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Erotika
Chi la fa, l'aspetti
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Racconto14 min di lettura

Chi la fa, l'aspetti

Un marito cuck, una moglie audace. Desiderio e umiliazione.

karamazov
1 anno fa · 1.3k letture · 0

La notifica di WhatsApp illuminò lo smartphone, interrompendo il torpore in cui ero immerso da un'ora tra i grafici di Excel.

Un messaggio vocale.

Detesto i vocali, a meno che non siano strettamente necessari, ma mi incuriosisce che sia Flavia a mandarmelo.

Da quando le ho presentato Giulia, mia moglie, abbiamo ricominciato a frequentarci a distanza di trent'anni. 

Ma è con Giulia che scambia regolarmente messaggi, gif e chiacchiere varie, piuttosto che con me. 

Mi metto gli auricolari e faccio partire il messaggio.

"Tesoro, come stai? Oggi a pranzo sarò dalle tue parti. Hai mezz'ora per mangiare qualcosa insieme?"

Strano, Flavia sa dove lavoro, ma non è mai venuta da queste parti nemmeno per un saluto. E ora vuole pranzare insieme.

C'è qualcosa che non quadra, penso, ma senza pensarci troppo le rispondo con un pollice alzato, indicando il luogo e l'orario.

Alle 13 è puntualissima. Io sono già seduto a un tavolo in fondo, cercando di evitare gli sguardi di eventuali colleghi, il che è inevitabile visto che la mia amica non passa mai inosservata.

Alzo la mano, ma lei mi ha già visto e accelera il passo verso di me, vestita con jeans stretti che mettono in evidenza il suo fisico scolpito, risultato di allenamenti in palestra e di una genetica generosa.

Mi abbraccia e mi dà un bacio rapido sulla bocca. Ormai è abituata a farlo anche con Giulia, e con me in sua presenza. 

Non ho mai capito questo slancio di intimità, forse è il suo modo di esprimere un affetto profondo. Ma noto gli sguardi invidiosi degli uomini e le occhiate curiose di alcune colleghe.

A dire il vero, non mi infastidisce, anzi. Potrebbe essere un vantaggio, magari per un'avventura senza impegni con Clara, una collega che credo non aspetti altro da me. Mi sono sempre sottratto, limitandomi a fantasticare  un pompino veloce e senza trasporto al bagno del primo piano. 

Mentre abbraccio Flavia, le mani sfiorano, per un istante, i suoi glutei scolpiti, quelli che ammiravo sin dai tempi del liceo e sui quali avevo fantasticato centinaia di volte, e pur ammettendolo spudoratamente lei non ha mai mostrato imbarazzo, ma nemmeno interesse.

Ci sediamo, e subito Flavia arriva al punto.

"So che ti sembra strano che ti abbia cercato all'improvviso," inizia.

"Beh sì, è quello che ho pensato. Però mi fa sempre piacere vederti," rispondo.

Mi sorride, prendendomi le mani.

"Sabato organizzo una cena fredda, un buffet con diverse persone. Venite?"

"Volentieri," rispondo, "ma devo ammettere che non capisco perché sei venuta fin qui a invitarmi."

"Dai, non faccio giri di parole, mi frequento con uno," dice, guardandomi dritto negli occhi.

"E...?"

"Si chiama Alberto," aggiunge, sorridendo con un'aria quasi divertita.

"Flavia..."

"Ha visto il profilo di Giulia su Instagram e mi ha detto: 'Ma chi è questa ragazza così affascinante?' Mi sarei dovuta ingelosire, ma Giulia è davvero splendida e la adoro. Non capisco in che altro modo dovrei reagire."

"Va bene, ma ti giuro che continuo a non capire," rispondo, scrutando il suo volto.

Lei si avvicina quasi a sfiorarmi la testa.

"Beh, in intimità, ricordandomi del commento, l'ho stuzzicato un po'..."

"Stuzzicato?"

"Lo sai come vanno certe cose," dice, con un sorriso enigmatico.

"Quello che continuo a non capire, Flavia," le dico quasi bisbigliando, "è perché hai questa urgenza di raccontarmi queste fantasie col tuo nuovo fidanzato, e che riguardano mia moglie. Non che non mi piaccia l'idea" concludo con un sorriso.

"Non sono venuta a raccontarti una fantasia. Volevo semplicemente metterti al corrente di un interesse da parte di Alberto."

"Il tuo fidanzato?"

"Fidanzato? Non credo, lo frequento," dice, ridendo.

"Mi stai dicendo che vuoi condividere il tuo nuovo tipo con la tua migliore amica? Che tra l'altro è mia moglie? Non penso che Flavia sia così desiderosa di entrare nella tua vita amorosa."

"Condividere, esatto," conferma lei, con un sorriso malizioso.

Mi guardo intorno, un po' incerto. "Cioè?"

"Ale, dai, arriva al punto."

Ci stavo arrivando, ma non volevo crederci.

"Tu e Alberto volete... fare un'esperienza con Giulia? Insieme? "

La risposta arriva diretta:

"Esattamente, mi piacerebbe. Ma ho preferito dirtelo prima."

Era la prima volta che ascoltavo una proposta del genere, anche se in passato avevo assistito ad incontri di Giulia con due uomini, e una volta anche con tre, ma mai con un'altra donna.

Giulia amava la bellezza femminile, ma aveva una certa ritrosia verso la fica. Così pensavo che non avrebbe mai rovinato un'amicizia per un gioco a cui non era mai stata interessata. Ma l'idea di partecipare personalmente a questa dinamica... mi solleticava.

