, possiamo rifarlo?

-          Certo piccola, abbiamo tutta la notte

Allungo la mano e gli impugno l’uccello, è semirigido, mi abbasso e comincio ad usare ancor la lingua e la bocca, lui mi tiene una mano sulla testa, me la toglie solo quando mi stacco avendo insalivato per bene il suo cazzo che adesso svetta verso l’alto come un obelisco , mi metto in ginocchio e poi mi alzo in piedi sul letto, lo scavalco con una gamba e poi scendo lentamente fino a quando sento la sua cappella sfiorarmi la fighetta, poi lo tengo con una mano e ci calo sopra penetrandomi da sola, emetto un grosso sospiro quando lo sento arrivare fino in fondo, la sensazione è troppo bella, comincio a muovermi da sola su quell’arnese che mi provoca un grande piacere mentre scorre contro le pareti della mia vagina, le sue mani sui miei seni tormentano i miei capezzoli che sono diventati durissimi, adesso sono io che faccio il ritmo, nessuno in casa, posso urlare il mio piacere quando mi raggiunge impetuoso l’orgasmo, vorrebbe uscire da me ma non mi sposto, voglio provare l’effetto del suo sperma caldo dentro la mia fighetta non più vergine e mi stringo a lui tremando per i brividi che provo. Ci addormentiamo abbracciati; mi sveglia al mattino

-          Ivanka, Ivanka?

-          Uhm si

-          Tra poco rientrerà tua madre, è meglio che tu torni in camera tua

-          Si, certo, hai ragione ma oggi non devo andare a scuola, c’è sciopero, ci vediamo a colazione

-          Ok, adesso vai

-          Ciao

Lo rivedo dopo a colazione già vestito per andare in ufficio, mia  madre in vestaglia dice che andrà a riposare qualche ora, la ia informo dello sciopero e torno a letto anch’io, non vedo l’ora che lei vada in ospedale la sera.

La sera ceniamo tutti insieme, io, mamma e Giulio, il figlio del suo paziente, poi lei prende il taxi e va in ospedale

-          Vi ho visto te e mia madre una notte

-          Ah ecco, beh tua madre si sentiva sola come me, non devi fargliene una colpa

-          Non lo faccio, la capisco, soprattutto dopo ieri notte

-          Brava sei una ragazza intelligente

-          Da quanto tempo lo fate insieme?

-          Qualche mese ma non c’è nessuna implicazione sentimentale, lei ama tuo padre, soddisfa solo un’esigenza

-          Oh lo capisco bene ma senti, ho trovato nel suo armadietto in bagno questi due flaconi, una lavanda anale ed un lubrificante per la stessa cosa, lo fate anche così?

-          Sei molto curiosa ragazzina, si, lo facciamo anche così

-          Beh voglio provare anch’io

-          Le prime volte sarà un po’ doloroso forse

-          Non importa se lo fate vuol dire che a lei piace

-          Si, anche a me piace

-          Bene, allora va bene, andiamo adesso?

-          Devo lavorare un po’ stasera, ci vediamo da me più tardi, ok?

-          Va bene ma non farmi aspettare troppo

-          Uhhh quante pretese signorina, vai a studiare un po’ adesso, ci vediamo dopo

Quando arrivo nella sua camera da letto ancora non c’è, metto i due flaconi sul comodino e mi spoglio, sul pc ho letto che prima è meglio svuotarsi e lavarsi e l’ho fatto nel mio bagno di sopra

Passa un ora prima che arrivi anche lui, mi ero addormentata, mi sveglia con un bacio su un capezzolo

-          Uhm che ora è?

-          Quasi mezzanotte

-          Hai finito di lavorare?

-          Si ho appena fatto una doccia

-          L’ho fatta anch’io

-          La tua pelle infatti è profumata

Ha messo la testa tra le mie gambe

-          Cosa fai?

-          Oltre al profumo voglio anche sentirne il sapore

-          Uhm fai pure, continua così

Con la lingua oltre alla mia fighetta raggiunge anche il buchino del culo, ci mette anche dentro un dito facendo avanti e indietro, mi provoca uno spasmo ogni volta che ce lo infila

-          Ti piace?

