I baci da prima dolci divennero sempre più famelici, passionali, insomma volevo di più, volevamo di più.
Presi la sua mano e la portai sul seno stringendola attorno ad esso, poi la feci scorrere sul mio ventre fino a farla arrivare agli slip.
Aiutai la sua mano ad entrare negli slip, iniziò ad accarezzarmi, il suo palmo era appoggiato sul mio monte di venere, mentre con le dita mi torturava il clitoride, caddi di schiena tanto era il piacere che quei pochi tocchi mi avevano donato, lei si mise in ginocchio sul letto e facendomi inarcare la schiena mi sfilò gli slip gettandoli per terra.
Si rimise affianco continuando la sua opera, le sue dita danzavano sul mio clitoride, nel durante passava dal succhiarmi un capezzolo al baciarmi, credo mi baciasse per non farmi urlare.
Afferrai la sua mano e spinsi le sue dita dentro la mia fica, facendolo inserii oltre le sue anche due delle mie.
Silvì capì e iniziò a spingere detto e fuori le dita aprendo sempre la mia figa stracolma di umori.
Sentivo i miei succhi uscire la dalla mia figa e colare sul mio sedere, l’orgasmo era sempre più vicino, il mio bacino si contorceva, lo alzavo tenendomi sui talloni, mia sorella non mi dava tregua, mi stava facendo impazzire.
Ad un tratto si fermò, girai il viso e vidi Matteo che svegliato da tanto casino e scuotimento del letto avendo visto la scena si era avvicinato e stava baciando Silvì.
Io: “non ti fermare”
Silvì mi guardò sorridendo
Silvì:”ora ti faccio un regalo”
Io: “sto impazzendo ti prego”
Silvì rivolgendosi a Matteo “dai continua tu”
Matteo allungò una mano e la posizionò sulla mia figa, non mi importa più chi, ma volevo il mio orgasmo.
Silvì:”ma no che hai capito, scopatela, ma solo per questa volta”
Quelle parole mi risvegliarono, come se fino a quel momento fossi stata in un mondo parallelo.
Silvì ripeté più volte a Matteo che era tutto ok e di non aver paura.
Matteo si alzò, prese dal cassetto quello che poi capi essere un preservativo, venne dalla mia parte del letto e si levo i boxer mostrando la sua erezione.
Avvicinò il suo cazzo e Silvì lo prese in bocca per inumidirlo, poi gli prese il preservativo e con fare esperto gli mise il preservativo.
Silvì mi fece mettere di traverso sul letto, Matteo in poco mi fu sopra.
Sembrava di stare su un set dove mia sorella dirigeva tutti.
Matteo si mise tra le mie gambe, appoggiò la cappella all’ingresso della figa che con tutti questi movimenti non era più tanto bagnata, dopo un tentativo, mi prese per le caviglie e le alzò fino a far arrivare la mia figa ad altezza della sua bocca. Non mi leccò, fece solo cadere della saliva sulla mia fica. Sentii la saliva colpirmi in pieno la figa che aveva aperto con le dita, quando riappoggiò il mio sedere sul materasso sentii scendere la saliva tra le mie gambe bagnandomi cosi anche il sedere.
Mia sorella era in ginocchio affianco a noi, dopo aver diretto tutto era lì in ginocchio con il sedere appoggiato sulle sue ginocchia ad assistere la scena.
Non per essere ripetitiva, ma il concetto di normalità, nel nostro rapporto è del tutto anomalo.
Io sdraiata e nuda ed il ragazzo di mia sorella nudo tra le mie gambe con il preservativo infilato da mia sorella, cosa ci sta di normale in tutto ciò? Me ne accorgo solo ora che lo sto scrivendo, in quei momenti la cosa non mi sembrava per nulla strana.
Matteo appoggiò la sua cappella sulla mia figa, si sdraiò ed entrò senza il minimo problema.
Ricevere quel pezzo di carne dentro mi sconvolse, quando entrò tutto afferrai le lenzuola per resistere al dolore provocato da quel cazzo che come sempre era duro in maniera incredibile.
Matteo teneva le mani tese, la poca luce che entrava dalla finestra illuminavano il suo volto il busto e le braccia.
Riuscivo a vedere il suo ventre nel movimento di spingere il suo fantastico cazzo dentro di me, regalandomi ad ogni spinta un profondo piacere. Ad ogni spinta perdevo il respiro, andava piano come se avesse capito che dopo tanta astinenza dovevo abituarmi ad avere un attrezzo tanto grande ficcato dentro. Era fantastico, ma volevo di più.
Gli feci capire che poteva accelerare mettendogli le mani sui fianchi, fu immediata la sua risposta, diede un colpo più forte, mi fece perdere il fiato, era pazzesco.
Dopo pochi colpi persi ogni remora, inizia ad incitarlo, iniziai a fargli i complimenti.
Urlavo frasi sconnesse “di più, ti prego di più, hai un cazzo fantastico, scopami più forte” insomma cose cosi.
Mia sorella che nuda non aveva cambiato posizione mi teneva la mano come a proteggermi, era bellissima e dolcissima, volevo anche lei, lasciai la sua mano e la intrufolai tra le sue gambe,
Io: “voglio anche te”
Mi guardò con il suo sorriso malizioso, si alzò, mise le sue ginocchia ai lati della mia testa e mi offrì la sua dolce figa.
Non mi feci pregare, afferrai le sue gambe e la feci abbassare fino ad averla ad altezza naso, piegai la testa all’indietro e mi tuffai nella sua figa liscia e bagnata.
Le spinte di Matteo erano sempre più forti e veloci, la mia testa veniva spinta sempre più forte verso la figa di Silvì.
Ebbi uno due forse tre orgasmi, sembrava che Matteo ne avesse all’infinito, quando ad un tratto urlò che stava per venire.
Non volevo che finisse tutto cosi
Io: “fermati”
Feci spostare Silvì, levai il preservativo a Matteo e lo feci mettere in piedi, volevo inginocchiarmi davanti a lui, amo farlo, amo essere sottomessa.
Inizia a succhiare il cazzo di Matteo
Io:” vienimi in gola”
Si avete capito in gola non in bocca, spinsi l’asta più in fondo che potevo, gli presi le mani e le posai dietro la mia testa, volevo che mi scopasse la bocca.
Non è una cosa che solitamente faccio, anzi diciamo che mai e poi mai l’avevo fatto, ma volevo ringraziarlo per tutto il piacere che mi aveva dato. E quale riconoscimento migliore se non fargli capire che venero il suo cazzo?!
Mi spinse il cazzo in bocca tenendo le mani dietro la nuca e sbattendomelo in gola con grandi colpi di bacino.
Non ci volle molto ed un paio di fiotti caldi mi inondarono.
Quando ebbe finito caddi con le mani per terra alla disperata ricerca d’aria.
Respiravo profondamente tossendo rumorosamente, dalla mia bocca colava una quantità enorme di saliva e sperma, ero sudata e distrutta, mi sentivo al settimo cielo.
Ero talmente distrutta dal piacere che Matteo mi aveva regalato che avevo le gambe che mi tremavano, era fantastico, ogni singola parte del mio corpo mi sembrava a pezzi e anche solo strofinare la mano sulla gamba mi donava piacere, come se il mio corpo si fosse acceso.


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