Effettivamente il suo corpo ha preso subito a tremare di piacere, mentre io la sbattevo come un pazzo scatenato
.«Certo che te lo spingo tutto dentro, puttanona. Te la voglio sfondare tutta questa fica goduriosa, per poi riempirtela tutta del mio sperma: godi, vacca!»
Lei è stata scossa da un altro orgasmo, mentre io continuavo a chiavarla sempre più velocemente, poi si è girata e mi ha pregato di sborrarle in bocca.
«Non mi sborrare dentro altrimenti poi mi cola tutto lungo le cosce. Inoltre un bel cazzo come il tuo, voglio sentirlo svuotare nella mia bocca. Dai, chiavami ancora un po’ e poi, fammi bere!»
Non potevo esimermi dal soddisfare una così succulenta richiesta. Le ho dato ancora qualche altro colpo, poi mi son sfilato, lei si è inginocchiata davanti a me e spalancate le fauci, lo ha letteralmente fagocitato tutto fino all’ultima goccia. Le ho lasciato assaporare la mia verga per un po’, poi ne ho sfilato ina buona parte e lei lo ha stretto con entrambe le mani, mentre serrava ancora le labbra intorno alla punta e, con la lingua, mi torturava la cappella.
«Eccomi, dai, bevi, troia! Ingoiala tutta, fino all’ultima goccia!»
Non ne ha perso nemmeno una stilla. Lo ha ingoiato tutto fino all’ultima goccia ed ha leccato e pulito il mio cazzo in maniera perfetta! Poi ci siamo ricomposti velocemente e siamo usciti. Non vedevo il nostro tavolo, di conseguenza, per non destare sospetti anziché andare verso il tavolo, siamo andati verso il bar e ci siam fatti servire due calici di prosecco e con i bicchieri in mano siam tornati verso il nostro tavolo. Quando ci siamo arrivati, ho trovato solo mia moglie e mio cognato, mentre mia sorella ballava con Walter; mio cognato ha preso subito Tania e l’ha portata a ballare con lui. Valeria mi ha guardato un attimo e mi ha chiesto che fine avessi fatto. Io ho solo sollevato il calice indicando che eravamo andati a bere. È rimasta per un attimo perplessa, poi ha lasciato cadere qualsiasi altra richiesta di spiegazioni. Siamo rimasti circa un’altra oretta, poi tutti stanchi abbiamo deciso che la serata poteva finire lì. Nel salutare gli amici, ho visto Walter avvicinarsi a Valeria e sussurrarle qualcosa e, subito dopo, lei lo ha guardato con aria sdegnata, mentre io mi sono avvicinato a Tania e, fingendo di rinnovarle gli auguri, le ho sussurrato che ciò che era successo nel bagno era solo l’antipasto e lei mi ha risposto che era a mia completa disposizione, in qualunque momento avessi voluto un pranzo completo. Durante il viaggio di ritorno, Valeria è rimasta in silenzio; anche se avrei voluto chiedere diverse spiegazioni, nessuno di noi ha proferito parola. Giunti in casa nostra, sdraiati nel letto, ognuno di noi si è girato dal proprio lato e ci siamo addormentati. All’alba sono stato svegliato da una piacevole sensazione e, aperti gli occhi, ho notato che mia moglie mi stava succhiando il cazzo, che era già diventato bello duro. Ha sollevato lo sguardo, trovandomi piacevolmente sorpreso da quell’insolita iniziativa e, senza dir nulla, dopo avermi sorriso un po’ maliziosamente, è salita su di me e si è impalata sul mio cazzo. In silenzio ho sollevato le mani, ho afferrato i suoi seni e li ho impastati facendola godere, mentre dopo aver inarcato le gambe ho preso a sbatterla con forza dal basso, facendola godere. Con me non ha esternato il suo piacere, ma solo un lungo gemito mi ha fatto capire che aveva raggiunto l’orgasmo. Indispettito l’ho girata di lato ed ho continuato a scoparla con più forza, facendola godere di nuovo e, anche in questo caso, lei si è messa a gemere godendo quasi in silenzio. Allora mi sono sfilato da lei e l’ho fatta girare carponi, mi sono inginocchiato fra le sue cosce e, dopo aver appoggiato la punta del cazzo fra le labbra della sua fica, all’ultimo istante, prima di spingerglielo dentro, ho sollevato un po’ la punta e, senza nessun preavviso, l’ho infilato tutto nel culo con un solo affondo. Lei ha emesso un grido di dolore, cercando di sottrarsi a quella dolorosa penetrazione.
«Ahi, mi fai male! Fa piano, mi fai male! Lo sai che non lo voglio nel culo! Mi stai facendo malissimo: togliti per favore!»
Io ho continuato a rimaner piantato dentro di lei e la mia voce aveva un tono severo ed alquanto sadico.
