E l'occasione non tardò molto ad arrivare, giusto poche settimane dove nel frattempo avevo trovato molta più fiducia in me cogliendo al volo alcune occasioni che solo poco prima mi sarebbero sfuggite, in particolare con una vicina di casa più giovane di me e che fin da piccoli sapevo che mi ronzava attorno, ora però non eravamo più così piccoli e io diventavo sempre meno timido mentre lei sempre più audace, anche se restava Mara il mio chiodo fisso.
Un pomeriggio di prese in disparte portandomi nel retrobottega, senza dire niente mi infilò la lingua in bocca a "tradimento", una intensa limonata che me lo fece diventare duro all'istante, pochi secondi poi mi stacco sempre con i suoi modi decisi e autoritari, si credo che a lei piacesse l'idea di avere un "ragazzino" che poteva girare come voleva avevo la netta impressione che l'idea di salire in cattedra e fare la professoressa la eccitava mentalmente e francamente il ruolo le calzava alla perfezione.
Domani sera sei mio, aggiunse con un tono severo prima di girarsi su se stessa e tornare dietro al banco, io la seguii subito dopo, messi d'accordo su ora e posto ci salutammo, uscii e nel breve tragitto che mi portava a casa incrocia Lucia la vicina, cosa fai e cosa non fai dieci minuti dopo aveva il cazzo in bocca e due dita in fica, quanto le piaceva fare pompini, ma soprattutto amava farsi sborrare in faccia, e la cosa mi eccitava molto soprattutto per il suo paio di occhiali che la rendeva molto maiala.
Il resto della giornata trascorse normale e così anche il giorno dopo quando finalmente arrivarono le nove di sera e mi trovai con Mara al parcheggio dell'altra volta solo che invece di restare lì mi fece salire nella sua auto e ingranò la marcia, zitto che ho una bella sorpresa, restai in silenzio anche se dopo una manciata di minuti eravamo già arrivati e l'insegna luminosa che diceva Hotel-residence mi aveva fatto capire quale fosse questa bella sorpresa.
Mara aveva già la chiave in mano, pochi passi e al piano terra aprì la porta della stanza 102 che si chiuse subito dopo dietro di noi, essenziale e piacevole, specialmente un grande specchio attaccato ad una parete, un letto matrimoniale che sapeva di pulito, un piccolo armadio marrone e di fianco una specie di tavolo scrivania con sopra un piccolo televisore attaccato al muro, lo accese trovando subito un canale musicale, alzò di poco il volume, la situazione si stava facendo parecchio interessante.
Mara aveva una gonna lunga fin sotto alle ginocchia e con uno spacco generoso, una delle sue immancabili camice con i soliti bottoni lasciati aperti e che mettevano in risalto le sue tette imprigionate in un reggiseno probabilmente di una misura più piccola, improvvisò uno spogliarello mentre la guardavo seduto e già eccitato, lei invece mi fissava con quegli occhi profondi mentre sbottona una ad uno i bottoni, poi fece due passi verso di me dandomi le spalle e invitandomi così a sfilare la camicia, lo feci delicatamente anche se la voglia di saltarle addosso era già presente dal primo momento che si era chiusa la porta della stanza.
Lasciai cadere la camicia a terra, lei inclinò leggermente il busto in avanti e il culo all'indietro, tirai giù la lampo della gonna che cadde a terra, con una gamba lo lanciò contro la porta, non l'avevo ancora potuta ammirare senza vestiti, le sue forme generose e piene, le curve dei suoi fianchi e le rotondità delle natiche che a vederle sembravano roccia, un filo di tessuto scuro in mezzo alle due chiappe che avevo a pochi centimetri dal viso, non riuscii proprio a trattenere la voglia di metterle le mani sulla pelle, sentire il calore della carne che mi stava incendiando, così la sfiorai per poi cingerle i fianchi e tirarla verso di me iniziando a baciarla facendo scorrere la lingua nelle sue morbidezze.
Lei mi guardava attraverso lo specchio, a voce bassa mi parlava sussurrando e scandendo le parole una a una, anche questo mi faceva eccitare molto, vedo che stai imparando, bravo, bravo il mio ragazzino, accentuando molto sia il mio che il ragazzino e confermando questa sua particolare inclinazione a un ruolo forse che neppure lei si aspettava ma che sembrava piacerle particolarmente, poi continuò dicendo che quella sera non c'era fretta, aveva tempo perché suo marito era via di casa per un paio di giorni e il figlio era dai nonni, la cosa si faceva estremamente interessante.
