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Chi la fa, l'aspetti
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Racconto14 min di lettura

Chi la fa, l'aspetti

Un marito cuck, una moglie audace. Desiderio e umiliazione.

karamazov
1 anno fa · 1.3k letture · 0

Luca e io ci sentimmo ancora per un breve periodo, ma sempre senza esporre troppo le nostre emozioni. Lui, più che me, si chiedeva cosa fosse andato storto. 

Giulia era pronta.

I pantaloni di pelle erano sempre sensuali, (chissà se aveva messo le mutandine), ma pur sempre più castigati di una gonna, e non lasciavano presagire chissà quali fantasie da parte sua per l'imminente serata.

La camicetta che lasciava intravedere un solco della scollatura, tuttavia mi istillava qualche speranza ed eccitazione.

Quando arrivammo il loft era già gremito.

Flavia ci accolse calorosamente come al solito elogiando la splendida forma di Giulia.

"Tu non hai 50 anni amore mio dimmi la verità"

"Sei tu che non li hai e si vede" replicò mia moglie indicando le natiche di Flavia fasciate da una gonna quasi inguinale.

Quel gesto mi lascio interdetto, non l'avevo mai vista spingersi fino a quel punto.

Che avesse carpito qualcosa? O Flavia le aveva anticipato tutto a mia insaputa?

Veniamo introdotti nell'ampia sala al cospetto di Alberto.

E in effetti Flavia aveva ragione, era un bel tipo, elegante, quasi minaccioso, uno che sicuramente non passa inosservato agli occhi di mia moglie.

Sento inconsciamente la concorrenza, il che è strano da parte di chi è abituato a vedere la propria partner posseduta da uomini sempre diversi.

Stavolta però era una minaccia diversa, l'aura che emanava Alberto andava aldilà del semplice sesso, erw una questione di dominazione e mi sentivo schiacciato e affascinato allo stesso tempo.

Ci presentiamo rapidamente e si capisce che lui è ovviamente al corrente della nostra situazione, sa che io non rappresento un ostacolo e che deve focalizzarsi esclusivamente su Giulia.

Flavia gli facilita la gestione prendendomi sottobraccio con la più banale delle scuse portandomi via. Giulia quasi non se ne accorge.

Ci mettiamo a distanza per osservarli.

"Allora?" mi fa lei. 

"Allora che?"

"Carino no?"

"È un cazzo di Christian Grey altro che carino Flavia. Così non vale. Giochi sporco"

Si mette a ridere.

"Ma non sei gelosa? Nel senso se poi preferisse lei a te? “

"Hey ma mi hai visto?" Facendo una piroetta e mostrando il suo fisico da sballo

"Beh si in effetti."

"Scemo." 

"Sei già ubriaca, si vede."

"Solo un po' brilla e poi se mi molla per lei è pieno di uomini in giro, vuol dire che non è quello giusto." Continua sorridendo.

"Sarà, ma io temo che Giulia possa mollarmi dopo una notte con uno così." 

"Sei proprio uno zuccone scemo. Ma dove lo trova uno come te Ale?"

"Certo, è difficile no? Un cornuto non si trova facilmente è vero." Dico sommessamente.

"Non intendevo quello." Facendosi seria.

"Tu sei consapevole di quello che fa Giulia e vi incastrate alla perfezione. Ti faccio una domanda secca Ale ma devi rispondermi sinceramente." 

Annuisco. 

"Godi di più a scopare o a masturbarti?" 

Resto di sasso. 

"Ok hai bevuto, dai." 

"Si,ho bevuto ma non sono ubriaca, rispondi please." 

"Dai vai che ti aspettano" le dico cercando di glissare. 

Mi abbraccia e mi sussurra "La tengo d'occhio e te la riporto sana e salva." 

La vedo raggiungerli e dopo qualche convenevole sparire insieme dietro un separè. 

L'attesa mi devasta, non tengo conto del tempo, potrebbero essere passati dieci minuti o un'ora. 

Mi siedo in disparte fantasticando su quanto sta accadendo dall'altra parte. 

Flavia è riuscita a convincere Giulia? Se si, come avrà fatto? 

Avrà inziato a succhiarlo a quel bastardo per farle venire voglia? No, lo escludo. 

È più probabile che Il marpione abbia fatto sdraiare Flavia sfilandole le mutandine, leccandola con maestria per mostrare le sue qualità da linguista, argomento che fa sempre una certa presa con le signore. 

Fantastico che Giulia si sia infilata le mani nei pantaloni di pelle appena accortasi dall'eccitazione crescente e a quel punto i due l'avranno invitata ad unirsi a loro, iniziando a baciarla sul collo. 

Mi sembra di vedere una scena vivida mentre lui, sbottonadole la camicetta, inizia a palparle i seni ancora compressi nel reggiseno e Flavia farsi strada con la lingua dentro la bocca di Giulia. 

Mi sto bagnando, devo cercare immediatamente un bagno perché sto scoppiando. 

Aspetto che escano due tipe che sembrano strafatto, per impossessarmi della toilette chiudendomi a chiave e mettere un po' di carta igienica sul lavandino. 

Le immagini si susseguono veloci finché arrivo all'immagine di un passionale blow job sandwich di Giulia e Flavia. 

Immagino lo sperma che esce a fiotti dalla turgida cappella di Alberto colando sulle bocche avvinghiate alla sua asta eretta, e le due amiche che continuano a baciarsi incessantemente, quasi incuranti del seme di Alberto che sembra non esaurirsi mai. 

