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Mio marito voleva essere cornuto
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Racconto10 min di lettura

Mio marito voleva essere cornuto

La storia di Monia donna italiana caliente e disinibita che scopre che suo marito desidera più che mai diventare cornuto.

pennabianca
2 anni fa · 2.3k letture · 0

«Amore, faresti sesso con un altro uomo?»

Per un momento non recepisco la cosa, sono ancora stordita dal piacere. Lo guardo, mi aspettavo prima o poi questa domanda, ma sentirla mi ha davvero sorpreso.

«Scusa che dici? Tu vuoi che scopi con un altro maschio?»

Lui annuisce, mi guarda con occhi pieni di speranza, sembra non aspetti altro che io accetti.

«Ma tu sei tutto matto! Vuoi veramente le corna?»

Gli rispondo. Poi mi vado a lavare in bagno facendo decadere il discorso, anche se dentro di me si è accesa una fiamma, che sono sicura diventerà un falò. Per tre settimane, non torniamo sull’argomento. Siamo in estate, tempo di ferie. Quest’anno abbiamo prenotato due settimane in Corsica, isola che non conosciamo, ma che vogliamo visitare. Poi, dopo una mattina di lavoro, il pomeriggio si parte. La sera stanchi morti siamo arrivati in un complesso turistico vicino Calvi. Cena e poi a letto. La mattina successiva, andiamo alla ricerca di una spiaggia tranquilla. Dopo un bel po’ di strada, ci ritroviamo in una piccola baia dove siamo solo noi e una coppia. Il posto è splendido, incastonato fra due grossi massi di granito. Notiamo che le persone distese al sole sono nude, e quindi anche noi ci mettiamo comodi. È la prima volta che prendo il sole nuda, e questo mi dona una piacevole sensazione. Poco dopo arrivano due uomini. Uno, quello più giovane è biondo, fisico molto palestrato, mentre l’altro, più anziano ha un bellissimo tatuaggio sul petto. Si spogliano nudi e subito noto le loro splendide dotazioni. Il giovane lo ha decisamente lungo, ma l’altro è anche meravigliosamente grosso. Un breve cenno di saluto poi si distendono al sole. Poco dopo si alza il vento, e la coppia se ne va. Gianni sposta il nostro ombrellone vicino a uno dei due massi, e questo offre un ottimo riparo contro il vento. Poco dopo anche i due uomini ci chiedono se possono avvicinarsi a noi, e accettiamo. Mettono anche il loro ombrellone piantato senza il pezzo sotto, a maggior riparo dal vento, e noto che questo serve anche per avere più intimità da sguardi indiscreti. Seduti uno per lato li osservo, sembrano non curarsi di me, poi Gianni si alza per fare un bagno, e mi lascia sola. Immediatamente entrambi incominciano a toccarsi i membri, che rapidamente s’induriscono e mostrano tutta la loro bellezza. Sento che mi sto bagnando sotto, mi sento un languore sciogliere il ventre, cazzo! Ho voglia! E lui mi lascia con questi due che ora, lentamente si segano in silenzio mentre mi mangiano con gli occhi. Li guardo estasiata, cerco Gianni con lo sguardo, lo vedo tornare. Si asciuga, poi si mette in ginocchio davanti a me, mi guarda, mi fa cenno di lasciarmi andare. Resto immobile, lo voglio, ma non sono io quella che deve cominciare. Lo fa lui, mi accarezza un seno, mi bacia in bocca e poi si mette in ginocchio di lato. Per i due è il segnale che aspettavano. Quattro mani toccano ogni centimetro del mio corpo, mi stringono i seni, li strizzano, li succhiano a vicenda. Poi il vecchio m’infila il suo nodoso randello in bocca, mentre l’altro si è disteso davanti a me e mi sta leccando davvero bene. Ben presto sento che si stupiscono di come lo succhio bene.

«Come succhia. Che bocchinara. Dai bella, che poi ti apro tutta! Così, che bello, si fino in fondo alla gola.»

Quelle parole mi eccitano da morire. Sento montare il primo orgasmo, intanto l’altro mi ha infilato tre dita dentro, mi ravana la patata facendomi sbrodolare tutta.

«Accidenti sei un lago! È già tutta bagnata.»

Il vecchio si sposta, mi solleva le gambe fin sopra le sue spalle, poi di colpo mi pianta dentro quella trave di durissima carne bruciante. Godo e urlo dal piacere.

«È Stupendo. Mi fai godere subito.»

Non ho il tempo di aggiungere altro. Il giovane mi pianta in gola il suo cazzo che sarà anche più fino, ma è senza dubbio più lungo. Mi scopa la bocca, tenendomi la testa ferma fra le mani. Sento l’altro sfondarmi la fica. Mi fa morire quando lo affonda tutto dentro. Godo, urlo, perdendo la cognizione del tempo, e di quanto piacere sto provando. Guardo mio marito che si sta segando di lato in silenzio, estasiato da quello che vede. Poi cambiano posizione. Il vecchio si distende sotto e m’impala su di lui. Lo sento arrivare fin dentro il ventre. Da tempo, non mi sentivo riempire la fica così. Ricomincia a scoparmi dal basso, ha inarcato le gambe, mi spinge verso l’alto con poderosi colpi di bacino, per poi lasciare che io ricada su di lui sfondandomi la fica da sola. Impazzisco da quanto godo. L’altro intanto, si sta prendendo cura del mio culo, lo esplora con un dito, ne bagna un altro, poi anche un terzo.

«Accidenti! È spanata anche di culo! Dai che la voglio scopare anch’io.»

Si posiziona dietro, mi infila di colpo il suo lungo cazzo, molto lentamente dentro. Mi sento aprire in due. Urlo un misto di dolore e piacere, che mi fanno sbroccare anche l’anima. Godo. Si divertono a farmi impazzire, poi di colpo quasi in sincrono, escono e mi presentano i loro cazzi davanti alla bocca, schizzandomi in faccia, tutta la sborra che hanno dentro. Sento la sborra colpire il mio viso come frustate di fuoco, mi cola fin sopra le tette. Loro appena finito, prendono le loro cose e se ne vanno. Resto seduta con le spalle e il capo, appoggiato alla roccia, sono sfinita dal piacere provato. Gianni si avvicina, ha il viso estasiato, e la mano piena della sua sborra, credo che sia venuto almeno tre volte. Lo guardo, prendo la mano e la porto alla mia bocca. La lecco, assaporo anche il suo seme, ha buon sapore che mi è sempre piaciuto. Mi bacia.

«Grazie amore, sei stata meravigliosa.»

Nei quindici giorni trascorsi ha continuato a scopare con tutti quelli che le sono capitati a tiro, ha preso più cazzi che sole. Da quel periodo in poi, ha continuato a cornificarmi sempre, sia con me presente, che a da sola. Volevo le corna e lei mi ha accontentato.

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