- Se avessi saputo che eri così bravo ti sarei saltata addosso al primo appuntamento
- Se avessi saputo io che non rischiavo una pallottola l’avrei fatto prima.
Ricominciammo ad esplorare i nostri corpi e poi ad amarci fino a che stremati non ci addormentammo abbracciati.
La sveglia sul mio comodino segna le 4, Gianluca non è al mio fianco, che sia andato via? Metto una vestaglia corta di seta color crema e vado in soggiorno, lo trovo in boxer sul divano con Oki che gli fa le fusa mentre guarda delle foto del mio caso che avevo lasciato sul tavolino, scavalco lo schienale del divano e mi ci vado ad accoccolare vicino
- Non dovresti guardarle, è materiale riservato
- Perdonami, erano qui in bella vista e ho cominciato a guardarle e a leggere i tuoi appunti
- Beh, insegni psicologia, cosa ne pensi?
- Non lo so, devo ragionarci, però ti faccio sapere ok?
E mi diede un bacio
- Dai torniamo a letto
- Uhh mai sazia eh?
- No, ho deciso di approfittare di te
Era forte, mi prese in braccio e mi portò di nuovo a letto, stavolta fui io ad usare la mia bocca e la mia lingua su di lui, il suo pene si erse, come un obelisco, dopo poco, sospirammo profondamente tutti e due quando gli montai sopra accogliendolo di nuovo dentro di me.
Maledetta sveglia, sono le 7 e mezzo, allungo la mano e sento il materasso al mio fianco ancora caldo, vado in bagno a fare una doccia e poi in cucina per il caffè, lo trovo già vestito seduto su uno sgabello del bancone della cucina con una tazza in mano
- Ho trovato il caffè, le fette biscottate ed il miele, ho pensato ti andasse di fare colazione
Lo baciai prima di mordere ina fetta biscottata
- Uhmm potrei abituarmi
- Tu ordini io eseguo, ma adesso devo scappare, ho una lezione tra 45 minuti, ti chiamo ok?
E con un ultimo bacio mentre sto ancora mangiando se ne va. Penso a lui mentre bevo il caffè, voglio che diventi una cosa seria? Non lo so, meglio prenderla come viene senza fare progetti o programmi.
Non riesco a muovermi, una sbarra mi tiene la testa contro una superficie dura, ho le braccia legate sulla schiena, qualcosa davanti agli occhi mi impedisce di vedere, una specie di pallina in bocca, trattenuta da un bavaglio mi impedisce di parlare, una sbarra tra le mie ginocchia me le tiene divaricate e, anch’esse contro una superficie dura, le gambe bloccate, delle pinze attaccate ai miei capezzoli spingono i miei seni verso il basso, il dolore è forte e mi assale a ondate, dita frugano nella mia figa e nel mio culetto facendomi male, qualcuno comincia a scoparmi da dietro, i colpi sono vigorosi e profondi, non posso fare a meno di godere, sento qualcuno sbuffare, poi esce dalla mia vagina e spinge con forza dentro il mio ano, vorrei urlare ma non posso, sento il caldo della sborra inondare il mio intestino, poi qualcosa di duro nella mia figa e nel mio culo, cominciano a vibrare, silenzio intorno a me, il mio corpo è scosso da spasmi e dai miei orgasmi involontari, poi del rumore, i miei orefizi vengono liberati ma solo per un attimo, qualcosa di duro, grosso e doloroso sostituisce i due vibratori, perché non svengo, fa troppo male, acciaio sulla pelle, passa dalle gambe alla schiena al mio viso e poi scende alla mia gola, per un attimo mi manca il fiato, mi sembra di soffocare, poi, finalmente, il nulla.
Sto dormendo, non è la sveglia, è il telefono, a tentoni lo cerco sul comodino,
- Pronto
- Pronto, Grazia, scusa se ti ho svegliato ma ne abbiamo un’altra
Mi sveglio subito mettendomi a sedere sul letto
- Dove?
