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Erotika
Da guardarobiera a puttana
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Racconto21 min di lettura

Da guardarobiera a puttana

cogli le occasioni

sandra
9 mesi fa · 925 letture · 1

-          18

-          Mi piacerebbe portarti a cena una sera di queste

Beh una cena non è una scopata a fine spettacolo

-          Grazie, ci penserò

-          Brava, fallo davvero, ciao.

La domenica ci accordiamo per il mercoledì sera, compro un vestito carino da Shane e un paio di sandalini con il tacco da 8 cm  e prendo un taxi, ci troviamo direttamente in un locale in Via Manzoni, da Caruso, molto elegante,

-          Sei bellissima, una visione

-          Beh grazie

-          Ceniamo poi avremo modo di parlare

Durante la cena solo chiacchere generiche, al caffè invece

-          Allora, a parte il piacere di cenare con te volevo parlarti

Eravamo passati al tu

-          Vorrei che tu venissi a lavorare per me

-          Ma non era amico dei proprietari della discoteca?

-          Si, ma il mio è un lavoro diverso

-          E cioè

-          Ho bisogno di qualcuno che convinca i miei clienti della bontà delle mie proposte

-          Ma io di affari non ne so nulla

-          Non importa, una presenza femminile per di più bella come te gli farà abbassare la guardia, e saranno sempre cene in bei locali come questo

-          E come dovrei fare a convincerli?

-          Beh la vita è fatta di compromessi

-          Uhhh capito e fino a dove dovrei spingermi per convincerli

-          Fino a dove ritieni tu, nessun obbligo

-          Non credo sia un lavoro facile

-          Non lo è ma tu puoi farcela, qualche remora o impedimento morale?

-          Beh insomma io………

-          Ti pagherò 500 euro  a cena e se deciderai, diciamo, di spingerti…… oltre, altri 500 euro oltre al guardaroba al quale penserò io.

500 euro per cena……

-          Chiaramente dovrai metterci tutta te stessa

-          Mi concede due settimane di prova?

-          Certo, qui intanto ci sono 1000 euro di acconto ed una carta di credito dell’Azienda per il guardaroba, insieme troverai l’elenco dei negozi dove viene accettata

Mi tremano le mani mentre prendo la busta che ha appoggiato sul tavolo

-          Sabato sera la prima cena, signorina, la voglio elegante e sexy, la chiamerò per l’indirizzo e l’orario, ci conto?

-          Si si certo

-          Brava, vedrà che ci riuscirà

Il mattino dopo vado subito nei negozi dell’elenco, non mi sarei potuta permettere uno solo degli abiti che ho scelto, e la biancheria poi…… un tripudio di pizzo e seta, finii al pomeriggio ed andai a pagare i mesi di affitto arretrati per casa.

Mi arrivò un messaggio con l’indirizzo di un locale e l’orario dell’appuntamento, scelsi l’abito adatto, come aveva detto lui e presi un taxi. Arrivata al locale c’era solo lui che mi aspettava al bar

-          Bellissima, non mi sbagliavo, il nostro cliente arriverà tra mezz’ora, lo incontrerò io poi ci raggiungerai al tavolo

Il mio  vestito era abbastanza corto e scollato ma molto elegante, i sandalini dorati slanciavano le mie caviglie e le mie gambe lunghe facevano il resto. Il mio capo andò al ristorante ed io dopo un quarto d’ora lo raggiunsi, era con un signore che sicuramente aveva più di cinquant’anni ed io mi sedetti al suo fianco, mentre parlavano non faceva che guardarmi, poi cominciammo la cena, sentii subito la mano sulla mia coscia e non reagii, neanche quando passò all’interno salendo, non capivo di cosa stessero parlando ma mi limitavo a sorridere al cliente ridendo alle sue battute e lasciandomi toccare senza reagire, la cena finì e i due si diedero la mano, il cliente invece mi baciò sulla guancia toccandomi il sedere, il mio capo era raggiante, mi disse

-          Sei stata perfetta, non è stato difficile vero?