-          Si mi piace

Prendendomi per i fianchi mi fa girare, poi mi fa alzare il bacino puntando le mie ginocchia al materasso. Ho il sederino in alto e la testa sul cuscino, sento il fresco del lubrificante ed il suo dito entrare più profondamente, lo muove anche roteando un po’, è una sensazione strana ma piacevole, comunque mi sto già bagnando, la mia fighetta lacrima.

Va avanti un po’ anche baciandomi sulla schiena, poi le dita diventano due, ecco adesso lo spasmo è più forte come quando vado in bagno, altro fresco per altro lubrificante, mi dà anche un paio di sberle sui glutei, me li prende e strizza allargandoli, poi ricomincia con le dita, altro lubrificante poi non sono più le sue dita, è la sua cappella che spinge, con le mani mi tiene le chiappette allargate, fa molto piano, ecco che è entrata, resta fermo, immobile, aspetta che il mio sfintere si abitui, lo stesso fa poi andando avanti, millimetro per millimetro, fa di tutto per non farmi male ma un po’ di dolore lo sento, stringo i denti però perché sento che quando sta fermo per un po’ passa

-          Sono dentro per un po’, adesso ti farà un po’ male forse

-          Non ti fermare

Comincia a spingere e a ritrarsi, avanti e indietro, sempre più in profondità ad ogni affondo, stringo con le mani la testiera del letto, soffoco il mio urlo con la bocca sul cuscino, esce da me un momento, il fresco del lubrificante in profondità e poi rientra, ecco adesso va meglio, comincia a piacermi, le sue dita intanto sono nella mia fighetta sono un lago

-          Tutto bene?

-          Si si continua per favore, così ecco, dai, non ti fermare

Sento il suo sforzo ma adesso voglio solo che continui; tremo per la violenza del mio orgasmo ne è complice anche il suo primo getto di sborra dentro il mio culetto, quando esce da me è come se risucchiasse l’aria, è stato incredibile

-          Ok adesso devo bere qualcosa e fare una doccia, tu vuoi qualcosa?

-          Solo dell’acqua, poi vengo anch’io a fare la doccia con te

-          Bell’idea

Sotto lo scroscio di acqua calda ci insaponiamo a vicenda, gli alvo il cazzo con la spugna, bene bene e poi non resisto e lo prendo in bocca, diventa ancora duro , mi scopa nella fighetta stavolta, in piedi contro le piastrelle della doccia, avrà cinquant’anni ma è molto vigoroso.

Dopo esserci asciugati ci rimettiamo a letto, siamo tutti e due un po’ stanchi, il mio culetto mi brucia un po’ e glielo dico, comincia a leccarmelo di nuovo, mi dà un po’ di sollievo ma mi eccita anche un po’ allora si allunga anche verso la mia fighetta leccandomi tutti e due, quando si ferma si sdraia al mio fianco abbracciandomi

-          Devo dormire un po’

Mi addormento anch’io tra le sue braccia, quando mi sveglio la sveglia sul comodino segna le 5, mi sono svegliata perché ho sentito il suo cazzo strisciare tra le mie cosce ed infilarsi da dietro nella mia fighetta

-          Scusa non ho resisitito

-          Uhm ti perdono perché mi fai godere

-          Porcellina

-          Più forte, per favore più forte ecco, così si, continua

Quando finisce, per sicurezza torno in camera mia e vado a letto dopo essere passata in bagno, è sabato non devo andare a scuola, salto anche la colazione restando a letto fino alle 10 del mattino, al pomeriggio riportano a casa il papà di Giulio, basta notti in ospedale per mamma.