Prese in mano il telecomando e alzò ancora di poco il volume, io ero ancora vestito e lei solo in intimo, voltò su se stessa un paio di volte, voleva farsi ammirare, sapeva essere molto vanitosa ma questo l'avevo già intuito, poi non so perché per alcuni attimi ero tornato al giorno prima e ai pompini di Lucia, nella testa era scattato la curiosità del confronto, quel pensiero sfacciato passò immediatamente, Mara spostò le due sedie e si sedette sul tavolo mettendo i piedi su entrambe e di fatto spalancando le gambe, gli slip bianchi e trasparenti mi fecero vedere un filo di pelo scuro, apriva e chiudeva quelle cazzo di gambe e mi guardava con quella fottuta espressione da finta innocente quando sapeva bene cosa fare e cosa farmi fare, che troia che sapeva essere e mi deve aver letto nel pensiero perché me lo chiese, mi chiese di dirle cosa stavo pensando e glielo ringhiai contro, sei proprio una grandissima troia.
Oh sì le piaceva sentirselo dire, la frase secca le fece perdere un colpo, deglutì e sospirò, era il suo punto debole e la dovevo affondare, ma intanto affondai tra le sue cosce ora spalancate, lei si andò un po' più indietro appoggiando la schiena alla parete e le gambe ai bordi del tavolo, io presi una sedie e mi sedetti comodo, baciando l'interno delle cosce, la sua pelle liscia sapeva di buono, mentre la sua fica ancora nascosta negli slip sprigionava l'odore dei suoi umori, con un dito sfioravo le labbra pronunciate e continuavo a far scivolare la lingua e a mordere la sua carne così invitante, intanto il cotone si bagnava sempre più ad ogni passaggio cercavo di affondare il dito in quella fessura e poi alzò quel poco il culo dal tavolo puntandosi coi piedi e sfilai gli slip.
Che goduria mangiarle la fica, i suoi umori mi riempivano la bocca e il cervello, infilai due dita dentro e il suo respiro cambiò e si fece veloce e intenso, leccavo e giocavo con le dita e all'improvviso mi afferrò la testa forte e spingendo la faccia contro la fica, strozzò in gola le parole che uscirono esplodendo in un rantolo liberatorio, strinse le cosce quasi a soffocarmi mentre il suo corpo fu pervaso da intensi spasmi, solo dopo le apri e io tornai a respirare con i suoi umori nella bocca e nel cervello molta voglia di scoparla o di farmi scopare.
Spogliati mi disse sempre col suo tono "duro" e mentre si riprendeva, io ubbidii come un bravo scolaretto fa alla sua maestra, e nel mentre che Mara rovistava dentro la sua borsa tirando fuori due paia di manette io restai solo coi boxer, ho detto spogliati, mi riprese autoritaria e io che guardavo perplesso cosa teneva nelle mani, tranquillo sono per te ragazzino impertinente, mi fece stendere sul letto matrimoniale, prese pria un polso e poi l'altro, mise le manette e le attaccò allo schienale del letto e mi ritrovai come Cristo in croce, certo una croce che prometteva bene almeno così pensai eccitato dal pensiero e da quello che poteva succedere, ora paghi dazio e iniziò a far scorrere la punta della lingua partendo dalle dita dei piedi, dove ad un certo punto mimò un pompino all'alluce, sentire le sue labbra chiudersi come una ventosa sul ditone del piede non avrei mai immaginato che era così piacevole, anche il mio cazzo sembrava apprezzare visto come stava reagendo a quell'amplesso, poi iniziò a salire e sentiva la sua lingua leggermente ruvida e salivosa lungo tutta la gamba e quando arrivò all'inguine e io ero certo che lo avrebbe preso in bocca, la stronza proseguì non prima di avermi guardato compiaciuta, il suo sguardo era cambiato c'era una luce diversa come se tenermi sulle spine fosse per lei fonte di godimento, e credo che era proprio così, masochista e porca com'era.
