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Prime esperienze scambiste di una neo-diciottenne - Capitolo 4
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Racconto14 min di lettura

Prime esperienze scambiste di una neo-diciottenne - Capitolo 4

Scendemmo le scale a chiocciola dopo che con una rapida occhiata ci eravamo rese conto che Francesco e il ragazzo della biondina non erano più al loro posto nella stanza Lap-Dance. Li ritrovammo in piacevole compagnia di altre due coppie che sorseggiavano un drink al bar. “Pensavamo non tornaste più...

Laura Francesco
2 anni fa · 483 letture · 0

Non avevo ancora finito di pronunciare quel “grazie” che la lingua di Morice si era già catapultata sui miei capezzoli, inturgiditi solo all’idea di essergli vicino.

Era una coppia molto intraprendente, pensai, considerando che anche il cazzo di Francesco era già nella bocca della ragazza del mio nuovo partner ...ed era stata lei a prendere l’iniziativa.

Decisi di non perdere tempo neanche io e allungai la mano perché non volevo passare per la verginella totalmente inesperta. Decisi di iniziare almeno a masturbarlo mentre lui continuava a succhiarmi i capezzoli.

Quel coso che già faticavo a tenere nel palmo della mano iniziò a gonfiarsi.

Ero impressionata ed eccitata allo stesso tempo.

Dopo poco il ragazzo, con un sorriso complice, mi fece delicatamente posizionare sulle ginocchia e si alzò in piedi, giusto di fronte a me.

Lo spettacolo che avevo davanti mi fece trasalire.

Mi trovavo di fronte ad un vero e proprio totem di carne.

Il glande leggermente più chiaro spiccava su quell’enorme asta nera, dalla quale era evidente che a suo tempo era stato asportato il prepuzio.

Bellissimo, il pene dell’uomo terminava in uno scroto altrettanto voluminoso e rigonfio…

“Pensa quanto sperma caldo c’è qui dentro...”.

Le parole di Katia, che si era materializzata al nostro fianco, mi fecero pensare che mi aveva letto nel pensiero.

“Di solito io inizio proprio da qui...” disse iniziando a leccare con avidità i testicoli dell’uomo.

Mentre continuava a succhiare quello scroto rigonfio volse gli occhi verso di me e con la mano diresse il cazzo verso il mio viso.

Raccolsi l’invito e iniziai a leccare quella prelibatezza, facendo scorrere la mia lingua dalla cappella giù lungo tutta l’asta per poi ritornare a salire quando la mia lingua si scontrava con quella di Katia.

Mi resi conto di essere molto brava in quell’operazione quando, a fronte di alcuni colpi di lingua ben assestati all’altezza del frenulo, vidi fare capolino sulla testa del glande alcune gocce di liquido prespermatico. Mi precipitai a raccoglierlo mettendo in bocca con avidità l’intero glande fino alla corona.

Non nego che per succhiare quel cazzo dovetti divaricare oltremodo la mia cavità orale in modo anomalo, considerando che si trattava ancora solo della punta.

“La tua amica succhia il cazzo da vera troia...”.

Nonostante l’accento e la pessima pronuncia avevo capito benissimo la frase che Morice aveva rivolto a Katia.

“Si lo so...per questo è mia amica!” ammiccò lei fissandolo negli occhi.

Morice e Katia dovevano aver capito di aver colto nel segno, perché a quella frase un primo schizzo di umore della mia fichetta mi inumidì le mutandine

Evidentemente non riuscivo più a celare la mia vera natura.

Katia scese dal letto e tenendomi per le spalle mi fece appoggiare con la schiena e la nuca alla colonna più vicina a noi. Ora capivo a cosa servivano tutte quelle imbottiture di velluto.

“Scopale la bocca !” intimò a Morice mentre mi tratteneva i capelli da dietro in modo che il mio viso fosse leggermente rivolto verso l’alto.

Con l’altra mano prese il cazzo dell’uomo, che a quel punto aveva raggiunto dimensioni veramente asinine, puntandomelo verso la bocca mentre Morice agevolava l’operazione flettendo le ginocchia dall’alto verso il basso.

Io istintivamente aprii la bocca al massimo che mi era possibile.

Sentii dapprima il glande , turgido e morbido allo stesso tempo, appoggiarsi sulla lingua e farsi strada iniziando a comprimere il palato.

Poi l’asta di carne iniziò lentamente ma con decisione a forzare la mia apertura orale, mentre la punta del cazzo mi arrivava in gola.

Katia aggiustò la posizione con una leggera tensione dei capelli che teneva nella mano, in modo tale che la mia bocca e la mia gola potessero raggiungere una posizione il più allineata possibile. La manovra funzionò perché senza provare alcun senso di asfissia riuscii ad accogliere ancora più a fondo nella gola quell’enorme cazzo.

Poi, Morice, iniziò a scoparmi la bocca.

Su e giù. Lentamente, dapprima, e poi con un po' più di foga. Ma sempre senza provocarmi alcun fastidio. Anzi mi stava piacendo.

Mentre ingoiavo quel cazzo assolutamente fuori dalla norma, ebbi il tempo di rendermi conto di cosa stesse succedendo di fronte a me. Sbirciavo fra le cosce di Morice negli sporadici istanti in cui l’uomo si rialzava sulle gambe prima di riaffondare nella mia gola. La visuale mi era resa difficoltosa dallo scroto dell’uomo che mi ballonzolava davanti agli occhi.

L’orgia aveva preso il via.

Al centro del letto un unico groviglio di corpi bianchi e neri.