È già un mese che io e Giulio non ci vediamo …… di notte, inoltre mamma ormai si è spostata direttamente nella sua camera, sono arrivati dalla Sicilia due cugini di Giulio, gemelli, un po’ più giovani di lui, sono passati a trovare lo zio e poi andranno all’estero per lavoro, mamma mi ha detto che Giulio non è molto contento, non ci è mai andato d’accordo e ha detto a mamma che sono due mezzi delinquenti, però li ha dovuti ospitare per forza, ha dovuto anche prendere una cameriera di supporto per la governante per il periodo della loro permanenza, in effetti per qquel poco che li ho frequentati i primi giorni mi sono sembrati abbastanza antipatici e volgari soprattutto con le loro battutine su Giulio e la mamma, poi parlano molto in dialetto e non capisco quello che dicono.

La loro terza notte nella nostra casa, io sono in camera mia, luce sul comodino accesa, ho preso l’abitudine di dormire con una t shirt più lunga, senza altro addosso, sono scoperta, le gambe aperte, la mano tra le cosce e gli occhi chiusi, mi sto masturbando, non mi accorgo che si apre la porta e qualcuno si ferma sulla soglia a guardarmi, una voce mi fa aprire gli occhi

-          Stavo solo facendo un giro per conoscere la casa ma questo è più interessante

-          Ma come si permette di entrare così in camera mia

-          Non sapevo fosse la tua camera ragazzina, però non è male quello che ho visto

-          Esca subito

-          Tranquilla, non lo dico a nessuno

-          Insomma se ne vada

-          Belle gambe, mi piacerebbe vedere il resto

-          Insomma……

-          Io ho qualcosa che ti manca signorina

-          Alloraaaa…….

-          Se mi fai vedere le tettine ti faccio vedere cos’è

-          Adesso urlo

-          Fai pure, dirò solo che ho sbagliato porta e che sono entrato nella camera di una signorina che si stava masturbando ahahahah

-          Che stronzo

-          Si, forse, però mi piaci

Ormai è vicino al letto, si apre l’accappatoio, non ha nulla sotto, solo il suo cazzo imponente

-          Non male vero? Pensavi a questo prima?

-          Ma io…….

-          Prendilo in mano dai, non morde

Mi prende il polso e mi accina la mano al suo uccello

-          Forza impugnalo

Mi trema la mano mentre lui la guida su e giù sul suo bastone

-          Brava così, una sega e poi bacialo e leccalo forza

Tiro fuori la lingua, sono ipnotizzata da quel cazzo e lo prendo in bocca segandolo contemporaneamente con la mia mano, lui intanto mi ha slacciato i 4 bottoncini della mia t-shirt allargamndone il collo ed abbassandola sulle mie spalle fino a scoprirmi il seno, mentre con una mano comincia a palpeggiarmi con l’altra prende il telefono, non capisco cosa dice parla in siciliano ma poco dopo capisco con chi stava parlando, il fratello gemello

-          Wow che spettacolo

-          Ti ho detto che valeva la pena di salire la scala di due piani

-          Vero, molto carina

-          Davvero e anche brava non ti fermare continua

-          Ma siete in due

-          Siamo gemelli dividiamo tutto, dovresti essere contenta, due al prezzo di uno

L’altro si mette al suo fianco anche lui con’accappatotio aperto, ho un cazzo in ogni mano e passo la lingua alternativamente su uno e sull’altro continuando a segarli entrambi

-          Proprio brava, hai ragione, insalivali bene tesoro che poi ti scopiamo

-          Cominci tu?

-          Volendo ma chissà se…….

Uno dei due mi mette un dito nel culetto, ho uno spasmo e spimngo perché entri di più

-          Le piace anche nel culo facciamo insieme

-          Idea interessante

Sono sdraiata sul fianco, mi tengono in due una gamba in alto , ne ho uno davanti che si inflia nella mia fighetta e l’altro dietro che, facendo un po’ di fatica e provocandomi un po’ di dolore all’inizio, mi penetra nel culetto, sono incastrata tra i due fratelli,quando cominciano a muoversi impazzisco, tanto è il piacere che provo, mi sembrano addirittura più grossi di Giulio averne uno nella fighetta mi sembra già bello, averne contemporaneamente uno nel culetto è meraviglioso, mi sento come se mi stessero squartando ma mi piace sentirmi così, avrò qualcosa che non va? Raggiungo l’orgasmo due volte  prima che loro mi inondinoil corpo di sperma, ne ho sul seno, sulla pancia, sul sedere, sono tutta appiccicaticcia ma soddisfatta

-          Perché non vai a fare una doccia ragazza, poi continuiamo stai tranquilla.