- Rozzano, passo a prenderti tra un quarto d’ora
- Ok
Quando chiude la conversazione io mi sto già vestendo, Oki mi guarda ancora mezzo addormentato dal letto, quando scendo l’auto di Spanò è già davanti al portone con il lampeggiante sul tetto acceso, mi infilo in macchina e mi porge un poket coffee prima di ingranare la marcia e partire, a quell’ora ci mettiamo poco, quasi nessuno per strada, imbocchiamo una stradina sterrata tra i campi di granturco, sul posto già presente tutto l’apparato, una coppia, che ha scoperto il corpo, in auto a debita distanza, la ragazza con la testa sul petto del suo partner, ci mando Spanò e vado a vedere il corpo illuminato dalle fotoelettriche, una bella ragazza mora, come le altre, siamo a cinque e non so da che parte girarmi, mentre andiamo in centrale ci fermiamo a bere un caffè, l’unico bar aperto lo troviamo in Corso Lodi, gestito da un cinese, come è cambiata Milano negli ultimi 10 anni.
La squadra è già radunata ma, per ora non abbiamo molto da fare, bisogna aspettare l’autopsia ed il riconoscimento, stavolta è facile, le impronte sono schedate per un fermo dovuto alla droga, Teresa Abategiovanni, anni 29, originaria di Caserta, viveva da sola, in casa nessuna traccia circa un lavoro, neppure dal pc, però troviamo 5.000 euro in un cassetto e diverse scatole di preservativi, diversi abiti sexy nell’armadio, probabilmente era una libera professionista.
Già due telefonate del prefetto al quale non ho risposto, ad ora di pranzo mi chiama Gianluca vuole offrirmi un aperitivo, sto per rinunciarvi quando mi dice
- Sai bellissima, ho ragionato un po’ sul tuo caso, vorrei parlarti
Allora accetto di raggiungerlo in Piazza San Babila, non lontano dal mio ufficio, chissà che non m dia uno spunto per le mie indagini. Appena mi vede mi abbraccia e mi bacia sulla bocca, poi ci sediamo ad un tavolino esterno
- Senti Grazia, ho pensato molto alla tua indagine e alle foto che ho visto da te
- Ce n’è stata un’altra stanotte
- Dio, mi dispiace, come le altre?
- Identica, solo che questa, probabilmente, si prostituiva.
- Povera ragazza, comunque senti, secondo me, sicuramente sono delitti a carattere sessuale, i seni tagliati non sono riuscito ad inquadrarli, ma i segni sui corpi indicano costrizione, non so se volontaria oppure no, potrebbe essere iniziato tutto come un gioco e poi essere degenerato
- Vuoi dire un gioco sadomaso?
- Si, del tipo
- Non è un ambiente dove sia facile infiltrarsi, però potrebbe essere un nuovo punto di vista dal quale partire, grazie
- Figurati, quando ti rivedo?
- Beh in questo momento capisci che…..
- Certo, mi rendo conto , è che sento la mancanza del tuo gatto
- Ahahah glielo dirò stasera quando lo vedo
Ci lasciammo con un altro bacio sulla bocca, non proprio casto, questa volta e tornai in ufficio per mettere al lavoro la mia squadra.
Tornata in ufficio informo i miei ragazzi dello spunto che mi ha dato Gianluca, visitare i locali, in città e hinterland, locali notturni, privè, locali trash ecc, facendo vedere le foto delle nostre vittime mentre a Flavio dò l’incarico di navigare nel web in siti dedicati all’argomento, dopo un settimana di sforzi, però, un buco nell’acqua, nessun riscontro oggettivo, è domenica e ho bisogno di staccare almeno per un paio d’ore, con Gianluca ci sentiamo e andiamo a mangiare una pizza, ci troviamo da “zero” in Via Luini,
- Hai a faccia stanca
- Lo sono, dormo poco e lavoro tanto e non vengo a capo di nulla
- Il tuo è un lavoro difficile, molto più del mio

