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Erotika
la reginetta della Versilia
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Racconto18 min di lettura

la reginetta della Versilia

una ragazza con un rapporto tossico

sandra
11 mesi fa · 483 letture · 0

A che età si è più facilmente impressionabili o condizionabili? Non lo so, a me è successo tardi, avevo 18 anni e ho vissuto un rapporto che poi si è dimostrato essere tossico, inconsapevolmente.

All’ultimo anno delle superiori, il quinto , andammo in vacanza, tutta la famiglia, a Forte, Forte dei Marmi , quelli fighi, diciamo , arrivati, la chiamavano solamente “Forte”, così faceva papà, io avevo già avuto qualche rapporto ma quell’estate diventai donna sul serio, quando conobbi Amedeo, 25 anni, alto, bello e, come al solito in quei casi , un po’ stronzo, ma ne ero completamente invaghita, di lui e della sua Honda 750.

Le mie  lentiggini, inaspettatamente, erano scomparse lasciando la  mia pelle liscia e morbida e la mia visibile particolarità erano rimasti i capelli rosso Tiziano che portavo lunghi e ondulati, dopo di che non ero altissima, circa un metro e sessanta, pesavo 49 kg, però avevo una terza coppa c di seno ed un culetto a mandolino alto e sodo che lì, in costume, attirava gli sguardi ed anche qualche mano , in discoteca.

Dopo una settimana di vacanza e la conoscenza con Amedeo in una discoteca lungomare ero già diventata la sua ragazza e mi pavoneggiavo seduta dietro sulla sua moto nera e oro, avevo ceduto praticamente la seconda sera che ci siamo conosciuti ed anche il mio culetto fece la conoscenza con il suo primo cazzo dopo una settimana circa, poi in modo abbastanza continuativo per tutta l’estate, era il nostro modo di praticare “sesso sicuro”, il mio ultimo anno di liceo, dopo la conoscenza con Lui, fu abbastanza traumatico e non aspettavo altro che l’estate successiva per tornare al “Forte”.

I miei mi hanno avuta tardi  e papà era già vicino all’età della pensione, quell’estate ci propose di trasferirci definitivamente in quella che, fino a quel momento, era stata solo la nostra casa estiva al “Forte”, lasciando Milano, Visto che Amedeo abitava a Marina io fui entusiasta della proposta.

La sera che lo dissi ad Amedeo lui fece lo stronzo come al solito e mi disse

-          Così ti avrò tra i coglioni tutto l’anno

Però poi andammo nel suo monolocale e scopammo tutta la sera, avevo anche cominciato a prendere la pillola ed ero contenta che non mi desse qualche effetto collaterale, tranne forse un po’ l’ingrandimento del mio seno che però non sapevo  dipendesse dalla pillola o fosse stata una cosa naturale, insomma la mia vita stava prendendo una piega giusta.

Io e Amedeo, per nostra fortuna, non avevamo bisogno di lavorare, io per la mia famiglia che stava davvero bene e lui era praticamente da sempre, mantenuto da una zia zitella che era anche la proprietaria del suo monolocale, chiaramente non mantenuto ai miei livelli ma aveva anche la macchina una alfa romeo spyder 1300 e scorazzavamo sulla costa toscana giorno e notte, ma io preferivo, e anche lui, se possibile andare in moto.

A volte mi sembrava di ricevere ordini da lui e li eseguivo senza rendermene conto, decideva sempre lui dove andare e cosa fare e, col tempo, anche su come dovevo vestirmi o truccarmi, ne ero diventata succube senza rendermene conto, a volte sembrava gelosissimo e a volte invece mi esibiva come fossi  una bella  e sexy preda.

Una volta mi regalò un miniabito con la cerniera sul davanti in finta pelle stampata, rosso e poi andammo, in un locale però in moto, non in auto ed io con quel miniabito, che comunque aveva anche una bella scollatura che terminava con la cerniera, in moto mostravo praticamente il sedere, oltre tutto mi aveva regalato anche dei sandalini con il tacco da 6 cm e quando scesi dalla moto tanti mi guardavano ma lui sembrava non farci caso.

Facevamo, comunque, molto sesso, del resto alla nostra età…….ma a volte mi trattava male o mi prendeva con violenza, per carità, non mi ha mai picchiato, neanche una sberla, ma a volte magari, non badava ai miei lamenti mentre mi scopava con forza magari da dietro spingendomi contro il muro.

Per i soldi non ci badavo, spesso pagavo io ma non me ne ha mai chiesti anche se sicuramente, l’avesse fatto, glieli avrei dati senza problemi, poi cominciò l’inverno e cominciammo a litigare sempre più spesso, lo vedevo irascibile, spesso incazzato, senza capirne il  motivo.

Una sera siamo andati a mangiare una pizza, avevo messo apposta un miniabito in lana molto aderente e abbstanza corto, che gli piaceva molto e anche gli stivali con il tacco sottile che diceva lo “intrippavano”, trovammo dei suoi amici nel locale e si mise a parlare con loro quasi dimenticandomi al tavolo, quasi una discussione con due di loro, tornò sbattendo le sigarette sul tavolo e bevendo subito un bicchiere di birra

-          Cosa è successo tesoro?

-          Niente e non chiamarmi tesoro

-          Scusa, ho visto come sei tornato….

-          Cazzi miei, ordiniamo

Poi si calmò e ritornò amorevole anche se ogni tanto lui e quei due ad un altro tavolo si lanciavano sguardi poco amichevoli, poi mi disse

-          Hai presente quei due stronzi con i quali litigavo?

-          Vedo ancora come vi guardate

-          Ecco, diciamo che ho un problema con loro, veramente con uno di loro ma sono soci e viaggiano sempre insieme

-          Come posso aiutarti io?

-          Uffff essendo carina con loro, abbiamo discusso anche per come ti hanno squadrato quando siamo entrati

-          Per cosa?

-          Diciamo per come ti hanno definita ma non importa questo, è il resto

-          In che senso carina?

-          Beh come dire……andandoci insieme

Rimasi muta, in silenzio

-          Si beh so che non è una cosa………..

-          Se tu vuoi ci vado…..anche se non vorrei, ma lo faccio……insomma, se vuoi

Dentro di me speravo in un secco no, ma lui non disse niente, solo dopo qualche minuto si alzò, prese le sue sigarette e disse

-          Passo a prenderti tra un paio d’ore qui davanti

E uscì lasciandomi sola al tavolo, senza parole, dopo neanche due minuti si avvicinarono quei due e mentre uno pagava anche il nostro conto l’altro mi disse

-          Allora andiamo?

Mi alzai barcollando un po’ sui miei tacchi, uno dei due mi prese per la vita spingendomi verso l‘uscita e facendomi salire sulla loro auto, una Giulia Alfa Romeo e sgommando ci allontanammo dal locale, ci fermammo davanti ad una officina, doveva essere loro perchè ci entrammo grazie ad uno dei due che aveva la chiave della porta, accesero le luci e mi indicarono una specie di salottino davanti all’ufficio ma non separato dall’officina, poi chiusero la porta

-          Sei la ragazza di Amedeo?

-          Si, stiamo insieme

-          Sei molto carina

-          Grazie

-          Quanti anni hai?

-          19 appena compiuti

-          Allora va bene

Si sedettero su un divanetto dopo aver spostato un tavolino che c’era davanti, io non sapevo cosa fare, se sedermi su un'altra poltrona che era lì o cos’altro quando uno mi fece un cenno indicandomi la posizione di dov’era prima il tavolino e disse

Prima di andare avanti…

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