-          Beh no, direi di no anche se mi ha toccato per tutto il tempo

-          È lavoro bimba, solo lavoro.

Presi un taxi e tornai a casa, un altro paio di cene furono praticamente la stessa cosa, quella successiva cambiò, l’appuntamento era nello stesso locale dove io e il mio capo ci eravamo trovati la prima volta, il cliente un uomo sulla quarantina molto elegante, mentre mi faceva accomodare al tavolo mi guardavo intorno cercando il mio capo

-          Il signor Gualtieri non ci sarà. Non l’hanno avvisata? Ma non ha voluto annullare la cena, ci teneva che la conoscessi e ne sono felice, vuol dire che non parleremo di lavoro e ci limiteremo a goderci la nostra reciproca compagnia

In effetti la cena fu piacevole e lui era simpatico, forse nervosa com’ero, bevetti un po’ troppo vino, arrivati al dolce mi disse

-          Ho una suite in questo albergo, andiamo su da me a bere ancora qualcosa?

Cercai di accampare qualche scusa ma mi disse

-          Npn mi lasci finire la serata da solo davanti ad un televisore, la sua compagnia è talmente piacevole che dovrò mandare una cassetta di Champagne al suo capo per ringraziarlo

Accettai di salire con lui, la suite era magnifica, i camerieri portarono il caffè, i liquori erano già lì su un carrello e bevvi solo un amaro che però era fortissimo.

-          Le piace questa suite?

-          Si è magnifica

-          Mai quanto lei

Eravamo seduti su un divano, mai così vicini durante la cena, mi mise la mano su un ginocchio e poi mi baciò sul collo

-          Ha un profumo buonissimo

Io continuavo a pensare “adesso me ne vado, ancora qualche minuto e me ne vado”, invece rimasi lì, la sua mano salì più in alto e dal collo passò a baciarmi sulla bocca e non respinsi il bacio. Se proprio doveva succedere……

Mi abbracciò e la sua mano tirò giù la zip del mio vestito sulla schiena, mi ricadde sul davanti mostrando la mia biancheria e lui finì di sfilarmelo continuando a baciarmi

-          Sei bellissima, un sogno

Continuò slacciandomi anche il reggiseno e iniziando a baciarmi e succhiarmi i capezzoli ormai liberati, poi mi guardò, si abbassò e mi sfilò i miei mini slip iniziando a baciarmi la fighetta, avevo addosso solo i sandalini, la sua lingua sembrava instancabile e cominciai a gemere, ero già bagnata e lui lappava senza fermarsi.

Si era spogliato anche lui, gli toccai il cazzo che ebbe un guizzo e poi lo impugnai mettendomelo in bocca, lo sentivo gonfiarsi ed indurirsi contro il mio palato, quando fu pronto mi fece girare e mi prese alla pecorina lì sul divano, era decisamente bravo con i suoi cambi di velocità e di affondo mi fece godere per prima, e poi continuò a scoparmi girandomi ed allargandomi le gambe portandole in alto, la seconda volta venne anche lui sborrandomi tra le cosce.

Passai con lui tutta la notte ed al mattino facemmo colazione insieme a letto, quando arrivai a casa erano le 11 e papà era molto preoccupato, ma gli raccontai di un guasto all’auto fuori città e che i telefoni non avevano campo.

In poco tempo ero passata da guardarobiera a puttana, perché quello ero e in più raccontavo bugie ai miei genitori; al pomeriggio un fattorino venne a consegnarmi una busta, dentro un biglietto

-          Brava, meriti una gratifica

Dentro la busta 1.500 euro, le altre cene mi erano già state pagate, si, ero proprio diventata una puttana, ci furono altre cene con o senza il mio capo ma ogni volta, o quasi, finivo in una camera d’albergo, però non mi mancavano più i soldi;  mamma però si era aggravata, era in lista per un trapianto di rene ma il suo turno non arrivava mai, un giorno ne parlai con il mio capo che mi disse di avere delle conoscenze e che forse avrebbe potuto fare qualcosa in proposito

Prima di andare avanti…

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