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Erotika
Capitolo sette - gli amici sono amici
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Racconto10 min di lettura

Capitolo sette - gli amici sono amici

Per lavoro ero di fatto costretta a rispondere sempre al cellulare, anche quando il numero non è fra quelli che ho in rubrica, il che spesso si traduce in una rottura, ma qualche volta può essere il preludio a qualcosa di molto piacevole. Come quel giorno in cui il mio nuovissimo smartphone iniziò a...

miss serena
3 anni fa · 376 letture · 1

Per lavoro ero di fatto costretta a rispondere sempre al cellulare, anche quando il numero non è fra quelli che ho in rubrica, il che spesso si traduce in una rottura, ma qualche volta può essere il preludio a qualcosa di molto piacevole.

Come quel giorno in cui il mio nuovissimo smartphone iniziò a suonare le immortali note di Satisfaction degli Stones, mostrando un numero che non avevo mai visto.

“Pronto Beatrice sono Greg ti disturbo ?”

Anche se in realtà ero nel mezzo di un lavoro, la voce di uno dei due ragazzi che avevo conosciuto da mia madre durante quel rapporto incestuoso, mi fece svanire ogni voglia di rimanere davanti al computer.

“No Greg, dimmi pure.” risposi già sperando di poterlo rivedere anche da solo.

“Sai con Moa avevo pensato di chiederti se stasera volessi uscire con noi, magari andiamo a berci qualcosa insieme e poi vediamo che succede.”

“Che vuoi che succeda se non che si finisce a scopare !” gli avrei risposto volentieri, ma poi pensai che fosse meglio stare al loro gioco, così accettai l’invito e mi rimisi al lavoro anche se la testa era da ben altra parte.

Non avendo nessuno dei due un’auto, c’eravamo rimasti d’accordo che sarei passata io a prenderli, così dopo aver messo un semplice vestito rosso, come l’intimo che indossavo sotto, mi misi alla guida per raggiungerli.

Dopo aver perso del tempo per cercare un parcheggio, li trovai davanti al locale che avevano scelto per l’incontro che parlottavano fra loro, ma appena mi videro quasi mi saltarono addosso per salutarmi.

“Ragazzi calma siamo in mezzo alla strada !” dissi un po’ scocciata per tanto clamore “E poi quello è un bar non certo un club privé !”

“Magari preferiresti un locale come quello a questo.” mi rispose Moa mettendomi una mano sul fianco.

“Non lo so, o meglio non ci sono mai stata, però mai dire mai, anche se adesso è meglio entrare qui.”

Una volta dentro c’andammo a sedere in un tavolo proprio all’angolo della sala, e non appena una bella ragazza ci portò quanto avevamo ordinato, i due iniziarono a toccarmi le gambe ben coperti dalla tovaglia.

“Non credere che io o lui pensiamo male di te o tua madre.” mi disse Greg che aveva oramai la mano fin troppo vicina alle mie mutandine “Siete due donne adulte e potete fare quello che volete. Però insomma capirai che trovarsi davanti madre e figlia non è cosa da tutti i giorni.”

“Lo so e con mia madre ci siamo già chiarite.” risposi senza specificare che avevamo fatto sesso fra di noi “E sinceramente non so se mi piacerebbe rifarlo, insomma come la giri è sempre un gran casino.”

“Mentre soli con te …” disse Moa facendomi capire dove volevano arrivare.

“Ed è per questo che avete tutti e due le mani sulle mie mutandine ?” domandai con una voce da falsa ingenua.

“Se vuoi la tolgo, ma credo tu preferisca stia li.” mi rispose Greg facendo scivolare la sua sopra la passera.

“Per me va bene, ma sia chiaro se fate i maiali finisce male.” dissi avendo più voglia di loro di portarmeli a letto.

“Ma se siamo due signori con la esse maiuscola !” esclamò Greg facendoci ridere “E poi perché esagerare quando è così bello se si è sempre consenzienti.”

Senza dire nulla finimmo quello che c’era rimasto nei bicchieri, per uscire di tutta fretta e prendere la macchina per andare a casa mia, e per essere sicura di poter guidare senza distrazioni, li sistemai entrambi nel sedile posteriore, dove però fecero un gran casino facendo battute sconce una dopo l’altra.

Una volta entrati nel mio appartamento, mi ritrovai fra di loro che fecero volare il mio vestito mentre mi baciavano, quasi contendendosi le mie labbra. Per avere più equilibrio poggiai un piede sul tavolino, col risultato di aprire ancor di più le gambe e dar loro via libera alla mia passera.

Moa che mi stava davanti prese a toccarmi prima fra le gambe, per poi salire sul seno quando s’accorse che Greg mi stava leccando la passera da dietro. Messa in mezzo a quei due fuochi persi subito la testa, lasciando che facessero di me ciò che volevano, quasi ringraziandoli che erano in due.

Mi ritrovai così ben presto nuda fra due stalloni di razza che non volevano altro che scoparmi sino a sfinirmi, e del resto io non aspettavo altro sperando solo che avrebbero mantenuto la parola di non esagerare.

Quando aprii i pantaloni di Moa la sua mazza uscì quasi con prepotenza, e non persi un solo attimo per piegarmi e prenderla in bocca per poterci giocare come piaceva a me. In principio mi dedicai alla sola cappella ricoprendola di baci e di veloci passaggi con la lingua, per poi farla scivolare fra le labbra quasi serrate e sentire ogni sua anche piccola pulsazione.

Greg però non era da meno con me, perché non solo mi portò ad un altissimo livello d’eccitazione, facendo passare la lingua soprattutto intorno alle grandi labbra e intorno al clitoride, ma poi mi afferrò i fianchi per penetrarmi ancora in piedi.

Mi ritrovai così quasi rapita da quei due ragazzi che m’avevano sì messa in mezzo, ma con una dolcezza alla quale era impossibile resistere, così come alle loro mazze che entravano ed uscivano senza sosta dalla mia passera sempre più bagnata. 

Non m’importava in alcun modo chi mi stesse scopando e chi invece giocava col mio corpo o mi metteva la sua nerchia in bocca, perché godevo sempre tanto che ad un certo punto fu come se invece di due bei ragazzi fossero diventati due perfetti robot il cui unico scopo era quello di darmi piacere.

La musica non cambiò quando mi portarono di peso in camera mia, anzi li furono ancora più delicati, tanto che mi chiesi come mai si comportassero in quel modo.

L’apice fu quando Moa s’inginocchio dietro di me che ero sdraiata, per tenermi le gambe aperte in modo che Greg mi potesse prendere ancor meglio, ed infatti poco dopo ebbi un primo orgasmo, che però non fermò in alcun modo i due, che anzi si scambiarono il posto come se nulla fosse.

Anche quando mi misi carponi loro due non cambiarono in alcun modo atteggiamento, tanto che forse fui io a spingere di più per poter godermi al meglio le loro nerchie.

Nel momento in cui capii che stavano entrambi per venire, mi sdraiai al centro del letto e presi a toccarmi far le gambe sino a raggiungere un altro orgasmo, proprio mentre loro scaricavano i loro sul mio seno per poi mettersi esausti ai miei fianchi.

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