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Erotika
la reginetta della Versilia
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Racconto18 min di lettura

la reginetta della Versilia

una ragazza con un rapporto tossico

sandra
11 mesi fa · 483 letture · 0

-          Spogliati ma con calma, vogliamo vederti bene, e accese lo stereo che avevano di fianco al divano

Mi feci passare il mio miniabito sulla testa sfilandolo e lanciandolo sulla poltrona vuota, ci tenevo, slacciai il gancetto posteriore del mio reggiseno a balconcino di pizzo e raso, dovetti tirarmi indietro i capelli, poi feci come avevo visto in un film, gli detti la schiena, mi piagai in avanti e feci scendere i miei mini slip uguale al reggiseno lungo le mie gambe fino  a terra e mi rigirai verso di loro

-          Gli stivali tienili, beh direi più che carina, Amedeo ha scelto bene, vieni qui

Mi fecero sedere tra loro due cominciando subito a toccarmi il seno e poi il culetto e la mia fighetta depilata, avevano il cazzo fuori dai pantaloni ed uno mi fece chinare la testa per succhiarglielo, dovetti sempre tirarmi indietro i capelli, l’altro continuava a toccarmi, mi fece mettere un piede a terra e chinarmi verso il compagno al quale stavo, comunque, facendo un pompino e si mise in piedi dietro di me accarezzandomi il sedere e mettendomi una mano tra le cosce passando le dita sulla mia fighetta, lo ammetto, era umida, poi sentii il suo cazzo puntare e spingere fino ad entrare tra le mie grandi labbra, sospirai quando arrivò in fondo, ammetto anche questo, poi cominciò a scoparmi tenendomi per i fianchi, mentre il suo amico continuava a gonfiarsi dentro la mia bocca, ebbi un orgasmo proprio mentre lui mi riempiva la bocca con il suo sperma che mi colò dall’angolo delle labbra e li sentii dire

-          Avevamo ragione quando l’abbiamo vista, proprio una troietta

Non mi offesi anche perché stavo godendo degli affondi di quello che aveva il cazzo nella mia fighetta, ero appoggiata con una mano alla spalla di quello che avevo appena succhiato quando mi arrivò il secondo orgasmo accompagnato dagli ultimi due affondi profondi di quello che mi scopava che mi inondò la vagina.

Mentre mi facevano sedere comoda sul divanetto, finirono di spogliarsi e si misero in piedi davanti a me offrendomi loro cazzi da leccare e ripulire, lo feci tenendoli in mano ed accarezzandogli ogni tanto i coglioni tornarono turgidi e rigidi dopo una decina di minuti, quello che avevo succhiato prima si sdraiò sul divano e mi fece mettere sopra di lui, mi ritrovai il suo cazzo nella fighetta ma rimase immobile per qualche secondo, fino a che i suo socio non mi salisse quasi sopra infilandomi il suo di cazzo nel culetto, inarcai la schiena quando lo fece, poi cominciarono a muoversi all’unisono, ne avevo dentro due e dopo tre minuti già godevo come una pazza quasi ululando, accidenti che sensazione, prima che si scaricassero venni altre due volte.

Era passata solo un ora ma continuarono a farsi succhiare gli uccelli e riuscirono a scoparmi , ancora insieme, per un'altra volta oltre ad un’altra da soli, ero comunque abbastanza stravolta e mi indicarono un bagno dove potei , perlomeno, lavarmi, quando tornai loro erano già vestiti ed io comincia a farlo, mutandone, reggiseno che uno dei due mi allacciò dietro la schiena baciandomi sul collo e poi il  miniabito che tanto era aderente che dovetti sculettare per infilarmelo

-          wow quando sculetti così sei uno spettacolo ragazza

-          dobbiamo riportanti indietro

l’altro rispose

-          io me la terrei ma siamo d’accordo purtroppo

mi fecero risalire in auto che era davanti l’officina e sentii uno dei due quasi sussurrando

-          soldi ben spesi

non capii in quel momento, mi lasciarono davanti la pizzeria dove già mi aspettava Amedeo che mi accompagnò a casa e non parlammo per tutto il viaggio.

