Silvia gode nel sentire quelle parole, dentro di sé, nella sua mente, c’è solo il piacere, non sente nessun’altra cosa, non ha nessun altro pensiero, né desiderio che godere, incita i due maschi a inondarle il culo come i primi due le hanno ben farcito la fica, da cui continua sgorgare il seme. È in preda ad una frenesia erotica che le provoca delle convulsioni che le fanno tremare e scuotere tutto il suo corpo, fin quando al culmine del piacere, sente che i due maschi sono arrivati all’apice, e restando entrambi immobili piantati dentro di lei, poi le riversano una quantità industriale di sborra nel suo culo spanato che non riesce nemmeno a contenerla che cola fuori da quel buco così oscenamente aperto. I due maschi si sfilano, e tutti possono ammirare la voragine che è diventato il suo buco del culo. Lei quando loro si sfilano, avverte quella strana sensazione già provata in passato, di sentirsi vuota, come se ciò che era dentro di lei che fosse di colpo strappato lasciando un vuoto. Rimane sdraiata sul letto sfinita, gli orgasmi provati, hanno davvero sfiancata, ma sollevando lo sguardo si rende conto, che solo quattro dei sei maschi, hanno goduto mentre ancora ce ne sono due che si inginocchiano ai suoi lati, e a turno le infilano il cazzo in bocca e la scopano alternandosi fra loro, fin quando entrambi e riversano in bocca due copiose sborrate che quasi la soffocano, da quanta contemporaneamente viene fanno ingoiare. Quando anche l’ultima goccia è finita nella sua bocca, tutti e sei fanno un applauso, si avvicinano, e si complimentano con lei.
«Sei stata magnifica! UNICA! La troia perfetta che abbiamo sempre desiderato avere fra le nostre mani. Ognuno di noi rispetterà il patto che appena uscita dalla porta tutto questo non sarà mai avvenuto, ma saremo ben felici di ospitarti in questo letto, ogni qualvolta tu voglia godere con noi.»
Lei è commossa, quasi le viene da piangere nel sentire quelle parole, poi aiutata da Dario, malferma sulle gambe raggiungere il bagno, e si infila sotto la doccia. L’acqua risveglia i suoi sensi, tonifica il suo corpo e la riporta in un certo qual modo alla realtà. Poi recuperati suoi vestiti Dario la riaccompagna a casa. Durante il tragitto, lui si complimenta con lei per la splendida serata che ha passato. Silvia lo guarda sfinita, distrutta ma dentro di sé molto felice per aver goduto in maniera così sconvolgente e soprattutto per aver fatto fare una bella figura anche a lui. Il giorno seguente arriva in ufficio a mattinata inoltrata, il suo corpo è un insieme di dolori, che le ricordano la folle notte passata insieme a Dario. Fortunatamente Lucia è impegnata fuori dall’ufficio, e non vede in che stato ridotta la sua amica. Dario la convoca in ufficio, e dopo essersi assicurato del suo stato di salute, la stringe forte fra le sue braccia, la bacia con passione, e la sua voce lascia stupita anche Silvia.
«Sei stata meravigliosa! Una donna veramente fantastica. Ti assicuro che ieri sera mentre godevi stretta fra le nostre braccia, mi sono sentito la persona più felice del mondo. Anche i miei amici, sono rimasti veramente impressionati dalle emozioni che hanno vissuto con te, mi hanno detto di informarti nessuno di loro violerà il patto fatto con te. Inoltre ognuno di loro aggiunto che nel campo di sua competenza tu potrai chiedere qualunque favore ti sia necessario. Ieri sera, mentre godevi sopra quel letto, ti sei fatta una cerchia di amici, che forse non capirai mai quanto sono importanti, ma ti assicuro che ognuno di loro, per la stima, il rispetto che nutrono nei tuoi confronti è disposto a fare qualunque sacrificio tu gli chiederai.»
