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Erotika
Mia moglie da madre di famiglia a grandissima puttana
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Racconto27 min di lettura

Mia moglie da madre di famiglia a grandissima puttana

Trasformo la mia donna da perfetta donna di casa figli e famiglia ad una porca ninfomane pronta a tutto pur di godere

pennabianca
2 anni fa · 1.4k letture · 2

«Succhiamelo! Prendilo tutto in bocca, perché non resisto! È dal giorno di Natale che ti desidero, da quando ho ammirato le tue splendide cosce: per tutto il giorno non ho fatto altro che desiderare di poterti infilare il cazzo in bocca!»

Lei ha cercato di dissuaderlo, ma in maniera assolutamente poco convincente.

«No, dai, ti prego, non abbiamo tempo.»

Lui non ha sentito ragioni e, dopo averle appoggiato il cazzo fra le labbra, con entrambe le mani appoggiate sulla sua testa, glielo ha spinto direttamente tutto in gola. Ho visto mia moglie prendere quella discreta mazza tranquillamente in bocca, senza nessuna remora e questo mi ha, in qualche modo, dato fastidio, anche se ero tremendamente eccitato. Lui la scopava in bocca, soddisfatto del piacere che provava.

«Ci avrei giurato che eri una magnifica pompinara!»

L’ha scopata velocemente per un po’, poi, di colpo, l’ha fatta sollevare, voltare e piegare a 90°, cosa che lei ha eseguito senza opporre nessuna resistenza. Le ha sollevato velocemente il vestito e, spostato con un dito il filo del micro perizoma, le ha infilato di colpo il cazzo tutto dentro, fino in fondo.

«Che meraviglia! Che bella fica calda, che hai! Sei una zoccola stupenda!»

Lei ha preso a godere ed ha avuto subito un orgasmo che ha esternato apertamente, senza alcun ritegno.

«Sì, dai, continua! Dai, scopami più forte, che vengo!»

Lui ha preso a stantuffarla come un pazzo scatenato, mentre continuava ad insultarla.

«Certo che ti scopo! Ti avrei scopato il giorno di Natale, sopra il tavolo, davanti a tutti! Ma adesso ti spacco la fica e te la riempio, come un bignè!»

Lei ha avuto un altro orgasmo, poi si è girata e lo ha supplicato di non sborrarle dentro.

«No, ti prego, dentro no! Non mi sborrare dentro, non sono protetta, e poi, per tutto il resto della serata, continuerebbe a colarmi fra le mie cosce. Dai, ti prego, esci: te lo prendo in bocca.»

In quel momento, mi sembrava di esser stato catapultato in un altro universo. Quella che stava scopando, dall’altro lato del muro, tutto sembrava, tranne che la donna che, in tutti questi anni, ha scopato con me, nel nostro letto. Provavo una forte gelosia, ma anche una tremenda eccitazione, il tutto condito da una certa rabbia che stava montando in me sempre più. Lui ha continuato a chiavarla ancora per un po’, poi l’ha girata di colpo, facendola mettere di nuovo seduta. Lei ha afferrato, con entrambe le mani, quel cazzo che l’aveva fatta godere già per due volte, lo ha portato alla bocca e, senza alcuna remora, si è lasciata riempire la bocca dalla copiosa sborrata che lui vi ha riversato dentro.

«Brava, zoccola! Ingoiala tutta! Fino all’ultima goccia!»

È stato troppo. Silenziosamente, son sceso e sono uscito, ed ho deciso che era ora di tirare una bastardata. Ho aperto e fatto volutamente rumore, iniziando a chiamare mia moglie.

«Amore, dove sei? Amore, sei ancora in bagno? Dai, che mancano pochi minuti alla mezzanotte e ci aspettano tutti per il brindisi.»

Ho preso a tamburellare con le nocche sulla porta del bagno delle signore e lei, con voce roca, mi ha risposto:

«Sì, amore, arrivo subito, dai aspettami al tavolo, che ti raggiungo subito.»

Io ho insistito, sostenendo che mancavano pochissimi minuti e, quindi, era ora che uscisse. Lei ha aperto la porta ed è uscita con l’aria alquanto tesa e preoccupata, poi ha chiuso immediatamente la porta dietro di sé, mi ha preso il braccio ed ha cercato di guadagnare l’uscita. Aveva il viso stravolto e così mi son divertito un po’ con lei.

«Amore, che succede? Hai l’aria un po’ sbattuta! Stai bene?»

Lei ha abbassato lo sguardo ed ha semplicemente detto che c’era troppo caldo e mi ha quasi trascinato fuori dal bagno. Io però, appena uscito, fatti solo due passi, mi son fermato ed ho preso il cellulare in mano e, fingendo di controllare un messaggio, ho guardato l’inizio del video per accertarmi che fosse venuto perfetto. Lei, un po’ incuriosita, si è avvicinata, ma io ho subito chiuso la ripresa e, nello stesso tempo, in quel preciso momento, dietro di noi, alla spicciolata, è uscito Walter che, quando ci ha trovato fermi davanti alla porta, si è defilato verso il bar, fingendo di non averci visto. Entrambi ci siamo dati un’occhiata, perché sia io che lei, lo abbiamo visto benissimo e, sul viso di mia moglie si è subito resa evidente la sua preoccupazione, ma io, senza aggiungere alcunché, l’ho presa per mano e siam tornati al nostro tavolo. Poco dopo è arrivato anche Walter, che si è seduto senza dir nulla. Poi il solito rituale, la conta dei secondi, i tappi di spumante che saltano, i calici che vengono riempiti, i brindisi, i baci e gli abbracci, ma, quando Valeria si è avvicinata a me per darmi un bacio, io mi sono leggermente spostato di lato e, accostata la bocca al suo orecchio, le ho sussurrato una cosa che l’ha lasciata decisamente basita.

