- Sai cosa fare no?
- Non l’ho mai fatto
Dissi cercando di evitare il contatto e lui stringendomi più forte i capelli
- Tira fuori la lingua, forza
Fece strusciare la sua cappella sulla mia lingua e poi mi spinse l’uccello dentro la bocca
- Adesso lecca e succhia e, mentre lo fai guardami, prima lezione.
Obbligata feci quello che aveva detto, intanto l’altro mi aveva preso per un polso e mi aveva fatto impugnare il suo membro guidando la mia mano a segarlo
- Brava, impari in fretta, se continuerai così non saremo costretti a farti del male o peggio
Quindi, pensai, era quello il modo per ripagarli e tornare prima a casa, ma mi sbagliavo.
Mi fecero salire sul letto, poi, ed inginocchiarmi alzando il sedere, uno mi si mise seduto davanti a gambe larghe e sostituì il compagno nella mia bocca mentre l’altro, alle mie spalle, appoggiò la sua cappella alle mie grandi labbra e spinse penetrandomi con forza e cominciando, subito dopo a scoparmi con colpi lenti, lunghi e profondi mettendomi le sue mani sul sedere.
Non avrei voluto ma il mio corpo reagì naturalmente ed ebbi il mio primo orgasmo e, dopo un po’, un getto caldo di sperma inondò la mia schiena e, quasi contemporaneamente, un altro, la mia gola, cercai di liberarmi ma mi tenevano stretta
- Ingoia, bevi tutto, puttanella.
Passarono con me diverso tempo scopandomi a turno ma, senza mai venirmi dentro, poi sazi uscirono dicendomi che era stata la prima lezione, ci volle un po’ prima che riuscissi a sollevarmi dal letto ed andare in bagno dove, per fortuna c’era acqua calda restai seduta sul piatto della doccia sotto il getto bollente sfogandomi, finalmente, libera di piangere.
Il giorno dopo venne da me una donna, abbastanza vecchia, mi disse di sdraiarmi a pancia sotto, le dissi che avevo paura delle iniezioni ma , ridendo, mi disse che non mi avrebbe fatto una puntura, sentii il fresco di un liquido tra le chiappe che colò anche sulla mia passerina, sentivo il suo dito ossuto che lo spargeva bene e poi altro liquido e, sempre il suo dito che si infilava nel mio buchino, mi disse di rilassarmi, ma come potevo? Allora mi arrivò uno schiaffo sul sedere per ribadire quello che aveva detto poi qualcosa penetrò nel mio buchino, una strana sensazione, non mi faceva male, solo un senso di fastidio, per fortuna ero già andata in bagno perché mi disse di non tirarlo fuori e che sarebbe tornata, rimasi così ferma per almeno un paio d’ore e lei tornò, altro liquido, altro massaggino, poi estrasse quello che aveva inserito e continuò con il liquido fresco, ed infine sostituì l’ospite nel mio culetto con uno un po’ più grosso e fastidioso di quello precedente, la procedura venne ripetuta per altre 5 volte, ogni volta più grosso e lungo, il fastidio sempre maggiore, un paio di volte dovetti andare in bagno e pensò lei a ripulirmi e lavarmi, , poi, alla fine, tolse l’ultimo e se ne andò, rimasi così , supina per qualche altro minuto e mi trovarono così i due uomini del giorno prima, non mi fecero alzare all’inizio, poi dopo essersi spogliati mi fecero rimettere in ginocchio come il giorno prima per essere ancora segati e leccati, dissero che dovevo imparare bene, dovevo leccare e succhiare anche lo scroto ed insalivare di più l’uccello, mi fecero sdraiare sul letto ed alzare ed allargare le gambe, ma, questa volta uno dei due puntò dritto al mio buchino che ancora non aveva ripreso la forma normale e mi penetrò, lentamente ma decisamente, ecco, adesso non era solo fastidio ma anche dolore che aumentò quando cominciò a muoversi per poi confondersi con un mio primo orgasmo leggero, questo li fece ridere e l’altro allora decise che non voleva fare da spettatore e infilò il suo uccello nella mia figa umida, adesso non era il dolore, era il piacere a farmi tremare tutto il corpo sotto gli affondi dei due uomini.
