Mi chiamo Marika, sono sposata con Mauro da 4 anni, purtroppo per lui la fedeltà non è tra i miei pregi, non gli sono stata fedele da fidanzati, figuriamoci adesso che ho più tempo libero, e poi mi piace apparire, se dalla mini si vedono le mutandine la cosa non mi crea problemi, alle superiori erano famosi i miei reggiseni a balconcino che lasciavo sempre intravedere dalle mie camicette, è nel mio carattere, non posso farci niente, e neanche voglio, ho solo 24 anni, perché devo contenermi?
Con Mauro le cose viaggiano abbastanza normalmente, quando mi scopa, giusto quei 10 minuti, poi si gira dall’altra parte e dorme soddisfatto, per fortuna non russa e la cosa, decisamente non mi basta, a quale donna basterebbe? Mi dico. Mia nonna, diceva sempre, “l’occasione fa l’uomo ladro e la donna puttana” e penso avesse assolutamente ragione.
L’altra mattina sono uscita abbastanza tardi, la donna aveva già finito di dare una pulita, andai a fare un giretto in centro, presi un taxi fino a Babila, jeans attillati, scarpe leopardate tacco 8 e t-shirt che mi lasciava nuda la pancia, piccola borsetta a tracolla uguale alle scarpe, come al mio solito, eccessiva facendo vedere il mio piercing all’ombelico, cammino sculettando sotto i portici quando chiamare
- Marika, Marika
- Giorgio, un mio ex compagno di scuola
- Mio Dio, quanto tempo che non ci vediamo
- Direi dal diploma
- Bellissima come sempre
- E tu? Pappagallo come sempre?
- Noooo ho messo la testa a posto
- Da quello che ricordo non l’hai mai avuta a posto, cosa fai?
- Fotografo free lance
- Quindi quasi niente, del resto mi sembra non avessi bisogno di lavorare, i tuoi stavano bene
- No no, lavorare lavoro, non mi sbatto, hai ragione, ma lavoro
- Ti vedo, sei in centro a passeggiare a mezzogiorno
- Sono appena stato da un cliente per delle foto per un catalogo, senti mangiamo una cosa insieme?
- Beh, l’orario c’è, perché no dai
- Ho la macchina al parcheggio in Largo Corsia dei Servi, vieni
E mi prende sottobraccio avviandosi, mi dice di aspettarlo vicino alla rampa d’uscita ed entra, poco dopo esce con una 500X e, addirittura mi apre la portiera.
Mi porta in un posto che si chiama “Antica trattoria milanese” arredo rustico elegante, pieno di impiegati in pausa pranzo, si mangia bene però, non esagero, giusto della pasta ripiena di primo e poi un dolce, una fetta di torta al limone, lui non mangia il dolce ma si fa una tagliata con la rucola, poi
- Visto che siamo vicini vuoi vedere il mio studio? Così ti convinci che lavoro
- E vediamolo
Sembra proprio una cosa seria, luci, cavalletti, delle macchine fotografiche su uno scaffale
- Visto? Lavoro
Delle foto alla parete sono molto belle
- Le hai fatte tu?
- Si, ci sono solo foto mie, fatte da me intendo
- Immaginavo tu non fossi questa ragazza che fa vedere gli slip sotto la gonna che svolazza
- In effetti dovrei fare una ceretta per poter mettere una gonna
- Stupido
- Dai ti faccio qualche scatto per ricordo
- Mi devo mettere in posa?
- Ti dico io, dai
Prende una macchina da uno scaffale e la mette su un cavalletto poi accende delle luci
- Brava così, tira un po’ su la maglietta
- apri il bottone dei jeans e porta un po’ giù la cerniera ma non troppo
- così piano piano mi fai spogliare
- non mi dispiacerebbe, porti sempre quei reggiseni a balconcino?
- Per forza
- Dai allora togliti la maglietta
- Era a quello che miravi eh
- Chissà, favolosa, così, perfetta, dai togliti quei jeans ti faccio uno scatto da dietro, no, le scarpe tienile
- Wow. Anche il tanga, stupenda
- E poi che fai le vendi a play boy?
- Magari, te ti prenderebbero subito, dai toglilo quel reggiseno e mettiti la tracolla con la cinghia che ti passa tra i seni, ecco fatto, una bella collezione di scatti, andrei avanti ancora.
Stacca la macchina dal cavalletto e la mette sulla scrivania, poi mentre mi passo la tracolla della borsetta sulla testa sfilandomela, mi viene vicino
- Mi piace che non dimostri la minima vergogna
- Perché dovrei, non faccio niente di male, fammi rivestire va
- Devi proprio?
Ha gia i miei seni in mano, la bocca sui capezzoli
- Dio, Giorgio…..
- Sono già duri, sei eccitata anche tu
- Si ma ………..
