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Marika
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Racconto36 min di lettura

Marika

una moglie decisamente infedele

sandra
11 mesi fa · 1k letture · 0

Il nostro è un bell’Hotel, niente di che, un 4 stelle, il minimo per Mauro, la domenica notte, forse per la novità mi scopa e poi mi saluta, il giorno dopo si alza presto, che qualche volta dimostri interesse anche per il mio culetto accidenti.

È bello passeggiare per la città, mi sono organizzata, Nike, mini di jeans, magliettina corta, occhiali da sole, piccola tracolla, in comodità, Colosseo, Altare della Patria, Via Condotti, Trastevere, faccio un  bel giro, anche una foto con un bel tipo vestito da centurione romano che, comunque, sono lì per i turisti e si fanno pagare, anche se, abbracciandomi per la foto, mi ha messo una mano sul sedere; mio marito mi ha detto che mi raggiungerà in albergo perché anche a cena è impegnato, ho tutta la giornata.

Non pensavo ci fossero tanti vagabondi, tutti extracomunitari irregolari, sono dappertutto e ci sono anche dei bivacchi proprio vicino al centro, siamo davvero caduti in basso, che peccato, una città come Roma, non che da noi a Milano sia molto differenza comunque.

Un gruppo di ragazzi che fanno i bulli con le turiste, uno mi urla

-          Signorina, se ti piacciono i cazzi grossi qui ce n’è uno

Mimando con le mani sulla patta dei pantaloni

Chiaramente non gli rispondo e continuo a passeggiare per Trastevere, prima di cena vado al bar dell’albergo a prendere l’aperitivo e mi siedo addirittura su uno sgabello alto davanti al bancone, dopo un po’, sono alla seconda vodka martini, un ricciolino alto, indicando lo sgabello vicino al mio

-          Ciao, posso?

-          Certo, io occupo già il mio

-          In vacanza?

-          Più o meno

Intanto ha ordinato un margarita

-          Io anche, per lavoro, qualche giorno

-          Idem

-          Che lavoro fai?

-          No, non il mio, quello di mio marito ma mi lascia sola per cena e allora sono rientrata per cenare qui in albergo

-          Ideona, ceniamo insieme

-          Beh, devo mangiare

Lo seguo verso la sala ristorante ma la supera e va verso gli ascensori

-          Il ristorante è qui

-          Naaa ho una suite, ci facciamo portare da mangiare di sopra

Uhhh bello deciso, niente convenevoli, comunque gli vado dietro, arrivati di sopra mi indica un divano e poi il telefono

-          Ordina quello che vuoi, per me solo una bistecca ben cotta con verdure e del vino rosso, io arrivo subito

e sparisce da un’altra porta, dopo un quarto d’ora riappare in accappatoio, ha i capelli bagnati, ha fatto la doccia

-          Scusa ma è tutto il giorno che giro, non ce la  facevo più, se vuoi approfittare c’è un altro accappatoio in bagno

-          In effetti sarei andata in camera mia a farla prima di cena, anch’io giro da stamattina, va bene, grazie

-          Hai ordinato?

-          Si, carne per due con verdure e torta alle noci

-          Perfetto, ti aspetto

-          Quando esco dalla doccia ho l’accappatoio e i capelli avvolti in un asciugamano a mo’ di turbante, solo che il  mio accappatoio è quello corto ma ho trovato anche le pantofole di cortesia usa e getta

-          Ti senti meglio?

-          Decisamente

Arriva la cena e intanto chiacchieriamo, vive in Puglia ma non è pugliese, è veneto, ma il lavoro……..

-          Non avevo notato l’accento

-          Ho girato tanto da piccolo, non ho fatto   in tempo ad acquisirne uno, mio padre era un militare

-          Ah capito

-          Non credevo, questa carne è eccezionale, anche il vino non è male

-          Si ma mi devo dare una calmata, tra gli aperitivi ed il vino mi gira un po’ la testa

-          Tranquilla, dopo andiamo a letto…. Volevo dire vai a letto

-          Perché, tu no?

-          Beh sì, intendevo……

-          Ho capito

Mi alzo, e vado davanti a lui, poi mi inginocchio e gli apro i lembi dell’accappatoio, il suo uccello è già semieretto, un bell’uccello bruno con un ciuffo di peli ricciolini alla base, lo prendo con una mano e, guardandolo, comincio a segarlo e poi leccarlo, poi me lo metto in bocca continuando anche a succhiarlo, ad un certo punto si alza facendo alzare anche me e addirittura mi prende in braccio posandomi poi sul letto dove mi slaccia l’accappatoio e comincia a baciarmi i seni e poi a scendere con la bocca tra le mie cosce, la sua lingua lambisce le mie grandi labbra che si allargano, mi guarda e poi mi è sopra, con le braccia larghe si tiene sollevato, il suo cazzo trova da solo la strada e allora lui spinge, fino a penetrarmi fino in fondo, poi si lascia andare e mi abbraccia, siamo avvinghiati, uno dentro l’altra e rotoliamo sul materasso continuando ad amarci, è una bella sensazione, al mio orologio sono le nove, abbiamo ancora tempo e riceve  una visita, gradita, anche il mio culetto, dopo un po’ mi alzo e vado verso il bagno, nuda come sono e ne esco con i miei vestiti

-          Devi andartene?

