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Erotika
Marika
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Racconto36 min di lettura

Marika

una moglie decisamente infedele

sandra
11 mesi fa · 1k letture · 0

-          Tesoro, tutto bene?

Faccio cenno di si con la testa ma devo andare in bagno e poi devo cambiare le mutandine, non faccio in tempo a tornare che Mauro mi dice

-          Cara, faresti vedere al nostro ospite dov’è il bagno?

Czzo ma faglielo vedere tu noooo?

-          Certo, mi segua

Appena dietro l’angolo mi sbatte da dietro contro il muro e sento la sua lingua sul  mio orecchio e le sue mani sotto il vestito sul mio sedere e poi la voce in un sussurro, “ti verrò a trovare”, poi se ne va nella porta che gli ho indicata.

Quando torna a tavola ho già sparecchiato a parte i liquori, ma la cena è finita e lui resta in piedi per accomiatarsi, lo accompagniamo alla porta, mi saluta con un “a presto” con il solito sorrisino, mi vengono i brividi, che persona squallida.

Mauro, invece è soddisfatto, mi dice che andrà in Arabia Saudita il prossimo mese, ma non mi chiede di andare con lui, io non ci penso neppure.

Per qualche giorno, continuo la mia vita normale finchè un giorno non mi arriva un corriere con un pacchetto, dentro un bracciale  in oro giallo, finalmente Mauro mi ha fatto una sorpresa, leggo il biglietto e resto impietrita “grazie per l’ottima cena ….. ed il resto”, era stato l’arabo a mandarlo, se non fosse che era un oggetto davvero carino l’avrei gettato, e adesso? Pensai.

Mauro era a Londra già da due giorni, io stavo decidendo cosa farmi portare da un take a way per cena e suona il citofono, il custode mi dice che c’è un signore per me, va bene, lo faccia pure salire, non pensavo fosse l’arabo e invece era proprio lui

-          Cara Marika, che piacere

-          Come si permette, dopo il suo comportamento a cena, mi manda un regalo e poi si presenta qui? Con che ardire

-          Beh io mi ero annunciato, le avevo detto che ci saremmo rivisti, per il regalo lo abbiamo scelto insieme io e Mauro, lui non voleva ma io ho insistito

-          Mauro ….

-          Mauro è una brava persona, un uomo onesto, professionalmente preparato, sono felice di fare affari con lui, ma tu hai bisogno di altro

-          Come sarebbe, io…..

-          Hai bisogno di un uomo forte, sei come una bella puledra araba un po’ selvaggia, ogni tanto qualcuno deve tirare il morso

-          E dovrebbe essere lei a…….

-          Adesso zitta donna

Facendo così mi strappa i davanti della camicetta facendo saltare intorno tutti i bottoni, poi il reggiseno allacciato proprio sul davanti, poi con una mano sulla spalla mi fa quasi inginocchiare e si apre la patta dei pantaloni tirandone fuori  il cazzo, come lui, bitorzoluto, nodoso e grosso

-          Adesso fai quello che devi e succhia

La stretta della sua mano sulla spalla è forte, non riesco a rimettermi in piedi, mi fa strisciare la cappella del suo uccello sulle labbra

-          Succhia ho detto e lecca

Non posso fare altro e apro la bocca, si infila subito tra le mie labbra già duro, la cappella che guarda leggermente verso l’alto

-          Ecco brava

Ad un certo punto mi dà una spinta all’indietro facendomi girare e cadere, la mia gomma e le mie mutandine fanno la stessa fine del reggiseno, appoggio le mani a tetra per rialzarmi ma è sopra di me, il suo cazzo striscia tra le mie chiappe e poi scende alla mia patatina, una spinta secca, decisa ed è dentro di me fino in fondo, mi manca il respiro per l’affondo e comincia a scoparmi tenendomi per i capelli, colpi decisi e veloci, poi  diminuisce il ritmo, più lento e profondo, ho un primo orgasmo, lascia i miei capelli e mi prende per i fianchi, gli ultimi colpi, un ultimo affondo, inarco la schiena per il nuovo orgasmo mentre il suo sperma mi inonda la vagina

-          Ecco, così bisogna trattarti, adesso puliscilo con la lingua

Ad un certo punto mi fa girare rimanendo seduta a terra con le gambe larghe, me le porta verso l’alto