Quando uno dei due va in bagno a sua volta mentre l’altro, seduto su una poltroncina mi fa meytere in ginocchio davanti a lui e succhiare il suo uccello, è quello che mi ha scopato nella fighetta, mi accarezza la testa mentre gli faccio un pompino come mi ha insegnato Giulio, succhiando anche lo scroto, non ci vuole molto perché mi svetti ancora davanti agli occhi, ho ancora il culetto che brucia un po’ quando mi fa mettere in ginocchio sul tappeto con il sedere alzato e usa il mio lubrificante che era sul comodino prima di puntare il suo cazzo al mio buchino e spingere, non ci va decisamente leggero, accuso ogni spinta, ogni affondo e……. mi piace, non è gentile e delicato come Giulio, anzi, però mi piace forse di più.

Il fratello ritorna ancora gocciolante dalla doccia mi si mette davanti, mi tengo ai suoi fianchi mentre l’altro continua a pompare con forza dentro di me, davanti alla faccia ho un cazzo che mi striscia sulle labbra, quando ho un altro orgasmo e apro la bocca per urlare quello che ho davanti ci si ficca dentro fino alla gola, quasi mi soffoca, lo sperma del fratello mi inonda lo sfintere in quantità industriale, uscendo da me praticamente quasi il rumore di un tappo di champagne che viene espulso, ci metto un po’ a recupperare il ritmo regolare del mio respiro anche a causa dell’arnese che ho tra le labbra , ad un certo punto vengo presa per le spalle ed il cazzo che ho in bocca allontanato, sono sdraiata sulla schiena, mi alza le gambe fino a portarsele sulle spalle e mi penetra in un colpo solo nella fighetta gocciolante, come il fratello non ha alcun riguardo, i suoi affondi violenti e profondi, i miei gemiti si fondono con il suo sforzo nello scoparmi con forza, singhiozzo il mio piacere mentre mi morde i capezzoli duri come l’acciaio, mi resteranno i segni dei denti intorno alle aureole, vengo di nuovo, ormai non le conto più le volte, mi raggiunge anche lui uscendo da me e puntando alla mia gola, ingoio tutto il suo sperma senza perderne una goccia leccandomi le labbra alla fine

-          È fortunato il cugino Giulio, una troietta così a disposizione e se la figlia è così figuriamoci la mamma…….

Non rispondo perché sto ancora leccandomi le labbbra e digerendo la sborra.

Se ne vanno dopo un ora non prima di avermi scopato ancora un volta con una doppia penetrazione, mi addormento sfinita nel mio letto senza neppure andare a fare una doccia, la farò più tardi appena mi alzo, il mio letto è, chiaramente da cambiare.

Nelle due notti successive, prima che partano, i due gemelli tornano a farmi visita e mi portano anche in regalo un ovetto vibrante telecomandato ed un grosso pene in caucciù.

Dopo una settimana riceviamo la notizia più brutta, papà risulta disperso in azione, siamo disperate, soprattutto mamma è sconvolta, vorrebbe partire per l’Ucraina ma, oltre che pericoloso non è possibile, Giulio comunque è molto dolce con entrambe, il il sabato successivo vado in piazza Castello a Milano da dove partono dei furgoni per l’Ucraina con generi di prima necessità per la popolazione, c’è un magazzino in zona Cenisio  dove vengono preparati i pacchi e ci vado con il tram seguendo le indicazioni, porto qualche oggetto d’oro che i nostri parenti potranno scambiare al mercato nero e lascio la scatola con i nomi e gli indirizzi probabili dei nostri cugini.