Giorni dopo mentre eravamo fuori un pomeriggio ci fermammo a bere una cosa e pagai io perché mi disse che non aveva dietro soldi, poi ci fermammo proprio davanti l’officina dei due soci e lui entrò un attimo, pensai, almeno il problema che aveva è stato risolto, dopo poco uscì, la sera avevo voglia di un gelato, nonostante la stagione, ci fermammo e stavo per tirare fuori il portamonete quando lui dalla tasca tirò fuori 50.000 lire per pagare, pensai se ne fosse dimenticato prima, di avere quei soldi in tasca.

Una sera a cena sul lungomare, era una serata particolare e di festa per alcuni amici di Amedeo e fummo invitati anche noi, o meglio, lui era invitato, io accompagnavo, avevo scelto un abito da mare elegante in maglia traforata con spacchi laterali ed allacciatura con laccetti posteriori e senza schienale, indossato senza reggiseno solo con gli slip del costume che però non usai, ne presi un paio micro in seta cruda dello stesso colore del vestito, stavolta però usai dei sandali con tacco basso, da un paio di cm, eravamo praticamente sulla spiaggia, anche Amedeo informale ma comunque elegante, aveva uno splendido fisico atletico. Mentre bevevamo un cocktail gli chiesi di indicarmi il festeggiato, era un uomo sui 60, assolutamente senza capelli, ma abbastanza atletico e alto, aveva un paio di pantaloni bianchi ed una camicia sempre dello stesso colore abbastanza aperta sul petto, dissi ad Amedeo che era strano fossero moltissimi i giovani e quasi nessuno dell’età del festeggiato, mi disse che era il proprietario di una discoteca molto frequentata e quindi aveva moltissimi amici giovani, una volta bevuto andammo a salutarlo o meglio, come dissi poi, a rendergli omaggio,

-          Amedeooo bravo che sei venuto, e chi è quello splendore, la tua ragazza?

-          Si, Cristina

-          Decisamente un ottima scelta, mi ci fai fare un giro?

-          Beh se a lei va

-          Scherzavo signorina, è chiaro, lei è bellissima comunque, grazie di essere qui

Quando lo lasciammo gli chiesi

-          Come se a lei va?, farci un giro?

-          Beh i mie amici dell’altra volta mi hanno detto che non ti sei lamentata per niente con loro

-          Stronzo!!!

E mi allontanai recuperando un altro bicchiere di champagne da un cameriere e mi sedetti su una specie di barca rovesciata all’inizio della sabbia, un po’ in penombra ma vicinissima al locale per guardare gli altri ballare e fare festa pensando che Amedeo era proprio uno stronzo, però non veniva a cercarmi e mi stavo innervosendo.

Arrivò poco dopo con il festeggiato

-          Eccola hai visto? L’abbiamo trovata, Amedeo , signorina la stava cercando erq in ansia, lo sarei anch’io, ma perché non viene a lavorare per me, nel mio locale farebbe faville

-          Grazie ma io non lavoro, mai lavorato, solo studiato

-          Occupazione perfetta: non fare niente, vi lascio, a dopo Ama

Amedeo appena se ne andò

-          Non farlo più, mi hai fatto fare brutta figura

-          Sei  tu che sei stato…….

-          Dillo ancora che ti butto in mare e me ne vado

Rimasi in silenzio con un altro bicchiere di champagne che mi aveva portato Amedeo quando era arrivato, mi girava un po’ la testa, poca abitudine allo champagne, ma ne bevvi un altro prima di andarcene, era troppo buono e, comunque la mezzanotte era passata da tempo, quasi mi addormentai in macchina, Amedeo si fermò, eravamo davanti al locale di Arturo, il suo amico festeggiato

Prima di andare avanti…

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