-          Voglio incularti guardandoti in faccia

È già al mio buchino e, stavolta comincia a penetrarmi lentamente, le mie gambe sulle sue spalle che tremano mentre prosegue il suo cammino nel mio sfintere, quando comincia  a muoversi è come se ricevessi una scossa, singhiozzo per l’orgasmo e lui continua imperterrito, le mie gambe vanno su e giù ricadendo sempre sulle sue spalle, la sua faccia ghignosa davanti alla mia, stavolta urlo il mio piacere quando arriva insieme alla sua sborra calda

-          Ecco fatto, credo di essere stato chiaro, comunque passerò la notte qui,

si spoglia e poi mi prende per un polso, io sono ancora a terra, mi alzo trascinata verso la mia camera da letto, non so a che ora se ne è andato, è già l’alba e ho dolore un po’ dappertutto, sono imbrattata di sperma appiccicaticcia, vado lentamente verso il bagno, apro l’acqua della doccia e mi siedo sul piatto sotto lo scroscio, proprio uno stronzo, però che notte azz, mi ci vuole un po’ per riprendermi e, gocciolante, andare in cucina a prendere un doppio  caffè, anche se dalla macchinetta con le cialde, poi torno a letto, sono sfinita.

Ho un amica, Clara, che vado a trovare una volta al mese, una ex compagna di scuola meno fortunata di me, ha un bambino di 3 anni e lei, purtroppo è malata, è da sola e prende una pensione di invalidità ma, anche se vive in una casa popolare fa fatica, allora le porto qualcosa per il bimbo, qualche vestitino, le faccio un po’ di spesa e le lascio un po’ di soldi ma, soprattutto, le faccio un po’ di compagnìa il giorno che vado da lei, l’ambiente peggiora ogni giorno di più, occupano le case, spacciano droga, quando esce con il bimbo, mi racconta, ha sempre paura che le occupino la casa in quel breve lasso di tempo, una cosa esagerata e nessuno fa niente, ne parlerò con Mauro, magari possiamo darle una mano diversamente.

Mauro mi dice che è da un po’ che pensa di lasciare la città e andare a vivere, magari in Brianza, sennò addirittura sul lago, potremmo prendere una casa più grande, magari con una depandance e prenderla a vivere da noi e, viste le sue condizioni di salute adottare il bimbo facendo in modo che cresca con lei e darle la tranquillità che , quando non ci sarà più, viste le sue condizioni, penseremo noi al bambino; wow Mauro a volte mi stupisce, però, un bambino, un bell’impegno e una bella responsabilità, anzi poi mi dice

-          Fai una bella cosa, comincia a guardarti intorno per una casa, io ho poco tempo, occupatene tu, poi se trovi qualcosa la vediamo insieme, ma prima parlane con la tua amica.

-          Certo, vado da lei domani e poi prendo contatto con qualche agenzia

-          Ok, mi fido di te

Quando ne parlo con Clara si mette a piangere, cazzo, perché la  vita è così di merda? Chiamo le agenzie più grosse spiegando cosa cerco e aspetto.

Nel giro di una settimana mi sono arrivate un po’ di proposte, tante immagini, in un range di prezzo che è quello che mi ha indicato Mauro, ne parlo con lui e vado a vederne tre, fissati gli appuntamenti mi passano a prendere loro, la migliore, secondo me è sul lago di Comabbio, Varese, abbastanza grande, un appartamentino per il personale ed una depandance per gli ospiti con due camere da letto ed un piccolo soggiorno cucina, ne parlerò con Mauro per vedere quando sarebbe disponibile per rivederla insieme, alla fine la prendiamo, Mauro chiude a 1.500.000 euro, è stato bravo, se scopasse come tratta gli affari………, non dobbiamo neanche traslocare, la nostra la affittiamo tramite un agenzia di affitti brevi, portiamo via solo i nostri effetti personali e 4 quadri che Mauro ha comprato per investimento, ora bisogna arredare casa nuova.

Ne parlo con Giorgio a colazione, ci siamo rivisti per una cena e stiamo facendo colazione nel suo letto, sono seduta con il lenzuolo che mi copre fino in vita, tette al vento e vassoio della colazione davanti, Giorgio sdraiato vicino a me spilucca un croissant, mi dice che , se voglio, ha in cliente architetto molto bravo e può chiamarlo, gli dico di sì e lo fa subito, può venire a Milano a parlare con me e vedere la casa la settimana prossima, perfetto

-          Grazie Giorgio, non devi andare a lavorare?

-          Ho un appuntamento nel primo pomeriggio

-          Capito

Tolgo il vassoio della prima colazione dal mio grembo

Prima di andare avanti…

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