Vengo copiosamente nel lavandino. 

La sega mi calma e mi svuota emotivamente. 

Mi sento solo e voglio andarmene. 

Fortunatamente non passa troppo tempo per accorgermi che Giulia mi bussa alla spalla mentre quasi mi addormentavo su una sedia in fondo alla sala. 

"Tutto ok? Vogliamo andare?" 

"Ah , ciao si, avete... Voglio dire, tutto a posto?" 

"Tutto a posto" mi fa lei. 

"E Flavia?" 

"Te l'ho salutata io, possiamo andare. " 

Capendo che qualcosa sia andato storto, In macchina non scambiamo una paola e soltanto una volta a casa mi chiede

"Sapevi tutto vero?" 

"Si. " Confesso. 

"Perché non mi hai detto niente?" 

"Non volevo mettermi in mezzo." 

"In mezzo? Semmai è stata Flavia a mettersi in mezzo." 

"Scusa, spero almeno ne sia valsa la pena." 

"Non direi anche perché non abbiamo concluso nulla." 

"Come nulla? Non ti piaceva il tipo? Alberto." 

"In effetti molto, è stato un vero peccato non aver approfondito, ma lo sai, a me la fica non è mai interessata, anche se quella di Flavia è di prima qualità, sia ben chiaro." 

"Li hai guardati?" 

"Per un po'. Ci tenevano, dal momento che ormai ero là."

"Ma perché ti sei tirata indietro, almeno con lui intendo." 

"Perché abbiamo fatto un patto basato sulla fiducia reciproca e non sapevo che tu sapessi della situazione, sarebbe stato come tradirti. Che ingenua..." 

"Oh Giulia sono uno scemo." 

"Si lo sei, vieni qui." 

Mi abbraccia dandomi tanti piccoli baci sulla bocca, facendomi stendere sul letto. 

Inizia a sbottonarmi la patta infilando la mano nei miei boxer. 

Me lo tira fuori. È già duro. 

"Preferisci la bocca o la mano?" 

Tanta generosità mi stupisce ma non esito a risponderle.

"La mano." Le dico. 

"Così puoi raccontarmi come te lo saresti scopato."

"Seiun porcellino." mi dice sorridendo mentre le sue dita scivolano sul mio cazzo. 

All'improvviso squilla il citofono. 

"Chi è?" mi allarmo.

"Deve essere Bruno." 

"Bruno? Chi è Bruno?" 

"Ci ho avuto a che fare un paio di mesi fa, niente di importante, ma l'ho richiamato prima di andare via da casa di Flavia perché stasera passo la notte da lui,e sai perché? " 

Faccio di no con la testa. 

"Perché è un uomo gretto, egoista e per nulla brillante, uno zotico per intenderci." 

"Non capisco." Dico. 

"Quando ci ho scopato mi ha fatto sentire usata e in quel momento l'ho detestato, mi sentivo sporca. Ma stasera tu mi hai fatto di peggio facendomi sentire una puttana, perché hai provato a vendermi alla tua fidanzatina del liceo, e neanche per scopartela, ma per toglierti lo sfizio di vederla all'opera. E allora mi sono detta, Giulia, se vuoi fare la puttana fallo per te stessa. Ed eccomi qua, stasera ho deciso di fare la mignotta a modo mio."

Va ad aprire la porta e faccio la conoscenza di Bruno mentre mi copro le parti intime. 

"Ale questo è Bruno." Dice presentandomi un uomo sulla sessantina ma in gran forma, che intuisco essere il selvaggio descritto da Giulia. 

Non so che dire ma Giulia rompe gli indugi informandomi che, tempo di arrivare a casa di Bruno, mi avrebbe fatto una videochiamata per augurarmi la buona notte. 

"In frigo c'è una lasagna nel caso tardassi per pranzo, ma dovrei farcela, ciao amore." 

Li vedo uscire mentre lui le tiene una mano poderosa sul culo, marcando la sua preda, il suo territorio. 

Tempo mezz'ora e squilla il telefono, accetto la videochiamata. 

Le luci sono soffuse ma lo smartphone è posizionato per fruire dell'intero scenario. Riesco a distinguere chiaramente la bocca di Giulia sul cazzo eretto di Bruno mentre  la domina in posizione eretta tenendola per la testa. 

Senza perdere tempo e senza troppi convenevoli, la gira, e dopo averle lubrificato sapientemente il culo con la lingua, le infila gradualmente due e tre dita per prepararla a quella che, è evidente, sarà una penetrazione anale. 

Quando ritiene che Giulia sia pronta, la monta salendole sopra come un animale con conseguente immenso godimento di mia moglie, probabilmente da lei amplificato per enfatizzare il momento e la mia umiliazione, ma il risultato è eccellente e tanto basta a farmi provare il secondo orgasmo della serata, più intenso del precedente che avevo avuto nel bagno a casa di Flavia. 

Salutarli adesso sarebbe inutile, con tutto quello che hanno ancora da fare non avrebbero alcun interesse, né modo di sentirmi. 

Vorrei continuare a guardarli, sono sesso primordiale, potente e viscerale, ma le mie voglie per stanotte sono placate. 

Chiudo la chiamata senza l'intenzione di pulirmi, con lo sperma che tra un po' si seccherà sulla mia pancia, pensando a quello fresco che tra non molto e senza chiederle il permesso, Bruno farà ingoiare a Giulia. 

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karamazov

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