-          Si, è l’ora, grazie per la cena

-          Grazie a te

Lo bacio sulle labbra ed esco, devo solo scendere di due piani, Mauro non è ancora arrivato, faccio una doccia e mi metto a letto, non mi sveglia, lo rivedo solo a colazione.

Oggi approfitto della SPA dell’albergo, anche del centro massaggi, con la massaggiatrice Ucraina, devo dire che mi rimette a nuovo, dopo pranzo non so se andare di nuovo in giro o poltrire in camera, non sono io  a decidere, mi addormento proprio e, quando mi sveglio è tardi per qualsiasi cosa, mi metto ad un tavolino del bar sulla terrazza a guardare il panorama della Città Eterna e a bere un cocktail alla frutta, il  mio amico veneto/pugliese è ripartito al mattino, mi ha lanciato un cenno di saluto ed un sorriso a colazione.

È arrivato Mauro, mi porta a cena fuori dall’albergo e devo cambiarmi per andare con lui in un ristorante tipico, mi dice, alla fine finiamo ai Parioli, non mi sembra tanto tipico, solo elegante, però fanno un ottima paglia e fieno e c’è anche una piccola festicciola di compleanno, alla fine ci arriva una fetta di torta della festeggiata, una bella ragazza bruna, all’uscita arriviamo a piedi fino al parcheggio dei taxi non lontano, anche qui extracomunitari che girano, un paio con per terra delle lenzuola con merce contraffatta alla quale sono contraria, se una cosa non me la posso permettere non la prendo, non compero una copia anche se fatta bene.

Mauro in albergo mi dice che domani ripartiamo subito dopo pranzo, ha un incontro al mattino e poi passa a prendermi, gli chiedo se possiamo addirittura mangiare per strada così non arriviamo a casa troppo tardi ed è d’accordo anche lui.

Piove, ci mancava, classico acquazzone primaverile, mangiamo in un self service in un area di servizio a cavallo dell’autostrada, dalle finestre file di auto nei due sensi che spruzzano acqua al passaggio, arrivati dopo Bologna penso siamo quasi a casa, invece appena dopo Modena l’auto si ferma, si accendono tutte le spie, bloccati.

Il carro attrezzi ci porta nella loro officina ACI, ma la filiale Mercedes è già chiusa e per verificare il danno bisogna attaccare la macchina ad un’apparecchiatura che loro non hanno, dovremo fermarci a dormire a Modena, che palle, anche perché, per come la tiene Mauro, probabilmente è una sciocchezza, mentre siamo lì, arriva una coppia di uomini con una Renault Espace, gli si è solo rotto il filo che fa aprire il cofano, mentre sono lì sentono del nostro casino e Mauro che dice

-          Se vuoi ti chiamo un taxi che ti porta a casa, io aspetto la macchina

Si offrono di accompagnarmi loro a casa, sono pratici di Milano, hanno già capito dove abitiamo, Mauro mi dice che sembrano persone a posto, in effetti, anche  a me, ed accetto, ho tutta l’auto per me, sonnecchio anche un po’ durante il viaggio stendendomi sui sedili dietro, non mi accorgo che nel tempo di una sosta per fare gasolio, mi hanno messo addosso un plaid, carini, me ne rendo conto a Milano.

Li invito a salire per un caffè, parcheggiano nel nostro posto riservato e mi portano su il trolley, finalmente a casa, chiacchieriamo un po’, in macchina ho  praticamente dormito tutto il tempo, preparo il caffè e mentre si scalda la macchina , con una scusa vado a cambiarmi e a prendere dei soldi, Mauro mi ha detto di offrirgli una mancia. Lavorano per una società di trasporti espresso nazionale molto conosciuta in città e non solo, per questo conoscono Milano meglio di un tassista, io non ce la facevo più con le scarpe, ho approfittato anche per mettere una comoda e calda, l’aria si è rinfrescata, vestaglia da casa, beviamo il caffè, quello con le cialde in effetti non è un granchè e me ne scuso, poi gli offro dei soldi per il passaggio, come ha detto Mauro, ma li rifiutano, allora, visto l’orario e che, comunque devo cenare anch’io, gli offro di mangiare qualcosa insieme da me, uno dei due, mi dice, per non impazzire, che a cento metri da casa mia c’è una pizzeria, la conosco, si offre di andare a prendere le pizze per tutti, sono d’accordo ma insisto per pagarle io e accettano, pizze buone e compagnia divertente, mi raccontano diversi aneddoti del loro lavoro, senza rendermene conto finiamo due bottiglie di vino rosso.

Prima di andare avanti…

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