Sono già semisdraiata su un divanetto con le sue mani sui miei seni, lui al mio fianco ha già aperto la zip dei pantaloni, infilo io la mano e gli afferro il cazzo estraendolo, però, non credevo fosse messo così bene, in effetti è già eccitato, due colpi di mano ed un assaggio con la lingua ed è pronto, mi sposta il tanga e mi gratifica con una penetrazione fluida nella mia patatina, quando arriva in fondo tiro un gran sospiro di soddisfazione e poi mi prende con le mai sui miei fianchi, mentre inarco la schiena all’indietro, dopo cinque minuti ho un orgasmo leggero, lui continua a scoparmi con impegno, quando arriva fa per uscire ma lo trattengo passandogli le gambe dietro la schiena, voglio sentire il suo sperma dentro di me e unisco il mio orgasmo alla sua eiaculazione, poi resto lì seduta ma mi sfilo il tanga mentre lui in piedi, nudo si accende una sigaretta che mi porge, gli faccio cenno di no
- Perché io e te non l’abbiamo fai fatto a scuola?
- Eri troppo impegnato
- Mi sembra che tu lo fossi, piuttosto
- Beh, alla fine ci siamo arrivati no?
- Di già?
- Naaaaa, vieni qui con quel bel uccellone
E cominciai a leccarglielo e succhiarlo mentre lui era in piedi davanti a me, io seduta con le gambe aperte lui in piedi con le sue gambe pelose, aveva ragione circa la ceretta, in mezzo alle mie, adesso è durissimo nella mia bocca, mi giro con un ginocchio sul divanetto tenendomi allo schienale, si china e comincia a leccarmi il buchino del culo, il suo cazzo è ben insalivato e lo punta proprio lì tra le mie chiappe cominciando a spingere, si è davvero bello grosso, mi fa mugolare mentre mi penetra, mi agito un po’ per agevolarlo, poi comincia a scoparmi nel culetto, bello deciso, mi piace molto, prima che finisca riesco ad avere altri due orgasmi poi la sua sborra calda nel mio sfintere che mi cola tra le cosce.
Andiamo in bagno e facciamo una doccia insieme, poi dietro una tenda un bel letto in ferro battuto, passiamo lì il resto del pomeriggio, questo si chiama scopare, altro che Mauro.
Mi sa che con Giorgio ci vedremo ogni tanto, ci siamo divertiti. Sono tornata a casa in tempo per la cena, Mauro è tranquillo, mi dice che dovrà andare a Roma qualche giorno per lavoro, mi chiede se voglio approfittare per fare un giretto nella città eterna, perché no gli rispondo, sarà bello passare qualche giorno lontano da casa, per staccare.
Siccome ci sono anch’io, preferisce partire in auto di domenica, è fissato per le auto, ha una Mercedes SL cabrio, il tempo è bello, la giornata a primavera inoltrata è calda, abbassa la capote e viaggiamo in tranquillità, dopo Firenze mangiamo e poi mi dice
- Tesoro rilassati ma devo fare qualche telefonata e non mi piace farle guidando, una mezzoretta e faccio
L’area di servizio è un po’ in alto, c’è un belvedere con delle panchine ed uno steccato di legno, mi siedo lì al sole, ho un miniabito blu che tiro un po’ su sedendomi, mi abbronzo un po’, schiena appoggiata allo schienale della panchina e la testa rovesciata all’indietro, con i miei occhiali da sole, classica posizione da abbronzatura, un paio di camionisti passando strombazzano con il clacson, in effetti messa così, dall’alto hanno una bella visuale anche del mio seno oltre la scollatura; si ferma un furgone dietro la panchina ed un uomo alla guida mi dice
- Ehi bella vuoi compagnìa
- Mi giro sollevando gli occhiali da sole, ha dei bei muscoli sotto la maglietta
Mi guardo intorno e poi dico
- Forse, ma dove?
- Il mio furgone è vuoto
E scende girando dalla parte del passeggero ed aprendo la porta laterale scorrevole, allora lascio la mia panchina, una sveltina, perché no? Mauro è via da soli 10 minuti, mi aiuta a salire e poi chiude la scorrevole, all'interno solo una lucina di cortesia, resto in piedi tenendomi alla cappelliera che c’è sopra la cabina, si sta già segando il cazzo tirandomi su con una mano un lato del mio vestito da dietro scoprendo i mie mini slip che, sculettando, faccio scendere un po’, allargo le gambe e sento il suo cazzo strisciare tra le mie cosce, poi, finalmente, presa la decisione, penetra nella mia patatina cominciando a scoparmi con intenzione mettendomi le mani sui seni oltre il vestito, dovrei cambiarmi godo sporcandomi gli slip mentre lui mi gratifica con il suo sperma, chissà se faccio in tempo ad andare in bagno, nell‘incertezza li tolgo pulendomi con quelli, li metterò in borsa, il ragazzo mi stampa un bacio sulla bocca e mi fa scendere, mi rimetto sulla panchina e riparte, in tempo per vedere la macchina di Mauro arrivare a prendermi, viaggio interessante.