«Prima di darmi un bacio in bocca, bevi un po’ di prosecco, così elimini il sapore della sborra di Walter!»

Se le avessi dato una coltellata in quel momento, non sarebbe uscita una goccia di sangue, per quanto è rimasta raggelata dalle mie parole. Subito l’orchestra ha iniziato a suonare e tutti hanno iniziato a fare il classico trenino, compresi i nostri commensali, mentre noi due siamo rimasti seduti al tavolo, rifiutando l’invito di partecipare. Lei mi ha guardato senza proferir parola, io le ho sorriso e, con voce pacata, le ho detto:

«Tranquilla, va tutto bene; ne riparleremo a tempo debito!»

Lei ha provato a balbettare qualcosa, ma io non le ho dato tempo e, in un momento in cui il trenino di persone ci passava vicino, mi son alzato di scatto e mi son infilato immediatamente dietro le spalle di Tania, che stava appoggiata a mio cognato che, a sua volta era appoggiato a mia sorella, con davanti a sé, Walter. Dopo qualche minuto di baraonda, l’orchestra ha iniziato ad eseguire un tango ed io, che avevo Tania fra le mani, l’ho guardata, lei mi ha sorriso compiaciuta ed ha accettato di ballare con me. Immediatamente il suo corpo ha aderito al mio e, poiché ero ancora molto eccitato, ho letto lo stupore nei suoi occhi, quando il suo ventre è entrato in contatto con il mio membro duro. Per un attimo siamo rimasti a guardarci, poi lei mi ha fatto un sorrisetto malizioso e per tutta la durata del ballo, il suo corpo non ha smesso di strusciarsi sul mio cazzo. Terminato il ballo, siamo tornati verso il tavolo, dove c’erano gli altri quattro, che, però, erano tutti indaffarati a scambiare messaggi di auguri con i vari amici e, poiché l’orchestra ha ripreso a suonare, stavolta con una samba, Tania, senza alcuna esitazione, mi ha preso per mano e mi ha trascinato di nuovo in pista. Anche durante questo ballo il suo corpo, in particolare il suo splendido culetto, ha continuato a dimenarsi contro il mio pacco, sempre più duro. Tania è una bella donna, alta, snella, con una 3ª di seno ed un culo a mandolino, che è un vero spettacolo. Avendo poi tacchi alti, risultava ancor più evidenziato nella sua pomposità e, quindi, strofinare il mio cazzo contro quelle splendide natiche, mi ha procurato ancora una più forte eccitazione, al punto da farmi male. Finito di ballare, stavamo per tornare verso il nostro tavolo, quando l’orchestra ha ripreso con una magica e, quanto mai opportuna, lambada. C’è bastato guardarci negli occhi e subito lei ha iniziato a strusciare il suo corpo sul mio. Non stavamo ballando, stavamo semplicemente mimando un amplesso con i nostri due corpi a strofinarsi l’uno contro l’altro. Al termine di questa ulteriore musica, siamo rimasti un attimo abbracciati e lei ha scherzato:

«Accidenti! Se non finiva la musica, non so come sarebbe andata a finire!»

Io l’ho guardata ed ho sorriso.

«Te lo dico io come sarebbe andata a finire: che avresti visto una sontuosa macchia di bagnato sui miei pantaloni!»

Abbiamo riso entrambi e, dato uno sguardo in giro verso gli amici che, seduti al tavolo, erano tutti presi con i loro cellulari, mentre iniziava un nuovo motivo, ho preso Tania per mano e, poiché eravamo ad un passo dal bagno, ci son entrato dentro e, senza indugio, l’ho infilata nel bagno degli uomini. Appena chiusa la porta dietro di me, lei si è inginocchiata, mi ha aperto la patta dei pantaloni ed ha estratto la mia verga, dura all’impossibile.

«Wow! Che bel cazzo, che hai? Me ne ero accorta mentre ballavamo, ma trovarmelo fra le mani, è tutta un’altra cosa.»

Senza aggiungere altro, se l’è infilato quasi tutto in gola, dimostrando di esser una provetta pompinara. Per un po’, ho lasciato che assaporasse la mia verga, poi l’ho sollevata e l’ho messa appoggiata al water, l’ho fatta piegare in avanti e, dopo averle sollevato il vestito e scostato il filo del perizoma, con un solo affondo, gliel’ho infilato tutto dentro, facendola sussultare e gemere nello stesso tempo.

«Oh, sì. Spingimelo tutto dentro! Dai scopami forte, che mi piace da morire il tuo cazzo! Ecco, cazzo, sto per venire!»

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