«Ti faccio male? Senti dolore? Allora siamo pari, perché è lo stesso dolore che ho sentito io nel vederti scopare con Walter.»
Lei si è girata e mi ha guardato, cercando di negare.
«Guarda che non è come pensi… Io, cioè, volevo… Cioè no, io non… Non puoi dirmi, una cosa del genere!»
Io, rimanendo piantato nel suo culo, mi son allungato fino al mio comodino ed ho preso il cellulare. Un attimo dopo ho avviato il video che le avevo fatto, mentre scopava con Walter. Lei è letteralmente sbiancata. Mi ha guardato ed ha cercato di farfugliare qualcosa, delle inutili scuse, ma io le ho parlato con tono duro, che non ammetteva nessuna replica.
«Tranquilla, va tutto bene! Visto che ti piace far la zoccola, adesso si cambia! A partire da questo momento, voglio che tu esaudisci ogni mio desiderio, ogni mia fantasia; qualunque cosa ti chiederò di fare, tu dovrai obbedire ciecamente, altrimenti prendo questa registrazione e vado da un avvocato, affinché ognuno vada per la sua strada. Voglio subito una risposta, giusto il tempo che impiegherò a sborrare, perché se non mi avrai risposto prima, nel momento in cui ti schizzerò in bocca, sarai così piena di sborra che non potrai assolutamente aprirla. Decidi in fretta, perché ho voglia di sborrare.»
Senza aggiungere altro, ho preso a stantuffarle il culo con forza, facendola davvero soffrire. Ho sentito i suoi lamenti e le sue lacrime che, lentamente, si son trasformate in gemiti di piacere e, quando mi son reso conto che stava per godere, le ho assestato due sonore sculacciate, facendola sussultare ancora.
«Urla, vacca! Se stai godendo, lo devi urlare! Ho visto che con Walter non ti sei fatta nessuna remora ad urlare il tuo piacere. E poi ho anche altre cose da chiederti, ma questo lo farò dopo: adesso voglio solo sfondarti il culo ed avere una tua risposta!»
Mentre le dicevo questo, ho continuato a pomparle il culo sempre più forte e, ad un tratto, lei si è lasciata andare.
«Sì, dai, spaccami il culo! Fammi godere come una troia! Mi è sempre piaciuto molto prenderlo nel culo, ma ho avuto sempre paura di accettare questa cosa, perché non sei stato tu il primo a farmelo. Per tre anni sono stata la puttana del mio capo, che impazziva di piacere nel riempirmi il culo con le sue abbondanti sborrate! Sì, ti ho fatto cornuto per diverso tempo. Ora fai pure quello che vuoi, ma ti prego, continua a sfondarmi il culo!»
Ho sborrato all’istante. Sapere di esser cornuto, mi ha fatto ingelosire in una maniera pazzesca, ma, nello stesso tempo, anche sborrare come un fiume in piena. Dopo i primi schizzi, l’ho sfilato dal culo e, senza tanti convenevoli, gliel’ho presentato alle labbra: lei ha aperto la bocca e lo ha ingoiato tutto, fino alla radice. In quel momento mi son reso conto che mia moglie era veramente una zoccola: mentre, per tutto questo tempo, mi ero fatto l’idea che fosse una donna timida e rispettosa, adesso prendevo atto che, in realtà, avevo fra le mani una puttana viziosa, tutta da godere. Lei ha pulito per bene il mio cazzo, fino all’ultima goccia di sborra, poi si è allungata su di me e la sua bocca si è avvicinata alla mia e, prima di baciarmi, mi ha guardato con un sorrisetto alquanto ironico.
«Allora? Chi è più brava a far bocchini: io o Tania?»
L’ho guardata cercando di fingere di non capire, ma lei ha continuato con il suo sorriso ironico.
«Vi ho visti uscire dal bagno e sicuramente non eravate andati lì per fare pipì, quindi penso che, come minimo, un bocchino deve avertelo fatto. Ma non importa: a me sta bene anche così, solo che adesso ho voglia di baciarti, di farti sentire il sapore della tua sborra in bocca. Spero che imparerai in fretta ad apprezzare questo sapore, perché intendo fartelo assaggiare ancora altre volte e con un sapore sempre diverso.»
Il mio cazzo è diventato di nuovo duro all’istante. L’ho baciata con vera passione, mentre le infilavo di nuovo il cazzo nella fica ed ho ripreso a scoparla con forza, facendola godere di nuovo.Nella mia mente ho fatto un rapido consuntivo di quanto accaduto: ero finalmente felice di avere una moglie puttana, proprio come avevo sempre desiderato.
Ti è piaciuto?
200 racconti, 0 libri.
Altri racconti di pennabianca
La tua capacità di descrivere le emozioni e le sensazioni è semplicemente stupefacente. Ogni parola sembra trasportarci direttamente nella scena. Complimenti per questo racconto così avvincente!