Torno  a casa in pulmann che è già buio, potrei chiamare Giulio che verrebbe a prendermi ma non voglio dargli fastidio, sono solo due chilometri a piedi ed è una bella serata tiepida, dopo aver passato il ponte sul Ticino  esco dalla strada per prendere quella sterrata che mi porta a casa, ricordo che c’è una radura con una panchina ad un centinaio di metri dall’incrocio con la provinciale, c’è anche una fontanella, mi fermerò lì una decina di minuti prima di proseguire, mentre mi avvicino sento delle voci, delle braci di sigaretta indicano che c’è qualcuno, affretto il passo

-          Ehi, perchè non stai con noi un po’? abbiamo roba buona da fumare

Affretto il passo per passare oltre, al buio non vedo molto, vado praticamenye a sbattere contro due uommini che stanno sullo sterrato

-          Uhuh cosa abbiamo qui?

-          Lasciatemi passare, abito in fondo alla strada

La luce di un accendino mi illumina

-          Wow una ragazza, anche carina, naaaaa resta con noi

Si accendono altri due accendini, sono in 4, tutti di colore, li distinguo meglio grazie ai denti bianchissimi che spiccano nel buio, hanno delle sigarette ma non sono quelle normali, stanno fumando erba, nella mia scuola lo fanno in diversi, quasi inciampo in un po’ di bottiglie di birra vuote che sono per terra

-          Arrivi giusto per la festa

-          Devo andare lasciatemi

-          Non vuoi festeggiare con noi?

-          No devo andare a casa, mi stanno venendo a prendere in macchina

-          Naaa avresti aspettato sulla strada alla luce dei lampioni, adesso facciamo festa, vuoi fumare?

-          Non fumo , perfavore……

-          Vuoi sapere cosa festeggiamo?

-          No non mi interessa

-          Cattiva, te lo dico lo stesso, festeggiamo te, sei tu la festa, non ti aspettavamo ma sei arrivata…….

Mani mi tirano da tutte le parti, la mia t shirt si strappa

-          No per favore lasciatemi andare

Il clacson di un auto, i fari illuminano il gruppo, tutti e 4 scappano nei campi, l’auto si ferma al mio fianco, è Giulio che rientra a casa

-          Ivanka cosa è successo? Stai bene?

-          Si si grazie, erano ubriachi e drogati

-          Sali che andiamo a casa, per fortuna sono tornato, ho accompagnato tua madre ad un compleanno di una sua amica ucraina, torno a prenderla più tardi

-          Si, davvero una fortuna, se mamma è via chi c’è con tuo padre?

-          La governante ha accettato di fermarsi, poi io sto tornando e per riprendere la tua mamma poi bastano dieci minuti.

-          Ok, andiamo, ho bisogno di bere qualcosa.

Arriviamo a casa e la governante saluta e se ne va, io vado in cucina seguita da Giulio, c’è del brandy che usiamo per i dolci e ne bevo un bicchierino, tossisco subito, non sono abituata , è molto forte.

-          È da tanto che non siamo soli

-          Vero

-          Devo stare in camera di mio padre

-          Non sta dormendo?

-          Si sta dormendo

-          Beh allora………….

Si apre la porta, è mamma

-          Mi hanno riaccompagnato avevo una forte emicrania, Ivanka tesoro, sei a casa anche tu

-          Si mamma, appena arrivata

-          Bene allora, metto il camice e vado in camera di tuo padre Giulio,

-          Va bene, ma non vuoi mangiare qualcosa prima?

-          No grazie, avevo mangiato già la torta prima di venire via, cenate voi

-          Mamma, Giulio, scusate ma io vado in camera, sono stanca

-          Certo tesoro, vai pure, Giulio, mi dispiace dovrai cenare da solo

-          Non importa, mangerò qualche avanzo dal frigo poi mi chiuderò nello studio ho dei documenti da esaminare, buona notte

-          Notte

Era andata male, se mamma non fosse rientrata…….. dopo essere andata in camera feci una doccia calda ma invece di mettermi a letto scesi di nuovo, il giorno prima era nato un vitellino volevo andare in stalla a vederlo, alle 4 ero ancora lì a coccolarlo, arrivò il pakistano che di occupava delle 10 mucche che avevamo, era l’ora della mungitura, avevo visto diverse volte come faceva, ormai era tutto automatizzato, in poco tempo finì il suo lavoro, una volta dato il mangiare alle mucche fece per andarsene ma mi vide vicino al vitello

-          Ah ciao Ivanka sei qui, a quest’ora dovresti essere a letto

-          Volevo vedere il nuovo vitellino

-          È carino vero?