Questa fu, quando se ne andarono, dopo qualche ora, la seconda lezione ed io ripetei, come la sera prima, l’esperienza della doccia con l’acqua che lavava via anche le mie lacrime.
Passò una settimana dove tutti i giorni i due venivano ad usare il mio corpo, poi venni fatta uscire e portata ai piani superiori, venni messa in una stanza arredata con un grande letto in legno, le pareti erano rivestite con tappezzeria rossa, sopra il letto uno specchio e , lo stesso ai 4 lati sulle relative pareti, anche qui avevo un mio bagno e anche un tavolino da toeletta con sopra trucchi vari che la donna del trattamento presedente mi disse di usare, voleva vedere come mi truccavo, mi diede anche della biancheria sexy che prese da un baule ai piedi del letto e mi disse di indossarla.
Quando tornò mi fece cambiare perché non le piaceva quello che avevo scelto e ni corresse un po’ il trucco poi tornarono i due uomini.
- Questo è il tuo posto di lavoro, riceverai degli uomini che faranno con te quello che gli pare, tieni presente che vediamo ed ascoltiamo tutto quello che fai, quindi non fare scherzi, potresti trovarti con la gola tagliata.
Se ne andarono chiudendo la porta a chiave, ecco mi usavano come puttana, com’era cambiata la mia vita nello spazio di neppure un mese, chissà i miei genitori, i nonni, il mio fratellino, li avrei più abbracciati?
Avevo una media di 5 clienti al giorno, nel periodo del ciclo ebbi solo qualcuno che si eccitava per il sangue, ma poi riprese normalmente, ormai, avevo calcolato, era passato un mese. U giorno dalla porta entrò l’uomo che avevo visto il primo giorno insieme alla donna che mi aveva fatto tutte quelle domande,
- Allora puttana, mi dicono che sei diventata brava, sarà un peccato quando te ne andrai, per adesso vediamo un po’ cosa sai fare
detto ciò si spogliò, nudo era ancora più brutto, e aveva un cazzo non lungo ma tozzo e nodoso, la pancia quasi lo nascondeva, anche il suo odore faceva schifo, volle che lo prendessi in bocca, respiravo profondamente per non vomitare, ricordavo la violenza delle sue sberle, mi facevano male le mascelle, poi si sdraiò sul letto, se mi fosse venuto sopra mi avrebbe schiacciato e mi fece salire su di lui e, praticamente mi impalai sul suo attrezzo mentre con le sue mani strizzava e pizzicava la mia carne, mi sarebbero rimasti dei lividi che avrei dovuto coprire con il trucco, quando venne mi scaraventò praticamente di fianco e indirizzo il suo affare verso il mio viso dicendomi di tirare fuori la lingua, oltre il suo odore anche il sapore non mi piaceva ma dovetti anche ripulirgli il cazzo con la lingua.
Anche lui poi volle incularmi, era una cosa che, avevo visto, eccitava moltissimo gli uomini, per fortuna il mio sedere si era abituato, se no mi avrebbe fatto davvero male, questa volta si scaricò direttamente dentro il mio corpo inondandomi l’intestino, con lui non avevo raggiunto l’orgasmo, ormai mi capitava sempre più spesso.
Passarono altri due mesi, ormai avevo dei clienti abitudinari, uno di questi era un camionista italiano che veniva tutte le settimane, chiaramente non potevo dirgli nulla di me, sarei stata nei guai, ma lui era uno dei pochi gentili con il quale facevamo tutto con calma e con dolcezza e voleva anche i miei baci l’unica cosa che conosceva di me era il nome e l’età, non avevo ancora 18 anni, lui mi disse di averne 32, era siciliano ma viveva a Roma. L’ultima volta che lo vidi scrissi con il rossetto sulla sua pancia il mio numero di telefono di casa e help, aiuto in inglese, mi guardò strano ma non disse niente, più tardi seppi che aveva telefonato e parlato con i miei che gli avevano raccontato della mia scomparsa ed il resto, lui, gli aveva dato la buona notizia che ero viva ma, purtroppo gli aveva raccontato anche dove e come mi aveva conosciuto.