Da quella sera passano altri giorni, e lentamente si avvicinano le feste natalizie. La domenica prima di Natale, tutti dipendenti della banca vengono convocati nella sede centrale per uno scambio di auguri, che la direzione ama fare insieme a tutti i suoi dipendenti. A questa cerimonia però, non partecipano Luca e Silvia, perché impegnati come padrino e madrina al battesimo della figlia di una cugina di Silvia. Solo Marco e Lucia partecipano alla cerimonia. Il giorno successivo, Lucia racconta a Silvia, che Andrea il presidente della banca, è rimasto un po’ deluso quando non ha visto che insieme a loro Luca e lei non erano presenti alla riunione. Due giorni prima di Natale, nel tardo pomeriggio, Silvia esce da un negozio lungo il corso principale della città dove andata quel acquistare due piccoli regali che le mancavano per completare il suo elenco natalizio. Passando davanti alla sede centrale della banca, improvvisamente sente qualcuno che chiama il suo nome. Si gira e si trova davanti Andrea, che la guarda, per un lungo istante, resta a scrutare il suo corpo. Dopo un breve saluto, poiché sta cadendo qualche fiocco di neve, lui la invita ad entrare nel caffè che c’è dall’altro lato della strada perché intende offrirle un aperitivo e scambiare con lei gli auguri delle imminenti festività. Seduti ad un tavolino, mentre sorseggiano un aperitivo, Andrea, la guarda con occhi carichi di ammirazione le parla con un tono molto cordiale.
«Ammetto di essere rimasto deluso, quando non ti ho visto con Luca alla cerimonia dello scambio degli auguri. Lucia, mi ha informato che la vostra presenza era stata richiesta per un incarico decisamente molto più importante, per questo, in qualche modo ho accettato la vostra assenza.»
Silvia sorride, gli spiega che tenere fra le braccia quella giovane creatura così piccola, indifesa, è stata una esperienza davvero meravigliosa.
«Deve essere un’esperienza bellissima diventare madre, sentire la vita che ti cresce nel ventre, e poi per tutta la vita prendersi cura di quella creatura che tu hai messo al mondo.»
Andrea osserva la gioia che gli occhi della ragazza esprimono mentre parla di quella esperienza, poi si dice compiaciuto del fatto che Marco e Lucia lo hanno messo al corrente del loro progetto matrimoniale.
«Ho visto la gioia negli occhi di Marco, nel sentire finalmente arrivare il giorno in cui potrà indossare la fede al dito, sentirsi un marito. Mi domando, quando anche tu renderai felice Luca accettando, di diventare sua moglie.»
Silvia sorride, spiega ad Andrea, che la giovane coppia dei suoi amici, può contare su risorse economiche molto cospicue, anche se con loro non hanno mai fatto pesare questa disparità, lei e il suo Luca possono solo contare soltanto sui rispettivi stipendi, quindi prima di parlare di matrimonio, è prioritario sicuramente trovare una casa dove poi andare a vivere. Andrea la guarda scuote il capo, poi le si avvicina e parla sottovoce, quasi a non voler far sentire nessuno oltre a lei, quello che le sta dicendo.
«Non sono affatto d’accordo, quello che tu ritieni non essere prioritario in realtà è una cosa che il tuo fidanzato, attende con ansia da tempo. Credo che per lui sia una gioia immensa essere finalmente tuo marito. Ho visto con che occhi ti ammirava, quando alla cerimonia di inaugurazione, tu eri circondata da altri uomini, che desideravano, ammirare, una splendida donna come te, con occhi carichi di desiderio. Quella stessa gioia, l’ho vista negli occhi di Marco, quando assieme a Lucia, mi ha detto che finalmente lei sarebbe diventata sua moglie.»
Silvia lo guarda, quasi incredula, poi chiede, per quale motivo lui abbia questa profonda convinzione.
«A volte nella vita, capita di notare, cose che nella maggior parte dei casi sfuggono ai molti. Ero seduto, quando, ho notato un dettaglio che solo dal mio punto di vista potevo vedere. Ti posso assicurare, che mentre leggeva negli occhi dei maschi che ti guardavano il desiderio di possedere una splendida donna come te, una parte bassa del corpo di Luca, ha preso a gonfiarsi in maniera inequivocabile, indice che lui, non aspetta altro che di diventare tuo marito, diciamo, in maniera un po’ speciale.»
