Mi pare di giocare a twister, con lei nella parte del tappettino colorato, e io che improvviso posizioni improbabili per accontentarla. Ma alla fine ce la faccio, lancia un urlo e subito dopo si sente un commento compiaciuto dall’altra parte del muro.
«È lo stronzo del vicino, ignoralo.»
Non è facile ma ce la faccio, complice il fatto che, per soddisfare le sue richieste, da diversi minuti trattengo a fatica il mio di orgasmo.
Subito dopo si alza e sparisce in bagno. Quando torna, nuda e disinvolta come se ci conoscessimo da una vita, mi chiede:
«Se ti accontenti di una pizza, puoi cenare qui, con me.»
Annuisco e prendo lo smartphone per avvisare gli amici. Quando lo riappoggio sul comodino, lei sta sfilando il preservativo. Subito dopo prende in mano il cazzo moscio e si mette a leccarlo come se fosse la cosa più buona del mondo.
Il mattino dopo arrivo tardi al lavoro. Raggiungo la scrivania tenendo gli occhiali da sole. La segretaria è già seduta al suo posto e mi accoglie con un sorriso abbagliante. Mi sento stanco e prosciugato, ieri sera Sabina mi ha tolto tutte le energie. Saluta e ammicca: «Sembri stanco.»
«Ho dormito poco.»
Passa un mio collega che commenta: «O forse l’hai consumato pensando a lei.»
Poi osserva il modo in cui lei mi sta guardando, e sono certo che gli sia venuto un dubbio che non l’abbia solo pensata. In ogni caso non dice niente e passa oltre con un’espressione stupita.
Rimango anch’io a guardarla, ipnotizzato dai due incisivi bianchissimi che mordono il labbro inferiore, quando una voce roca mi chiama: «Barra, nel mio ufficio.»
È Ezio, il capo. Tolgo gli occhiali e lo raggiungo.
«Chiudi la porta e siediti.»
Non si mette bene. Prende in mano un foglio e legge qualcosa, poi inizia a parlare.
«Flavio, come sai, le cose non stanno andando bene. Purtroppo dobbiamo ridurre l’organico. Penso che, come tutti gli altri, ti stia guardando in giro.»
«Sì, ma non è facile.»
«Su questo ti posso aiutare. Un mio amico sta cercando un ragazzo con le tue competenze.» Allunga un biglietto da visita. «Lo puoi chiamare e dire che ti mando io. Gli ho già parlato di te.»
Prendo in mano il biglietto, perplesso. Questa cosa non mi convince, sento puzza di fregatura.
«Grazie, Ezio. Immagino sia difficile trovare un’alternativa per tutti, per non lasciarci col culo per terra …»
«In realtà, lo sto facendo solo per te.»
A questo punto mi è venuto un dubbio.
«Quanti esuberi ci sono esattamente?»
«Quattro persone, ma mi sto muovendo per gradi.»
Il sospetto diventa realtà.
«E io sono il primo … e l’unico.» Rimane impassibile. «Come mai?»
Assume un atteggiamento seccato.
«Tanto per iniziare, passi le giornate a fare aeroplani di carta.»
Alzo le braccia.
«Non c’è un cazzo da fare. Se preferisci, posso dedicarmi allo shopping online, come gli altri!»
Mi guarda serio.
«Avresti potuto, ma hai preferito fare altro.»
E finalmente capisco a seguito di quale delitto sto subendo il castigo: mi sono scopato la sua amante. Faccio un disperato tentativo per cercare di non perdere il lavoro.
«Se è per Sabina, non è successo niente di quello che immagini.»
Lui mi consegna il foglio che tiene in mano.
«Sei proprio un ragazzino. Non so cosa ci trovi …» scuote la testa e interrompe la frase a metà. «Tieni. È una lettera di dimissioni, devi solo firmarla. Raccogli le tue cose, stasera finisci.»
Mentre sto per uscire, incredulo per quello che è appena accaduto, col foglio in mano, l’altro aggiunge.
«Mandami Sabina.»
Non sono pronto per questo cose, è il mio primo lavoro, magari ci farò il callo, prima o poi, mi crescerà il pelo sullo stomaco e riuscirò ad affrontare capi stronzi come Ezio, e magari spuntarla. Non ho intenzione di intentare cause, o tirare in ballo sindacati o roba simile, sento solo una voglia pressante di andarmene da questo posto di merda. Vedo solo una strada a senso unico, motivo per cui mando la segretaria da lui ed esco con il biglietto da visita in mano per fare la telefonata all’amico di Ezio.
Quando rientro, mi viene la nausea. Quel posto, i colleghi che conosco appena, malgrado lavori lì dentro da quasi un anno, mi sembrano improvvisamente dei perfetti sconosciuti, motivo per cui mi giro e vado a farmi un giro.
Rientro nel tardo pomeriggio, intenzionato a firmare la lettera che ho lasciato sulla scrivania, raccogliere le mie cose e andarmene senza salutare nessuno. Realizzare il mio intento è più facile di quanto immaginassi: passo il badge, apro la porta e mi accorgo che l’ufficio è deserto. Raccolgo le mie cose buttandole alla rinfusa dentro un sacchetto, quindi firmo le dimissioni. Quando entro nell’ufficio del capo, vedo Sabina seduta al suo posto che sta ordinando dei fascicoli.
«Avrei preferito te come capo.»
Alza gli occhi, non si aspettava di vedermi.
«Non pensavo che tornassi. Mi ha dato la notizia … mi spiace. Spero non sia successo per colpa mia.»
Appoggio la lettera di dimissioni sulla scrivania.
«Sarebbe successo comunque. E poi … la tua figa vale questo e altro.»
Sorride lusingata. È una donna molto pratica, la mia segretaria preferita, indietreggia la sedia e apre le gambe, sollevando la gonna fino a sopra le ginocchia, poi mi fa un cenno. Io mi infilo a quattro zampe sotto la scrivania assumendo la posizione che di certo lei ha assunto decine di volte, con Ezio dove lei si trova adesso.
Quando sono sazio del sapore del suo sesso, mi alzo e abbasso i pantaloni, lei sfila le mutande e poi si stende sulla scrivania.
«Il primo cassetto, a destra.» Lo apro e vi trovo una scatola di profilattici. «Offre il capo.»
Un poco mi spiace lasciare questo posto, proprio adesso che ho ingranato con la segretaria. Il negozio dell’amico di Ezio dista a una decina di minuti da qui. Non sono anni luce, ma sono certo che Sabina tra un paio di giorni ricorderà a malapena il mio nome.
Non è il caso di pensare a queste cose. Meglio godere del momento. Le alzo il vestito fino al collo e affondo il viso tra i suoi seni, mentre spingo a più non posso. Mi piace come gode, i gridolini sinceri di piacere, il modo con cui asseconda i miei movimenti per farli diventare anche suoi. Quando sto per venire, mi viene un’idea.
«Scendi dalla scrivania.»
È tutta sudata, si mette al mio fianco, pensando che voglia venire nella sua bocca. Alcuni fogli si sono appiccicati sulla schiena, li tolgo e li rimetto sul tavolo, tra quelli c’è la mia lettera di dimissioni.
«Fanculo.»
Tolgo il preservativo e firmo la lettera per la seconda volta.
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Dal 2022 si dedica alla scrittura di romanzi erotici spaziando su tutti i generi (dal BDSM, all'etero, cuckold, LGBT+). Collabora con la casa editrice Brè-Eroscultura e pubblica in modo diretto mediante Amazon Kindle Direct Publishing.
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