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COME UNA BAMBOLA
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Racconto11 min di lettura

COME UNA BAMBOLA

I sogni di Manila, una bambola romantica E come ogni mese sono qui a fare i conti, a fare quadrare ogni singolo centesimo per le spese da affrontare, dalle bollette all’affitto di casa, che si racchiude in pochissimi metri quadrati ma a me basta. RISVOLTI DI UNA GIORNATA COME TANTE DI UNA DONNA SICULA CON DESIDERI E PASSIONI

RUBYROUGE LIVE
1 anno fa · 393 letture · 0

Giorgio era strafelice come un bimbo alla vigilia di Natale. Mi guardò e il suo sguardo cambiò in un attimo; mi disse di stare ferma e zitta tutto il tempo del gioco, non potevo né parlare, né ribellarmi! Ricordo che mi disse… “Strappa per qualche ora il cuore dal tuo petto e il gioco sarà più facile per te, le   bambole non hanno l’anima!” Feci un grande respiro, avevo il cuore in gola e mi sedetti sulla panca accanto alle altre bambole! Dopo qualche minuto si avvicinò e cominciò a guardarmi vicino, guardava i miei occhi e la mia bocca col rossetto rosso ciliegia, mi annusava per sentire quell’odore di fragola, mi spostò delicatamente il ciuffo dalla fronte. Rimasi immobile come una statua. Le sue mani andarono sotto il vestitino rosa e spostandomi le mutandine cominciò a toccarmi delicatamente la vagina depilata, era liscia, carnosa…mi sussurrò all’orecchio e mi disse: -Sembra di velluto, devo vedere quanto è profonda!- e smanettava le sue dita lussuriose dentro la mia vagina. Io, come una vera bambola, non potevo emettere nessun tipo di lamento. Quando finì di tastarmi la vagina, mi strusciò la sua cappella in viso e sulle labbra. Lo eccitava vedere il rossetto sul cazzo bagnato. Mi aprì la bocca con due dita e lo ficcò in bocca piano piano e poi forte forte, mi diceva che gli piaceva vedere la sborra sul mio visetto di porcellana. Mi mise in piedi e mi tolse le mutandine bianche di merletto, ordinò di fare pipì in piedi mentre mi penetrava il retto con le dita e con il bastone che apparteneva al nonno. Ricordo che quel bastone elegante aveva l’impugnatura con la testa di un leone! Direi una bugia se dicessi che in certi momenti non l’ho vissuta come una violenza ma cercavo di pensare che quella, era la chiave giusta per aprire la porta verso un altro mondo. Trattenni le lacrime con fatica, sia per il dolore fisico, che per l’umiliazione! Dio mio! Che stavo facendo??Giorgio mi prese in braccio per portarmi sul letto e io rimasi rigida e immobile come una bambola.“E adesso che vorrà ancora da me?”, pensai! Mi allargò le gambe, lui si spogliò di ogni indumento e si mise addosso a me. Avevo paura di guardarlo e cercavo di pensare a cose che non c’entravano nulla in quel momento orrendo e strano.Giorgio mi allargò la vagina con le dita e mi mise un intruglio gelatinoso, non so cosa fosse, ricordo l’odore, sembrava muschio o una cosa del genere. Il suo corpo schiacciava il mio mentre mi penetrava e  ansimava con affanno. Da sopra il vestitino mi stringeva i capezzoli duri, provavo dolore ma resistetti. Mi sborrò dentro come un fiume in piena, ficcandomi dentro la bocca la sua lingua morbida e vogliosa.Si accasciò stanco a peso morto su di me. Ad un certo punto mi sussurrò all’orecchio: -Sei stata bravissima Angelo mio. Puoi rivestirti con tutto il tempo che ti occorre, senza fretta.

Giorgio uscì dalla stanza e io mi ricomposi, mi guardai allo specchio e mi misi a piangere, mi sentii strana, non riesco nemmeno a descriverlo. Uscita dalla camera trovai Giorgio ad aspettarmi. Si era dato una sistemata anche lui. Venne verso di me, mi abbracciò forte al suo petto e mi disse che gli avevo regalato la felicità. Mi diede un assegno, io non ebbi il coraggio di guardare e lo salutai… mi accarezzò il viso e mi disse: -Tornerai da me, lo so!Fuori dalla Villa c’era lo stesso taxi ad aspettarmi. Avevo lo sguardo perso nel vuoto, guardavo fuori ma pensavo a tutt’altro e non mi sembrava l’ora di tornare nella mia piccola casa. Feci le scale di fretta e una volta chiusa la porta andai a farmi una doccia e a mettere il mio pigiama. Prima di sedermi sul letto andai a prendere la borsa e tremante aprii l’assegno…non credevo ai miei occhi, erano diecimila euro!!! Oddio che sensazione strana! Ero felice! Tutti quei soldi erano miei! Nei mesi successivi ci furono tantissimi altri incontri e quello che mi sembrava perverso, cominciò a tramutarsi in una piacevole normalità. Giorgio era il mio sostegno. In poco tempo mi regalò un appartamento lussuosissimo e l’auto tanto desiderata! Finalmente avevo soldi e presto lui realizzò il sogno tanto voluto per il mio futuro! Mi aprii un elegante B&B da incanto! Ora volevo pensare solo al mio futuro!

Continuo ad andare ogni settimana da Giorgio…forse per lui sono sempre la sosia dell’unica donna importante della sua vita!Lui per me è, e sarà, l’unico mio grande Amore ❤️

Racconto di Manila, cod. 111. Chiamala per avere maggiori dettagli sull’avventura che hai appena letto o per crearne una nuova assieme

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