Dietro le tende uno stuolo di guardoni di entrambi i sessi si masturbavano rimirando la scena. Francesco era passato dalla negretta ad un rossa tutta tette e si stava occupando della sua fichetta, mentre il ragazzo di Katia si occupava del cazzo di Francesco.

La posizione del ragazzo permetteva a sua volta alla ragazza di Albert di cavalcarlo.

A completare questa parte del quadro, notai Albert che scopava la bocca della rossa più o meno come Morice stava facendo con me, con la differenza che la rossa era completamente distesa sul letto.

“Maintenant je veux baiser sa chatte...” Morice ordinava a Katia di prepararmi alla penetrazione vaginale.

Mentre Katia mi faceva accomodare a pecorina sul letto mi chiesi se la mia fichetta, per quanto lubrificata al massimo e non certo di primo pelo, sarebbe stata in grado di contenere quel palo di carne.

Katia si posizionò a 69 sotto di me e iniziò a leccarmi.

Dapprima le grandi labbra, per poi affondare la lingua nelle piccole labbra inframmezzando il tutto con rapidi colpi sul clitoride.

Con la coda dell’occhio vidi Morice che in piedi dietro di me sosteneva quell’enorme coso con la mano destra, masturbandosi mentre fissava eccitato la mia fica che sbrodolava sotto i colpi di lingua di Katia.

La rossa e la ragazza di Albert in un impeto di emulazione avevano assunto la medesima posizione .

Ora Francesco fotteva la rossa alla pecorina mentre la nera gli leccava lo scroto.

Albert passava rapidamente dalla bocca della rossa alla fica della fidanzata avendole entrambe a pochi centimetri di distanza.

Invogliato da quella scenetta, il ragazzo di Katia mi si parò di fronte offrendomi il cazzo.

Non feci a tempo a prenderlo avidamente in bocca che l’uomo si ritirò dalla mia bocca per abbassarsi leggermente e affondare repentinamente il cazzo nella vagina di Katia.

Il gemito di Katia mi fece capire che non se lo aspettava, mentre il ragazzo tornava a spingermi il cazzo nella bocca per poi ritirarlo e affondare di nuovo dentro di lei.

Abbassai per un istante la testa per rilassare i muscoli del collo e diedi distrattamente un fugace sguardo dietro di me, giusto l’istante che il ragazzo mi concesse prima di sollevarmi la testa per penetrare nuovamente la mia bocca. Lo fece tirandomi leggermente i capelli, che aveva raccolto formando una coda di cavallo che lui ora teneva con entrambe le mani.

Quell’istante fu sufficiente per intravedere le gambe di Morice che si flettevano cercando la posizione.

Poi, mentre il ragazzo mi entrava in bocca, la mano sinistra di Morice si appoggiò sulla mia corrispondente natica premendola verso l’esterno così come Katia stava facendo con la destra.

Mentre realizzavo cosa stava per succedere sentii distintamente il glande dell’uomo appoggiarsi alla mia vagina e subito iniziare ad entrare.

La penetrazione fu lenta ma profonda e senza soluzione di continuità. Katia aveva ragione: Morice sapeva veramente il fatto suo perché inaspettatamente la mia vagina perfettamente lubrificata non opponeva la minima resistenza.

Man mano che il cazzo avanzava dentro di me sentivo un enorme ed appagante senso di riempimento.

Si fermò solo quando sentii distintamente i testicoli sbattermi sul clitoride.

Si. Lo avevo dentro. Tutto.

A differenza del ragazzo di Katia, che nel frattempo era già uscito e rientrato dalla mia bocca più volte, Morice, una volta affondato completamente dentro le mie viscere, si immobilizzò.

Sentivo la lingua di Katia indugiare sulla parte della mia fica rimasta accessibile, per poi passare all’asta (e immaginai anche lo scroto) di Morice.

Poi iniziarono i colpi.

Cadenzati e decisi.

Il palo scivolava fuori e dentro di me facendomi impazzire di piacere.

Io oscillavo avanti e indietro assecondando ogni affondo.

“Aaargghhh! Sborro !” Inaspettatamente il ragazzo di fronte a me stava già per venire. Evidentemente quella doppia scopata bocca/fica era troppo anche per chi come lui era abituato ad ogni tipo di perversione.

Quando già mi stavo preparando a godere della vista della colata di sperma bollente uscire dalla fica di Katia, il ragazzo con l’ennesimo balzo felino uscì dalla vagina della donna puntando il cazzo verso di me.

I sussulti del membro che stava per eruttare furono amplificati dal fatto che il ragazzo non lo tratteneva con le mani.

Fissavo quel cazzo singhiozzante di fronte a me che si avvicinava e allontanava anche in base ai colpi dell’uomo che mi penetrava da dietro.

Uno, due, tre, quattro… i sussulti sembravano non terminare mai.

Poi quando meno me lo aspettavo, il primo schizzo interminabile mi raggiunse il viso. Un fiotto di liquido caldo e inebriante mi colpì come una saetta attraversandomi il viso.

Per puro caso, in quel momento avevo socchiuso gli occhi godendomi l’ennesimo affondo di Morice, altrimenti l’occhio sinistro sarebbe rimasto colpito in pieno da quella bordata di sperma, che aveva continuato la sua corsa passando dal naso alla guancia destra per poi spegnersi sul mento.

Istintivamente aprii la bocca sporgendo la lingua, pronta a ricevere dritto in gola almeno una parte del secondo schizzo.

Mi aspettavo che il ragazzo avrebbe gradito scaricare il suo nettare direttamente nella mia cavità orale penetrandola, invece…

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