-          Si molto

-          Bene io torno a letto, tu ti fermi?

-          Si, ancora un po’ poi torno a letto anch’io

Stesa sul fieno profumato vicino al vitellino mi addormento, troppe emozioni oggi.

Domenica mattina prendo la bici e vado fino a Pavia, mi piace la città, soprattutto il centro ed il lungo Ticino, non è ancora il caso, viste le temperature, di farci il bagno ma succederà presto, mi sono communque stesa in costume a prendere il sole su un sabbione vicino al ponte, mi sono portata dei panini e la borsa frigo con l’acqua da bere, il sole è caldo, la notte ho dormito poco e mi addormento quasi subito, mi sveglio di soprassalto quando mi sento sollevare da diverse mani che miportano in mezzo alle macchie del boschetto vicino

-          Ieri sera ci hai lasciato ma oggi ti abbiamo ritrovato, adesso ci divertiamo davvero

In due si mettono ai miei fianchi e mi tengono per un polso ed una caviglia per uno, un latro mi si mette in corrispondenza della mia testa conuna mano sulla mia bocca, quello che ha parlato mi strappa il costume  e nudo mi sale sopra, il suo cazzo striscia sulle mie cosce cercamdo la mia fighetta e, trovandola, ci si infila con un unico affondo, da farmi mancare il fiato, i miei seni stretti da quelle mani che sembrano tenaglie, il cazzo che mi scopa come se non ci fosse un domani, lo sperma che schizza nella mia vagina dopo una decina di minuti, senza parlare sono organizzati, comincia la rotazione, si spostano in ordine orario, fino aquando tutte e quattro hanno provato la mia figa, mi fa male la pancia, si sonoscaricati dentro di me tutti quanti, oltre al dolore per la violenza della penetrazione ho paiura per le malattie e per il fatto che mi abbiano ingravidato, non sono sazi però, mi girano come se fossi leggerissima e ripetono la stessa cosa con il mio culetto, sono tutti e quattro abbastanza grossi e violenti da farmi male, sento il caldo del mio sangue che mi cola sulle cosce insieme al loro sperma, ho dolori dappertutto, quando se ne vanno lasciandomi lì stesa non riesco a muvermi per parecchio tempo, mi hanno anche portato via il telefonino e la borsa, per fortuna ho il telo da bagno in cui avvolgermi quando riesco ad alzarmi dolorante e a coprirmi andando verso casa appoggiandomi alla bicicletta portata a mano, non riuscirei a sedermici sopra, il primo a soccorrermi è il pakistano, poi arrivano mia madre e la governante, Giulio chiama la polizia che arriva dopo una ventina di minuti con un’ambulanza e mi portano in ospedale dove resto una decina di giorni in una stanza privata pagata da Giulio, curata ed assistita.

Non ho mai saputo esattamente il tipo di lavoro che fa Giulio, però un suo collaboratore è venuto a trovarmi a casa e ha voluto gli descrivessi i quattro negri, non è stato facile, mi sembravano tutti uguali, però è stato paziente e comprensivo e ci siamo focalizzati solo su cose particolari più che sul loro aspetto, inoltre un altro suo collaboratore mi accompagnava a scuola e mi tornava a riprendere tutti i giorni. Il padre di Giulio una notte venne a mancare, dopo il funerale Giulio era molto giù, io e mamma gli fummo vicine, dopo un mesetto mamma mi disse che saremmo comunque rimaste lì anche se lei non aveva più il paziente perché lei e Giulio, ormai erano una coppia, fui contenta per lei e anche per me che avevo trovato la mia stabilità.

Un giorno Giulio mi disse che ormai potevo stare tranquilla, i 4 negri erano stati presi e rimandati al  loro Paese, disse lui, continuai comunque ad avere un autista, lui si sentiva più tranquillo.

 

 

 

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