Cercai di mantenere la calma, ma non potevo nascondere l'eccitazione.

"Gentile da parte tua, ma già sai che Giulia non accetterebbe. Certo, se potessi unirmi anche io..."

"Ale, dai..."

"Cosa c'è di strano? È uno scambio equo."

"Ale, sei come un fratello per me."

"Mi risulta che siamo amici," rispondo, con un sorriso malizioso.

"Ci conosciamo da quando eravamo ragazzini. Il mondo è pieno di donne, Ale. E poi... perché non provi a ricominciare attivamente con Giulia? Non capisco davvero."

"Non mi vuole, Flavia. Non completamente, penso che tu abbia intuito come stanno le cose."

"Non proprio onestamente, ma aldilà di tutto qualcosa potrebbe ancora cambiare, no?"

Sospirai, pensando a quanto mi illudessi di desiderare Giulia come un marito tradizionale, pur avendo stabilito un patto anni fa.

"Non è così semplice," risposi, cercando di non lasciarmi trascinare dai pensieri. "Va bene, mi starò buono in un angolo a guardarvi."

"Sei proprio uno zuccone," commenta lei.

"Che c'è? Non posso neanche più assistere agli incontri di mia moglie?"

"Ricordati che ci sarò anche io, e non mi faccio vedere da te in certe circostanze, caro."

"Che vuoi che faccia?"

"Ale, lo so che è una situazione strana, e ti giuro che anche per me lo è. Non avrei mai pensato di trovarmi in questa situazione. Ma per onestà, ho preferito dirtelo prima. Poi magari Giulia si tira indietro, come dici tu."

"Com'è questo Alberto?"

"Giovane e carino," risponde, facendomi una smorfia.

Sbuffo.

"Che c'è, sei geloso ora?"

"Invidioso, direi, molto," rispondo, con un sorriso.

Era passato un quarto d'ora e non avevamo ancora ordinato, così la fame mi era passata.

"Alzo le mani, ti dispiace se rientro?"

"Dai Ale, non fare così," dice, accarezzandomi la mano.

"Tranquilla, Flavia, non sono arrabbiato," la rassicuro.

Ci salutiamo come sempre, con affetto, e  non distolgo lo sguardo da quel culo che si allontana promettendomi di dedicarle una sega appena possibile.

Arrivò sabato senza che avessi fatto trapelare nulla, e mi sembrò che anche Flavia avesse mantenuto un certo riserbo.

Giulia attraversava un periodo tranquillo, e la sua ultima relazione "seria" risaliva a due mesi prima, senza particolari sviluppi. Ovviamente mi aveva messo al corrente che nel frattempo aveva avuto qualche avventura occasionale di scarso interesse e godimento da parte sua, per questo non mi era mai interessato entrare nei dettagli.

Avevamo stabilito una regola tra di noi: non superare il limite che avrebbe potuto compromettere leddinamiche della nostra relazione. Quando una conoscenza si faceva troppo intima o frequente, sapevamo che era meglio tagliare i ponti. Non sempre era facile, specialmente con i partner di Giulia, che spesso si infatuavano nonostante avessimo chiarito fin dall'inizio le nostre intenzioni.

"Lasciarlo andare", le dicevano spesso, "che te ne fai di un uomo così?". Ma non capivano che, per lei, quel tipo di relazione era l'ideale per soddisfare la sua sessualità libera senza compromettere il resto della sua vita.

Poi, ci fu un episodio in cui fui io a superare il limite.

Conoscemmo Luca, un ragazzo molto più giovane di noi, educato, affabile, una persona davvero piacevole. Mi ero talmente affezionato che non mi dispiaceva che dormisse con Giulia dopo una serata di sesso tra loro come se fossero due ragazzini innamorati, anche se biologicamente avrebbe potuto essere sua madre. 

Mi divertiva organizzare uscite al cinema, scegliendo film leggeri e spettacololi poco frequentati, così da poterci sedere in fondo, con Giulia tra me e Luca.

Accarezzarle insieme le cosce, vederli baciarsi mentre la sentivo sempre più bagnata con le mie dita per poi vederla afferrare il cazzo di Luca e succhiarlo avidamente. 

Quando era possibile e non c'era nessuno, si intrufolavano nei bagni degli uomini per consumare un amplesso veloce mentre io facevo il palo. Una volta usciti sceglievo lo stesso bagno pregno dei loro odori per venire quasi istantaneamente nello stesso luogo dove mia moglie si era fatta appena sbattere dal suo amante. 

Con Luca risale anche l'ultima volta in cui Giulia mi si è concessa in un rapporto completo. 

Capita, raramente, che durante il sesso di Giulia con un altro uomo, mi si conceda di diventare parte semi attiva spingendomi a palpalrle i seni e a succhiarle i capezzoli. 

Sono richieste dei partner di turno che nei preliminari si eccitano a vedere qualcuno che si occupi delle sue magnifiche tette, mentre lei inizia a spompinarli, ma è più un eccezione che la regola. La maggior parte degli uomini gode di più nell'esclusività del rapporto sessuale, pensando forse, a torto, che quel corpo possa averlo quando voglio. 

Quella volta invece, su insistenza di Luca, la possedemmo insieme, infrangendo il patto che ci eravamo dati. 

Vedere la loro complicità mi aveva sempre fatto riflettere, ma la situazione era diventata più complessa quando avevamo deciso di esplorare una dinamica diversa. Nonostante questo, Giulia aveva deciso di chiudere la porta su quella relazione, ritenendo che fosse diventato troppo complicato per tutti.

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